domenica 21 dic
  • Supporto elettorale palermitano: “Se acchiana lui, cambia la città…”

    Mi sono sempre chiesto quale fosse quella tanto nominata salita che avrebbe portato il fortunato cittadino chiamato a risolvere i problemi dei palermitani.

    Fin da bambino quando andavo a comprare le patatine con mille lire e la signora mi dava il resto credevo che il termine “acchianare” fosse legato alla nostra Santissima.

    Eppure, senza troppo babbìo, crescendo ho capito che c’entrava qualcosa con quelli che alcuni chiamano: elezioni. Una parola non molto simpatica a cui noi palermitani preferiamo: votazioni. Io per esempio, quando ci sono le votazioni rimango affascinato da coloro che supportano quello che deve acchianare. In alcuni casi sono migliori dei candidati stessi. Ci mettono più passione, più prio, chiudendo in bellezza con la risposta che tutti vogliono sentirsi dire: «Se acchiana lui, cambia la città…»

    Lo scetticismo prende in mano quel volantino dove nota la faccia che avrà visto almeno una centinaia di volte mentre trascorreva le sue ore migliori in prossimità di uno svincolo.

    «Acchiana lui, o acchiana un altro, non fa differenza…». È la risposta che tanto spaventa chi per passione fa il sostenitore. Una frase da repertorio che porta a pensare nella più banale demagogia che affligge i comuni cittadini stanchi di un’amministrazione da giochi senza frontiere. Ed ecco che il volantino viene abbandonato in un luogo a lui molto affezionato: il marciapiede. Neanche i soldi – nostri – spesi per la fotografia. Il secondo posto dove vedi le facce di coloro che dovranno occuparsi della tua città – dopo gli svincoli – è il marciapiede. Me lo ha detto uno che ha studiato comunicazione. Forse scherzava, o forse no. Io comunque una controllatina alle scarpe l’ho data.

    «E tu? sei impegnato?». È la domanda dalla quale tutto ha inizio. Quella che volevamo sentirci dire dalla compagna di banco inarrivabile, viene detta con la stessa emozione dello zio che non vedi dall’ultima pasquetta mentre sfila dalla tasca quel santino che tu qualche minuto prima avevi intravisto sul marciapiede, ma che lui probabilmente aveva avuto in consegna dal principale con la promessa di un posto per il figlio. Vorremmo tanto rispondere con la stessa fierezza con la quale abbiamo liquidato la zia che a Natale si è avvicinata dandoci del schietto/ arraggiato/a, ma rimaniamo attoniti impugnando quello che gli esperti chiamano – slogan – ma mio nonno definisce: pigghiata pi fissa. Le foto disponibili non sono molte. Il fotografo probabilmente chiede di sceglierla dalle tre disponibili. La più venduta è quella del giovane con la riga di lato e l’aria da impiegato. La seconda è quella col sorriso a trentasei denti – molto rischiosa se il predecessore veniva soprannominato: ma chi ci riri. La terza è un ritorno al vintage col ciuffo unto che nel frattempo è diventato brizzolato.

    Parlando con un’amica palermitana che da qualche anno si è trasferita nel centro nord, alla sua domanda che aria tirasse in città in questi giorni di campagna elettorale rimasi attonito come quando la maestra di matematica mi domandò 7×8 mentre pensavo a come rivolgere la parola alla mia compagna di banco. Eppure mi hanno detto che ormai manca poco, tutte queste promesse e camurrie stanno per finire, forse. Finalmente chi dovrà acchianare saprà se per i prossimi cinque anni dovrà sorridere o piangere, invocare Roma o Santa Rosalia, andare in barca o affittarsi una cabina a Mondello. La città avrà un nuovo sindaco e i cittadini un nuovo nome alla quale affibbiare tutti i problemi. Buona acchianata.

    Ospiti
  • 3 commenti a “Supporto elettorale palermitano: “Se acchiana lui, cambia la città…””

    1. Fortissimo… :D il paragrafo ‘ma tu sei impegnato’ mi è capitato proprio l’altro giorno, identico!!!

    2. Purtroppo c’e’ pititto; lavoro oggi non c’e’ in giro e venderci l’anima a questi vecchi volponi e’ l’unica garanzia che abbiamo… ma chi ha un po’ di dignita’ e di morale si scandalizza e tira dritto per la propria strada…. Non serve vendersi per un pugno di mosche, se si baratta il proprio voto devi essere in grado di farlo bene, altrimenti lasci perdere….

    3. […] ogni giorno fanno parte di noi, del nostro modo di essere e di interpretare la vita. C’è un post su Rosalio – urban blog palermitano – di qualche giorno fa in cui un tizio – che […]

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