giovedì 19 ott
  • Regole, che non sto seguendo, per un perfetto trasloco

    Mai di sabato, quando il resto della città si appresta al riposo.
    Mai con i Muse in sottofondo, perché sono meravigliosamente tristi.
    Mai aprire scatole chiuse fin dal precedente trasloco, perché c’era sicuramente un motivo.
    Mai pensare che con quattro scatoloni risolvi tutto, perché gli scatoloni non bastano mai.
    Mai stare a chiederti questo lo tengo o lo butto, perché se solo lo pensi lo devi buttare.
    Mai incazzarti per quel paio di scarpe preferite che non trovavi e che erano invece sepolte sotto l’aspirapolvere rotta, perché poco dopo gioirai nel ritrovarle bucate.
    Mai cercare di trovare metafore nella stringa precedente, perché in fondo sono solo metafore.
    Mai cercare di riordinare dei documenti sparsi sul tavolo, meglio buttare tutto in una scatola e rimandare l’ordine.
    mai dannarsi per i troppi libri e cd raccolti negli anni, perché poi leggere quella dedica su quel libro ti restituirà quello stesso sorriso della prima volta.
    Mai torturarsi con i rimpianti legati ad alcune “cose di casa”, perché un trasloco serve anche a questo, resettarli per averne di nuovi.
    Mai poggiare tutto sul letto, perché tanto poi dovrai levare tutto per dormire.
    Mai pensare di usare quel grande valigione portato in Australia per riporre tutte le scarpe vecchie, meglio buttare quelle scarpe e pensare ad un altro viaggio con quello stesso valigione.
    Mai fermarsi, scrivere e condividere uno stupido post come questo su Rosalio solo perché in fondo non hai voglia di mettere il tuo passato in una scatola…
    Beh sai che ti dico?
    Fanculo al passato, ficca dentro lo stretto indispensabile e lascia perdere i ricordi superflui, vedrai che in fondo il trasloco è solo una piccola liberazione.

    Riprendo quindi ad inscatolare le “cose di casa”, pensando che sono solo cose, solo cose!

    Colonna sonora del mio trasloco, ma che non avrei dovuto ascoltare.
    Muse – Resistance

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  • 7 commenti a “Regole, che non sto seguendo, per un perfetto trasloco”

    1. condivido in pieno la storia della dedica…….ed ho sorriso 🙂

    2. Bel post! L’importante e’ stipare dentro di noi ricordi, avvolti da quell’equilibrio interiore che ci fa andare avanti ogni giorno.
      Il resto non conta, siamo troppo materialisti.

    3. H fatto anch’io di recente un trasloco…è stato un trasloco triste perchè ho dovuto rinunciare ai miei ricordi, alle mie “cose di casa” come le chiami tu, caro Tiziano, ho dovuto rinunciare alla quotidianità dei miei gesti e ho chiuso tutto in scatole che…non so quando riaprirò. Bel post!

    4. Anch’io ne ho fatti un bel po’ ed ancora un altro tra non molto…un solo particolare: di quest’ultimo non ne conosco ancora la meta.
      Traslocare è una ecdisi, una metamorfosi..dicono aiuta a mantenere giovani corpo e cervello 😉
      Adoro i Muse, hai ragione, un po’ da masochisti sceglierli per effettuare un trasloco.
      Il tuo post mi è piaciuto proprio tanto.

    5. Trasloco finito. Si passa alla fase dello spacchettamento meno straziante, ma infinita, so già che alcuni scatoli resteranno il mio armadio per settimane.

    6. è un bel post..ogni casa rappresenta un pezzo di vita di ciascuno.

    7. Bel post. Ci fa ricordare quanto sono importanti i ricordi nella nostra vita. Ogni singolo scatolone racchiude milioni di ricordi… e la casa che lasciamo ne ha sicuramente molti. Possiamo però costruire nuovi ricordi nella nuova casa!!

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