lunedì 11 dic
  • Si presenta “L’orsacchiotto con le batterie” a la Feltrinelli

    Alle 18:00 verrà presentato presso la Feltrinelli (via Cavour, 133) il libro L’orsacchiotto con le batterie di Elena Invernizzi e Stefano Paolocci. Interverrà il giornalista Nino Amadore.

    Elena Invernizzi e Stefano Paolocci - “L'orsacchiotto con le batterie”

    Palermo, domenica pomeriggio, mancano solo cento secondi alle cinque: il sismografo dell’osservatorio geosismico ha un guizzo, un’inezia soltanto. Il giovane ingegnere di turno sorride: la terra dell’Etna può fare di meglio. Poi il suo sguardo corre fuori dalla finestra: una sottile lingua di fumo avvelena il profilo del monte Pellegrino inondato dalla luce abbacinante di luglio. Nel colossale depistaggio con cui per quasi vent’anni è stata accreditata una falsa verità sulla strage del giudice Borsellino e della sua scorta, vedremo l’uomo muoversi fra i vicoli delle borgate di Palermo per poi entrare nel carcere di massima sicurezza di Pianosa; assisteremo alle sue stentate deposizioni nelle aule bunker, alle lotte mediatiche sul suo pentimento, al sarcasmo dei collaboratori di giustizia con cui è stato messo a confronto: «Ma tu sei uomo d’onore? Sai che significa, che vuol dire uomo d’onore? Che intendi tu? Spiega che significa uomo d’onore. Tu non lo sai cosa significa uomo d’onore, tu sei un bugiardo». Filo conduttore del romanzo è la bizzarra figura del pentito Vincenzo Scarantino, l’orsacchiotto con le batterie come lui stesso si definisce, la cui testimonianza è stata dapprima l’architrave su cui basare tutti i processi finora svolti sulla strage di via D’Amelio e poi, l’evidente menzogna di chi, mutate le condizioni storiche e solo dopo essere stato messo a confronto con ltri pentiti di mafia, ha deciso di ritrattare. Sarà lo stesso Paolo Borsellino ad avvolgerci nel fumo denso delle sue Dunhill Special Light, per condurci entro i confini d’ombra di un’Italia dilaniata dai morti ammazzati, irrimediabilmente compromessa dallo sconcertante ercimonio fra Stato e mafia, pre e post tangentopoli.

    Palermo
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