sabato 21 ott
  • Geoblog-flop: presto nuovo sistema di segnalazione per le discariche

    Pare che il Comune di Palermo stia predisponendo insieme con l’Amia un sistema di segnalazione da parte dei cittadini «finalizzato a far sì che non si ripetano i cumuli di rifiuti e che comportamenti illeciti di smaltimento incontrollato dei rifiuti, soprattutto ingombranti, vengano più facilmente scoraggiati e perseguiti» (parole di Orlando). I dettagli del sistema di segnalazione saranno comunicati nei prossimi giorni.

    Probabilmente si sono resi conto anche loro che il sistema già esistente per questo genere di segnalazioni, il Geoblog di cui vi avevamo già parlato male, è stato un gran flop del nuovo sito del Comune con le sue 26 segnalazioni (tra cui 25 di discariche appunto) dal 29 dicembre 2012 ad oggi (0,19 segnalazioni al giorno…).

    Geoblog

    Assessore Catania ribadisco: Internet è una cosa seria, fatta di arrosto oltre che di fumo e di risultati così così. Sempre a disposizione.

    AGGIORNAMENTO: anche sugli open data ci sarebbe da ridire.

    Palermo
  • 48 commenti a “Geoblog-flop: presto nuovo sistema di segnalazione per le discariche”

    1. Un’ottima iniziativa se portata avanti con serietà e riscontri concreti alle segnalazioni dei cittadini civili.
      Io sinceramente speravo in un apporto di Tony Siino al nuovo sito del Comune di Palermo. Ma non solo, Tony sarebbe sicuramente una risorsa per tutti gli altri aspetti tecnologici legati ad internet di cui il Comune sta facendo uso, con qualche problema ovviamente come per tutte le nuove iniziative.

    2. La MUNNIZZA non è virtuale
      Le discariche si vedono pure dai satelliti.
      Solo chi non li vuole vedere,non vede i cumuli di rifiuti.
      Esistono,e le paghiamo a caro prezzo,le Circoscrizioni.
      Quali sono i compiti di una circoscrizione?
      Paghiamo una Tarsu esagerata,
      ed i controlli li dovremmo fare noi cittadini,
      a fronte di gestori inetti?

    3. Colorina
      Il Comune di Palermo ha la Sispi.
      Capisci cosa vuol dire?
      Trovo ridicoli molti tuoi interventi,oltre che superficiali,melliflui,inutili,vuoti.

    4. Io voglio Colorina. Non so per cosa ma voglio 😀

    5. Evito ogni riferimento a chi è cattivo e offensivo nei miei confronti.
      Siccome il Comune ha richiesto esperti volenterosi a titolo gratuito, e siccome già Tony ha avuto modo di parlare in un post del suo apporto, rifiutato credo, volevo semplicemente dire che secondo me, una persona come tony che già da anni lavora anche in questo settore, sicuramente avrebbe dato un apporto positivo, intendendosi non solo di informatica ed internet, ma anche e soprattutto di interfaccia e relazione con gli utenti di un sito.
      Grazie Antony, sei molto carino nei miei confronti.

    6. La soluzione è piazzare un sistema di videosorveglianza per individuare e perseguire i PORCI che si rendono protagonisti di una simile VERGOGNA. Tutto il resto non serve a nulla…

    7. La città e’ diventata una ininterrotta pattumiera.
      Ma li avete gli occhi quando percorrete le vie laterali alla circonvallazione?
      Le aiuole piene di arbusti incolti.
      Gli arbusti pieni di sacchetti impigliati.cartacce,fogli di plastica..
      Sacchetti depositati dappertutto.
      Idem sfabbricidi e rifiuti ingombranti.
      Sale una rabbia per il fatto che non si vede nessuno all ‘opera.
      Chi deve porre fine a questo scempio?
      Nemmeno ai tempi di Cammarata si vedeva quello che si vede oggi.

    8. Colorina
      Non sono ne’ cattivo,ne’ offensivo.
      Mi limito ad essere obiettivo.
      Non conosco le competenze di Siino,ma trovo assurdo che il Comune,che spende una montagna di soldi per mantenere la Sispi,debba ricorrere ad aiuti esterni.
      Trovo poi immorale chiedere aiuti esterni gratis.
      Per quale motivo un esperto dovrebbe dare prestazioni gratuite ad una città maltrattata
      dai suoi stessi abitanti e spolpata fino all’osso ?

    9. Io avevo segnalato qualcosa al Geoblog, ma la mia segnalazione non è mai stata presa in considerazione, nel senso che non è mai comparsa sulla mappa.

    10. quando tony parla di fumo credo di capire a chi/cosa si riferisce. e cioè a chi pensa che basti usare quelle paroline magiche tipo “open-data” per scaturire l’effetto woooow, per poi scoprire che questi “data” per quanto open non li usa nessuno, e stanno lì a fare scena e prendere polvere. ho la sensazione che a palermo si stia creando una sparuta cerchia di “guru” del niente, la cui unica ragion d’essere è quella di parlare, parlare, parlare in giro per i convegni, senza realizzare una cippa di concreto… forse sarebbe ora che il sindaco, l’assessore o chi per lui iniziassero a sondare altre possibilità. tony, se ho capito male correggimi.

    11. Tony, tu che critichi sempre i giornalisti che non controllano le fonti, dovresti controllarle anche tu. Il sistema che è stato predisposto in collaborazione con l’AMIA per la gestione delle discariche si basa appunto sul Geoblog! Il Comune infatti ha sviluppato un semplice gestionale per la presa in carico delle segnalazioni ricevute direttamente da parte degli enti coinvolti. Il sistema (quattro pagine di codice, che ribadisco ho offerto a titolo gratuito) invece è vivo e vegeto e, tuo malgrado, viene addirittura implementato.

      Ti lamenti delle 0,19 segnalazioni al giorno? Ritieni che i palermitani, utenti di internet, frequentatori del sito del comune, che hanno visto una discarica e che vogliano segnalarla siano un esercito? Pensi che Palermo sia invasa da discariche abusive?

      Cercavi di fare lo scoop su un flop ed invece hai fatto flop tentando uno scoop. Non vedevi l’ora? Inebriato dalla possibilità di poter “parlare male” di quanto realizziamo, o dei problemi di questa amministrazione non volevi farti sfuggire l’occasione.

      Luigi, “internet è una cosa seria” e nella nostra città ci sono centinaia di persone che svolgono seriamente attività in questo settore, non ci sono esclusive, né depositari unici della conoscenza. Ci sforziamo di realizzare un processo di innovazione, culturale, inclusivo e partecipativo, niente cerchie, niente guru, niente fumo. Tu stesso sei stato più volte invitato a partecipare ed a presentare le tue proposte. Le cose prima si discutono e poi si fanno, cose che prima non c’erano adesso ci sono, ed il merito è di tutti, vediamo se le porteranno avanti, la community palermitana è sempre “a disposizione”!

      Chiudo, non commento oltre questa ridicola vicenda.

    12. @francesco, ho avuto modo in altre occasioni di riconoscere che la tua passione è genuina ed il tuo impegno è indiscutibile. se però ti sei sentito chiamato in causa, e sai che qua la chiamiamo sindrome del “carbone bagnato” 😉 un motivo di fondo potrebbe esserci. A volte le belle idee e l’impegno non basta, ci vogliono anche gli incentivi. Trovo radicalmente sbagliato l’approccio di chiedere ai ‘professionisti’ di lavorare su base volontaria, nonostante ci sia sempre qualcuno disposto a farlo. Se si vogliono fare le cose bene, tu istituzione metti la “pila” sul tavolo (e per favore non si dica che non ce n’è) fai un’offerta, e facciamo le cose più belle e funzionali di questo mondo. Personalmente, senza i dinari sul tavolo, io manco accendo il PC. Perché a quel punto a zero euro preferisco andarmene a piano battaglia, distendermi sulla collina e respirare aria pura.

    13. Ci fu un tempo in cui per essere formati (preparati,educati)a lavorare nella IT
      si dovevano passare severe selezioni.
      Nulla era affidato al caso.
      Il Know How era posseduto,mantenuto,implementato,da multinazionali che ne facevano Business e ne ricavavano profitti,anche lauti.
      Chi faceva parte di questi eletti,per merito sopratutto di madre natura che aveva propinato elevati Q I,era economicamente protetto e lautamente soddisfatto.
      L’impegno era notevole,ed i risultati ripagavano i sacrifici.
      Sacrifici perché si lavorava per obiettivi,
      e non c’era spazio per i millantatori,i lavativi,i velleitari,gli incapaci.

    14. La pila la metti quando è necessario; la maggior parte delle cose si possono implementare utilizzando sistemi Open Source, come del resto auspicano gli stessi regolamenti ministeriali.
      Il fatto che pochi palermitani utilizzino il Geoblog non ha nulla a che vedere con la qualità e la validità del sistema usato. Il sistema è sotto licenza CC ed è stato donato al comune di Palermo da Francesco Passantino senza secondi fini (e su questo ci metto la mano sul fuoco..conosco l’onesta e la rettitudine morale di Francesco!!). Capisco che trovare una persona che attivamente faccia qualcosa per la sua città per puro spirito di civiltà è raro, ma invece di criticare dovremmo apprezzare e prendere esempio.

      Per quale ragione un ente pubblico dovrebbe utilizzare un software proprietario e che è parte di un progetto di una azienda privata? Questa polemica è assurda e pretestuosa!!

    15. Luigi hai capito benissimo. 0,19 segnalazioni al giorno come si può chiamare se non flop? Aspettiamo con ansia le API per usare anche noi questi preziosi open data! 😀

    16. Ma… per le 26 segnalazioni si è provveduto?
      Altrimenti… che segnaliamo a fare.
      Mi sa di presa per i fondelli, non ne girano di ispettori, non ci sono segnalazioni da parte degli stessi operatori. Della munnizza nessuno ne sa niente, si attendono migliori sistemi informatici.
      Mi spiace per chi opera nel settore, ma non credo si tratti di migliorare quel tipo di sistema, ma di migliorare qualche altro sistema che non ha funzionato mai.

    17. Franz, ti sbagli, e anche di grosso. Riproponi la deleteria equazione open source = gratis. Non mi stancherò mai di ripetere che non è così, ed è evidente, gente come linus torvalds, larry page e sergey brin non sarebbero multi-milionari. La corrente elettrica non me la regalano, la connessione internet nemmeno, figuriamoci la benzina. “Azienda privata” non è una parolaccia, anche se tu la fai sembrare tale. Bene, benissimo usare l’open source, così risparmiamo sui costi, ma poi dopo che ti ho installato wordpress la giornata me la paghi, o no? Se si continua a mortificare le professionalità chiedendo lo “spiritò di civiltà” si fa un errore madornale, soprattutto alla luce del fatto che le risorse si sono sperperate a favore degli incompetenti. Passa l’idea che il disonesto sfascia e si arricchisce, tanto poi ci pensa il povero ma virtuoso ad aggiustare. E spesso la situazione è talmente compromessa che non è detto che si riesca, e magari ci si prende pure responsabilità e colpe. Non scherziamo.

    18. @Luigi,
      grazie dell’informazione, ma ti prego, non cercare di spiegarmi la differenza tra gratuito e Open Source; non sono Stallman, ma faccio questo lavoro da oltre 15 anni.
      Se io devo creare un e-commerce, o un social network, o qualsiasi altra cosa, utilizzo sistemi Open Source e certamente mi faccio pagare, ma il motivo per cui le P.A. devono utilizzare software Open Source è un’altro come chiaramente si evince dall’articolo 68 del Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) e dalla legge n. 134 del 7 agosto 2012 che di fatto introduce ulteriori novità nella precedente.
      Se un cittadino di questa città, oltretutto un Google Qualified Developers, decide di offrire un suo applicativo alla sua città, dove sta il problema? Io sono sicuro che se si fosse fatto pagare, ci sarebbero state sempre delle polemiche…o sbaglio? 😉

    19. Il problema si pone nel momento in cui l’amministrazione comincia a “pretendere” i contributi volontari. E comunque adesso sei stato sicuramente più chiaro. Ora, detto tra tecnici, secondo me è rischioso legiferare così, cioè dando per scontato che “open source” significa “di qualità” a priori, converrai con me che non sempre è così. Alcuni dei progetti di successo di google sono chiusi, vedi gmail, youtube o g+… oddio, g+ non è stato proprio un successo ma ci siamo capiti! ;D

    20. Lo vedi…ecco perchè sono un fautore del dialogo e della sincerità…perchè alla fine ci si capisce 😉
      E’ vero che l’equazione OS = + qualità non sempre è vera, ma è anche vero che la valutazione spetta alla PA che a parità di possibilità tra due sistemi, deve sempre scegliere il codice aperto.

      Per quanto riguarda farsi pagare…non c’è dubbio che bisogna pretendere eccome…ma nessuno ci vieta di regalare il nostro lavoro, se e quando lo riteniamo opportuno.

      La cosa che invece mi fa imbestialire è quando si pretende una consulenza di un professionista a titolo di volontariato salvo poi scoprire che uno sviluppatore X, magari una cosa inutile patentata, ha avuto un emolumento per una porcheria di codice pagandolo 10 volte il prezzo reale.

      Non dimentichiamoci di magic italy 😉

    21. Se ciò che viene donato non è usabile però poi l’amministrazione che cosa può contestare?

    22. Lo mette da parte e cerca una soluzione migliore

    23. E la discarica resta dov’è…

    24. E sempre resterà dov’è…perchè a parte i disservizi comunali, i palermitani sono dei fitusoni 😉

    25. Ma per cortesiaaaaa! A parità di possibilità tra due sistemi, la PA deve sempre scegliere il codice aperto? E quali sarebbero i criteri? Il costo di acquizione, implementazione, manutenzione, formazione del personale, interoperabilità con le applicazioni esistenti etc etc. Ma qualcuno pensa davvero che i dirigenti delle PA siano in grado di acquisire e valutare questi e altri parametri tecnico economici, metterli in relazione tra loro e prendere una decisione a ragion veduta? Ma le conoscete le PA? Dal di dentro? Quei pochi che sono in grado di fare queste valutazioni sono oberati di lavoro tanto da non riuscire a gestire il breve termine, figurarsi le valutazioni a medio e lungo termine. Si vive alla giornata, più o meno.

    26. In siciliano si dice “u sciecco unni cari si suse” ed è verissimo nelle collaborazioni “volontarie”: sono semplici cavalli di Troia per potere ottenere un ticket con l’amministrazione. Poi, una volta dentro, ti faccio pagare questo con gli interessi.
      La legge parla chiaro: non si può (neppure volendo) lavorare gratis.
      Art. 36 della Costituzione “Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità ed alla qualità del suo lavoro”: se ti hanno pagato zero allora la qualità o la quantità di ciò che hai prodotto era zero.

    27. Premesso che l’unica programmazione che ritengo utile alla civiltà panormità è la programmazione socioneurolinguistica .. Geoblog senza le app per smartphone è praticamente inutile.

    28. se uno regala un vecchio programma è tinto. se ci guadagna è tinto. se si usa L’Open è tinto. se è closed è tinto. sta città non merita niente. tutti in discarica! e non la segnalate!

    29. Esatto Ciro, io se ne vedrò una e qualsiasi sia il programma non la segnalerò.

    30. L’oggetto regalato (in questo caso il software) ha necessita di manutenzione (leggi patch, nuove features…) e allora chi le paga? Perchè a questo punto si profilano un bel pò di scenari:
      a) il programmatore ha regalato il software così poi gli fanno il contratto di manutenzione. In questo caso è stata elusa la norma sulla trasparenza e la competitività.
      b) non si fa manutenzione e il sito rimane così come è. E allora il comune ha effettuato una scelta sbagliata e allora è soltanto cialtroneria.
      c) il comune bandisce una gara per la manutenzione e sviluppo del software regalato e allora la corte dei conti si domanderà se non fosse stato più economico prevedere sviluppo+manutenzione.
      d) il programmatore non si fai mai pagare neanche per la manutenzione. In questo caso il comune risparmi un sacco di soldi che serviranno per pagare il neo-programmatore figlio dell’amico del cuggggino che programmerà un ottimo “Hello, Olllando”.
      Ad ogni modo “regalare” qualcosa del genere ad un ente è una cosa eticamente, professionalmente e, forse, anche legalmente sbagliata.

    31. Non capisco tutto questo rumore per segnalare le discariche.
      Le discariche sono montagne di rifiuti e sono sotto gli occhi di tutti
      Un ente serio si organizza in proprio per andare a caccia di discariche.
      C’è ‘ poi il vecchio caro telefono,oggi anche cellulare.
      Potrei capire la necessità’ di un sistema automatizzato se si dovessero censire centomila discariche.
      Ma credo che a Palermo non si superi il migliaio,e,
      Dividendole per circoscrizione,il numero di siti da tenere sotto controllo si riduce notevolmente.
      Quindi non perdiamo tempo in attività’ inutili.
      Procuratevi le scope ed andate a lavorare.LAVORARE.

    32. kersal che film ti fai? li leggi i commenti precedenti? quattro pagine gestite dall’amministrazione…

      la cultura del sospetto genera mostri…

    33. @ciro:
      Amministrare non significa nè manutenere nè evolvere un software. Se fosse stato fatto da professionisti (un professionista è colui che lo fa per professione e che quindi si fa pagare) allora sarebbero nate app per cellulare (molto comodo se devi segnlare qualcosa per strada), sistemi di remainder, funzioni social…insomma qualcosina di più.

      Ad ogni modo il mio astio, da professionista, è questo nuovo trend: l’amministrazione non ti paga più perchè c’è tizio o caio (magari anche qualificati) che te lo fanno gratis. E questo vale dappertutto (io sono un progettista) Il risultato? Servizi scadenti, opere incompiute in cui nessuno ha colpa. Eppure io le tasse le pago per intero e nessuno mi regala niente.

    34. @ortophon

      Chiaramente non sai proprio di cosa stai parlando.

    35. Dimostrabile di dritto e di rovescio!!!! Nel 1993 viene costituito AIPA che nel 2003 diviene CNIPA che neò 2010 diviene DigitPA. In 20 anni i tedeschi hanno reso interoperabili tutte le loro banche dati e pertanto hanno un’evasione fiscale minima, noi… 😀 Mi occupo di infotelematica dal 1990 e sono approdato in una PA nel 2007, ho un ruolo operativo di un certo rilievo, so di cosa parlo.

    36. Agli incompetenti amministratori e affini voglio dire ‘na cosa, che ha già spiegato Kersal in modo strutturato: nell’universo tutto ha un costo. Quello che sparagni prima lo paghi dopo. Sai qual è il “nostro” problema caro Kersal? E’ che in questo paese delle banane chi sbaglia NON paga o se proprio si deve paga poco poco poco e perciò qualunque dirigente o capo servizio decide “secondo coscienza” tanto se non muore nessuno che può capitare? Tuttì’al più una promozione in una sede periferica o una messa a disposizione dell’ente per poi ricollocarsi in prestito a un’altro ente… ciaooo italia ciaooo sicilia ciaooo

    37. In ultimo, e che Geoblog non me ne voglia, perché è proprio il meno: la valutazione costi/benefici, componente sostanziale della pianificazione e dello sviluppo dei servizi, dovrebbe tenere conto dei costi diretti, di quelli indiretti, di quelli derivati e di quelli nascosti. Un sw open source estremamente resiliente e scalabile, uno dei migliori al mondo nel suo genere, esigente in termini di risorse hw, che richiede un’architettura sistemistica complessa, che è supportato da quattro gatti che si fanno pagare le consulenze a sangue di papa come lo consideriamo? Un buon investimento? Un linux messo in mano a centinaia di impiegati che fino al giorno prima usavano xp che cos’è, un buon investimento? I costi diretti e indiretti (tempo sottratto al lavoro, disservizi) della formazione del personale come li giustifichiamo? Supporto all’uso del sistema operativo e dunque costo nascosto? Una vita nel sogno, un’incanto quest’Italia, marravigliosa questa Sicilia.

    38. @orthophon

      Bravo orthophon 😉
      Però devo dirti che anche io sono un funzionatio di una grande PA, e mi occupo di informatica. Noi da anni abbiamo incominciato un enorme processo di migrazione a linux su tutti i desktop degli impiegati (i server girano sotto linux da 13 anni!)
      Ti assicuro che con un minimo sforzo, considerando che ormai alcune distro sono davvero amichevoli, siamo riusciti a fare utilizzare linux a impiegati one-finger.
      Non vediamo montagne dove invece ci sono soltanto delle collinette. Il processo di migrazione va avanti, in tutto il mondo (cito i casi della Francia, Romani, Germani, India, Brasile e m’abbutto, te li cerchi su google) e le PA stanno avendo solo vantaggi

    39. @Franz:
      e sei stato pagato per il lavoro di migrazione? Io credo proprio di si. E sotto di te c’erano altre persone che hanno lavorato. E sono state pagate. (solo con lo stipendio mensile per carità). Tutta questa migrazione ha avuto un costo. Quindi la somma è data da: costo migrazione + formazione personale = X da valutare con “costo licenze” = Y. Se X è maggiore di Y allora non vale la pena (ok ho semplificato un tantino). Ma se a Costo migrazione metti il valore 0 “perchè me lo fanno gratis” e poi però di gratis ti danno solo un 5 giorni di assistenza e una penna usb allora hai soltanto incasinato il mondo!.
      Ripeto il mio concetto: se qualcun regala qualcosa all’amministrazione allora c’è del marcio da qualche parte (senza offesa per nessuno).

    40. Qui si fa filosofia
      Mentre la munnizza e’ sempre la’.

    41. kersal, non sai di cosa stai parlando! è stato il comune a chiedere le collaborazioni gratuite, ed hanno risposto 2.112 persone…

      http://palermo.blogsicilia.it/arrivate-al-comune-di-palermo-oltre-2mila-richieste-di-collaborazione-gratuita/96055/

    42. @Matteo:
      so perfettamente di cosa sto parlando! Ed è appunto la richiesta del comune da sanzionare perchè totalmente anti costituzionale (come ho già argomentato) e perchè crea solo danni! Noi le tasse le paghiamo per intero e pertanto i servizi erogati devono essere di livello alto e professionale! Un servizio “complesso” offerto gratuitamente sarà sempre di qualità scadente.

    43. Se poi tra 2112 curricula si utilizza come uno dei criteri chi era con me in campagna elettorale… 😉

    44. Mangiatevi “un’arancino” e non ci pensate più 😀

    45. Se poi riflettiamo che si sono presentati in 2112
      vorrei capire in cosa consiste tutta questa grande professionalità .
      Palermo avrebbe dunque una società’ di informatica che non riesce a fare quello che
      ben in duemila esterni sono capaci di fare?

    46. Sono impressionato dalla qualita’ delle informazioni su questo sito. Ci sono un sacco di buone risorse qui. Sono sicuro che visitero’ di nuovo il vostro blog molto presto.

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