Si vota per il nuovo Sindaco di Palermo e il nuovo Mayor of London, il Consiglio Comunale e la London-Wide Assembly, i Rappresentanti di Circoscrizione e i membri della Constituency London Assembly. La poll card per le elezioni inglesi mi arriva con un mese di anticipo, la cartolina elettorale che mi consente di avere lo sconto per andare a votare a Palermo solo con due settimane di anticipo, quando i biglietti per l’aereo sono ormai quadruplicati. Ma magari la colpa è delle poste, non del comune. Pazienza.

Palermo: cartelloni sei per tre con faccioni sorridenti ad ogni angolo. “Scandalo” per poster appesi senza permesso. “Santini” nella buca delle lettere, scambiati fra persone che si incontrano al bar come se fossero biglietti da visita. Qualcuno li colleziona per vedere quanti dei suoi diretti conoscenti, o amici di amici, si sono candidati (ciao mamma).
Londra: non ci sono cartelloni affissi da partiti o candidati. Forse costano troppo, forse non sono efficaci. In compenso fuori dalla metro ti cercano di distribuire oggettini più o meno utili che promuovono un candidato o un altro: la bustina porta abbonamento, il segnalibro. Non si vedono volantini, né a dimensione santino, né più grandi. Ma ci sono “fanatici” che urlano perché devi votare tizio o caio, e sono fastidiosi.

I dibattiti televisivi e gli eventi con comizio sono gli stessi. Il tono dei candidati e il tipo di argomentazioni non varia, tutti a dire quanto incompetenti siano gli altri, quanto loro invece siano esperti, che i problemi vadano affrontati in maniera diversa, con soluzioni radicali. I candidati visitano gruppi ed associazioni e con facce di bronzo dimostrano il loro amore per [inserite un comunità, es: gay, verdi, immigrati, cattolici] e promettono che si impegneranno a risolvere [inserite un problema, es: mancanza di case popolari, costo dei trasporti, inquinamento] perché gli sta personalmente a cuore. Bah!

In compenso, le circoscrizioni londinesi organizzano eventi serali con moderatore, per dare modo ai candidati di esporre il loro programma di fronte ai residenti. È d’uso che gli amministratori in carica diano spazio ai candidati e si occupino dell’organizzazione. I cittadini che partecipano, possono fare domande. Ma è anche vero che ogni council ha abbastanza cittadini da potersi quasi equiparare ad un comune italiano, quindi il paragone con le circoscrizioni palermitane, per le quali ci si affida al dibattito mattutino al bar/edicola, forse é ingiusto.

Online la battaglia si svolge a due livelli opposti. Candidati palermitani scoprono i social network solo il mese prima delle elezioni, qualcuno si avvale di esperti di comunicazione “a progetto” per la campagna. La campagna online dei candidati londinesi è, purtroppo, iniziata mesi e mesi fa, con interviste, video promozionali, tweet mirati, podcast dei discorsi alla radio, video dei dibattiti agli eventi. Hanno agenzie che se ne occupano, e sanno che i loro potenziali elettori sono online, non possono permettersi di risparmiare o di farli arrabbiare.

Per concludere, quello che mi ha fatto sedere davanti al pc per sfogare la mia rabbia su Rosalio, la differenza più grave riguarda le informazioni fornite da parte delle amministrazioni. Ce l’ho con voi, responsabili delle pagine del sito del comune di Palermo, voi che pensate che usare il grassetto blu per un titolo sia una trovata geniale per migliorare l’usabilità.

Se avete tempo, aprite due nuove finestre nel vostro browser, se volete capire di che parlo, poi copiate sulla prima questo link e sulla seconda quest’altro.
Poi ditemi voi se è normale che ci sia così tanta differenza. Assumere tre persone qualificate che si occupino del design, del contenuto (ricerca e redazione dei testi in linguaggio comprensibile a tutti) e della programmazione…costerà troppo?

Ma anche volendo ignorare l’usabilitá e l’estetica, proviamo a concentrarci sul contenuto. Mettiamoci nei panni di uno che s’è risvegliato dal coma ieri, ha perso tutti i parenti ed amici, non conosce nessuno, non ha la tv, non può uscire e vuole decidere chi votare cercando qualcosa online.
Apre la lista dei candidati per il Comune di Palermo qui e trova un pdf illeggibile con un elenco di nomi. Vi sembra familiare? È lo stesso che appenderanno ai seggi, quello da tre metri per uno che nessuno legge mai. Anche volendo leggere i nomi, non ci sono link che portino a nessun sito, nessun sunto dei programmi, non una foto, nulla che lo aiuti a capire chi sono queste persone, cosa propongono. Tutte le “informazioni” sono nella stessa pagina di prima, in ordine non chiaro, senza un indice, in linguaggio burocratico. Alcuni link non si capisce che siano link. Il logo in alto a sinistra è pure sfocato.
Lo stesso sfigato comatoso e solo si risveglia a Londra e apre il sito del comune di Londra: ci trova intanto una spiegazione delle responsabilitá del Mayor e degli altri organi, e poi la pagina con la lista dei candidati: qui. Vedete bene? Ci sono dei link! Ma non vi rimandano alle pagine personali dei candidati, no, vi mandano a delle pagine create tutte con lo stesso stile, che contengono tutte le risposte alle stesse domande: qual é il background del candidato/a? Quali i punti del suo programma? Che partiti lo/a sostengono (o è indipendente)? Come posso contattarlo/a? Infine, in basso, i link personali: twitter, facebook, sito web, e-mail (!) etc.

Pagine create ALLO SCOPO DI INFORMARE, obiettivamente. Tutti i candidati devono fornire le informazioni insieme alla candidatura, ed é loro dovere (ed interesse) tenerle aggiornate. Hanno il loro login personale e possono farlo dai propri uffici.

E per chi non ha internet? Per le nonne? Semplice: entro una settimana dalle elezioni, tutti gli iscritti a votare ricevono una brochure cartacea, con tutte le informazioni necessarie, ed in cui i candidati hanno una doppia pagina l’uno, nella quale possono sbizzarrirsi e scegliere il design che vogliono. Potete scaricarlo qui e se qualcuno mi fa il favore di sbatterlo in faccia a chi al Comune si occupa di informare i cittadini, gli devo un caffè.

Scusate lo sfogo, torno in coma che é meglio.

In: Ospiti | 3 commenti

3 commenti a “Maggio: ci sono le elezioni!”

  1. la classe politica palermitana è lo specchio del proprio elettorato: se il palermitano medio utilizza i social network per inserire le 800 foto scattate in pizzeria la sera prima con gli amici, il politico locale figlio di questa terra è già tanto se utilizza gli stessi social network un mese prima delle elezioni, per poi dimenticarsene.

    per quanto riguarda il sito del comune: il problema è che i responsabili sono tutti dottori!!! http://www.comune.palermo.it/webmaster.htm
    a palermo un titolo non si nega mai a nessuno!
    evidentemente sono troppo competenti per dedicarsi a frivolezze come web 2.0, accessibilità, visibilità, estetica, interazione…

  2. Ci sarebbe da dire che è un pelino squilibrato paragonare un mostro economico come Londra con un fallimento totale come Palermo, in cui un singolo incidente (stamattina) paralizza per ore un’arteria vitale come Viale Regione.
    Ma invece hai ragione e rilancio, invitando a visitare anche il sito della Regione.
    La home page è puro anni ’90, le paginone piene di link messi alla ca%%o, ma il ridicolo si manifesta andando nelle pagine interne.
    Provate i Numeri telefonici: uno s’aspetterebbe un motore di ricerca per nome, funzione, ufficio. Macchè, un elenco di numeri probabilmente non più allineati con i continui cambi di centralino.
    Oppure Trasparenza Amministrativa. Un’icona 300×300 e un elenco di PDF con i vari bandi!!! Ca%%o ora sì che so tutto della macchina!

  3. Grande paragone, e soprattutto triste l’evidenza della desolazione palermita!!

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