martedì 12 dic
  • La “Fantastica” di Ludovico: “Favole di bambini palermitani”

    Ho la fortuna di percorrere ogni tanto con mia figlia mondi immaginari meravigliosi popolati da fatine, polveri magiche, principi e principesse, gnomi e mostri parlanti. Un mondo che emerge nitido nei nostri dialoghi e che ha tutte le caratteristiche delle fantasie della mia infanzia. In realtà questi mondi magici, che appartengono a ciascuno di noi, non vengono generalmente coltivati nella nostra società e lasciati a se stessi finiscono asciugati dal divenire quotidiano fatto di tasse, spread e pareggi di bilancio.
    C’è una straordinaria suggestione di Gianni Rodari che parla della necessità di una Fantastica, che come la grammatica per la scrittura, metta insieme le regole che governano la fantasia. In realtà noi tendiamo a relegare il ruolo della fantasia in posizioni molto secondarie e l’assenza di una fantastica, che affianchi la logica o la grammatica è probabilmente la misura di questa mancanza. Personalmente credo che la cura dell’immaginario, nelle sue varie declinazioni, soprattutto nella capacità di narrazione, ed attraverso questa di rappresentazione di mondi possibili sia una risorsa irrinunciabile, ed averne fatto a meno è causa di una certa incapacità di riorganizzare e ridare fiato alla nostra società in declino.
    È quindi con un certo orgoglio che segnalo Favole di bambini palermitani, un libretto che prende spunto dal lavoro sulla fantasia che quotidianamente si compie a Palermo al Teatro delle Beffe diretto da Ludovico Caldarera a dispetto di tutto il resto e dei mille incredibili ostacoli che il teatro è costretto ad affrontare.

    Ludovico Caldarera (a cura di) - “Favole di bambini palermitani”

    La pubblicazione è edita da Coppola, a cura di Ludovico stesso con prefazione di Marco Bisanti e immagine di copertina ideata e disegnata da Silvestro Nicolaci. Il volumetto, disponibile nelle principali librerie di Palermo al costo di quattro euro, raccoglie una serie di racconti scritti dai bambini partecipanti ai laboratori di narrazione realizzati al Teatro delle Beffe. La cosa incredibile è stato scoprire come i mondi ai quali questi scritti rimandano siano stati immediatamente riconoscibili per mia figlia rafforzando nelle mie convinzioni l’idea di un immaginario comune al quale se allenati si può attingere ed dal quale si può prendere ispirazione.
    Leggere il libro è una buona occasione per recuperare il contatto con questa dimensione e farlo attraverso le parole di bambini, molti dei quali sono oggi adulti, rende più semplice ed immediato questo contatto. Leggetelo. Se non avete bimbi per casa sarà un modo per provare a recuperare qualcosa di importante nella vostra percezione del mondo; se avete dei bimbi con cui condividere la lettura leggerlo con la loro guida può diventare una esperienza esaltante e vi aiuterà anche a comprendere meglio sia le storie che i bimbi con cui le leggerete.

    Palermo
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