domenica 19 nov
  • Presentate le linee guida per il nuovo Piano regolatore

    Sono state presentate ieri a Villa Niscemi le linee guida del nuovo Piano regolatore generale di Palermo.

    Il metodo sarà quello dell’ascolto alternativo dei cittadini (a partire dai bambini) promotori di obiettivi di pubblico interesse e la concertazione con tutti gli attori pubblici e privati che agiscono sul territorio. Il cuore di questo percorso sarà in un Ufficio di Piano che raccolga gli input e coordini il lavoro che non sarà certamente limitato al livello locale ma si aprirà a contributi, idee e apporti internazionali.

    I parametri che permetteranno di misurare lo sviluppo della nuova città saranno il tempo, con riferimento a quello necessario per gli spostamenti fra i diversi nodi della città e lo spazio, inteso come metri quadri destinati all’uso sociale e collettivo e alle aree pedonali, come ettari destinati al verde, come chilometri destinati alle piste ciclabili, la cui rete dovrà collegare innanzitutto scuole e uffici intesi come luoghi vivi espressione dei bisogni della città. Le scuole avranno un ruolo centrale, attraverso una razionalizzazione e una riqualificazione del patrimonio scolastico che dovrà costituire l’asse portante di nuovi centri di aggregazione rivolti all’intera comunità. Il tutto avverrà unendo la visione rivolta all’area metropolitana da un lato e ai quartieri dall’altro, coniugando una pianificazione su larga scala rivolta soprattutto alle necessità infrastrutturali e alle grandi reti e la pianificazione di interventi mirati nei territori, rivolti alla riqualificazione degli spazi, alla vivibilità e alla fruibilità della città.

    Il nuovo PRG dovrà assicurare la realizzazione di un nuovo assetto della rete del trasporto pubblico, al fine di promuovere l’intermodalità, attraverso un’attenta valutazione degli aspetti pianificatori, tecnologici ed economici che consenta di selezionare le opere da prevedere nel Piano, e della viabilità di area vasta e di rango sovracomunale come del sistema delle “porte” e degli accessi e delle “reti lunghe” (funzioni e rango del Porto e relazioni
    città-aeroporto).

    Il nuovo PRG dovrà rispondere alla domanda di residenza che è radicalmente mutata negli ultimi anni: servono case più piccole ed economiche di quelle che oggi sono disponibili nel mercato immobiliare, innovando il patrimonio esistente in termini energetici e di qualità architettonica. Nessuna nuova aggressione al territorio urbano o nuova espansione del tessuto urbano ma si procederà, pertanto, a una grande operazione di manutenzione e/o riuso e rifunzionalizzazione del patrimonio edilizio e, segnatamente, di quello abitativo. Grazie al nuovo PRG, inoltre, si apriranno nuovi spazi per la città di Palermo che diventerà una città policentrica a partire dai vuoti urbani attuali, quelle grandi aree oggi in stato di abbandono o sottoutilizzate rispetto alle loro potenzialità: l’area Lolli/Notarbartolo, della Fiera, ex Ospedale Psichiatrico, il piano dell’Ucciardone, il Mercato Orto-frutticolo, tutte micro centralità sparse nel territorio capaci di attivare processi di orgoglio da parte della cittadinanza.

    Va attribuito un nuovo significato funzionale e simbolico – che contrasti e superi la percezione negativa generata dalle attuali condizioni di discontinuità e marginalità urbana – al viale Regione Siciliana ed al fiume Oreto, da trasformare da elementi di discontinuità e frammentazione urbana in nuovi elementi di rifondazione del sistema urbano.

    La Costa Sud e la linea del mare devono diventare quello che il Centro Storico è stato per la città degli anni 90, una nuova fonte di vitalità e una valorizzazione che attivi un processo di rinascita in tutte le aree di quelli che sono stati i porti storici (Sferracavallo, Mondello, Vergine Maria, Arenella, Acquasanta, Cala, Sant’Erasmo, Bandita).

    La rete dei parchi (da Montepellegrino alla Favorita, al parco dell’Oreto e oltre) e quella dei giardini storici saranno il nuovo Teatro Massimo, non solo in termini simbolici ma anche in termini di ricaduta effettiva e di rete sul territorio.

    Sarà anche necessaria una razionalizzazione delle aree industriali, creando una piattaforma logistica urbana e, allo stesso tempo rafforzando e consolidando le funzioni commerciali di altre aree oggi non più votate a finalità produttive.

    Il PRG dovrà assecondare e rafforzare i processi di trasformazione in città digitale attraverso il modello della Smart City, a partire dalla riallocazione delle strutture direzionali e dalla creazione di processi di Smart Health, tesi da un lato alla razionalizzazione delle strutture esistenti e dall’altro lato alle nuove localizzazioni nei tessuti urbani che maggiormente ne appaiono sprovvisti.

    Per la Cultura tramite si dovrà prevedere l’istituzione del distretto culturale, teatrale, musicale e la realizzazione del Museo Diffuso delle risorse culturali, di un Nuovo Polo Congressuale, di un Nuovo Centro Religioso interculturale, del Museo della Città o del Racconto urbano, della Casa delle Culture, della Scuola internazionale della Cultura, della Casa delle differenze, Nuovo museo all’Ucciardone, il “Laboratorio” della Legalità, il “Laboratorio” delle Pari Opportunità, il “Laboratorio” permanente di Progettazione Partecipata della Città.

    Dovranno essere introdotti anche nuovi strumenti per la “messa a reddito” della città attraverso un processo di internazionalizzazione, da un lato, e l’attivazione di strumenti (come gli usi civici, gli oneri e i diritti edificatori, le misure perequative, etc) che consentano di conseguire una Economia urbana intelligente e responsabile.

    Questi in sintesi i punti chiave dell’idea che sottende alle linee guida:

    1. Supportare e rendere credibile la candidatura di Palermo a Capitale Europea della Cultura nel 2019;
    2. Individuare nel fiume Oreto e nella Circonvallazione di viale Regione Siciliana, nell’oltre Oreto e nell’oltre Circonvallazione i nuovi poli di trasformazione della Città;
    3. Ambire ad una dimensione metropolitana in vista della nuova forma amministrativa di Città metropolitana, seguendo una logica di decentramento e di costruzione delle nuove Municipalità urbane e di delocalizzazione dei servizi attrattori di un’utenza extra-urbana;
    4. Trasformare la Città, sebbene sterilizzandone il costo per le casse dell’Amministrazione Comunale (dalla Lista dei sogni ad un’Agenda di programma);
    5. Costruire la nuova Città attraverso un processo di ascolto alternativo di cittadini (bambini ed adulti), promotori di obiettivi di pubblico interesse e la concertazione con gli Enti pubblici e morali.
    6. Far riacquisire centralità e vivibilità alla Città inespressa della costa Sud, il nuovo “Centro Storico” degli anni ’90;
    7. Favorire lo sviluppo verticale della Città al fine di limitare il consumo del suolo e valorizzare il paesaggio urbano in quei contesti connotati da disordine urbanistico;
    8. Nuovo orientamento degli impianti e del patrimonio scolastico in centri di aggregazione per le famiglie;
    9. Assecondare e rafforzare i processi di trasformazione in Città digitale attraverso il modello della Smart City, a partire dalla riallocazione delle strutture direzionali e dall’attivazione di processi di Smart Health, tesi da un lato alla razionalizzazione delle strutture esistenti e dall’altro lato alle nuove localizzazioni
      nei tessuti urbani che maggiormente ne appaiono sprovvisti, in chiave ovviamente metropolitana;
    10. Assicurare la realizzazione di un nuovo assetto della rete del trasporto pubblico, al fine di promuovere l’intermodalità, attraverso un’attenta valutazione degli aspetti pianificatori, tecnologici ed economici che consenta di selezionare le opere da prevedere nel redigendo Piano;
    11. Rispondere alla domanda di residenza che si è radicalmente trasformata: servono case più piccole ed economiche di quelle oggi disponibili sul mercato immobiliare;
    12. Aumentare la qualità e la quantità degli spazi pubblici
    13. Innovare il patrimonio edilizio esistente in termini energetici e “di qualità architettonica”;
    14. Convertire le distanze spaziali, espresse in metri, in distanze temporali, implementando la rete dei servizi e riordinando le funzioni (scuole, attrezzature, attività del terziario ecc.);
    15. Confermare il ruolo di Città snodo del Mediterraneo, interculturale e dell’integrazione;
    16. Dovrà essere individuata una area specifica da destinare ad una Piattaforma Logistica Urbana, consolidando le funzioni commerciali e non più produttive di alcune aree prima a differente vocazione e riattivare le aree produttive ed industriali frammentate che potranno rigenerarsi in chiave residenziale;
    17. Mettere a reddito la Città, attraverso un processo di internazionalizzazione da un lato e l’attivazione di strumenti ed istituti giuridici (usi civici, oneri e diritti edificatori, misure perequative, etc.) dall’altro lato che consentano di conseguire un’Economia urbana intelligente e responsabile;
    18. Creare un policentrismo a partire dai vuoti urbani, ovvero una punteggiata di micro-centralità sparse nel territorio comunale che cerchi di attivare processi di orgoglio da parte della cittadinanza nei confronti del proprio pezzo di città. Ciò potrà ridurre anche la pressione centripeta in termini di funzioni e di mobilità. Le Nuove polarità saranno l’area Lolli /Notarbartolo, della Fiera, ex Ospedale Psichiatrico, il piano dell’Ucciardone, il Mercato Ortofrutticolo.
    Palermo
  • 12 commenti a “Presentate le linee guida per il nuovo Piano regolatore”

    1. Questo sì che appare un progetto serio di “good governance” (vedasi miei commenti sull’apertura del Parco Uditore), anche se personalmente non mi convince molto l’auspicato “sviluppo verticale della Città” (soluzione comunque sicuramente sicuramente migliore della cementificazione delle residue aree verdi…) laddove l’eventuale realizzazione di tale idea non segua un coordinato piano di armonia urbanistica.
      Fumosa appare inoltre la “dichiarazione d’intento” di cui al punto 4, così come non appare esservi alcun riferimento concreto alle modalità dell’improrogabile recupero del litorale sud della città.
      A mio modo di vedere, con il nuovo PRG la Giunta ha intrapreso una grande sfida di credibilità; speriamo che dalle parole si passi ai fatti concreti.

    2. E a munnizza? Unne l’ama a miattiri?

      Per tutto il resto mi sembra un ottimo PRG.

    3. Convertire – Creare – Confermare – Favorire – Trasformare – Supportare- Far riaquisire – Aumentare – Innovare – ………re
      A cura di: Silvan – Houdini – Alexander – Asher – Binarelli – Copperfield – McBride – Siegfried & Roy

    4. …io sono allibita…tutto questo bel progetto nel 2050 ??? ma il signor sindaco si guarda in giro? lo vede come siamo ridotti? munnizza,degrado urbano e sociale,non esistono servizi…e lui mi parla del 2050!!??
      no scusate …e’ forse uno scherzo?

    5. Ma quale scherzo! è un genio!
      è l’unico sindaco su terra che fa programmi su 40 anni… se non vi svegliate quest’uomo fra non molto vi farà credere, e ci crederete, che vivete sulla luna.
      Toto’ e Nino Taranto gli fanno un baffo.
      La settimana scorsa è andato a inaugurare una distesa di terra con un po’ di erba spelacchiata sopra, chiamata parco, e ha detto con enfasi: “eravamo ultimi in italia per spazi verdi utilizzati ORA SIAMO QUARTULTIMI” (ci vuole un bel coraggio!).
      INTANTO IL VERDE PUBBLICO CITTADINO: http://www.qds.it/11058-se-il-verde-pubblico-e-una-latrina-ville-e-giardini-preda-dell-incuria.htm
      Smart city il nuovo slogan di Orlando Cascio.
      Big Mayor.
      Oppure attore di serie B ?

    6. Un piano regolatore che non pensi ai 30-40 anni è totalmente inutile. E un piano regolatore non si può occupare delle emergenze. Il motto di Orlando per la campagna era “visione e azione”, agire nel breve e pensare al lungo termine. Da una parte si lavora per salvare il bilancio (che è l’unica cosa da fare veramente nel breve), dall’altra si lavora ad azioni di lungo respiro: non ci sono alternative.
      Sul merito delle linee guida, sostanzialmente eccellenti, sostanzialmente quello di cui Palermo ha bisogno, speriamo si possano tradurre in un piano all’altezza e che si riesca poi ad implementare.

    7. Ottimo! Finalmente qualcosa si muove.

    8. Si potrebbe cominciare da qualcosa…”terra terra”.
      Ad esempio, espropriando per pubblica utilità quelle aree (alcune delle quali adibite a parcheggi privati) che trasformerebbero viale Strasburgo in una strada a 2 corsie per senso di marcia, rendendo più scorrevole il traffico in quella zona.

    9. hanno ragione i sindacati, orlando sta seguendo la linea cammarata, e i suoi sostenitori li reputo peggiori delle cricche dell’ex sindaco

    10. per fortuna piove e tira vento,e le strade in qualche modo si spazzano da se`

    11. non credo propio a tutti questi progetti

    12. non concordo affatto con il punto 7 …no abbiamo bisogno di ulteriori costosi edifici che si sviluppino in altezza “per non consumare suolo” abbiamo bisogno di recuperare la qualità dello spazio urbano e migliorare la qualità urbana della città aumentando il verde pubblico ed il verde privato; tante le azioni possibili l’inverdimento delle facciate e delle coperture potrebbero essere alcune sul modello di quanto si fa da anni in alcune città tedesche come Colonia.

      Si dovrebbe piuttosto alleggerire l’impronta ecologica con un piano di buon assettto idrogeologico che renda permeabile il suolo a cominciare dai marciapiedi dei giardini e di alcuni viali che dovrebbero essere in battuto di tufo o bricciolini! una città traspirante è una città più fresca e sicura!

      poi bisognerebbe procedere ad un restauro energetico degli edifici della pubblica amministarzione per dare l’esempio e risparmiare e con sistemi di incentivazione e defiscalizzazione anche degli edifici privati!

      in ultimo in effetti non vedo in questo elenco la presenza di una attenzione particolare alla pianificazione di misure urbanistiche tese a creare le condizioni per una città del ricclaggio totale, del recupero delle materie post consumo per la riduzione di una delle voci di bilancio più pesanti quella del costo di smaltimento dei rifiuti! non vedo un atteggiamento ed una tensione progettuale che faccia trasparire un reale interesse ad un cambiamento culturale della città intesa come insieme di cittadini che vivono in uno spazio fisico!

      per carità si vede che c’è lo zampino di qualche “urbanista ” non di primo pelo ma manca una etica chiara e decisa! non vedo le parole risanamento paesaggistico, qualità dell’aria, leggo concetti di urbanistica in parte sacrosanti ma senza anima!

      Francamente riamango perplesso!

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