giovedì 19 ott
  • Un biglietto Amat? Torno subito

    Riceviamo da un nostro lettore una segnalazione e una foto sulla postazione dell’Amat in via Libertà / piazza Ruggero Settimo.

    «Salve,
    un frequente problema riscontrato in città mi spinge a contattarVi, magari se uno degli autori che ritenesse d’importanza la situazione potesse scrivere qualcosa in merito sul blog, forse e dico forse la situazione potrebbe migliorare.
    Capita non poche volte che l’ufficio informazioni / vendita biglietti AMAT che si trova in uno chioschetto in via Libertà angolo con piazza Castenuovo sia senza personale, con un cartello che porta la scritta “Torno Subito”.
    Il subito spesso e volentieri è da interpretare, dato che oggi si è trattato di 25 minuti!!! Quando ciò accade provoca un disagio notevole a chi viaggia in bus e deve comprare il biglietto, nelle vicinanze non c’è quasi nessuno che li venda. Oggi 2 turisti davanti a ciò erano completamente spiazzati, e onestamente non è un bel segno di accoglienza….
    Ho deciso anche di scattare una fotografia, la metto in allegato.
    Grazie anticipatamente»

    Un biglietto Amat? Torno subito

    Palermo
  • 21 commenti a “Un biglietto Amat? Torno subito”

    1. Magari aveva mangiato pesante!! 😀

    2. Beh, dov’è la novità?
      Scattate una foto quando il tizio in questione resta seduto al suo posto di lavoro per tutta la giornata, senza allontanarsi. Allora si, quella è una notizia.

    3. Forse era andato a pisciare in un bar, ed aveva la minzione lenta (non glielo auguro, ovviamente).
      Inoltre, al capolinea dell’autobus mai chiedere all’autista “a che ora parte, please?”. Inutile nel migliore dei casi, cioè quando risponde “tra poco” o “tra non molto” (essendo la nozione del tempo, in loco, non definibile, e quel “tra poco” potrebbe voler dire tra 25/30 minuti; succede!); imbarazzante o pericoloso (per i paurosi) quando lanciano sguardi da killer perché si sentono controllati con quella domanda d’informazione.
      Va la pena fare un’analisi antropologica per capire l’origine e i motivi di queste attitudini? Certo, se fatto per divertimento, distrazione, sana curiosità, studio. No, se ci si illude di correggere questi atavismi profondi, genetici, secolari o millenari, che sembra spesso di trovarsi confrontato a cervelli “montati al contrario”, e simili episodi se ne verificano circa 1 milione al giorno solo nella città di Palermo, città del teatro dell’assurdo, per eccellenza. Semu i megghiu!

    4. poi però l’Amat si lamenta col comune perchè non riesce a guadagnare soldi…

    5. Le solite figure da terzo mondo.
      L’altro giorno osservavo alle 10 di sera dei poveri turisti fare le radici alla fermata di via libertà davanti Aluia. Potrei capire in periferia, ma non in centro. Aspettare per almeno 20 minuti il 101 è ridicolo.
      La verità è che chi non conosce Palermo e non ha guide può mettersi il cuore in pace, perché mancano informazioni e agevolazioni di alcun tipo. Tutto è sintomo tangibile di ignoranza, incuranza e inciviltà stratificate. Non ci si può lamentare poi se una città con infinite potenzialità turistiche è incresciosamente vuota di turisti.

    6. Io chiedo al Sindaco Orland, sempre sensibile anche di fronte a fatti gravissimi simili, di fare pressione sul presidente dell’Amia affinchè la persona che ricopre questo posto di lavoro sia licenziato se possibile, altrimenti pesantemente sanzionato! E’ una vergona!

    7. la foto dovrebbe essere corredata dalla data e dall’ora precisa in cui è stata scattata. controllare i turni di lavoro da parte dell’AMAT, prendere provvedimenti… un sogno ovviamente!

    8. Non sono d’accordo con Alemisia sul fatto che si possa tollerare una lunga attesa se si vive in periferia.
      Non penso che ci siano cittadini di serie A e cittadini di serie B. In periferia si pagano sia le tasse che i biglietti AMAT così come si fa in centro.
      La verità è che i servizi pubblici a Palermo sono altamente scadenti… se non inesistenti.

    9. Chiedo venia a tutti i presenti. Come giustamente ipotizzato da un commentatore, la mia assenza è stata cagionata dalla necessità di svuotare l’uretra nonché il tratto intestinale. Sfortunatamente, la mia ricerca di una latrina disponibile è stata più lunga del previsto, poiché ogni cesso nelle vicinanze risultava occupato o fuori uso.

    10. la prossima volta valla a fare nel vicino hotel.
      Li’ ci sono tanti cessi.

    11. o in alternativa
      mettiti in contatto con Colorina
      che,
      forte sei suoi agganci comunali,
      ti risolve il problema

    12. ora,scherzi a parte,si pone in evidenza una lacuna gravissima del management,
      che ignora le esigenze fisiologiche umane e costringe una persona a stare a svolgere un servizio al pubblico dentro un buco di ufficio…

    13. Colorina
      vergognati,almeno un po`,
      per quello che scrivi.
      Ti auguro,prima o poi,di fartela addosso.

    14. Antony, la tua idea è valida e non mi asterrò dallo sperimentarla. La domanda però s’impone: tu ritieni sia lecito accedere al cesso di un hotel senza esserne cliente pagante?

    15. non e’ un problema tuo.
      Deve essere una figura responsabile della tua azienda a risolvere il problema,contattando la direzione dell’Hotel,pagando o meno.
      Oltre la via ufficiale,rimane il fatto di forza maggiore. Nel vano interrato di quell’hotel c’e’ una sala adibita a convegni e ci sono molti servizi igienici.La portineria di un hotel e` solitamente un porto di mare,il personale ruota e non conosce i clienti,e se entri nessuno ti dice niente.A me e` capitato innumerevoli volte in Italia ed all’estero di avvalermi dei servizi igienici degli hotel,
      pur non essendovi ospite.Nessuno mi ha mai fatto osservare alcunche`.
      Comunque la via migliore rimane quella di trovare un accordo da direzione a direzione.
      .
      Resto ancora indignato per la superficialita` e la stupidita` di Colorina,che ha chiesto il tuo licenziamento.Ma di cretini il mondo e` pieno.

    16. Incaricato AMAT, mi permetto in maniera disinteressata di consigliarle:
      – per svuotare l’uretra potrebbe usare lo stesso mezzo che usava qualche anno fa il giornalaio del mio quartiere, il quale adoperava allo scopo bottiglie di acqua minerale vuote, e col tempo aveva trovato giusti ritmi, e maestria, per espletare l’esercizio
      – il tratto intestinale è meglio sbacantarlo la mattina prima di uscire di casa, basta regolare la frequenza della funzione, anche osservando una corretta alimentazione

    17. Antony: la tentazione di usufruire in modo informale delle latrine dell’hotel è forte; tuttavia qualche scrupolo ancor mi trattiene. Sono solito, infatti, dare in cambio di ciò che ricevo, e difficilmente il mio… lascito… equivarrebbe a moneta sonante.
      GIGI: ahimè galeotta è la mia bulimia. Sono aduso infatti, già di prima mattina, a nutrirmi di arancina cà cainne, che determina conseguenze… davvero esplosive.

    18. latrine e` un termine che mi richiama l’idea di quella che e` la situazione degli scadenti servizi igienici presenti in gran parte dei pubblici esercizi della citta` di Palermo,non certo di quell’Hotel di piazza politeama,dove igiene e funzionalita` sono assicurati.
      Tornando al livello medio dei cessi annessi agli esercizi commenciali,la prima osservazione e` la scarsa considerazione che si da` a questo settore.
      Una volta sono chiusi per guasto,una volta sono adibiti a deposito di scartoffie,una volta manca l`acqua,una volta i cestini non sono stati vuotati
      e sono stracolmi di carta igienica gia` adoperata e puzzolente,c`e` quando manca il sapone e quando manca la carta igienica,c’e’ quando lo sciacquone perde e quando il pavimento e` sporco di liquidi,
      insomma sono locali dove prima di entrare bisognerebbe mettersi i guanti e turarsi il naso.
      Un abisso rispetto ai servizi Igienici visti in altri paesi dove e` pure disponibile il copri Water usa e getta.
      Una amministrazione efficiente dovrebbe disporre di squadre permanentemente in giro per verificare lo stato dei servizi igienici,e ,se del caso
      sanzionare adeguatamente.
      Ancora l`amministrazione dovrebbe contribuire alla ristrutturazione dei servizi fatiscenti,anche se privati.Magari con uno sconto sui tributi locali.

    19. Pero’ hanno presentato l’Authority comunale del Turismo.
      Solo a Palermo, dove, geneticamente ormai, gene formato “a causa” delle sciagure storiche, con ripercussioni socio-culturali, vissute e certe volte subite altre volte volute create provocate, dove i cervelli nella maggior parte del genere umano palermitano sono montati “al contrario”.
      Il decoro, i servizi puntuali e dall’igiene provata secondo standard evoluti, la scomparsa della sudiciume, il restauro delle rovine, la città gradevole e stimolante: min. hiate!
      Prima l’Authority comunale del Turismo… MA, siccome la matrice è quella che è (resto vago per non apparire razzista, come se riconoscere caratteristiche e influenze lasciate fosse razzismo!) e dobbiamo sempre “cadere aggritta” (semu i megghiu!) direbbero che anche quello è il ruolo – che espleterà – l’Authority comunale del Turismo.
      ESPLETERÀ ?
      MA QUANDO ?
      MA che min… dici?
      La prossima volta che sarò a Palermo andrò in giro con la bottiglia vuota di acqua minerale (come il giornalaio che cito sopra) perché l’ultima volta mi sono lan.zato, tranne in una toilette nei pressi dei bar e ristoranti che si trovano… che non nomino essendo un negozio molto conosciuto, nei pressi di piazza San Domenico 😀

    20. GIGI, hai detto bene, il problema è proprio questo. Espletare.

    21. Non è scontato che colui che nei commenti si firma Incaricato AMAT sia la persona a cui si fa riferimento nel post.
      Antony ti invito a essere rispettoso nei confronti degli altri commentatori. Grazie.

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