Archivio del 15 febbraio 2012

Non mi posso impegnare. Oggi mercoledi ero uscito con la cammisa hawaiana e il mocassino troppo assassino convinto che mi facevo una bella passiata e ci davo una quariata alle ossa. Machì? Me ne ho dovuto tornare a casa (a nuoto) per mentermi i quasetti i lana perché si attassava dal freddo e davanti al portone c’era un tappeto di aceddi morti. Mi sono detto: può essere che sbagliai giorno? No, era giusto. Insomma alla fine risultò una giornata di discreto malotempo con pioggia assuppaviddani tagliente e agghiacciata. Continua »

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Per 17 minuti era stata una riunione di lavoro come un’altra, in un mercoledì come un altro. In dieci anni di attività in quell’azienda aveva vissuto diverse variazioni su un tema pressoché standard. I convenevoli iniziali, una battuta per rompere il ghiaccio, banali strategie di avvicinamento all’obiettivo e poi il momento clou in cui si capiva se l’affare era una possibilità concreta oppure era arrivato il momento di bucare la bolla di sapone e andare ognuno per la propria strada.
Ma allo scoccare del 18esimo minuto passò per le orecchie di Anselmo Montana, direttore commerciale dell’agenzia di stampa più nota del Paese, un’informazione destinata a deflagrare nel suo cervello, provocando danni difficilmente quantificabili. Il distinto signore che gli stava davanti si era presentato come responsabile della comunicazione di un’azienda di servizi e consulenza, la CN Holding, e gli aveva appena risposto a una domanda apparentemente banale, ovvero quale fosse il significato della sigla CN. Montana quando sentì la risposta si pentì immediatamente della sua curiosità.
«CN sta per Cosa Nostra», aveva detto con spiazzante naturalezza il distinto signore. Continua »

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Monte Pellegrino, prima e dopo
(passate col mouse sull’immagine)

La foto attuale è di Antonio Rossi ed è stata scattata in un punto molto vicino a quello della foto dei primi del Novecento di autore ignoto.

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Alle otto di una mattina qualunque, mezza addurmisciuta dopo mezz’ora di treno per andare a lavoro, scendo dalla metropolitana alla solita stazione di Oxford Circus – in pieno centro, a Londra – e mi resta lo sbadiglio in asso: «…ma io quella faccia la conosco!». E così guardo meglio ed infatti è lei, ritratta nella sua posa tipica su un poster pubblicitario affisso ad un metro da terra.

“Van Dyck in Sicily: Painting and the Plague, 1624 – 25”

Ed è protagonista di una mostra di pittura!
Questo olandese l’aveva ritratta nella sua beatitudine quando era a Palermo e ora espone le opere in una galleria famosa in città.

Se vi capita di passare da qui prima di fine maggio, andatela a guardare: Van Dyck in Sicily: Painting and the Plague, 1624 – 25.

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Alle 18:30 verrà proiettato al Centro sperimentale di cinematografia (via P. Gili, 4; Cantieri culturali alla Zisa) Alberto Burri, la vita nell’arte di Davide Gambino & Dario Guarneri. Sarà presente alla proiezione il fotografo Aurelio Amendola, amico di Burri.

Il documentario racconta il percorso del pittore e scultore umbro, autore del Grande Cretto a Gibellina, l’architettura-scultura che copre come un sudario la vecchia città devastata dal terremoto del 1968.

“Alberto Burri, la vita nell'arte”

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Alle 10:30 a Palazzo Abatellis (via Alloro, 4) si terrà la relazione dei professori Aldo Casamento e Maurizio Vesco dal titolo Forma e significato del quartiere della Kalsa nella storia urbanistica di Palermo tra Medioevo ed età moderna.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito del ciclo di conferenze dedicato alla storia del quartiere Kalsa a Palermo, organizzato nell’ambito della programmazione museale della didattica e dell’educazione permanente, con fondi del Dipartimento regionale dei Beni Culturali.

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