giovedì 19 ott
  • A19: colpito e affondato!

    Scarto il primo.
    Lo lancio in bocca con la precisione di un cestista dell’NBA. Indugio qualche secondo, mentre pezzi di cioccolato e sciroppo di caffè vanificano i due minuti scarsi di spazzolino e dentifricio al bicarbonato di sodio.
    Sms della mattina.
    Un asterisco.
    Invia.
    Una cosa sbrigativa. Più che sufficiente. Una sveltina di affetto metropolitano.
    L’ascensore profuma di eau sauvage. Annuso meglio: eau sauvage “estrême”.
    L’architetto del nono piano deve essere appena andato al lavoro.
    In genere la sua scia di Diòr dopo pochi minuti viene coperta da un forte tanfo di Malizia Uomo: il “cugino” della moglie dell’architetto.
    Fa freddo e l’aria odora di foglie bagnate.
    Un brivido. Sono terrorizzato. Mi succede ogni volta che devo pecorrere la Palermo-Catania.
    Provo la stessa sensazione, quando entro nel salone di casa di mia nonna. Rimango impietrito, osservato da una falco di porcellana e dalla foto di mio zio buon’anima.
    È come se all’improvviso i candelabri d’argento dovessero illuminarsi di fuochi fatui, rischiarando la chincaglieria da bomboniera, esposta con orgoglio nella vetrinetta in stile fiorentino.
    Credo che ci sia un fantasma nel salone di nonna.
    Ma io so il trucco!
    La lingua guizza dentro la bocca, facendo il “segno della croce”. Tre volte di seguito. Velocemente. Il fantasma mi lascia libero e posso scappare via.
    Ecco, quando devo percorrere la Palermo-Catania ho questa stessa paura. Un po’ come se il giorno dopo a pagina diciassette del Giornale di Sicilia dovesse campeggiare la mia foto, con le dichiarazioni di affetto degli amici, rubate dalla mia bacheca di facebook:

    «Mì, ci mankerai troppissimissimo!!!».
    «Voglio ricordare solo il tuo sorriso».
    «E adesso quelle cinquanta euro che mi dovevi?».
    «Un attimo pùò rubare la felicità di una vita _§*§* PeTaLi di SoLe*§*§_».

    Succedono cose strane su quella strada.
    Per esempio prima di arrivare a Bagheria si fondono le testate dei motori delle automobili.
    Una nuvoletta di fumo grigio si solleva in cielo: è il segnale. Cinque minuti dopo il ragazzetto del soccorso stradale ha già caricato la preda, ancora fumante, sopra il suo gigantesco avvoltoio arancione. Centocinquanta euro ed un caffè per il ragazzo, bene che vada.
    A Scillato invece scoppiano i copertoni.
    A Tremonzelli, in galleria, si spengono i motori e le auto vanno in black-out.
    È un’autostrada maledetta.
    Mi sento come Alberto Sordi nell’ultima scena de La più bella serata della mia vita. Di fianco, sul sedile, la mia condanna a morte. Davanti, il precipizio.
    Sto per lasciare Palermo col cuore piccolo così.
    Prima però accosto: devo fare benzina.
    Mi investono delle luci azzurre. Born this way, remixata in filodiffusione. Dal nulla spuntano tre valchirie truccatissime in tuta grigia aderente. Deglutisco e spengo il motore.
    Nessuna fantasia adolescenziale avrebbe potuto prepararmi.
    Cerco conforto in un altro cioccolatino al caffè.
    Lo scambio di battute tra me e la più agèe tra le tre benzinaie è inequivocabile:
    – «Quanto?».
    – «Trenta euro!».
    Un’Alfa Romeo si accosta alla mia Mazda.
    Un rapido sguardo di complicità tra me e l’altro autista.
    Sappiamo entrambi che non lasceremo mai più questo distributore di benzina. Lui fa il pieno.
    Siamo vittime della Maga Circe, trasformati inesorabilmente in porci.
    Un trillo mi risveglia. È il cellulare dell’altro sventurato suino.
    Io pago velocemente, approfittando della temporanea lucidità.
    Lui…
    – «Pronto…sì tesoro…ah è andato già via?… Sì…cioè…certo che arrivo…guarda…ehm… … magari perdo giusto un’oretta…
    Dallo specchietto retrovisore lo osservo, mentre scende dall’auto ed un forte tanfo di Malizia Uomo si mischia all’odore di benzina.

    Colonna sonora: Datemi un benzinaio (Daniele Silvestri)

    Ospiti
  • 10 commenti a “A19: colpito e affondato!”

    1. G E N I A L E!!!!!!!!!

      Ho provato le stesse sensazioni quando mi sono fermato dalle benzinaie in questione… un’atmosfera surreale con luci stratasce e musica tamarra a tutto volume… tutto molto surreale!

    2. Mammamia!!ho ancora i brividi!!! 🙂

    3. @Mimmo, 10 e lode.
      Una sera, saranno state le 23.00, percorrevo la tratta, all’altezza di Termini Imerese mi addormentai….mi svegliai dopo 2 ore a Messina…
      Stranezze…pare che in quella zona vi sia un buchetto spazio temporale…

    4. @stupidocane: ma guidavi Tu??

    5. Ovviamente.

    6. certo che guidavo io…
      alla mia sinistra alcune luci bianche, rosse e a tratti verdi attirarono la mia attenzione; pescherecci pensai, in quella direzione c’è il mare….ma a mezz’aria?
      Ufo mi dissi quasi sollevato…sollevato troppo forse, Cefalù era piccola piccola dall’alto e la costa spariva sotto le nuvole…

    7. E’ da tantissimo che non percorro quella strada, urge rimediare, voglio assolutamente vedere queste “addette alle pompe”. 😉

    8. @stupidocane:ok…mi stai prendendo in giro! 🙂

    9. @Manuela.
      Forse non tutti sanno che la sopracitata autostrada, dal tratto che va da buonfornello sino a tremonzelli, segue il corso del vecchio fiueme Imera.
      Il faro era l’odierno museo Himera, posto sull’estuario.
      Le barche panormite attraccavano dove adesso c’è il villaggio Himera e con altre imbarcazioni a remi, risalivano il fiume; navigabile ed a tratti profondo anche 90 metri.
      Dopo circa 8 ore erano arrivati; il fiume diventava impetuoso ed erano costretti a prendere i muli. Siamo a Tremonzelli.
      Si raggiungevano le Madonie per far carbone! (denovo docet) A volte per prendere il ghiaccio che le popolazione conservavano nelle “nivere”, estate compresa.
      Il viaggio era lungo e tempestoso….
      T.B.C.

    10. @stupidocane: Grazie mille per puntualissime precisazioni storiche.

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