Archivio del 7 gennaio 2012

Totò Cuffaro continua a far parlare di sé. La sua figura nell’immaginario collettivo è ancora viva. È viva tanto in chi lo ama e continua a difenderlo, tanto in chi lo ha condannato e non prova per lui alcuna pietà. C’è chi cerca di esorcizzare la sua presenza, chi la evoca.
Ultimamente Cuffaro è tornato alla ribalta dopo alcune interviste rilasciate a Sky e alla rivista S. Ed è proprio l’autore dell’intervista pubblicata su S, Riccardo Lo Verso, che con un post su diPalermo riapre il dibattito attorno al Cuffaro detenuto.
Lo Verso, dopo avere fatto le opportune premesse («Totò Cuffaro è stato condannato per un reato grave. Ancor di più se commesso mentre si ricopre un prestigioso incarico istituzionale»), descrive il detenuto Cuffaro. E conclude:

«Dovremmo tutti far vista ai detenuti che conosciamo, anche e soprattutto se li abbiamo criticati. Solo mantenendo vivo il rapporto con il mondo da cui sono stati, momentaneamente o per sempre, espulsi potranno fare tesoro degli errori commessi. Solo la presenza che ingigantisce l’assenza di ciò a cui sono stati, giustamente, chiamati a rinunciare può convincere un detenuto ad evitare errori futuri. Almeno questa è l’idea che mi sono fatto».

Quasi immediata la reazione. A scrivere questa volta è Vincenzo Marannano, cronista del Giornale di Sicilia. Continua »

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Ci siamo lasciati, la scorsa settimana, con una bella impugnativa del commissario dello Stato per la Regione Siciliana, prefetto Carmelo Aronica. Ci ritroviamo, alla fine di questa settimana, con una seconda impugnativa. Per l’Assemblea regionale siciliana e per il governo dell’Isola si tratta di due sconfitte cocenti. Vediamo di riassumere quello che è successo, provando magari a rendere comprensibile fatti e cose che, spesso, sono appannaggio del “politichese”.
Cominciamo con il dire che quando il parlamento siciliano approva una legge, questa viene spedita agli uffici del commissario dello Stato che debbono pronunciarsi sulla costituzionalità di tale legge. Quando l’ufficio del commisssario “impugna” una legge approvata dall’Assemblea regionale (che d’ora in poi, per semplificare, chiameremo Sala d’Ercole, che è il luogo dove si riunisce il parlamento dell’Isola splendida sala che si trova a Palermo, nel Palazzo Reale, conoscuto anche come Palazzo dei Normanni), esprime solo un parere: autorevole, ma sempre parere.
Che significa questo? Che anche se “impugnata”, il presidente della Regione, se lo ritiene opportuno, può pubblicare la legge contestata dal commissario sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana e renderla, quindi, operativa. L’unico inconveniente – che non è comunque di poco conto – è che se la Corte Costituzionale dovesse dare ragione al commissario dello Stato, beh, il presidente della Regione dovrà risponderne in solido. Continua »

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Diego Cammarata

Il sindaco di Palermo Diego Cammarata ha risposto ieri ai giornalisti che gli chiedevano della parte finale del suo mandato e delle recenti iniziative a margine della commemorazione di Piersanti Mattarella: «Il canto del cigno? Ma se questo cigno canta da dieci anni… [...] In dieci anni abbiamo continuato a realizzare numerosi progetti portandoli a compimento. Nell’amministrazione ci sono momenti in cui si lavora e altri in cui si portano a compimento questi progetti. È fisiologico che alla fine di un mandato si arrivi a compimento delle opere portate avanti».

Sulle possibili dimissioni prima di fine mandato nessuna certezza. Cammarata ha detto sibillinamente: «Diciamo che resterò sindaco sino al 2012».

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Ieri il segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo ha attaccato Leoluca Orlando (Italia dei Valori) sulle primarie del centrosinistra: «La scelta di IdV di rompere il centrosinistra, non partecipando alle primarie per individuare il candidato sindaco di Palermo, è vergognosa. [...] È incredibile che Leoluca Orlando pensi di candidarsi a prescindere dalla volontà degli elettori del centrosinistra, non accettando la sfida delle primarie. Mi auguro che Orlando, in coerenza con la sua storia, voglia ripensarci, anteponendo il valore dell’unità del centrosinistra agli interessi del suo partito per il bene della città. La stucchevole polemica sull’alleanza con il Terzo polo è solo un pretesto, visto che a Palermo le primarie saranno solo del centrosinistra».

Orlando ha replicato: «Primarie ormai spudoratamente aperte alla partecipazione al governo della città di quanti hanno massacrato Palermo? No, grazie. Proprio per amore della città e per rispetto dei palermitani. Continua »

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