martedì 17 ott
  • Il posteggiatore (un fatto vero)

    Mondello, Palermo. Tarda sera di un caldo fine settimana. Esco dal cancello con i sacchetti dell’immondizia e mi chiedo se continuo a differenziare per caparbietà o per stupidità, visto che non pare che chi dovrebbe poi occuparsene differenzi un granché. La larga strada è completammente al buio. Solito cortocircuito o effetto della spending review di un comune povero per antichi sprechi? Come ogni sabato, nel bel mezzo della strada si è formata una doppia fila di auto parcheggiate. Un vigile in servizio in piazza mi aveva confidato che sabato e domenica, proprio quando ce ne sarebbe più bisogno, c’è un solo mezzo addetto alla rimozione in tutta Mondello. Evidentemente, fra le informazioni passate “confidenzialmente” dai vigili, le denunce sulla cronaca e l’efficientissimo passaparola cittadino, questa cosa ormai si sapeva e ne approfittavano tutti.

    Arrivo al cassonetto, butto l’immondizia e torno indietro.

    «Buona sera».

    Esce all’improvviso da dietro una macchina, il volto illuminato dalla fiammella dell’accendino. Mi fermo, tranquillizzato dal fatto che chi ti vuole rapinare non si mette a fumare.
    «Buona sera».

    «Dov’è la sua macchina?». Forte accento milanese, o per lo meno del nord. Io con gli accenti mi sbaglio sempre.

    «Davanti casa mia».

    «Ah lei abita qui? Mi scusi allora, buona notte».

    «Buona notte a lei. Senta…ma lei di dov’è? Non ha l’accento palermitano».

    «L’ho perso. Sono stato vent’anni a Milano».

    «Ah ecco.- Stavolta con l’accento ci avevo azzeccato. –E che ci fa qua?».

    «Lo vede no? Il posteggiatore».

    «E se ne è tornato da Milano per fare il posteggiatore a Palermo?».

    «Sì. La vuole una sigaretta?».

    «No grazie, non fumo più».

    «Ah. Bravo, io non ci riesco. Vede, io facevo l’operaio in una fabbrica. Guadagnavo benino, poi il lavoro è finito. A Milano se non hai lavoro ti lasciano morire di fame. Qui invece vi date tutti una mano e chi deve sorvegliare chiude un occhio. C’è più cuore».

    «Ah. Capisco. Speriamo che le cose vadano meglio».

    «Speriamo».

    «Senta…la mia macchina è quella Golf là in fondo. Gliela può dare un’occhiata per piacere?».

    «Può stare tranquillo».

    Gli allungai un euro.
    «Arrivederci».

    «Arrivederci. E grazie».

    Arrivato a casa aprii il cancello e mi girai verso le macchine parcheggiate in mezzo alla strada.
    Non mi facevano più tanta impressione.

    Ospiti
  • 45 commenti a “Il posteggiatore (un fatto vero)”

    1. Vero è che al sud forse c’è un po’ più di solidarietà ma da qui ad uscire di casa per gettare la spazzatura e diventare quasi amico del soggetto posteggiatore ce ne passa, triste racconto della realtà.

    2. Notevole.

    3. spero sia una storia inventata

    4. Ha dato soldi ad un mafioso e ce lo viene pure a raccontare.

    5. Beh, sig. Barbieri, nel suo post, che spingerebbe a pensare che Palermo sia una citta’ piu’ solidale di Milano (il che non e’, avendoci vissuto) si nasconde un grave errore di fondo. Infatti, un conto e’ se IO chiedo un servizio e in cambio verso del denaro, come ha fatto lei. Tutt’altra cosa e’ invece se un servizio (o presunto tale) mi viene imposto, spesso in malo modo e con prezzi non decisi da me, come avviene solitamente con i posteggiatori palermitani. In tal caso e’ molto piu’ corretto parlare di sopruso o, addirittura, anche di piccola estorsione. Ci rifletta, se ne accorgera’ anche lei.

    6. La città è piena di imbecilli e di ladri!

    7. Quoto appieno Mauro Maraso qui sopra.

    8. Beh non penso che i posteggiatori siano tutti dei mostri ma posso comprendere l’idea della piccola estorsione anche se credo si tratti maggiormente di un senso di disturbo.
      Non dubito che la storia sia vera, c’è un posteggiatore in una zona di mia conoscenza che è riuscito ad ingraziarsi i residenti e a svolgere anche piccoli lavori per conto di condomini e portinerie.
      Più che altro credo dia fastidio l’aumento di questa gente che in un modo o nell’altro chiede denaro, in passato non c’era questa situazione a Palermo.

    9. complimenti per aver FINANZIATO LA MAFIA. Applauso. Poveri noi

    10. I commenti, quando sono espressione intelligente di punti di vista anche molto diversi, sono non solo legittimi, ma anche da apprezzare. E per chiarire bene che la penso proprio così, cito le ultime righe della prefazione di un mio libro che ha in copertina una bella immagine di Orlando, paladino con gli occhi storti:

      “Il personaggio in copertina è il paladino
      Orlando, che appartiene all’anima normanna della Sicilia,
      noto per il coraggio e per gli occhi storti.
      Orlando doppiamente simbolo: della Sicilia, certamente,
      ma anche di una capacità tutta mediterranea di guardare la
      realtà da più di un punto di vista. Una cosa bellissima,
      perché madre del civilissimo Dubbio.”
      Un caro saluto a tutti.

    11. Caro Carlo,c’è posteggiatore e posteggiatore;io,davanti al mio ufficio (che è anche casa),ce n’è uno che devo regolarmente mettere sotto perchè pretende che vada a parcheggiare più lontano perchè sa che noi residenti non rendiamo e siamo dannosi;Ce n’è un altro a cui ho detto che i soldi se li doveva guadagnare e mi sono fatto aiutare a portare la spesa a casa,ma resto del’idea che la categoria sa insopportabile;basta pensare a quelli che si mettono sicut avvoltoi davanti a qualunque posto dove si manifesti un evento,dal circo,al concerto,e pretendono,e spesso danneggiano;e quini non si può dare molto torto a chi parla di mafia.

    12. Caro Maurizio, ovviamente d’accordo. E come si fa a dare torto a chi sottolinea l’aspetto mafia? Esiste anche quello. Come esistono la vera povertà, la vera disperazione, la lotta per un pezzo di pane che certe volte “non può fare a meno di passare sotto certe forche caudine” perché questa società non è riuscita a creare alternative; come esiste la rabbia quotidiana di chi non ne può più di immondizia, di inefficienze, di arroganze, di doppie file, e anche di taglieggiamenti ai parcheggi, e non è disposto a vedere nient’altro, nella storia di cui ho scritto, che non sia una cronaca di sopruso quotidiano. E quella sola vede, e a quella reagisce. Ecco perché dico che tutti i commenti fatti in modo intelligente e genuino hanno hanno un senso e una dignità.
      Noto solo che nessuno ha colto uno degli aspetti della storia: questo strano ribaltamento, evidentemente segno dei tempi, del poveraccio che fugge dal nord per rifugiarsi al sud. Anche su questo mi avrebbe fatto piacere sentire qualche considerazione ma evidentemente il problema dei parcheggiatori è così radicato da non avere lasciato spazio ad altro.
      Una caro saluto.

    13. Caro Barbieri,
      quello che forse Lei ha sottostimato è il fatto che il posteggiatore è ritornato qui in quanto essendoci meno legalità si può trovare un modo meno stancante per arrivare a fine mese. E’ triste. Non si è rifugiato qui al sud, ma è venuto allegramente a depredare prede più facili.

    14. Caro/a Kersal, immagino quindi che Lei parta dal presupposto che quanto riferito dal posteggiatore, ossia che aveva perduto il lavoro in fabbrica (quello sì stancante, sarà d’accordo), non sia vero. Se è così, se era un tizio che faceva l’abusivo a Milano e ha trovato più comodo farlo a Palermo, le do ragione. Se invece il lavoro in fabbrica lo aveva perduto sul serio, allora forse potrebbe essere Lei a sottostimare la fatica di arrivare a fine mese in una Milano dove la via costa di più che da noi. Nel qual caso avrebbe senso parlare di “rifugiarsi al Sud”… a parte il fatto che, se ci ha fatto caso, lui ha detto che “era stato a Milano vent’anni”: e quindi si è trattato porbabilmente di un ritorno. Quindi ci troviamo di fronte a una “inversione di verità consolidate: la ricchezza al Nord e la povertà al Sud; l’emigrazione, sempre da sud verso nord, “cu nesci arrinesci” e così via. Un indizio di un terremoto sociale in atto sul quale, lo ripeto, mi avrebbe fatto piacere vedere qualche commento- ferma restando la validità di tutti gli altri che risentono di un comprensibilissimo “non se ne può più”. Qualunque sia la storia dietro la storia, su una cosa siamo certamente d’accordo: “E’ triste”.
      Bene, penso che ci siamo detti un bel po’ di cose ragionandoci su, ed è stato interessante. Cari saluti.

    15. Mah, sig. Barbieri, penso che lei stia proprio esagerando. Ammesso e non concesso che quel che il posteggiatore le ha detto fosse vero, come puo’ far discendere da un singolo caso un’affermazione di carattere universale, evidentemente errata? Se la persona in oggetto, per sua forma mentis, motivi personali, culturali, anagrafici, ha pensato bene di rifugiarsi a Palermo facendo il posteggiatore, cio’ non e’ sintomo di nessuna inversione Nord-Sud. Come lei ben sapra’, la Lombardia sarebbe, da sola, la nazione piu’ ricca e produttiva d’Europa, o comunque tra le primissime, e cio’ significa che la ricchezza e’ molto piu’ diffusa che in Sicilia, cosi’ come la possibilita’ di entrare nel mondo del lavoro. Certamente qualche impresa chiude anche li’, ma solitamente chi perde un posto di lavoro lo ritrova o lo cerca sempre in loco. Quindi, ecco spiegato il motivo per cui nessuno si era soffermato su quest’aspetto del suo post: perche’ l’atteggiamento del posteggiatore non e’ sintomatico di null’altro se non della sua volonta’ personale di rifugiarsi a Palermo a vivere ai bordi della legalita’. Cerchiamo, se possibile, di non perdere il senso delle proporzioni.

    16. Emerge però un dato inequivocabile.
      Se sei un derelitto,qui campi con pane e panelle
      stai al sole a pancia all’aria.
      Così cresce il rischio Sicilia.

    17. Sig. Carlo, mi ha fatto quasi commuovere. All’inizio pensavo ad un finale negativo invece mi ha sorpreso con un finale sereno ma malinconico.
      Tutti odiamo i posteggiatori abusivi, però io per prima, quando qualcuno di questi non chiede soldi e non si mette a camurria mentre si prende o si lascia l’auto, allora do con piacere qualche monetina.

    18. Il posteggiatore sta a pancia all’aria?
      Probabilmente fa più di un impiegato della P.A.
      Forse il primo è un lavoro ritenuto inutile, in quanto nell’abbondanza si è persa l’eventuale utilità di alcuni casi.
      Per il secondo abbiamo solo gli esuberi e l’incontro con le parti sociali.
      Costa di più il secondo che il primo.

    19. I derelitti SI.
      Un panino e pancia al sole.

    20. Tutti i critici penso che non abbiano mai dato un centesimo ad un posteggiatore. Leggendo la storia del sig. Barbieri mi sembra di capire che non abbia pagato un posteggiatore, bensì un uomo che non gli ha chiesto nulla, che gli ha raccontato una storia che in qualche maniera lo ha colpito. C’è una donna che passa le sue giornate davanti l’ingresso di un supermercato, si limita a salutare, non chiede, e soprattutto non offre alcun servigio, molta gente nonostante ciò dona spesso qualche soldo.

    21. Vi ringrazio tutti. I vostri commenti sono interessanti, veramente: pensieri che rivelano rabbia e malessere di vivere in una città problematica, ma anche una “umanità nonostante tutto” difficilissima da mantenere in vita.
      Magari la prossima volta che sarò ospite di Rosalio lo farò magari con uno scritto più… rilassante 🙂

    22. Ecco, a Palermo sembra normale ciò che invece non lo è.
      Poveri miei concittadini che tollerano, giustificano e si fanno impietosire.

    23. Per me lo sbaglio consiste nell’avere chiesto il controllo della propria auto. Si all’euro per carità.

    24. @Zelig:
      il sig. Barbieri ha pagato la protezione. Immagino che paghi anche quando gli chiedono “un contributo per le famiglie dei carcerati” con lo stesso zelo. Del resto poveracci sono, sono stati solo sfortunati. E poi, magari, gli offrono anche una bella protezione per il negozio.

    25. @Federico:
      rileggiti l’articolo. Il posteggiatore sbuca dal nulla e chiede “dove è la sua macchina”. Tecnicamente la risposta corretta sarebbe “e che te ne frega?”. Il posteggiatore non sapeva neppure se il sig. Barbieri avesse o meno una macchina: il concetto è che se hai una macchina posteggiata lì da qualche parte mi devi pagare lo stallo. Così, per soverchieria.
      Il fatto poi che questo mafiosetto sia in realtà stato sputato fuori dal più civile nord poco mi importa, perchè forse lo hanno licenziato dalla sua fabbrica non per la crisi ma perchè incapace.
      Si sarà detto: “Torno a Palermo, quindi, che forse entro in Gesip oppure vendo pane di monreale senza licenza o ancora faccio il posteggiatore.”

    26. Allora Sig. Barbieri quando devo uscire passo prima da lei .. cosi mi da i soldi che vorrebbe dare ai posteggiatori abusivi da parte sua intanto che è cosi generoso..perchè sinceramente io che sono disoccupata anche 1 euro mi serve. e cerco di posteggiare sempre dove so che loro non ci sono. Già pago la Tassa del Bollo Auto che sappiamo benissimo il perche si paga e se non riesco a pagarla sono guai. Quindi perchè devo pagare anche a loro che non offrono nessun servizio e io HO TUTTO IL DIRITTO DI POTER POSTEGGIARE TRANQUILLAMENTE NELLA MIA CITTa’.

    27. a me questi cari parcheggiatori (e io sono bravissimo a parcheggiare), mi hanno rigato più volte la macchina, e quello gentilissimo vicino alla cala, dietro “i grilli” mi ha fatto trovare una punta di trapano sotto la posteriore sinistra.. continuerò a non pagarli e continuerò a battermi perchè questa è MAFIA, senza se e senza ma!

    28. La prossima volta perché non fai due chiacchiere con un esattore del pizzo visto che ci sei ? La mafia é una mentalitá c’è poco da fare

    29. Ma va ma a chi la racconti sta storiella?? la verità è ben diversa e i palermitani la conoscono bene

    30. Ogni volta che esco in auto la sera, io, ragazza di 26 anni, se sono da sola, a volte mi sento costretta a pagare il posteggiatore di turno per PAURA, perchè al mio “I soldi te li do dopo, se ti trovo quando torno a prendere la macchina” (modo per cercare di rimandare il problema) mi sento rispondere “No. Tu me li devi dare adesso”, con tono aggressivo, sia dai palermitani, che dagli africani, che dagli indiani, non importa l’etnia. Quando una persona mi minaccia, e io devo temere di trovare la macchina sfregiata (già successo) o senza specchietto (già successo), o temere che succeda qualcosa alla mia incolumità (per fortuna, mai successo) perchè non ho voluto dare dei soldi per un servizio CHE IO NON HO CHIESTO, CHE IO NON VOGLIO perchè il parcheggio è lì, il posteggiatore magari al momento in cui io ho posteggiato era anche dall’altra parte della piazza a farsi i fatti suoi, ditemi se questa non è una estorsione. A mio modesto avviso si.
      Vi lascio con una scena cui ho assistito l’altro giorno: in piazza Marina, un posteggiatore africano mi fa posteggiare, un posteggiatore palermitano si “ammucca” i soldi. E non ditemi che la mafia non c’entra nulla, grazie.

    31. apologia di un mafioso. prima una giornalista su repubblica, ora uno scrittore (?) su Rosalio, che elogia la visione di Orlando, uno dei peggiori politici, che vive grazie al voto della peggiore Palermo. Mondello è invasa dai posteggiatori, è praticamente impossibile trovare posto senza pagare loro il pizzo e devo sentirmi dire che costoro offrono un servizio e che è umano aiutarli?

    32. Caro Barbieri, la sua è proprio una favola, così come quella della cara giornalista di repubblica che ci ha deliziato con il suo articolo di ieri. Le esperienze quotidiane di molti palermitani sono parecchio diverse dalla sua. E’ stato mai ad un concerto o a teatro? E’ andato mai ad una laurea a Giurisprudenza? a farsi una passeggiata al Politeama? dalle poste a piazza borsa, dal foro italico al viale strasburgo… sono ovunque! Personalmente, sia che guidi il motorino che la macchina, non ho mai e dico MAI la serenità di parcheggiare senza imbattermi in pretenziosi e aggressivi individui muniti di fischietto e marsupio. Spesso ho pagato per PAURA. E non mi dica che questo non è pizzo, non è mafia. Non ce l’ho con nessun povero disperato che tira a campare, ma per la maggior parte questa è gente prepotente che di questo “servizio” ha fatto una professione da IMPORRE agli altri. Infatti avvalersi di un posteggiatore non è più considerata una opzione, ma un obbligo per il cittadino, pure a casa propria (vedi caso piazza Borsa per esempio). E se non si paga sono guai. Non siamo noi i cattivi, che ostacolano i poveri padri di famiglia che cercano di guadagnare qualche euro. Siamo solo cittadini stanchi di angherie che vorrebbero vivere in pace nella loro città in maniera LEGALE E PULITA.

    33. Da molti anni ormai, sia quando ancora vivevo stabilmente a Palermo, sia tutte le volte che ci vengo adesso, non pago mai nessun posteggiatore, pur posteggiando sempre in zone da loro “controllate”. Come faccio? Semplice. Quando ho finito di parcheggiare e mi sto allontanando dalla vettura ed uno di questi gentiluomini si avvicina chiedendomi del denaro, io mi fermo, metto la faccia piu’ scura che posso, lo guardo, senza dire una parola, dritto negli occhi per qualche secondo e poi me ne vado. Mai avuto problemi o danni alla vettura, anzi quando poi il posteggiatore mi rivede il giorno dopo non si avvicina neanche piu’. Perche’ questo atteggiamento funziona? Perche’ i posteggiatori sono dei piccoli estortori, che seguono le stesse regole dei grandi estortori, che si avventano su qualcuno se vedono che e’ fragile o ha paura. Ma lasciano in pace quelli che non si dimostrano tali. Quando io non parlo, anzi, con la faccia truce, lo guardo dritto negli occhi, il posteggiatore incomincia a farsi delle domande, pensa che forse ha chiesto denaro alla persona sbagliata, e non volendo rischiare di pestare i piedi sbagliati, si ritira in buon ordine, e il gioco e’ fatto. Ma mi raccomando: mai parlargli, perche’ dare qualunque informazione sul proprio conto gli puo’ far perdere quel “rispetto” nei tuoi confronti che tu, con un atteggiamento alla Clint Eastwood, ti sei conquistato. Come diceva qualcuno, provare per credere.

    34. Sono le persone come lei, egregio signore, a far sì che il fenomeno mafia sia più vivo e più subdolo che mai: con questi piccoli finanziamenti.

      Che dire, se non che da una persona di una certa età (con tutto il rispetto) ci si aspetterebbe molto più senso etico…

    35. @Marco, ma non parlava del sindaco Orlando bensì del paladino Orlando ahahahaah

    36. Non ho mai fatto la parte di Clint Eastwood ma devo dire che grossi problemi con i posteggiatori non ne ho mai avuti. Mi urtano questo sì, ma non mi hanno mai imposto prezzi, qualche volta ho dato loro la mancia altre volte no, ma sempre sotto i 50 centesimi ed in base al mio umore, mai prima del mio rientro e sempre dopo.
      Peraltro con l’auto che mi ritrovo, pure che me la graffiano non mi farebbero tanto danno , lo specchietto laterale me l’hanno fregato neanche un mese dopo dall’acquisto, tanti anni fa, assieme alla ruota di scorta e i copri ruota (non mi ricordo in questo minuto come si chiamano) e allora non c’erano in zona tracce di posteggiatori.
      Per tanto con il tutto il rispetto pure che dietro ai posteggiatori e ai lavavetri si cela una grossa organizzazione criminale di stampo mafioso, io sottolineo con rispetto, mi ni futtu.
      In verità mi urta anche dovere mettere il tagliando nelle zone blu e spero tolgano presto questo pizzo che serve per pagare i legali ausiliari del traffico, che anche loro devo dire mi urtano i quali passeggiano in zone peraltro dotate anche queste di posteggiatori che vendono tagliandi e forse in combutta con i primi.
      Ad ogni modo credo che i livelli raggiunti dai posteggiatori e accattoni vari superino le possibilità di solidarietà e tolleranza cittadina e di questo il signor Carlo Barbieri ne dovrebbe prendere atto.

    37. Lulu’
      Parole sante.
      Questa volta gliela hai cantata giusta,forte e chiaro.
      Inoltre le zone blu dovrebbero sempre avere un marciapiede di fronte sotto cui il parcheggio deve essere gratuito.

    38. Ho letto il post, poi ho letto i commenti, non tutti perchè sono tanti. Ce ne sonodi molto pesanti, e allora mi sono andata a rileggere il post con più attenzione, per cercare di capire. Vi do’ le mie conclusioni serene serene: mi sembra che nel racconto del sig. Barbieri il fatto centrale, come dice lui stesso, sia l’uomo che torna dopo vent’anni di lavoro onesto ed è costretto a arrangiarsi nell’unico modo che gli è stato possibile. Era un invito a pensare su cosa sta succedendo alla nostra società, in cui neanche il famoso “cammino della speranza” porta più da nessuna parte, e dopo vent’anni si può tornare sconfitti. L’impulso che gli fa dare un euro al tizio, e la frase, pure d’impulso “mi guardi la macchina”… beh, francamente, considerato il contesto, non ci vedo nulla di terribile. Strano che questo aspetto, pure sociale, sia sfuggito a molti (scusate ma ripeto, non ho letto tutti commenti) e che invece si sia insistito tanto sull’aspetto “chi aiuta un posteggiatore abusivo aiuta la mafia”: cosa vera, ma che nel contesto di ciò su cui è incentrata la storia, diventa un fuori tema. Ovviamente a palermo in fatto di posteggiatori abusivi abbiamo tutti, giustamente, i nervi a fior di pelle. E comunque lasciatemi dire che se cominciamo a farci la domanda “ma io l’aiuto la mafia?” dovremmo fare un discorso ampio in cui entrano certamente i posteggiatori abusivi… ma se ci passiamo veramente una mano sulla coscienza, scagli la prima pietra chi non ha mai cercato favori e raccomandazioni, o non si è mai fatto accelerare una pratica dall'”amico”, o non ha mai pagato una ristrutturazione o un elettricista in nero, o ha sempre reclamato lo scontrino dal fruttivendolo, o semplicemente non mette piede in quella pescheria che occupa prepotentemente il marciapiede perché “non la tocca nessuno”. Insomma, in sintesi: quello di Barbieri è secondo me un bel post niente affatto pro-mafia; il problema posteggiatori&mafia comunque c’è, come ce ne sono altri. Sono problemi in cui – magari chi più in uno e chi più in un altro, siamo tutti coinvolti. Dobbiamo lavorare per tirarci fuori da tutto questo, ma dobbiamo farlo insieme perché ci siamo dentro tutti. Nessuno di noi è del tutto innocente.

    39. Io scaglio la I pietra.
      Perché c’è un vocabolo che si chiama tolleranza.
      Di volta in volta sta a noi stabilire il “limite”.
      Se uno mi apre lo sportello e mi mette in macchina 5 pacchi di sale ,lo lascio fare.
      Che dovrei fare,chiedergli lo scontrino fiscale?
      Quello tira a campare la famiglia.
      E poi il sale non deve mancare mai.
      In quanto ai posteggiatori,e’ chiaro che è accattonaggio camuffato e che è una attività’ generalmente inutile.
      Io mi regolo così.
      Se il posteggiatore e’ grande e grosso,e decentemente vestito,
      gli dico che non ho spiccioli.
      Viceversa gli do’anche più di quanto lui si aspetti.
      Ma deve presentarsi con aspetto veramente bisognevole.
      Comunque la mia tendenza e’ di non negare qualche monetina a chi tende la mano.
      Tolleranza.

    40. Ho appena letto, persino sulla Stampa di Torino, che a Palermo i posteggiatori hanno fatto un corteo per chiedere fondamentalmente di poter lavorare in pace. E per essere ancora piu’ chiari hanno scritto pure un cartello in cui si autodefiniscono, correttamente direi, “posteggiatori abusivi”. Cioe’, tanti piccoli estortori che chiedono di poter onestamente estorcere. Evidentemente mi sbagliavo quando pensavo che Palermo non fosse un teatro ma una tragica realta’: Palermo, invece, e’ la vera sede del Teatro dell’Assurdo.

    41. Se questo è un fatto vero, mia sorella è sharon stone

    42. “E come possiamo intenderci […] se nelle parole che io dico metto il senso e il valore delle cose che sono dentro me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente, le assume col senso e il valore che hanno per sè del mondo che egli ha dentro?”

      Luigi Pirandello, sei personaggi in cerca di autore

    43. Signor Barbieri legga il mio post”lettera alle istituzioni palermitane ” e si ricrederà su i posteggiatori.

    44. Sig Barbieri, grazie per questa storia.
      Una di quelle piccole storie che piuttosto che essere demonizzate o criticate aspramente da stuoli di tifosi di questo e di quello, restituiscono una dimensione umana alle cose.
      E’ innegabile il giro di affari, le estorsioni, la mafia, la prepotenza che sta dietro ai sistemi abusivi. Io personalmente ho scelto di fare la mia battaglia non elargendo più neanche un centesimo. Sorriso, buongiorno e buona sera, due chiacchiere sul tempo, il tcraffico, il tempo di chiudere la macchina e un laconic: “Arrivederci a dopo”, senza naturalmente sottostare a qualsiasi forma di prepotenza, seppur velata.
      Questo per riflettere sul fatto che dietro ogni sistema, legale o abusivo, ci sono PERSONE, con tutto il loro bagaglio di vita e che come tali, vanno sempre considerate.

    45. Gentile sig. Simone,
      lei ha capito che il mio articolo si riferiva all’altra parte del problema, quella “meno facile”, quella che non ci passa neanche per la mente di andare a guardare: quella umana. La “meno facile” perché obiettivamente è difficile riuscire a vedere il disperato in chi ci infastidisce e talvolta aggredisce. C’è una sottile ma precisa demarcazione fra il “comprendere” e il “condividere”. Ovvio che nessuno può condividere il “pizzo tollerato”, certe volte accompagnato da intimidazioni, degli onnipresenti (e chissà da chi “autorizzati” e forse caporalati) posteggiatori; e io mi sono trovato, quella sera, non a condividere, ma a comprendere per un istante la persona che avevo davanti. Un poveretto senza futuro né alternative. Chissà quante volte abbiamo sentito dire (e forse abbiamo pensato) “io per sfamare la mia famiglia andrei a rubare”. Una volta tanto, complice la serata e una sigaretta, può succedere di dare un’occhiata, appunto, all’altra parte della luna, e vedere qualcuno per cui quel detto è diventato qualcosa di simile alla realtà. Grazie dell’intervento e cari saluti.

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