Archivio del 7 novembre 2011

«…se non la sensazione di esser un uomo libero in una città che aspira solo alla normalità».
Così scrivevo poco più di un anno fa, proprio su questo blog.

Rileggere queste parole oggi, quando il primo capitolo di questa esperienza volge al termine, provoca in me, ed in tutti noi, che fin qui abbiamo contribuito, una enorme emozione.

Il processo partecipativo che abbiamo innescato e che ad oggi conta decine di attivisti nel comitato, oltre 6000 firme ed oltre 7000 tra amici e fan su facebook, sta diventando sempre più una macchina di contagio positiva e solare. Continua »

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Per quanto mi riguarda, ittassi vuci, non è solo l’azione del gridare ma un vero e proprio stato d’animo.
Tutto comincia con un pantalone sparito…
Una settimana fa il pantalone era dentro l’armadio… Io l’ho visto… Vado a prenderlo, mi dico, ma niente… Cerco, ricerco, ricontrollo… Boh… Niente da fare, non si trova… Da qui l’affermazione ITTASSIVUCI che racchiude in sé la rabbia del momento non esternata, del resto, con chi litigo, con l’armadio????
E meno male, penso, che la casa è piccola: 47 metri quadrati, al momento, per quattro persone… Mah…
Torno però allo stato d’animo, sì perché secondo me, per noi palermitani, una parola, un’espressione non ha mai solo il senso letterale ma si estende, si espande, riunisce, coinvolge, ecco perché ittassivuci, diventa un’unica parola espressione di ben altro.
Faccio una premessa: io grido da quando sono nata, penso, e tendo ad infastidirmi specialmente quando ritengo che non ci sia linearità nelle azioni, questa cosa del gridare mi ha fatto conquistare in famiglia l’appellativo di “muzzicata dalle api” (altro termine che indica il fatto che qualcuno appena punto abbia uno scatto istintivo per il dolore, ma da noi per estensione indica un soggetto sempre agitato). Continua »

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«Palermo è in procinto di cambiare». Con questa frase finivo l’ormai lontana seconda puntata e anzi, alcune righe prima, spiegavo che si trattava di un vero falso cambiamento. Ma è lontano dal mio proposito fare riferimento alla ricorrente frase di Tomasi di Lampedusa, ormai nella memoria di tutti i siciliani e non solo. La mia intenzione è di inoltrarmi nel presente della nostra città (anche mia perché vissuta e a volte amata e a volte odiata, como accade con le persone che più ci stanno a cuore) in questo momento non tanto cardinale, poiché ogni periodo della vita e della storia è importante per qualsiasi motivo, ma quanto cruciale perché peggio di così c’è solo lo sfinimento a vita e fino alla fine dei tempi. Pensate che sono troppo pessimista? Continua »

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Francesco Cascio

Dopo voci e smentite il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Francesco Cascio (Il Popolo della Libertà) ha dichiarato: «Non vorrei essere il candidato sindaco».

Durante la settimana sarà ufficializzato il nome del Terzo polo. Potrebbe essere Caterina Chinnici, già assessore regionale.

Speciale elezioni sindaco di Palermo.

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Ha inaugurato sabato alla Galleria d’Arte Moderna (piazza Sant’Anna) la mostra 1861-2011 – L’Italia dei libri, riflessione su un secolo e mezzo di letteratura nel 150° anniversario dell’unità italiana che raccoglie schede, fotografie, giudizi critici, curiosità, i volumi originali, gli oggetti-simbolo, i volti e le voci dei protagonisti in rari documenti d’archivio.

La mostra rimarrà visitabile dino al 27 novembre dalle 9:30 alle 18:30 (giorno di chiusura lunedì). La biglietteria chiude alle 17.30.

Accesso libero alla mostra per i possessori del biglietto di ingresso al museo. Intero 7 euro, ridotto 5 (over 65 e giovani tra i 18 e i 25). Ingresso gratuito per scolaresche e minori di anni 18.

“1861-2011 - L'Italia dei libri”

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È stata inaugurata sabato presso la Galleria d’arte Caffè Guerbois (via Valdemone, 35) la mostra Cinquanta duemila di Achille Perilli.

Venti tele coprono mezzo secolo circa dell’attività di uno dei protagonisti della pittura contemporanea, “astrattista geometrico” che esalta la forma pura rappresentata da parallelepipedi e forme geometriche che si proiettano sul piano risultando alla fine inverosimili ed irregolari, quasi irrisolte allo sguardo. Immagini che scorrendo sotto gli occhi danno l’impressione di guardare dentro un caleidoscopio.

La mostra, a cura di Alessandro Ammirata, rimarrà visitabile fino al 4 dicembre tutti i giorni dalle 10:30 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 20:00. Chiuso lunedì mattina e festivi. Ingresso libero.

Achille Perilli - “Cinquanta duemila”

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