martedì 22 ago
  • “Cultura bene comune” ai Cantieri culturali alla Zisa

    Da oggi e domenica si svolgerà presso i Cantieri culturali alla Zisa (via P. Gili, 4) Cultura bene comune, tre giorni di idee, dibattiti, incontri, performance, concerti e assemblee pubbliche per riaffermare il valore e il significato di “spazio pubblico”. 70 associazioni, 100 artisti e centinaia di cittadini uniti, a partire dall’appello lanciato dal movimento I Cantieri che vogliamo, per dare vita a un ampio dibattito pubblico sull’importanza della cultura come inalienabile bene comune e sulla partecipazione come pratica condivisa con cui costruire cittadinanza. Tre giorni in cui Palermo incontra e ascolta se stessa, si interroga sul presente e sul futuro della cultura in città e dei suoi spazi pubblici.

    Programma completo.

    “Cultura bene comune”

    Palermo
  • 34 commenti a ““Cultura bene comune” ai Cantieri culturali alla Zisa”

    1. FINALMENTE qualcuno che si occupa di questa città!

    2. Lodevole iniziativa, anche se ha un retrogusto politico, e soffre di personalismi e divismi di alcuni degli esponenti del movimento. Soprattutto ci si dovrebbe interrogare sugli errori commessi all’epoca della nascita dei Cantieri, per non commetterli più e pensare al futuro.
      Come molte cose palermitane, il vero rischio è che diventi una campagna di una parte, di una fazione, contro gli altri… E invece andrebbero coinvolti tutti, comprese le grandi istituzioni pubbliche. E anche i privati, in giusta quota, nel rispetto del pluralismo. Saremo in grado di farlo? Andremo al di là delle solite visioni faziose? Chissà…

    3. dipende da cosa si intende per cultura…se è quella alla Piero Manzoni…meglio non spendere un solo centesimo di €uro…

    4. “cantieri che vogliamo” sta lottando anche contro personalismi e retrogusti politici e come roberto sembra sapere, non è facile! ma siamo tanti e con idee nuove e quello che saremo in grado di fare dipende da me, da te, da tutti quelli che partecipano .. la questione non può più essere pubblico/privato ma come pubblico e privato, entrambi, possono fare della cultura un bene comune. vieni, venite ai cantieri e parliamone al forum ..

    5. ops! volevo scrivere giorgio, non roberto!! è la stanchezza bella di un giorno intero di cantieri!

    6. @ Cristina: Sarebbe tutto molto bello se fosse vero. Io ho l’impressione che sia un “rivugghio” che, come accade spesso a Palermo, finirà in bolle di sapone. Tra i promotori c’è poca voglia di dialogare con tutti… Valuteremo i documenti che produrranno alla fine di queste giornate. E poi le soluzione e i discorsi che si sentono, sono un po’ vecchiotti… ma staremo a vedere e a valutare i contenuti… oltreché i modi. E poi mi sembra che abbiano coinvolto davvero una minima parte della città…

    7. meno male che, se quello che dice Giorgio e quello che sosppetto anche io e tantissimi è vero, cioè che questa cosa è mossa dalle solite tresche della cultura che, come diceva Repubblica, nominandoli ad uno ad uno, erano quelli che usavano i cantieri ai tempi di Orlando e che ora li “rivogliono” (ma in che senso?) dicevo meno male che i cantieri sono di tutti. e quindi se per caso questo comitato o movimento o qualunque cosa sia intende la consegna “alla città” nel senso della consegna al movimento stesso e ai suoi fondatori e dunque non a tutti gli operatori della cultura che dovranno passare dai soliti nomi “eccellenti” di Palermo, ricordo un loro slogan: I CANTIERI SONO DI TUTTI, e a tutti deve essere permesso di usarli. No che un teatro o una sala cinema o un capannone per un concerto vadano in “gestione” ai consulenti di mezzo o ai super consulenti o ai coordinatori-capo del movimento, che per antipatie o per protagonismo, per non parlare di motti alla “sono dati in gestione A ME ed IO decido”, potrebbero benissimo rifiutare altri ad utilizzarli per lodevoli eventi. Staremo a vedere, ma se c’è aria o meglio puzza di manovra state sereni che sarò il primo agguerrito e non sarò il solo perchè ribadisco I cantieri sono di tutti.

    8. “cantieri che vogliamo” sta lottando anche contro personalismi e retrogusti politici
      Cristina, quindi ammetti che se ci si lotta contro, i personalismi e i retrogusti politici ci sono dentro questo ennesimo evento !
      Se ci si lotta ancora contro all’inizio del 2012 vuol dire che la nenia è ancora vecchia e dura a morire. Non siamo ancora messi bene!

    9. @ Stef: concordo pienamente con quanto hai scritto. Questa iniziativa è nata, e purtroppo vive, per i personalismi di alcuni esponenti del movimento. Se qualcosa si deve fare per i Cantieri, e si deve fare, lo si deve tutti assieme, istituzioni comprese, cercando di mettere da parte le divisioni politiche.

    10. dato che c’e’ il rischio di un uso improprio,
      quei cantieri potrebbero essere demoliti,
      per farci qualcosa di attuale.
      Anche come spazi di aggregazione sociale,hanno fatto il loro tempo,
      oggi che i temi si dibattono su INTERNET.

    11. l’iniziativa è lodevole, ci sono stato ieri sera è mi sono piaciute molto le performance sia degli artisti ( di mimo, una ballerina sulla fune…) che degli scrittori. la cosa che mi lascia perplesso è che lunedì nessuna sa cosa accadrà, se tutto questo è stata solo una bolla di sapone, e che nessuno degli organizzatori si è posto il problema di far uscire da questo incontro di tre giorni un documento di sintesi per far delle proposte concrete. l’altra nota dolente è che questo movimento in favore della cultura è stato causato da una reazione degli artisti palermitani ad una delibera del sindaco cammarata, che qualcuno ha definito “rapina”,che avrebbe voluto affidare ai privati questi spazi. questo denota un’assenza totale della politica palermitana di tutti gli scheramenti nei riguardi della cultura, perché i cantieri culturali sono in stato di abbandono da anni. per assurdo dovremmo ringraziare il sindaco per aver innescato questa ” rivolta culturale”, speriamo, però, che tutto questo sia solo l’inizio di una nuova stagione.

    12. qualcuno scrivendo quello che scrive,dimostra di infischiarsene del fatto che le amministrazioni locali non hanno soldi,che il Debito Pubblico
      in Italia E’ FUORI MISURA E FUORI CONTROLLO.
      In queste condizioni e’ del tutto logico che si pensi all’iniziativa privata.
      Con i privati,vedremo se a Palermo c’e’ tutta questa sete di cultura “alla palermitana”.

    13. mi è bastato vedere sia che era presente Orlando durante questa tre giornate e le corna disegnate a Cammarata, per capire da dove nasce e dove vuole “arrivare” questo cosiddetto movimento x i cantieri, a proposito sono un elettore di sinistra, e sicuramente voterò Rita Borsellino o Fabrizio Ferrandelli.

    14. vorrei tornare su questa moda palermitana di andare a ripescare vecchi insediamenti dismessi
      per riconvertirli a sale convegni,mostre e roba simile.
      NIENTE DI PIU` SBAGLIATO.
      Queste strutture costano nella fase di ristrutturazione e costano nella fase di utilizzo
      e bussano alle casse della pubblica amministrazione.
      Inoltre sono disagevoli sia per la totale mancanza di parcheggi,che di servizi,(in particolare quelli igienici che cascano a pezzi)
      essendo dei riadattamenti “alla buona” che restano tutt’oggi inutilizzati per lunghi periodi nell’arco di un anno.
      Scelta sciagurata fu quella di recuperarli.

    15. alzato il gomito?

    16. @menomale che e agli altri

      i cantieri sono di tutti, e dunque la soluzione sarebbe non partecipare a questo movimento? Certo, stando fuori a guardare il rischio di sbagliare non c’è, e poi è sempre così faticoso sporcarsi le mani… lasciamoli lì come sono, di tutti, fermi, chiusi (ovviamente salvo il preziosissimo lavoro di Goethe e Institut Français, CSC, Accademia e Gramsci). Ah: che mi risulti chi si è occupato di coordinare i vari forum, mostre, cinema, concerti non era consulente di Orlando. I politici che sono venuti in questa tre giorni (pochi, demerito loro) sono stati a guardare e ad ascoltare. I documenti di sintesi dei forum sono stati prodotti eccome, e ci vuole il tempo tecnico di pubblicizzarli: un po’ di fiducia ogni tanto non guasterebbe, no?

    17. qualunque struttura che non riesce ad autofinanziarsi,ha fallito il compito
      ed ha un destino segnato.

    18. La tre giorni di “Cultura bene comune” è riuscita totalmente ad autofinanziarsi e ha studiato modalità alternative di gestione e finanziamento di spazi pubblici a finalità culturale intesi come beni comuni. E dunque ha un grande futuro davanti: con la partecipazione democratica di tutti.

    19. se lo affermi non posso metterlo in dubbio.
      Pero’ sarebbe il caso che fornissi il resoconto.
      Come ha fatto a reperire le risorse e come le ha spese.
      Con i NUMERI,ovviamente.
      Entrate ed Uscite.

    20. Io i NUMERI non li ho, perché non sono il contabile della tre giorni, ma so che l’URSS non ha finanziato la manifestazione e che gli organizzatori non ci hanno messo 1000 o 100 euro l’uno, e che il tutto si è potuto fare. In ogni caso VENERDI alle ore 16 ci sarà una nuova assemblea ai cantieri a cui tutta la città è invitata a partecipare e in cui potrai tranquillamente avere dei riscontri precisi anche sull’aspetto economico, e soprattutto sul progetto che è stato pensato dai forum nell’arco di tre giorni.

    21. 1.Ripeto,
      non c’e` migliore piazza della rete Internet.
      Quanto meno ognuno risponde di quello che ha scritto e chi legge
      ha tutto il tempo di meditare e replicare.
      Questo significa che “cala” l’importanza di certe riunioni di massa.
      .
      2.Per le riunioni di massa sono indicati i Centri Congressi.
      .
      3.Palermo non ha un vero Centro Congressi.
      Di volta in volta le riunioni si fanno nei teatri,
      nei cinema,nei cinema dismessi,nelle aule universitarie,nelle sale alberghiere,nelle parrocchie.
      .
      4.I Cantieri alla Zisa sono nati come sede di produzione industriale,e furono ideati,progettati e realizzati a tale scopo.
      Alterarne il ruolo e ritenere di avere successo e` pura presunzione.
      Restano critici alcuni aspetti in questo tentativo di cambio destinazione,e sono la difficolta` di parcheggio,la difficolta` di accesso,la scarsa funzionalita`,la carenza e lo stato di servizi igienici,la scarsa sicurezza,gli elevati costi di manutenzione.
      Anche l’aspetto estetico chiederebbe altri prerequisiti.
      Non basta appioppargli l’attributo “culturali”
      per farne un uso culturale.
      La cultura costa.
      .
      5.Da quando questi cantieri sono diventati culturali,la Citta` non ha avuto miglioramenti,
      sicuramente e` degradata,e` peggiorata,la disoccupazione giovanile e` cresciuta,come pure gli emigrati.
      Le classi dirigenti sono peggiorate.
      Si puo` concludere che “questo tipo” di operazione culturale e` naufragata.
      A Palermo si fanno parchi e si creano spazi come questi dei cantieri,per portarci dentro tanta gente che non ha “meglio altro da fare”.
      Non si fa niente per fare uscire le nuove generazioni dall’incubo della precarieta` e della non occupazione.
      6.I numeri non li hai.Spiegami come fai a fare allora certe affermazioni.

    22. tu sei un po’ ignorantello. ci sono centinaia di esempi europei di riconversione dall’industriale al culturale. si capisce che non è il tuo mondo, ma almeno cerca di informarti (su internet, che a te piace tanto, qualcosa troverai).
      poi, che c’entrano gli emigrati? forse anche un po’ razzistello?
      che c’entrano i centri congressi con le iniziative di riappropriazione di beni comuni? qui, secondo me, ci prendi un po’ per il c…

    23. tu sei saputella,ma non ci hai capito una mazza,
      unica attenuante.

    24. io parlo dei nostri emigrati,con tanto di laurea in tasca.E la frase e` inequivocabile.
      Tu parli di razzismo,quindi e’ lapalissiano che parli degli immigrati,quindi,cvd,prendi fischi x fiaschi.

    25. Cosa vuol dire riappropriazione dei beni comuni?
      Le strade,le piazze,i mercati,i parchi,le spiagge
      sono i nostri beni comuni,
      e si e` visto con quale grado di civilta` vengono
      trattati…

    26. quindi datti una strizzata al cervello,che,a mio avviso,ne ha bisogno.
      Palermo non ha bisogno di fanatismo.

    27. la frase non è affatto inequivocabile ma faccio ammenda.
      razzistello no, ma ignorantello?
      continuo a chiedermi sull’utilità dei Congressi per risolvere la civiltà di un luogo…

      ps. l’unico fanatico qui sei tu

    28. ti consiglio di rileggerti attentamente il post ed i commenti.
      Dopo puoi dare la tua opinione,e,da persona civile e ben educata quale sicuramente sei,
      se ti trovi in disaccordo,spiega perche` ,
      evitando di dare giudizi su chi esprime concetti
      sui quali non ti trovi d’accordo.
      Sono stufo di sentire affermare slogan che non portano da nessuna parte,ed il concetto di “riappropriazione del bene comune”
      e` uno di questi.
      Il bene comune piu` grande che abbiamo e’ la nostra citta` e la nostra costa,e,da quello che si vede in giro,non abbiamo alcun rispetto ne’ per la citta` ne per le nostre spiagge.
      .
      A Palermo manca il lavoro,ed io ti progetto nuovi parchi dove andare a smaltire i bollenti spiriti.
      Poi ti ci infilo anche qualche appuntamento cosidetto culturale,in edifici ribattezzati culturali,
      come se la cultura potesse uscire dalle biblioteche e dalle universita’ e farsi
      ritrovare in qualche capannone polveroso semiabbandonato,
      che sciaguratamente fu restaurato per ripiombare
      nello squallore tipico di tutto cio’ che e’ in stato di abbandono o di scarso utilizzo.
      Cantieri Culturali della Zisa
      sono un falso ideologico.
      Non portano da nessuna parte.

    29. Cari amici, Mediterranea – programma radiofonico su Radio 100 Passi trova la polemica un pò stucchevole, soprattutto nel momento in cui ci si deve rimboccare le maniche per restituire alla Comunità un preziosissimo Bene che potrebbe garantire spazi di espressione, attività culturali, promozione della Città come Attrattore turistico sostenibile.
      I Cantieri costituiscono un esempio di Bene di Archeologia Industriale che può essere riconvertito, come ci insegnano numerosissime esperienze Europee e non solo, alla produzione culturale, con un approccio ecomuseale, ossia dal basso con il massimo di partecipazione popolare.
      Plaudiamo quindi all’iniziativa, che speriamo non rimanga isolata e non rimanga circoscritta alle pure numerose Associazioni che vi hanno preso parte, e che quindi risulti INCLUSIVA E APERTA. Tutto il resto – dalle accuse di personalismi che forse in un ambiente come quello culturale possono anche albergare – al fatto che la politica ci metta becco, sono accuse di chi è solo bravo a criticare rimanendo nell’isolotto dorato della sua poltroncina e non mettendosi in gioco. Precisiamo che Mediterranea NON è stata tra gli attori della 3 giorni per cui non fa la difesa di ufficio di nessuno, ma che intende solo spronare tutti gli operatori socioculturali palermitani a mettere da parte tutte le riserve e operare assieme per – appunto – il BENE COMUNE.

    30. Il popolo non ha cervello.
      Il popolo ama i raduni ed ama farsi imbeccare.
      Su questo hanno giocato i politicanti di ieri
      e vorrebbero continuare a giocare i politicanti di oggi.
      Per me quegli edifici estesi in orizzontale cosi` difficili da utilizzare vanno demoliti,va fatto spazio, vanno aperte strade,ed al loro posto va ideata e realizzata una qualche struttura che possa essere fruita tutti i giorni dalla cittadinanza.

    31. Condivido pienamente il post di mediterranea e credo che l’unico modo per fugare dubbi e paure sia esserci in prima persona e non delegare ad altri la risoluzione dei problemi e delle criticità. L’atteggiamente del “vediamo ora cosa fanno” è quello che distrugge i processi inclusivi, la domanda pertinente è “vediamo adesso cosa possiamo fare”! se non si condividono gli obiettivi di fondo è un altro discorso ma chi di voi pensa, come me, che da uno spazio come quello dei cantieri si possa produrre reddito e cultura con modalità innovative è il benvenuto ne “i cantieri che vogliamo” venerdì ai cantieri e ovunque sul web

    32. la Cultura si sviluppa nelle Scuole di ogni ordine e grado,dalle Elementari alle Universita`,nelle
      Biblioteche,nei Centri di Ricerca e di Sperimentazione.
      Al di fuori di questi Istituti
      non capisco cosa si voglia spacciare per Cultura.

    33. Ricapitolando
      1.Perche` la citta` si riappropri veramente di quelle aree,vanno in primis demolite le mura di cinta
      e ridisegnati gli spazi,curandone l’accessibilita`,
      la viabilita`,la fruibilita`.
      2.Se proprio qualcuno fosse legato a queste architetture,si potrebbero recuperare gli elementi essenziali e trasferirli in aree extraurbane.
      3.Ogni struttura deve rispondere a certi prerequisiti.Quello fondamentale e’ la capacita` di autofinanziarsi.Siccome una struttura sopravvive di manutenzioni,occorre quantificare
      il costo annuo delle manutenzioni e verificare se sono possibili utilizzi che almeno coprano il costo delle manutenzioni,senza gravare sulle casse pubbliche.
      4.Ricercando nel passato,quella zona (intorno alla Zisa)e’ stata teatro di degrado indescrivibile.
      Deposito carrozze,stalle per cavalli,demolizione di residuati bellici,discariche di rifiuti e sfabbricidi,attivita` artigianali improvvisate.
      Oggi il grosso del degrado e’ stato rimosso,anche attraverso ripensamenti e rifacimenti vari,
      come la risistemazione dei giardini antistante la Zisa.
      Da considerare che la stessa Zisa,nonostante il forte richiamo turistico,ha difficolta` ad
      avere un equilibrio costi-ricavi.
      5.Se qualcuno ha idea di come rendere produttivi
      quei cantieri alla Zisa,esponga il proprio progetto.

    34. Vi invito a essere rispettosi nei confronti degli altri commentatori. Grazie.

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