martedì 17 ott
  • I lettori di Rosalio diventano arte

    In occasione della recente manifestazione Hip Hop Dayz 2011, dedicata alla danza e alla urban/street art, è stata esposta una videoinstallazione costituita da un filmato già al centro di un acceso dibattito inaugurato dalla pubblicazione del video su Rosalio. I commenti pubblicati dai lettori del blog, quasi tutti dai toni accesi e polemici, stampati ed esposti su un leggio accanto alla al video oggetto dello scandalo, completavano la videoinstallazione proiettata nello spazio Ducrot dei Cantieri culturali della Zisa. Pubblicato inizialmente su YouTube, il video originale dal titolo La potenza del delirio, si poneva due obiettivi fondamentali: 1) proporsi come un tentativo di dare voce e diffondere l’opinione di una cittadina permettendole di affacciarsi con il suo discorso ad un mondo, quello di Internet, a lei molto probabilmente non accessibile; 2) raccogliere le reazioni degli utenti di youtube e di Rosalio per presentarli insieme al video ad altri utenti, quelli degli Hip Hop Dayz, sotto forma, questa volta, di videoarte. Come vi è senz’altro noto, la maggior parte delle reazioni dei lettori di Rosalio, hanno mostrato, sorprendentemente, intenti a dir poco reazionari, feroci e censori. Le loro posizioni, infatti, tuttora leggibili nei commenti al post o, in versione cartacea nella videoinstallazione ai Cantieri, erano dominate da un sinistro spirito di protezione verso la signora, giacché secondo molti utenti, ella non avrebbe avuto la possibilità, in quanto non sana, di difendersi da attacchi cinici e derisori. Secondo tali utenti la signora andava dunque rimossa, eliminata insieme al video che lei stessa voleva raggiungesse un largo pubblico: «Mi pigghiassi, mi pighiassi e mi pigghiassi! E ciù issi a mettiri ‘nta ‘u giuinnali!». Il richiamo alla sacra privacy per giustificare la censura, il turpiloquio nel raccontare la propria opinione, l’accusa immotivata di cinismo, la condanna all’inammissibilità della pubblicazione del video senza prima la costruzione di una cornice adeguata, (artistica, nella fattispecie), hanno restituito una cupa immagine dei commentatori che, celati dietro lo schermo del computer, hanno liberamente manifestato un desiderio di moralizzazione e di rimozione del diverso che crediamo costituiscano una triste rivelazione, un precedente che non può essere ignorato. L’eclatante avverarsi della profezia Deleuziana sulla potenza del delirio (che prevede un delirante ridotto all’impotenza da censori che scoprono, segregano e nominano il deviante come tale, proprio grazie ai segni del delirio stesso), rappresenta un campanello d’allarme sullo sfacelo culturale e sull’adesione a modelli psichiatrici dalla brutalità inaudita che, se uniti all’uso della privacy come giustificazione della censura, all’impossibilità auto-ammessa di tollerare il video e la signora al di là di una cornice artistico-filmica, più volte invocata, rappresentano elementi molto preoccupanti e al contempo spunti importanti per cominciare una profonda riflessione sulla società palermitana contemporanea. I commenti citati ed il video, riuniti, trasformati, incorniciati nello spazio espositivo che li rende arte, vengono adesso riproposti, in un gioco che passa continuamente dal mondo off a quello online, proprio a quella società che ridurrebbe volentieri all’impotenza ogni piccolo delirio. Essa desiderava la cornice artistica per fuggire al contatto diretto e crudo con il discorso dell’altro, per renderlo digeribile ed inoffensivo ed è finita per essere incorniciata insieme all’altro, insieme a quel diverso tanto disprezzato, quanto apparentemente difeso. L’obiettivo questa volta è anzitutto quello di riagganciare un discorso, un dialogo, perché la censura, l’attacco violento sferrato al linguaggio e all’enunciazione della signora, il silenzio del bavaglio e la rimozione, (ben rappresentati nel video sottoforma di una griglia bianca che nasconde parzialmente la scena), vengano discussi e decostruiti, parlati e, se necessario, delirati all’infinito.

    Ospiti, Rosalio
  • 3 commenti a “I lettori di Rosalio diventano arte”

    1. sto video è bellissimo, non capisco perchè fu cancellato “CI VUOLE LA PENA DI MOOORTTEEEE!!”

    2. Mitico! Bel lavoro!

    3. E’ bello vedere che nuovi gruppi creativi stanno cercando di svegliare questa città.

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