mercoledì 13 dic
  • Di acronimi danzanti in teatro triangolare

    Questa è una storia, una storia di acronimi. Acronimi volatili. Acronimi danzanti, tre primi ballerini e altri aspiranti tali. Acronimi e ballerini in un teatro di forma triangolare che, mentre crolla, danza, danza, danza.

    In principio era Totò. Totò figlio di DC che, pur avendo danzato un po’ con tutti, finì per realizzare l’ordine: con lui FI, AN e UDC, gli altri fuori dalle prove. Totò che danzò per un atto e ne ottenne altro mezzo anche grazie alla decisione dell’avversario storico, DS (già PCI e PDS), di non danzar convintamente con la ballerina Rita (amatissima dal suo pubblico), ma questa è un’altra storia. Poi Totò cadde, a metà del secondo atto.

    E venne Raffaele che, intanto, aveva fondato MPA. In principio Raffaele mantenne l’ordine, con lui, oltre MPA, danzavano PDL (nato dal matrimonio tra FI e AN) e UDC. Poi l’eccessivo protagonismo di Raffaele, produsse in PDL continui dubbi e tentennamenti. Finché un’anima di PDL abbandonò Raffaele, prontamente sostituito da PD (che aveva intanto sostituito DS e aspettava da una vita questa occasione). E fu il vivamaria: UDC si frammentò e perse PID (che si diceva fedele a Totò e stanco di danzar con Raffaele). PDL deflagrò, tra lealisti e non, poi GSUD, infine FLI. Verso la fine, con Raffaele si intrattenevano PD (ma con forti dubbi e rimorsi), UDC, GSUD (a volte si, a volte no), FLI e MPA.

    Poi successe che anche Raffaele scivolasse e decidesse infine di rinunciare, evitando a PD l’imbarazzo di abbandonare il palcoscenico, cosa che il suo pubblico ambiva e che PD annunciava mille volte per poi tornare indietro all’ultimo minuto. Si tornò così a organizzare il corpo di ballo. Saro si lanciò nella mischia per primo e con lui vennero presto PD e UDC. Il pubblico di PD diceva che non si poteva stare con UDC per l’ingombrante presenza di Totò, ma PD rispondeva che adesso UDC, senza PID, si era di Totò liberato. MPA stava ad aspettare e intanto cambiava nome in PdS (non PDS, che era l’erede di PD!) per convincere il suo pubblico che Raffaele fosse stato messo fuori dalla porta. Intanto, PDL, PID, GSUD, FLI cercavano di organizzarsi per far di Nello il primo ballerino. Poi giunse Gianfry che con la sua danza estatica finì per attirare a sé GSUD, MPA/PdS e FLI. Nello rimase con un palmo di naso, oltre a PDL (infortunato) e PID.

    Tutti accusavano tutti: chi diceva che Raffaele volesse ballare sia con Saro sia con Gianfry, chi diceva che Gianfry fosse lì solo per far baruffa, gli uni davano dei traditori agli altri e gli altri delle mezze calzette agli uni.

    Le carte girarono e primo ballerino fu Saro, ma con il teatro semivuoto e senza il sostegno della maggior parte del corpo di ballo. Chi pensava che Saro avrebbe ricevuto il sostegno di Raffaele fu, in parte, smentito, quando Saro chiamò a sé dal pubblico scienziati, cantautori, fuoricorso, amici e amici degli amici di Totò. Totò che, a onor del vero, dal suo ritiro dorato l’aveva detto: “i miei amici ballano con Saro!”, ma in pochi gli avevano creduto.

    Saro, intanto ballava come un matto, lanciandosi con i suoi nuovi compagni in esibizioni sempre più straordinarie, che comportavano torsioni nucleari, camerini da riorganizzare e acrobazie al limite dell’umano. In cerca del sostegno necessario da parte del corpo di ballo, Saro diceva di non ballare con nessuno e intanto provava con tutti. Finché i ruoli più ambiti furono di UDC, PDL e M5S (il più giovane e ambizioso che, ballando da solo, era riuscito a farsi accompagnare da MPA/PdS). PD si trovò con un ruolo secondario e accusò Saro di arpeggiare con MPA/PdS e M5S, mentre Saro gli rimproverava le recenti frequentazioni con PDL, mediate da UDC.

    Intanto, il teatro perdeva ogni giorno pubblico che sceglieva di andare verso altri e più promettenti teatri, mentre UE, il sovrintendente ai teatri, e il suo fido Monty tagliavano la corrente a fasi alterne e la stagione si annunciava un fiasco.

    C’era anche un altro ballerino, che ballava un po’ in disparte. Lo chiamavano Sinistra e non si sentiva acronimo. Sinistra mai con nessuno aveva scambiato passi, mai aveva tradito se non se stesso. E forse, proprio per questo, da qualche tempo, non veniva più ammesso nel palcoscenico da un pubblico che adorava (ma sempre meno) gli acronimi danzanti.

    Come si dice in questi casi, ogni riferimento a presidenti o partiti reali, è del tutto consapevole. Ma a memoria, per cui potrebbero apparire, qui e lì, imprecisioni, delle quali mi scuso: che queste imprecisioni possano inquinare l’affresco, di questo ho dubbio.

    Il pretesto è questa notizia qui: il presidente che accusa il partito di maggioranza relativa di “inciuciare” con un partito di minoranza, mentre il segretario del partito di maggioranza relativa accusa il presidente di “inciuciare” con altri due partiti di minoranza.
    PD+UDC+PDL “contro” Saro+M5S+GSUD, insomma.

    Ospiti
  • 2 commenti a “Di acronimi danzanti in teatro triangolare”

    1. […] Una volta, su Rosalio, scrissi di acronimi danzanti nel teatro che è divenuta la Sicilia. […]

    2. […] Citarsi è certamente poco elegante, ma a volte utile a seguire il corso, se non altro mentale, degli eventi. Era il dicembre del 2012 quando mi azzardavo, su Rosalio, a raccontare di una Sicilia ballerina con un primo ballerino e un corpo di…. […]

    Lascia un commento (policy dei commenti)