martedì 17 ott
  • Gli americani vorrebbero investire a Termini Imerese ma…

    «Le buone intenzioni – ci ricorda Oscar Wilde – sono state la rovina del mondo. I soli che hanno compiuto qualche cosa nel mondo sono stati coloro che non avevano nessuna intenzione». Questa frase cala a pennello a Termini Imerese dove tutti, in questi giorni, dopo la chiusura della Fiat, sembrano armati di buone intenzioni. Tanti, forse in troppi, osservava ieri il sindaco di questa città, Salvatore Burrafato, in un’intervista a Link Sicilia, ruotano attorno alla reindustrializzazione di questo luogo. Poi, però, quando si presentano due gruppi imprenditoriali americani disposti ad investire, ecco che si scopre che non ci sono aree industriali disponibili. Possibile?
    La storia che vogliamo raccontarvi è particolare. Molto particolare. E si intreccia a doppio filo con quello che è avvenuto nelle scorse settimane, con quello che sta avvenendo e con quello che avverrà nei prossimi mesi a Termini Imerese. Riassumiamo.
    Dopo oltre quarant’anni – e dopo aver “inghiottito” una caterva di contributi pubblici e di agevolazioni di tutti i generi e di tutte le specie (dallo Stato e dalla Regione siciliana) – la Fiat annuncia la chiusura dello stabilimento di Termini Imerese. Lo fa con circa due anni di anticipo. E mantiene gli “impegni”. Infatti, qualche settimana fa, “agneddu e sucu e finiu ‘u vattiu”, ovvero chiusura dello stabilimento. Morale: duemila e 200 famiglie in mezzo alla strada.
    Nel frattempo Stato, Regione e vari gruppi imprenditoriali hanno dato vita a una lunga trattativa per trovare il modo di rilanciare la produzione di automobili a Termini Imerese. Sul piatto ci sono un sacco di soldi: 150 milioni di euro circa della Regione e altri 250 milioni di euro a carico dello Stato. Totale: circa 400 milioni di euro.
    La scelta cade su un gruppo molisano: Dr Motor. Proprio nei giorni in cui a Roma sta per maturare questa scelta, Il Sole 24 Ore – cioè il quotidiano della Confindustria – pubblica una serie di servizi dove si fanno le classiche “pulci” a Dr Motor. Il gruppo non sarebbe affatto quel “gioiellino” che viene frettolosamente “dipinto” tra Roma e Palermo, ma al contrario, un’azienda con tanti problemi. Nell’opinione pubblica – e soprattutto tra gli addetti ai lavori – cominciano a prendere piede le perplessità.
    Insomma: di mezzo ci sono tanti soldi. E non sembra facile capire se l’interesse di tanti soggetti (quelli di cui parla il sindaco Burrafato, per intendersi) sia legato alla voglia di rilanciare sviluppo economico e occupazione a Termini Imerese o sia, invece, il solito modo per far sparire 400 milioni di euro per non avere, alla fine, né sviluppo, né occupazione.
    Mentre a Termini Imerese politici, burocrati e imprenditori siciliani e molisani si interrogano sulla cosmogonia di Anassimene e di Anassimandro da applicare ai 400 milioni di euro, alla porta bussano prima un gruppo imprenditoriale americano e poi un secondo gruppo, sempre statunitense. Che vogliono questi?, si chiedono i “filosofi” impegnati a riflettere sul futuro di Imera. Sono qui per prendere (sempre dai 400 milioni di euro) o per dare?
    Stando a quello che a noi risulta, il primo gruppo americano (come potere leggere sempre su Link Sicilia, dove, cercando, troverete ben due articoli pubblicati la scorsa settimana su questo argomento) vorrebbe investire 100 milioni di euro per un totale di 700 nuovi posti di lavoro. Missione (noi ci rifiutiamo di scrivere mission): produrre batterie particolari. Si tratterebbe di batterie dove accumulare l’energia prodotta dal vento e dal sole. Per la Sicilia andrebbe bene, se è vero che abbiamo consentto la realizzazione, nelle nostre contrade, di un sacco di pale eoliche. E se è vero che, negli ultimi tre anni, la Sicilia ha investito molto nell’energia fotovoltaica.
    Poi ci sarebbe un secondo gruppo che vorrebbe investire nel trattamento dei rifiuti. Quanto? Forse altri 100 milioni di euro. Per noi siciliani – e soprattutto per i palermitani – andrebbe pure bene. Anche in questo settore siamo indietro. In pratica, andiamo avanti con le discariche. E quella di Palermo – Bellolampo “beach” – è quasi satura. Ma anche per questo secondo gruppo imprenditoriale americano – come del resto per il primo – a Termini Imerese non ci sarebbe posto. Possibile?
    Il sindaco di Termini Imerese dice che chiunque arriva in Sicilia per investire si confonde e si scoraggia. Si confonde perché viene sbattuto da un ufficio pubblico all’altro per permessi & autorizzazioni. Si scoraggia perché, a furia di girare da un ufficio pubblico all’altro, si convince – e non ha torto – di essere entrato dentro una sorta di ‘Castello di Kafka’ dove, per definizione, non ci sono né risposte, né certezze. Possibile?
    E siamo tornati alla massima di Wilde: «Le buone intenzioni sono state la rovina del mondo…». Perché? Perché appena qualche mese fa l’Assemblea regionale siciliana – naturalente ‘armata’ di buone intenzioni – ha approvato in pompa magna una legge che avrebbe dovuto snellire l’attività amministrativa. Così, almeno, è stato presentato – e soprattutto pubblicizzato – questo provvedimento legislativo.
    La mano pubblica ha persino acquistato spazi qua e là, magnifcando le virtù taumaturgiche di una legge che avrebbe dovuto risolvere annosi problemi storici. Ora arriva il sindaco di Termini Imerese e ci dice che questa legge è solo “un esercizio” (di stile?). Cioè una presa in giro. La prova provata è data dagli americani che – a parte le aree che, almeno fino ad oggi, non hanno ancora trovato – sono stati letteralmente travolti e scoraggiati dalla burocrazia. Li hanno scoraggiati perché avevano cattive intenzioni? O perché, non avendo “nessuna intenzione”, come dice sempre Oscar Wilde, avrebbero potuto ‘commettere’ qualcosa di utile? Vacc a capire qualcosa.

    Ospiti
  • 27 commenti a “Gli americani vorrebbero investire a Termini Imerese ma…”

    1. L’Inferno è lastricato di buone intenzioni!!!!!!!

    2. Intanto noi dipendenti della Drmotor a natale siamo senza stipendi e senza tredicesima.

    3. Il problema sono i contributi a pioggia…
      E che tristezza che non possa esistere un’area per qureste aziende.
      E nel mio piccolo, auguro un buon natale a questi operai di termini che hanno fatto le spese di anni di ricatto da parte di Fiat, che si e’ presa i soldi e ha chiuso…
      No comment

    4. E invece COMMENT.
      .
      1.
      Prima di sparare sulla Fiat,bisognerebbe portare qualche numero.Ad esempio quante auto sono uscite da quello stabilimento nei circa quarant’anni di
      attivita`,quanti sono stati i bilanci in attivo,
      A QUANTO AMMONTANO esattamente i contributi pubblici a sostegno dell’impresa,quante famiglie e
      per quanti anni hanno percepito una retribuzione,
      e cose di questo genere.
      .
      2.
      Una semplice riflessione.Se la Fiat,nella sua veste di Imprenditore,si fosse trovata nella condizione di avere PROFITTI,per quale motivo
      avrebbe deciso di CHIUDERE TERMINI IMERESE?
      .
      3.
      i 350 o 400 milioni di euro,da anni “pronti”
      per aiutare l’avviamento di nuove attivita` industriali,in una ipotesi non trascurabile potrebbero essere distribuiti alle 2000 o 3000
      famiglie ,che potrebbero cosi` cominciare in
      modo individuale una qualche attivita`
      IN LOCO o ALTROVE
      Cosi` queste somme verrebbero interamente
      utilizzate fino all’ultimo centesimo.
      .
      4.
      Perche` in Sicilia non riesce a venire fuori
      una imprenditoria locale?
      Perche` bisogna puntare sempre su qualcuno che
      DA FUORI
      viene ad investire in Sicilia ?
      In un’epoca globalizzata,nella quale le attivita`
      a forte impiego di man- power danno risultati
      positivi in paesi in cui il costo del lavoro e`
      notevolmente inferiore,
      che cosa dovrebbe spingere imprenditori esteri,
      americani e no,a venire a rischiare in Sicilia?

    5. non bastano mollette per turarsi il naso, l’odore d’imbroglio si sente a chilometri da termini imprese, come si fa a credere che qualcuno senza contributi possa fare meglio della fiat? è la solita storia di distribuzione a pioggia ( distruzione) di risorse per fare politica ed altro….sulle spalle della povera gente. la vocazione della sicilia non è quella industriale ma sicuramente quella turistica ed agricola. proporrei di riconvertire gli operai in agricoltori per produrre prodotti che solo qui si possono fare, per poi venderli in tutti i mercati del mondo(http://agavepalermo.wordpress.com/tag/carciofi/). oppure, invece di buttera a mare l’acqua calda prodotta dalla centrale elettrica di termini imerese si potrebbero costruire serre o centri termali che si approvigionano gratuitamente da tale fonte.

    6. oggi 24 dicembre splende un sole favoloso su Palermo e dintorni.
      Dovremmo avere il pieno di turisti!

    7. @xyz: oggi 25 dicembre tempo pessimo, i turisti sono partiti tutti, continuiamo con le previsioni del tempo ?
      La fiat a termini imerese non sarebbe dovuta mai nascere.. una cattedrale nel deserto, una zona priva di strutture, infrastrutture e con tanta mafia. abbiamo fatto scappare anche chi ha ciucciato per 40 anni alla tetta dei finanziamenti.

    8. basterebbe che la regione si ponesse attraverso un’ufficio creato ad hoc per le emergenze di questo tipo come unico interlocutore,facendosi carico di ogni disbrigo burocatico snellendo tempi e procedure per un giustissimo e sacrosanto fine COMUNE.Ma questa è la vera patria di kafka,e ancora qualcuno è convinto che la terra sia un cilindro sospeso nell’aria…mentre certe famiglie a dispetto della cosmogonia di anassimene,non riescono a vivere d’aria ne degli insegnamenti di zenone di cisio sullo stoicimo sfegatato di certi porci che occupano certe poltrone.

    9. oggi 26 dicembre,temperatura minima 12 gradi.
      Cielo coperto ma con squarci che durante la giornata lascerranno filtrare i raggi solari.
      Vento assente o quasi.
      La mareggiata,che e’ servita a ripulire la costa,
      offrendo uno spettacolo mirabile,e` cessata.
      Anche le cime imbiancate per 2 o 3 giorni sono scomparse.
      Altrove questi sono numeri da clima primaverile,e siamo in inverno.
      Qui l’inverno dura 2 ,al massimo 3 settimane,
      discontinue.Quindi sopportabilissime.

    10. circa la Fiat a Termini Imerese.
      .
      Si tento` di avviare un polo industriale,nell’ampia piana di Bonfornello,spingendo verso l’interno la tradizionale coltivazione di carciofi,a ridosso dell’Imera.
      Servita dalla Ferrovia,a due passi dallo svinvolo autostradale verso Palermo,Messina
      e Catania,collegata al porto di Termini Imerese aree di parcheggio Container’s ed auto pronte per essere imbarcate,con ampliamento della strada
      costiera,una decina di Km.
      Adiacente alla Centrale Termoelettrica Enel
      denominata Tifeo.
      .
      Da cio`si evince che le infrastrutture di base
      c’erano o si sono realizzate.
      .

    11. L’insediamento industriale si avvaleva di mano d’opera locale con percorsi di pendolarita’ da passeggiata fuori mura.
      Serbatoio di mano d’opera praticamente inesauribile.

    12. l’insediamento industriale non e` alternativo agli insediamenti turistici.
      Nei paraggi della Fiat di Termini Imerese
      si sono realizzati vari villaggi e complessi turistici e complessi alberghieri da 1000 camere,
      in direzione Cefalu`.

    13. Più carciofi e meno auto!

    14. caro xyz, hai perfettamente ragione, l’inverno è sopportabilissimo qui da noi, quello che è insopportabile, purtroppo, è tutto il resto. Hai anche ragione per quanto riguarda la fiat : a due passi dallo svincolo autostradale ( ma ricordi che fino a 20 anni fa l’autostrada si fermava pochi km dopo cefalù ? ) vicino la ferrovia ( ancor oggi e chissà per quanti anni lo sarà ancora a binario unico ) vicino alla centrale enel oggi ettore maiorana ( è nato prima l’uovo, fiat, o la gallina, la centrale ? ). Insomma per essere tutto perfetto mancava solo la legge regionale che ci obbligasse a comprare solo fiat, allora avrebbe continuato a produrre auto per altri 100 anni.

    15. non tutto quello che e` stato fatto in passato e`
      da condannare.
      .
      iN QUELL’AREA COESISTONO STRUTTURE INDUSTRIALI
      o meglio quello che resta,
      E STRUTTURE TURISTICHE
      La cosa principale da fare e` non dare messaggi
      fuorvianti.
      La Fiat ha chiuso,ma secondo me non sono mai emerse e non emergeranno mai LE VERE RAGIONI
      DELLA IRREVOCABILITA` DELLA DECISIONE.
      Ne` c’e` da sperare che la verita` venga fuori da chi in Fiat ci lavorava da dipendente.
      .
      In quanto alle infrastrutture,ovvio che non nascono dall’oggi al domani,
      ma,OGGI QUELLE INFRASTRUTTURE CI SONO,
      e,purtroppo,sono ormai passati anni da quando si parla della disponibilita` dei 350 / 400 milioni
      da impiegare per un rilancio di quell’area industriale,E NON E` SUCCESSO NIENTE DI POSITIVO.
      .
      Ancora,dalla scarsita` dei commenti,si potrebbe dedurre che la cosa non interessa nessuno.

    16. Termini era destinata al turismo!! Ma guardate siamo nel paradiso
      Terrestre…deve andare via l’agglomerato industriale!!

    17. Oggi 27 dicembre noi operai della DRMOTOR siamo ancora senza stipendi.AUGURIII

    18. @peppino: quali stipendi ?

    19. questo che significa?
      Che la DR e` in difficolta`?
      E come fa uno in difficolta` a presentarsi a Termini Imerese,con tutti i problemi che hanno gli ex Sicilfiat?

    20. @federico II : Gli stipendi di tutti i dipendenti della dr motor spa avanziamo 4 mesi e nemmeno a natale ce lihanno dati

    21. in linea di principio non penso che dalla sinergia di 2 esperienze con risultati non positivi
      non possa venire fuori una iniziativa che dia risultati positivi.
      Chi vivra`,vedra`.

    22. e queste me le chiami infrastrutture ?

    23. Se non e` deciso cosa fare su quegli impianti
      dismessi,come fai a stabilire le infrastrutture necessarie per sostenere le nuove produzioni?
      Questo e` un investimento che implementa certe infrastrutture di base,cosi` come vengono descritte.Il segnale da cogliere e` che si investe
      per migliorare quella zona per usi industriali.

    24. Infrastrutture di base : strade, ferrovie, necessarie sia che coltivi carciofi, sia che produci aerei

    25. non so piu` di che cosa stiamo discutendo.
      Senza la provocazione di Luca,che ha tirato il sasso e poi si e` defilato,questo post si sarebbe esaurito rapidamente.
      Vorrei sottolineare qualche altro elemento,di cui non si e` parlato.
      Quando e` nata la Sicilfiat,quel litorale era gia` compromesso per la presenza del pontile della Centrale Enel,termoelettrica costruita negli anni 50.Alla testa del pontile attraccano petroliere,e si sa che in una situazione del genere e` impensabile fare balneazione.Per altro lunghissimi
      tratti di costa sono inaccessibili per la presenza dei binari della ferrovia.Quando si costruivano le ferrovie,si massacro’ tutta la costa anche perche`
      in quell’epoca il bagno a mare veniva fatto fare ai pazzi come elemento curativo e si preferi’
      disegnare il tragitto offrendo quanto piu` possibile la vista del mare.Allora nessuno si preoccupo` di facilitare gli accessi alle spiagge.
      Ora tornando alle infrastrutture,quelle di base ci sono gia`.I capannoni ci sono.Le strade pure.il porto anche.I collegamenti stradali ,ferroviari
      e marittimi altresi’.L’aeroporto di Punta Raisi
      si raggiunge facilmente.L’energia e’` alla porta accanto.La manovalanza a iosa.
      Quello che manca e` la capacita` di individuare
      una linea di prodotti che interessino il mercato e
      che abbiano dei prezzi competitivi.
      Cioe` prodotti che vengano realizzati
      con PRODUTTIVITA`.

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