venerdì 18 ago
  • L’autobus non passa mai

    Periodicamente leggiamo sui giornali di disservizi che siamo costretti a subire dalla nostra amministrazione: l’autobus non passa mai, la strada non viene mai pulita, gli alberi non vengono potati, ecc…
    Servizi pubblici formalmente ben organizzati ma che concretamente non riescono a soddisfare le esigenze dei cittadini: la frustrazione è tangibile.
    Il nemico sembra avere ormai un nome: il dipendente pubblico o pseudo tale.
    Percepiamo l’assurda proporzione in cui qualità dei servizi e numero di addetti sono inversamente proporzionali.
    Il luogo comune è inutile e controproducente. Troppo facile trovare nemici. Le responsabilità sono diffuse e condivise (tre fasi retoricamente ripetute).
    Le nostre organizzazioni hanno semplicemente perso di vista il loro obiettivo primario che non è quello di garantire stipendi ma piuttosto risolvere problemi e promuovere benessere. Lo stipendio sicuro ne è una conseguenza.
    Questo è il punto da cui ripartire.
    È possibile? Certo.
    Circa un anno fa abbiamo votato, tra i referendum, la possibilità di “privatizzare” l’acqua.
    Fortunatamente la proposta non è passata, menomale.
    Ma i palermitani che facevano mentre nel resto d’Italia si bloccava l’iniziativa?
    A Palermo, se non ricordo malissimo, la percentuale di votanti è stata tra le più basse del paese.
    Eppure siamo i figli prediletti dell’istituzionalizzazione paternalistica del posto “pubblico”. Non siamo neanche capaci di pensare un’alternativa, completamente assorbiti dalla logica che sopisce ogni tentativo di emancipazione sociale.
    Votando il veto alla proposta non capivamo neanche perché lo facevamo eppure era ovvio.
    La domanda che mi assillava era questa: «Perché dovremmo privatizzare la gestione idrica che, al di là dell’ovvia connotazione etica, non è sostenibile?».
    La privatizzazione dell’acqua non aveva senso; chissà per quale logica la proposta.
    Non avrebbe funzionato per questioni psico-economiche: «L’uomo-azienda non migliora la propria condizione se non attraverso il confronto che si manifesta nella concorrenza».
    Senza concorrenza non miglioriamo: Perché dovremmo farlo? Perdo clienti? Qualcuno è più bravo
    di me? No. Siamo essenzialmente pigri come tutti gli animali. L’acquedotto quindi avrebbe continuato ad essere quello che è.
    Il paradosso per me era scontato: Il traffico d’acqua può avere una proprietà e il traffico nelle strade no?
    Palermo vive quotidianamente disagi della mobilità.
    Perché anziché trovare soluzioni originali ed inedite scopiazziamo sempre le altre città?
    Ogni mattina è deleterio vedere come la maggior parte delle macchine sono occupate da una persona: eppure il motorino sarebbe impossibile da usare solo un mese l’anno. Perché le nostre amministrazioni non provano a promuovere delle convenzioni con le assicurazioni? Assicurazioni alla persona con dieci anni di patente per guidare ciclomotori all’interno del perimetro della città o direttamente assicurazioni del comune di Palermo.
    Bici e car sharing? Commentate voi.
    Perché non dare invece immediatamente la possibilità ai dipendenti Gesip in esubero di utilizzare il loro mezzo per servizi taxi semi-pubblici? Macchine riconoscibili, prezzi trasparenti, qualcuno
    compra un furgoncino nove posti, corse condivise, ecc…
    Guadagnerebbero sicuramente di più e con più soddisfazione, con costi sostenibili e prezzi abbordabili.
    Bla, bla, bla, ma i taxi hanno le licenze, non si può fare, ieri non ho potuto studiare ed a casa la sapevo.

    Ospiti
  • Un commento a “L’autobus non passa mai”

    1. Io, che ho comprato un’automobile, per utilizzarla vengo obbligato dalla legge a rivolgermi a un privato (l’assicuratore). Questa, secondo me, è una cosa assolutamente FOLLE! Ancora più folle del bollo che, alla fine, è una tassa di possesso per un bene che usufruisce di un bene pubblico (le strade e tutti i servizi connessi). Perché non istituire delle assicurazioni statali? Almeno per l’RC Auto, poi se vuoi assicurarti la macchina contro uragani, cavallette e attacchi alieni sei libero di farlo con chi vuoi. Un’assicurazione pubblica, con un equo canone e delle regolamentazioni scritte nero su bianco. Non come fanno le assicurazioni che possono aumentarti il prezzo quando vogliono, perché tanto sei costretto a pagare se vuoi usare la macchina o il motorino. E guai a fare un’incidente! Quest’anno sono stato tamponato da un ragazzo di appena 20 anni. Lui voleva farmi l’assicurazione ma io gli ho consigliato di pagarmi i danni, perché alla fine avrebbe finito per pagare molto di più. Risultato? Con 500 euro di carrozziere mi ha sistemato il danno ed eravamo tutti contenti. A 20 anni, neopatentato, quanto avrebbe pagato di più di assicurazione se avessimo fatto il CID?

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