sabato 19 ago
  • Sulla notizia

    Sulla notizia

    Caro Rosalio, i miei amici che scrivono sui quotidiani dicono che per stare sulla notizia devi battere il ferro finché è caldo. E allora sono tornato sulla notizia che, per pura coincidenza, è anche un luogo.
    La foto che ti ho inviato venerdì non evidenzia la reiterazione del comportamento di un singolo, ma denuncia che quel comportamento è generalizzato: come dire che l’occasione fa l’uomo ladro, ma se l’uomo è già ladro sa che le occasioni bisogna crearsele. Il motto suggerisce un’occasione casuale, un’evenienza, un accadimento che appartiene all’improbabile più che al “solito”. Evidentemente quel “margine superiore” non viene letto come un livello differente di vivibilità ma come l’estensione non voluta, o involuta, della via carrabile: tradotto sta per “che se ne fanno di tutto quello spazio i pedoni”.
    Dopotutto, l’eteronimo Isaia Panduri lo fa notare: «Che ve ne fate di un margine così largo quando invece in questa città scarseggia lo spazio auto?». In un certo senso l’affermazione mi ricorda l’anatema di Le Corbusier: «Il faut tuer la rue corridor» che, in senso metonimico, sta per «bisogna annullare la città storica»; oppure cancellare le tracce di quello che ci sopravvive, magari sovrapponendosi, mascherando o, meglio, sostituendo per gradi l’uso dei luoghi. Palermo è una partitura compiuta di luoghi sostituiti, per incuria o inedia, oppure stratificati, e tutto, in questa città a misura d’uomo, si sta declinando a favore del mezzo di trasporto da Co2. La sostituzione, però, non avviene per cause naturali; appartiene piuttosto alle modalità di interpretare il senso civico, ciò che appartiene a tutti e ciò che è condiviso con gli altri. Purtroppo eteronimi ce ne sono tanti, e ognuno nasconde la responsabilità degli individui di essere riconosciuti come tali.
    Chiudo, Rosalio, con una riflessione sui flussi: «la via che scorre accanto a quel marciapiedi», per dirla con Calvino, ha un suo perché. Si chiama via Papireto e dovrebbe ricordare un fiume a carattere torrentizio che, assieme al Kemonia, delimitava ad ovest la Palermo punica, quella delle origini. Si tratta di una via piuttosto breve, torrentizia, con dossi e selle, che conduce dal piano della Cattedrale al piano del Tribunale e ha, pur nella sua tortuosità di cuspidi e flessi, un disegno chiaro in cui i margini estremi scorrono pressappoco paralleli. Lungo questa via i marciapiedi sono “di risulta”, oppure restituiscono al passeggio pedonale ciò che la strada non occupa. Insomma, non ha, nel suo fluire, slarghi, frange o restringimenti, perché segue l’idea dell’originario fiume, per cui, al quid, il nostro “margine superiore” si appartiene: ha il valore che si merita e che gli è dato proprio dalla strada. Bisognerebbe insegnare ai palermitani, incolti, che quello spazio di tutti è anche per tutti.

    Palermo
  • Un commento a “Sulla notizia”

    1. Il suo sforzo di segnalare questi atti indecenti è davvero esemplare. Purtroppo sono del parere che le persone incivili che devono imparare questa lezione non leggano le pagine di questo blog. Sono anche del parere che moltissimi di loro non usino neanche l’internet. Mi domando inoltre se non abbia avvisato la Polizia Municipale. Di solito non vengono, l’ho già sperimentato, ma tentare non nuoce mai, se non a loro. La chiave di questo enigma palermitano credo che stia proprio nella vigilanza e nell’intervento delle forze dell’ordine. Ma è una chiave rotta da queste parti. Quindi, che fare?

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