giovedì 19 ott
  • Gela e Caltanissetta capitali nel regno di Crocetta

    Con gusto un poco provinciale, e volontà di fare chiacchere, salgono leggeri i primi mugugni, su Gela e Caltanissetta capitali, appendici privilegiate del regno di Crocetta. Li rileviamo come tali e andiamo avanti, non prima di aver ricordato che negli ultimi anni quattro anni Lombardo si era portato da Catania anche gli amministratori di condominio. Dal momento che ci siamo però, vediamo chi si ricorda chi è stato l’ultimo presidente della Regione, con carta d’identità palermitana. Vero è che Cuffaro, era palermitano d’adozione, ma era anche cittadino universale di ogni posto e di ogni angolo della Sicilia. Ed allora dobbiamo risalire al 1996, anno in cui Gianfranco Miccichè, viceré assoluto di Forza Italia, impose Giuseppe Provenzano, per trovare un palermitano alla guida della Regione. Dal 2001, da quando c’è l’elezione diretta, nessuna traccia di panormiti. Destino diverso, quasi opposto, ha avuto la presidenza dell’Ars, con Lo Porto, Miccichè e Cascio, in successione cronologica e territoriale. Come a dire, gente d’aula non di governo.

    Crisi generazionale? Non solo. La classe politica palermitana è stata fin troppo ambiziosa e largamente miope in tal senso. Miccichè non la racconta tutta quando parla delle Regionali del 2008, in cui fu “sacrificato” per Lombardo, nel senso che, lui “scende” dalla politica nazionale a quella regionale, per contingenza più che per convinzione, mentre degli altri è rimasta poca traccia. Uno che studiava da presidente era certamente il povero Marzio Tricoli, mentre Luca Orlando avrebbe forse provato stavolta la scommessa, se non si fosse trovato implicato nella sindacatura più difficile degli ultimi venti anni.

    Di personaggi come Crocetta ce ne sono anche a Palermo, specie nell’affollato centro democristiano, che, “grillini” permettendo, proverà a creare la nuova classe dirigente siciliana. Vedremo cosa riserverà il futuro. Palermo rivendica una presenza forte nella politica siciliana. Ma oltre ad affermarla, deve pure conquistarla.

    Ospiti
  • 2 commenti a “Gela e Caltanissetta capitali nel regno di Crocetta”

    1. Chi lo dice che la Sicilia debba essere palermocentrica? L’amministrazione regionale ha reso la città ipertrofica. Ed i nodi adesso vengono tutti al pettine.

    2. Veramente Cuffaro non era espressione di ogni dove, a Catania molti lo chiamano ancora oggi Cùffaro e non Cuffàro.

      Palermo ha già infettato l’Italia di ministri mafiosi, collusi e cocainomani. Questo esprime Palermo, e non è certo un modello. Immagina che prio quindi sarebbe un presidente palermitano.

      E dire che di Crocetta a Palermo ce ne sarebbero diversi nelle file del centro, o è una battuta, oppure è un’opinione che rasenta il ridicolo.

      Buonaserataatutti. 🙂

    Lascia un commento (policy dei commenti)