mercoledì 22 nov
  • Qui a Palermo c’è ancora posto…dicono

    C’è un articolo su D di Repubblica di venerdì destinato a fare discutere: Qui a Palermo c’è ancora posto. Il catenaccio recita:

    Lavorare e vivere meglio. Magari al sud, dove il mercato è meno saturo e «si può ancora costruire qualcosa». Parola di giovani architetti, film maker, artisti. Che arrivano da Milano, Trento, Bologna…

    Insomma mentre i nostri mandano curricula a raffica o emigrano dal resto dell’Italia vengono qui a lavorare, magari mettendo quel pizzico di creatività che ai nostri baldi cercatori di posto fisso manca (finché sono qui almeno).

    No comment (ma fa il paio con cose che pensavo già).

    Voi che cosa ne pensate?

    Palermo
  • 35 commenti a “Qui a Palermo c’è ancora posto…dicono”

    1. Anche nel Gabongo è probabile che ogni anno arrivi qualche immigrato, magari architetto o ingegnere. Se a Palermo ogni anno arrivasero non dico migliaia ma centinaia di professionisti sarebbe una notizia. E comunque gli intervistati sono professionisti formatisi altrove e probabilmente hanno avuto tempo e modo di incrementare la loro consistenza patrimoniale, prima di volare qui. Quali sono le economie degli intervistati, con quali scadenze vengono pagati da chi etc etc?

    2. Secondo me hanno riciclato qualche vecchio pezzo del 1997.
      Oppure è uno di quegli articoli “marchetta” su commissione, che vengono prodotti con l’intento di rilanciare la reputazione della città. Ovviamente il contenuto è così dissonante con la realtà percepita (come dire che all’inferno fa fresco) che risulta totalmente artefatto.

    3. Anch’io penso che in assenza di cifre – contratti, ricavi… – è aria fritta.
      Di quale mercato (della città, per la città… non i soliti “servizi”… mercato!…) si tratta?
      10 privilegiati sui generis non compensano decine di migliaia (anche negli stessi settori) costretti ad emigrare.
      Anch’io se volessi, dato che non ho problemi economici, me ne starei dove sono attualmente in vacanza (Valdesi) e mi metterei a “giocare” ai new-job, o nouvelle-économie – che in altri paesi è già… vecchia – , per accorgermi dopo 2 settimane dei limiti del mercato (se c’è), per annoiarmi dopo 2 mesi, per tornarmene dopo 4 mesi a Parigi dove guadagnerei almeno 5/6 volte di più e non devo confrontarmi con limiti strutturali ma anche socio-economici-culturali che condizionano gli scambi.
      Certo andarsene a pranzo nelle taverne della Vucciria o del Borgo Vecchio, o Ballaro, e tampasiàre poi tra vicoli e viali a osservare le inesauribili stranezze palermitane, spesso teatro dell’assurdo all’aperto, in compagnia del proprio cliché “new” (magari osservandosi pure sé stesso) è impagabile… ma solo per qualche mese di vacanza. Magari per un “ospite” la curiosità dura di più…
      e non vomita come un palermitano doc a vedere lo stato sudicio e degradato, per esempio la discarica (e tasciume griffata) che è Mondello tra viali aiuole e spiaggia.

    4. L’articolo invece a me è piaciuto. Io credo si stia un po’ travisando ciò che volesse far passare il reportage.
      Parla di alcune mosche bianche, parla di professionisti che sono riusciti a ritagliarsi un angolino di mercato a Palermo. E’ probabile che i ragazzi avessero prima di arrivare a Palermo un capitale da investire per lo start up, ma avevano anche alle spalle esperienza. Oggi chi va via sono i giovani che cercano un primo impiego.
      Anche io sono una mosca bianca, perché subito dopo la laurea ho trovato impiego proprio nel settore che desideravo. Non credo che i miei colleghi me ne possano fare una colpa.
      Non penso che l’articolo abbia la pretesa di voler compensare le migliaia di giovani emigrati o disposti ad emigrare.
      Avreste voluto non saperlo che a Palermo esistono anche queste realtà? Penso sia solo un reportage che prende atto di un fatto: ci sono giovani, pochi, che dal Nord hanno deciso di lavorare a Palermo. Non sappiamo come gli vanno gli affari, magari sarà un fallimento, magari no. E forse dà un po’ la speranza che c’è un po’ di posto anche per noi…

    5. Ti sei laureata/o ed hai trovato lavoro, brava/o.
      Ma fai troppa confusione quando leggi.
      Chi ha scritto che “non si vuole sapere”? Nessuno.
      Si è chiesto, invece, “quale mercato, quali ricavi” altrimenti è aria fritta. Insomma dati precisi.
      Sarebbe un fatto MOLTO POSITIVO se non si trattasse di 10 persone SUI GENERIS che è quantomeno illogico citare ad esempio, con enfasi, a fronte di decina di migliaia di palermitani, analoghi o simili, costretti a partire. SEMPLICE.

    6. Ma l’enfasi è d’obbligo – credo – proprio perché la maggior parte di noi è costretta a partire. Loro fanno un percorso inverso, dal Nord al Sud. Credo che la particolarità dell’esempio citato stia semplicemente in questo. La particolarità sta nelle loro storie, che sono “sui generis” perché interrompono un flusso. Tutto qui. Ad ogni modo, il reportage on line credo sia un’anticipazione di ciò che verrà o è stato pubblicato sulla versione cartacea di D. Magari lì ci saranno maggiori particolari.

    7. L’articolo è aria fritta. Come necessaria conseguenza lo è il post, e il dibattito che ne seguirà.

    8. Sono anch’io convinto che se il palermitano medio si mettesse più in gioco e non alla ricerca del posto fisso, ci sarebbero le potenzialità per migliorare questa terra portando avanti delle idee innovative.
      Volevo ringraziare personalmente Toni per il suo blog e la possibilità che ci offre di scambiare idee e opinioni su articoli sempre interessanti.
      Saluti a tutti

    9. giovani architetti???? guarda sul resto non so dirti ma sui giovani architetti che vengono qui a lavorare e trovano spazio posso assicurarti che trattasi di solenne minchiata

    10. @Davide: è verissimo quello che dici tu. E penso che la riflessione potrebbe anche estendersi nell’affettività nei confronti di Palermo. Spero di non andare O.T. ma mi ricollego a quando detto da GIGI.
      E’ possibile che loro riescano a vedere potenzialità che noi non siamo più in grado di vedere perché la nostra vista è offuscata dai disservizi, dal sudiciume, dalla confusione, ecc. ecc.?
      Magari, se noi palermitani ci sforzassimo di “amare” di più palermo, anche bacchettando chi la maltratta, qualcosa potrebbe migliorare…(fermo restando che il sudiciume non dipende solo da chi sporca ma anche da chi non pulisce).

    11. Dico che hanno ragione. Ragazzi siciliani, datevi una mossa, basta sperare che la vostra vita sia decisa da qualcun altro… REAGITE.
      Io sono campano, ho vissuto gli anni dell’infanzia tra Cefalù e Palermo, ho casa a Cefalù e mi sento siciliano nel cuore. Ma accidenti quanto mi fate incazzare… le aspettative odierne non sono più: studio e posto fisso… l’assioma non funziona più ragazzi, soprattutto da noi al Sud. Per cui sveglia… prendete in mano la vostra vita e non lamentatevi. Io sono proprio come voi, ma al contrario di voi, una sera mi sono guardato allo specchio e ho deciso che io e solo io avrei deciso. Di lavori ce ne sono quanti ne volete… pensate solo al network marketing, praticamente il futuro… lavorate per voi e per nessun altro… e decidete voi…
      Dai ragazzi, tornate a bordo c…zo!!!!

    12. Network marketing il futuro? Forse 40 anni fa… LOL, quanto mi fanno ridere questi tipi ottimisti, fanno tante frasette incoraggianti ma quando gli si chiede risposte concrete e dati precisi scappano! Quando si parla di queste cose bisogna parlare sul serio (cifre, contratti, dati precisi). Chi non lo fa sta solo dando aria ai denti. Vabbè, che vado a dire queste cose a uno convinto che i giovani rifiutino i posti di lavoro perchè non hanno voglia di lavorare?

    13. Senza dati oggettivi, come scrive GIGI, parliamo del nulla.
      Per ogni “pirocchio arrinisciuto” che torna, in quanti siamo costretti a partire?
      E poi, loro? Chi sono “loro”?
      Artisti e film-maker? Bravi!
      Non ci vuole proprio niente a specializzarsi in una città “del continente” come Milano e poi tornare qui a fare cortometraggi sui casi umani che popolano Ballarò e la Vucciria.
      Ma cosa volete che importi a chi, come me, ha una laurea dove purtroppo non è possibile aggiungere quel “pizzico di creatività” ed è costretto a fare concorsi in paesazzi assurdi del Nord-Italia, dato che qui abbiamo un bilancio nella Sanità tale da non poter far sperare in un serio espletamento di concorso, nella prossimità di almeno 10 anni?! Che cerchino di rilanciare l’appetibilità di Palermo in altri modi ben più concreti. Personalmente non so che farmene delle produzioni di quattro radical-chic su personaggi degni de “Il ritorno di Cagliostro”.

    14. L’appuntamento all’ora giusta ti inguaia ma non potevi prevederlo, l’appuntamento saltato apre nuove possibilità. Decide Nemesis, dunque non sarò certo io a scoraggiare chi vuole intraprendere. Ma senza competenze pregresse, senza la sensibilità provocata dal dolore per gli errori commessi, spesso irreparabili, e sopratutto senza capitali commisurati con gli obiettivi prefissati, in Italia non tanto e non solo liquidità ma principalmente immobili a garanzia, senza tutto ciò le salite avranno pendenze altissime e le barriere all’ingresso saranno ancora celate dalle nebbie perché, anche se percentualmente stimabili esse diventano emozionalmente intuibili e razionalmente riconoscibili, enti e persone, solo dopo averci sbattuto ripetutamente contro da tutti gli angoli possibili e immaginabili. Ecco perché questo ottimismo a me non convince, sono stato e forse sono ancora ottimista ma per evitare il muro nascosto dalla nebbia serve il radar di precisione e bisogna saperlo anche usare e interpretare. Dunque che siano benvenuti quelli che lavorano per collettivi e associazioni … ma come campano?

    15. ma oltre quei 10 dell’articolo non c’è ne più? in rapporto a circa 700 mila panormiti che sono 10 ? Di cosa stiamo parlando? Informatemi xpiacere.

    16. Infatti……non mi pare che 10 persone siano grandi numeri………conosco personalmente più di 10 persone che fatturano anche 1 milione di euro all’anno. Sono panettieri ,gelatai, gommisti, negozianti e pure qualche meusaro.
      Credo che l’articolo volesse evidenziare il fatto eclatante che qualcuno dal nord si sposti da noi per lavorare. Ma se costoro avessero notevoli capacità di guadagno, non credo che passerebbero inosservati.

    17. Anche io vengo dal nord [Napoli è a nord di Palermo, no? :-)], quello di professionisti/artistoidi che vengono in Sicilia è una storia stravecchia e che non ha nulla a che fare con la mancanza di lavoro. Non credo siano più molti a sperare nel posto fisso (poi pubblico…) e non credo che manchi la fantasia a chi, da oltre un secolo a fatto dell’arrangiarsi un vero e proprio stile di vita. La differenza occupazionale tra nord e sud non risiede nella capacità di mettersi in gioco (ne conosco tantissimi che si arrancano “aggratis” per fare o imparare qualcosa), ma nella mancanza di aziende, fabbriche. In più ci mettiamo la tendenza politica di riuscire a devastare settori determinanti per l’economia dell’isola (cito come solo esempio l’agricoltura) ed ecco che si muore.

    18. a, con la h. Me lo dicevano a scuola, rileggi ciò che scrivi.

    19. ma che problema ha col posto fisso? Le pare monotono come dice Monti? Quindi per quattro hipsters che vengono a Palermo significa che chi è disoccupato è lagnuso?
      Mi chiedo se tutti facessimo gli architetti, filmaker e artisti dove saremmo adesso. Forse già falliti da un pezzo. Dov’è il tessuto industriale in Sicilia? La PMI ad alta specializzazione del lombardo/Veneto e dell’Emilia?
      Queste sono le solite teorie degli illuminati della PalArmo bAne che dicono che qua si sta troppo bAne.
      In parole povere visto il tenore dei commenti sopra: A scafazzasti.

    20. Tony, che mi combini? Ti è stato risposto in maniera pacata e cortese dimostrandoti che l’articolo irrilevante e pieno di fregnacce. Come mai non rispondi? Il tuo è un tipico esempio di pensiero “thinker and prover”, in pratica ti sei convinto che i giovani disoccupati siano dei piagnoni che non vogliono lavorare e cerchi fatti che diano ragione alla tua teoria, ignorando le tantissime prove che dicono il contrario. Il pensiero razionale parte dai fatti per arrivare alle teorie, il pensiero irrazionale è quello che parte dalle teorie per poi andare a cercare le prove. Ti consiglierei la lettura di “Prometheus rising” di Robert Anton Wilson, davvero un ottimo testo. Purtroppo non ne esiste versione italiana!

    21. Da ridere. Come volete dare valenza statistica a 10 persone, peraltro formatesi altrove, contro migliaia di altri che se ne vanno? Una volta tanto concordo con Gabriella – lei lo dice per gli architetti io per i medici – quella dei medici che dal nord (o dall’estero) che vengono a lavorare al sud è una solennissima minchiata!

      Quando la smetteremo (e mi ci metto pure io) col gattopardesco “vaneggiare di raggiunta compiutezza” forse ci renderemo conto davvero della nostra miseria…

    22. mi stupisco della ingenuità della redazione nel cadere vittima di questi ”fake”, queste notizie andrebbero totalmente ignorate…o quanto meno pubblicate il 1° Aprile o giovedì grasso.

    23. Laydo… il problema non è la mancanza di risposte, perché ne ho quante ne vuoi, anche in termini di numeri, se è questo che ti interessa. Il problema è che la gente non sa ascoltarle, soprattutto i miei amici siciliani. Credimi, la mia non è una accusa, è piuttosto una triste presa d’atto del fatto che molte persone a cui voglio un gran bene non hanno ancora capito che nella vita le scelte sono due: o accettare le condizioni che questa ci impone, oppure ASSUMERSI LA RESPONSABILITA’ di cambiarle. E se con il mio network avrò smosso almeno una coscenza… allora avrò vinto la mia sfida.

    24. biagio il problema è la pubblicità occulta su Rosalio, peraltro di un sistema piramidale vecchio come il cucco persino a Palermo, che serve solo ad arricchire chi sta al vertice vendendo prodotti inutili ad altri venditori. Questi, dopo aver tentato invano di impaccarli ad amici e parenti, cercano altri potenziali venditori da reclutare per recuperare almeno i risparmi investiti. Il tutto condito da riunioni motivazionali, nelle quali “il grande manager” spiega a tutti gli adepti che la felicità e la ricchezza sono li a portata di mano e che loro “ce la possono fare a raggiungerla”.

    25. Biagio, che porcherie impacchi alla gente? Amway? Herbalife? Guarda, le risposte da te non le voglio, il network marketing è una catena di s.antonio malamente legalizzata circa 40 anni fa col sistema a piramide. Stavo parlando con Siino, non con te.

    26. Herbalife? Ancora esiste sta roba!?!?!? Ossignur…

    27. Trovo interessanti i commenti che richiedono un supporto economico a quello che potrebbe essere un fenomeno. Interesserebbe anche a me saperne di più. Per il resto la mia sensazione sulle opportunità che offre Palermo, se non altro come base per impiantare imprese che abbiano committenza anche altrove, è e rimanere positiva, così come rimane negativa (con qualche eccezione) la sensazione sulla lamentosa “forza lavoro” locale che o si lamenta, appunto, o emigra (e a volte, forse come Laydo, deve convincersi che qui davvero non ci fosse niente da fare per non farsi lacerare come comunque avverrà e poi la lacerazione lo porterà a rientrare tra qualche anno come spesso accade).

    28. Non hai capito una beata, splendida e amatissima m!nch!a. Su una cosa hai ragione, da ora in poi la smetto di frequentare questo sito, mi sembra di sentire la puzza di munnizza palermitana ogni volta che lo apro, anche perchè tutti quei plugin che avete messo lo rendono più pesante di counterstrike.

    29. Laydo probabilmente non ti sei spiegato. Saluti. 🙂

    30. Laydo ti invito a utilizzare un linguaggio consono e a essere rispettoso nei tuoi commenti. Saluti.

    31. Caro Siino, cercherò di spiegarmi meglio: il palermitano lagnoso che dopo qualche anno se ne torna a casa è il figlio di impiegato regionale che tanto ha il posto pronto alla Regione o alla GESIP appena si annoia di fare il mantenuto all’estero. Uno che se ne va perchè NON HA GLI AGGANCI non torna in nessun caso, perchè sa bene che tornando non troverà nulla. Mi dispiace che tu abbia avuto a che fare solo con elementi simili, ma credere che TUTTI i giovani palermitani siano così è una prova di imbecillità totale, oltre che offensiva per quelli che non fanno parte della casta. Anche io li ho visti gli elementi del genere qui in UK e mi hanno schifato come li schifavo a palermo. Ora è più chiaro?

    32. Aspè, volevo dire: mi hanno fatto schifo come mi facevano schifo a palermo. Scusa.

    33. Anche l’ambizioso giovane milanese e senza agganci se può emigra: in Svizzera, in UK, oltre oceano. Eviterei le ammucchiate, al buio non si capisce bene. Non è solo questione di ceto socialie o di titpolo di studio: chi è culturalmente povero non ha gli strumenti per trovare una via d’uscita e chi è comodo non ha motivi per cercare una via d’uscita.

    34. Come siete indietro ragazzi… me ne avete dato la dimostrazione… siete ancora infognati nei vostri pregiudizi. Emancipatevi… guardatevi intorno, c’è un mondo lì fuori che vi aspetta… a quaranta anni fa ci siete rimasti voi… il futuro non è vendere prodotti inutili, il futuro è altro. E se parlate così del network marketing… beh, forse è perché voi avete fallito.
      In bocca al lupo…

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