martedì 12 dic
  • Intimidazione per Natale Giunta

    Natale Giunta

    Dopo la denuncia degli estorsori che ha portato all’arresto di quattro persone è arrivata un’intimidazione per lo chef Natale Giunta.

    Quattro persone a bordo di un’auto si sono presentate davanti al cancello della residenza della sua famiglia a Termini Imerese e hanno detto alla madre: «Ricordi a suo figlio che si sta avvicinando la ricorrenza». Il riferimento è al termine di Pasqua che veniva indicato come uno dei due momenti dell’anno in cui pagare il pizzo.

    È stata rafforzata la vigilanza.

    Palermo
  • 27 commenti a “Intimidazione per Natale Giunta”

    1. Strano e direi soprattutto stupido atteggiamento da parte di questi mafiosi o presunti tali. Se l’oggetto delle loro attenzioni ha gia’ denunciato pubblicamente le loro richieste, e per questo e’ sotto l’occhio dell’opinione pubblica e sotto protezione di polizia, quale sarebbe la logica di reiterare tali richieste?

      Mah, un tempo si diceva che I mafiosi avevano cervelli fini..ecco, un tempo, forse.

    2. provo a rispondere a David, solo per esercizio di ragionamento:
      se passasse l’idea che basta denunciare e così ci si libera dal pizzo e dalla mafia, sarebbe una sconfitta devastante per questa organizzazione.
      se invece passa il messaggio che chi si azzarda a ribellarsi fa una brutta fine, gli altri ci penseranno due volte prima di denunciare.
      Ecco perché è importante che Natale Giunta e i suoi familiari siano protetti con la massima attenzione.
      Ora rischia più di prima.

    3. Grazie per la risposta, e condivido l’idea che adesso sia maggiormente in pericolo. Cio’ che volevo dire e’ che se qualcuno decide di denunciare gli estortori e’ chiaro che ha le idee gia’ ben chiare, e soprattutto se e’ una persona pubblica e che gia’ riceve protezione, allora per lui sara’ ancora piu’ improbabile sconfessare il proprio operato e cedere alle minacce, non foss’altro per il danno all’immagine che ne deriverebbe. Quindi, chiedergli ancora di pagare mi pare fondamentalmente inutile. Sarebbe piu’ logico cercare da parte loro una vendetta che colpisse direttamente l’imprenditore e/o I suoi beni. E quindi e’ proprio vero che ora piu’ di prima occorre supporto civile e protezione dello Stato.

    4. Non avevo colto dal primo post.. grazie del chiarimento.
      In effetti la minaccia avrebbe senso se servisse a convincere Natale Giunta a tornare sui suoi passi e “mettersi in regola” con i pagamenti.
      Cosa che mi sembra ormai impossibile.

    5. Mi chiedo: ma cosa ha fatto quest’uomo per meritarsi tutte queste attenzioni da parte di questa gente?
      A ogni esercizio commerciale che vedo a Palermo associo sempre la stessa domanda nella mia testa: come è possibile che siano tutti sottoposti al pizzo?pagano tutti? O alcuni sono più speciali di altri e pagano di più?Ma se io volessi aprire una mia piccola attività sarei pure coinvolto?A quest’ultima domanda forse n

    6. …non daró mai risposta!!

    7. Giuseppe, il tuo pensiero è il mio…ed è scioccante, una cosa che mi fa tanto male!

    8. Non penso che paghi il 100% dei negozianti..infatti, a parte quei pochi coraggiosi che rifiutano, probabilmente non pagano I piccoli negozi che a malapena sopravvivono (loro hanno un buon occhio per giudicare) e soprattutto non pagano tutte quelle attivita’ commerciali che sono dell’amico di un amico dell’amico..e a Palermo ci sono molti amici.

      Quindi, quelli sottoposti ad estorsioni sono generalmente gli imprenditori che creano profitto (e quindi crescita economica) e che non sono molto “amichevoli”, cioe’ I migliori.

    9. Eppure vedo sempre più negozi, anche nelle zone più “difficili”, che espongono alla porta di ingresso il logo di addiopizzo. E questo mi fa sempre piacere.

    10. La domanda sorge spontanea…ma avranno o no pensato che i parenti di Giunta potevano essere in qualche modo disturbati da questa gentaglia??A maggior ragione la madre…Non so, ma pensavo che il programma di protezione fosse più ampio e non relativo al solo denunciatore…in questo modo si scoraggiano i tanti negozianti che tuttora pagano il pizzo.
      Io certe volte lo pago il pizzo…ai posteggiatori abusivi…e mi piacerebbe sapere da chi ci dovrebbe tutelare qual’è la differenza tra pizzo ai negozi e pizzo alle auto…io sinceramente non vedo differenze!!

    11. Intanto e’ bene parlarne,scemi o furbi che siano questi quattro deficienti mafiosi devono sapere che in Sicilia i tempi sono cambiati.Noi stiamo dalla parte di NAtale Giunta

    12. pena di morte per i mafiosi.

    13. Inutile continuare a ragionare in termini di “proporzionalità della pena”. Quella proporzionalità è stabilita davvero da chi di quel reato non capisce nulla! Per uno stupro, se si arriva a condanna, si paga con una pena da 6 a 12 anni, fino a 14 se si tratta di un minore di 10 anni. Poi attenuanti, condizionali… Non si tiene conto di cosa provoca nella vittima uno stupro, ripercussioni e condizionamenti che durano tutta la vita. Lo stesso per l’estorsione… Pochi anni, se vengono beccati, rispetto al danno che producono alle imprese e alla persona! Danni che si estendono all’intera famiglia… ERGASTOLO! senza se e senza ma. Solo l’ergastolo è la giusta pena proporzionata a determinati reati!!!

    14. Concordo per l’ergastolo per tutti i mafiosi catturati…lo penso da anni…perchè purtroppo ste persone appena escono dal carcere, essendo dentro il giro, torneranno a fare i mafiosi come prima…
      Io li manderei a fare un bel viaggetto di sola andata al polo nord o polo sud…li si sta belli freschi…:)

    15. già me li vedo a chiedere il pizzo alle foche leopardo: un pinguino a settimana per gli amici

    16. anch’io, col primo pensiero, vorrei vedere a morte tutti i mafiosi catturati, però poi in un gesto di civiltà, che a volte pare difficile capire, vorrei per tutti loro la pena del carcere a vita, senza attenuanti e sconti. Per tutti.

    17. A mio avviso, il carcere, e anche l’ergastolo, e’ una misura non sufficiente per combattere adeguatamente la mafia, perche’ si e’ gia’ visto molte volte che anche quando sono ospiti delle patrie galere, i mafiosi continuano a impartire ordini, e per molti di loro il carcere e’ come una medaglia al valore, dato che ne riconosce la pericolosita’ e quindi il potere.
      Si potrebbe allora seguire la via cinese (colpo alla nuca e costo della pallottola a carico dei familiari) ma ormai la pena di morte e’ considerata una barbarie, degna solo dei regimi piu’ oppressivi, quindi questa e’ una via difficilmente praticabile.
      Forse la soluzione potrebbe essere nel carcere unito ad una gogna mediatica, perche’ di solito non si ha paura di chi ti fa ridere.
      Per esempio in Inghilterra, dove vivo, coloro che commettono crimini a sfondo sessuale, vengono schedati con dati e foto su un apposito sito, dove chiunque puo’ sapere chi sono e dove vivono. In tal modo, appena questa gente esce per strada, la collettivita’ li guarda con occhi schifati e si allontana da loro, col risultato che questi individui difficilmente commetteranno altri crimini, restandosene sempre tappati in casa, e anzi molti di loro emigrano e c’e’ addirittura qualcuno che si suicida.
      Allora, per i mafiosi, si potrebbe facilmente istituire un sito simile, in modo che la gente possa sapere, una volta usciti di prigione, dove vivono e che faccia hanno, e allontanarsi da loro. In piu’, si potrebbe organizzare una campagna permanente di tipo pubblicitario in cui il mafioso dovrebbe essere descritto come fondamentalmente un imbecille, un ignorante, una scimmia violenta, un individuo che e’ solo capace di vivere spaventando gli altri perche’ non sa far nient’altro, ma che tuttavia se la fa sotto dinanzi al boss od anche solo di fronte a mamma’. In tal modo, il mafioso diverrebbe col tempo una macchietta, e la gente di solito non ha paura di chi e’ o viene mostrato ridicolo.
      Peppino Impastato combatte’ la mafia proprio giocando soprattutto sull’ironia, quando chiamava Tano Badalamenti “grande capo Tano seduto”, e quest’ultimo sapeva bene che la mancanza di rispetto per un mafioso e’ il primo passo verso la sua fine.

    18. La sua di chi?

    19. Mi sembrava chiaro, comunque ripeto: Don Tano Badalamenti sapeva bene che se svaniva la paura e il rispetto che lo circondavano il suo potere sarebbe stato ridimensionato. Quindi per tal motivo fece uccedere il nipote. La minaccia alla sua autorita’ era infatti seria.
      Di conseguenza, se ci fossero molte piu’ persone ad utilizzare l’ironia contro i mafiosi, e addirittura fosse lo Stato in prima persona ad agire in tal senso con una campagna mirata, certamente i risultati col tempo arriverebbero. Qualcuno disse: “Una risata vi seppellira’”. Ecco, questo e’ il concetto.

    20. Sicché’ tu avresti trovato la ricetta?

    21. David dice una cosa molto intelligente: noi abbiamo paura della mafia, ma allo stesso tempo le attribuiamo una certa autorevolezza, serietà, addirittura professionalità. In un certo senso arriviamo anche ad apprezzarne certi aspetti. Mentre ridicolizzare quel mondo e quegli ominicchi piccoli piccoli potrebbe toglierle potere.
      Detto questo, se un giorno dovessi aprire un’attività commerciale e venisse qualcuno a dirmi “o facciamo società… oppure i tuoi figli li prendiamo noi a scuola…” non saprei proprio come la mia ironia potrebbe aiutarmi.
      lo dico con tristezza

    22. L’unico modo per ridimensionare il fenomeno e’ dare un qualche reddito alle famiglie dei carcerati ed un lavoro alle nuove generazioni.
      Per quelli che hanno assaporato il malaffare non ho alcun rimedio da proporre.
      È’ come sperare di redimere una prostituta.

    23. Lo stolto e’ pieno di certezze, chi non lo e’ deve sempre nutrire il dubbio. La mia non e’ una ricetta, ma un modo diverso di approcciarsi al problema, basato sull’osservazione dei comportamenti umani.
      Certo, sig. Ivan, al momento non sarebbe facile opporsi ad un’angheria con una risata. Ma se dopo quella ce ne fosse un’altra, e poi un’altra ed un’altra ancora, ogni volta diverrebbe sempre piu’ facile, soprattutto se cambiasse il modo di vedere la mafia in generale. Sono processi lunghi, ma sono quelli piu’ duraturi. La mafia, come diceva Falcone, in quanto fenomeno sociale e’ ineluttabilmente destinata a modificarsi e a scomparire, come tanti altri fenomeni del passato. Bisogna solo cercare di accelerarne il processo di decomposizione.

    24. Infatti,dai tempi di Falcone a quelli di Giunta.
      Se ne è fatta di strada!

    25. Certo, e il protagonista di questo post, e non e’ il solo, ne sono un esempio.

    26. Ho letto la parziale citazione della frase di Falcone e colgo l’occasione per sottolineare una cosa.
      Quella citazione, come ho detto, è solo parziale e infatti, lasciata così, darebbe l’idea di un Falcone illuso, sempliciotto. Mi sembra doveroso riportare la frase intera:
      “La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine.
      Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni”
      Ecco, letta tutta, la frase, fa capire invece come Falcone non chiedesse a nessuno di fare l’eroe, ma suggerisse che lo stato si impegnasse con tutte le forze. E lui, sullo… stato, probabilmente ne avrebbe voluto dire di cose…

    27. Quindi, volevo solo dire che il gesto di uomini come Giunta è ancora più coraggioso in un’Italia in cui addirittura si ostacola chi cerca di indagare sui rapporti di complicità tra mafia e stato

    Lascia un commento (policy dei commenti)