venerdì 20 ott
  • Un video di Provenzano a colloquio in carcere, rivela maltrattamenti

    Un video di Provenzano a colloquio in carcere, rivela maltrattamenti

    Un video trasmesso da Servizio pubblico, il programma di Michele Santoro in onda su LA7, mostra Bernardo Provenzano a colloquio con i familiari.

    Il capomafia appare invecchiato e confuso e in un passaggio parla di presunti maltrattamenti («Lignate, sì, dietro i reni») ma poi parla di una caduta). Sulla vicenda è stata aperta un’indagine.

    Palermo
  • 20 commenti a “Un video di Provenzano a colloquio in carcere, rivela maltrattamenti”

    1. è stato un bastardo che sta avendo quello che si merita, ma le legnate no.
      E un vecchio, la vita gli sta già facendo pagare quello che ha fatto, il sangue degli angeli che ha sparso sulla nostra terra credo che gli venga davanti gli occhi ogni momento della sua vita e questa è la peggiore dannazione.
      Ma le legnate no.

    2. Mi sono sorbita anche l’intervista al figlio Angelo Provenzano e a quanto pare abbiamo una cosa in comune: non abbiamo capito cosa è la mafia, io sinceramente, non so lui.
      La domanda posta di rimando alla giornalista: mi dica cosa è la mafia, poteva avere una sola risposta: un’organizzazione criminale. Io avrei potuto fare a seguire maggiori osservazioni di quelle fatte da Angelo Provenzano, in quanto ciò che resta, escludendo la mafia, non è solo microcriminalità.
      E ancora le cose si complicano quando la mafia viene intesa come sistema di potere.
      E su questo presupposto si tende a mettere insieme anche la forma clientelare e la corruzione dilagante con la mafia.
      Ma superando un certo livello, un conto è parlare di colletti bianchi e reati collegati (per esempio) altro è parlare della mafia dei colletti bianchi, intrusione della mafia ad un certo livello. E i reati neanche in giudizio sono livellati. Per la corruzione e il sistema clientelare non sono state adottate normative adeguate né leggi speciali, resta tutto in sospeso.
      Né la mafia può, alle sue origini storiche, distaccarsi dal rapporto con i “padroni”, classi dirigenti propri di una società fondata sul latifondo, ad economia agricola, ma tuttavia capace di più audaci trasformazioni e proveniente dal basso.
      Poi, forza eversiva dello Stato, ma neanche in questo caso livellata alle forze eversive terroristiche ad impronta politica, manifestanti la loro forza distruttiva nello stesso periodo storico, ma anche queste soggette ad altre valutazioni.
      Dedita ad attività illecite ma anche lecite in maniera del tutto assimilabile a quella di altri normali imprenditori o investitori.
      Capace di tramare, di avere rappresentanti politici, collegamenti di ogni sorta e di curare anche gli interessi di terzi, anche queste funzioni o e attività altrimenti assimilabili.
      Cosa è la mafia ed in particolare quella siciliana descritta nel corso dei decenni?

    3. assolutamente corretta e calzante la descrizione della mafia vista da Lulù. Ovviamente la condivido in pieno.
      Resta però da chiedersi cosa è la mafia per Angelo Provenzano. Lui, così come tanti altri, è cresciuto all’interno di quel sistema siciliano dove ‘u ziu è da rispettare, dove ‘u padrino non è solo quello di cresima, ma un’entità suprema che ti aiuta.
      A modo suo ovviamente.
      Angelo Provenzano ha detto che si è reso conto di tutto quando è finita la loro latitanza, ho capito che era adolescente, e ha detto di avere preso una posizione a riguardo e mi auguro che sia l’unica possibile. Per il resto è ovvio che è un figli che ama suo padre perchè, purtroppo i mafiosi sono persone di merda col resto del mondo, ma persone fantastiche in famiglia
      Abili nel nascondere tutto quello che avviene al di fuori, cosìcchè figli mogli e parenti possano avere del mafioso padre di famiglia una visione eccelsa.
      Per il resto penso sempre che le legnate, a un vecchio, per quanto bastardo, non vanno date.

    4. Per le eventuali legnate occorre appunto appurare cosa possa essere avvenuto e se le condizioni di salute sono compatibili con il trattamento, se le cure sono adeguate, considerando che il carcere duro o 41bis non può essere un sostituto o un surrogato della pena di morte, in quanto pensato in condizione di emergenza ai fini preventivi o cautelativi in forma temporanea, prorogabile o rinnovabile.
      Con il nostro ordinamento non ci sono presupposti per la pena di morte o surrogati di essa, e la pena ha finalità rieducative o riabilitative anche nel caso di carcere a vita.
      Mi sembra una gatta da pelare.

    5. Lulu’
      Scusa,ma non riesci ad esprimere concetti comprensibili?
      Ho letto e riletto certi tuoi interventi,e la mente viene sballottata come se si trovasse in balia di un mare in tempesta.
      Provo un profondo disagio .Mi chiedo come fai a stabilire certe connessioni neuronali.
      Enigma.

    6. Perplesso non ci posso fare niente se i concetti che esprimo non sono comprensibili, sono esattamente quelli che scrivo e non posso meglio esprimerli in assenza di domande chiare e specifiche.

    7. C’e’ chi scrive a cavolo e chi a macedonia. Differenti stili compositivi.

    8. Il fatto e’ cara lulu’,che a leggerti sembra di leggere un manuale operativo.
      Se rileggi quello che hai scritto sul 41 bis,pare estrapolato pari pari da una normativa di criteri di applicabilità’ del 41 bis.
      Tornando al fatto in se’,per una persona anziana e piena di acciacchi,
      vivere in carcere non è da augurare a nessuno.
      Bruno Veapa,in una riunione di approfondimento di temi di attualità,ha avuto a dire,mi vergogno di vivere in un paese dove succedono queste cose.
      Io condivido l’esternazione di Bruno Vespa.

    9. Perplesso il 41bis come ho già scritto ha finalità cautelative e preventive quando il soggetto si rivela potenzialmente in grado di nuocere e di continuare la sua attività criminale attraverso collegamenti esterni.
      E’ un regime di isolamento e completa alienazione che porta facilmente a degenerazioni, applicabile in forma temporanea in condizioni gravi e di emergenza.
      Provenzano nella sua attuale condizione può essere ritenuto ancora un soggetto pericoloso in grado di nuocere o dirigere attività criminali?
      Non aggiungo altro al momento.

    10. Noi dall’esterno ben poco possiamo dire.
      Provenzano ha ricevuto più di una visita da Sonia Alfano,che è’ venuta in TV a riferire
      sulle condizioni del detenuto.
      Anche Santoro ha trattato questo argomento.
      L’ematoma c’è .Lo stato quasi confusionale,pure.
      I problemi di prostata anche.L’eta’ e’ avanzata.
      Una caduta dal letto in una simile condizione e’ possibile.
      Le botte in testa od ai reni sarebbero un atto di pura vigliaccheria,.

    11. Ma Lulu’ è “dadaista”; perché siete sorpresi?
      Si devono leggere le sue esternazioni, “divagazioni”, come un collage, di frasi apparentemente contrastanti o scollegate tra loro, certe volte prese un po’ qua un po’ là, e messe una accanto all’altra, proprio come un collage, che, stranamente, trova una sua armonia e un suo “stile”.
      Oltre agli artisti “dadaisti”, si potrebbe citare ad esempio Paolo Conte, il quale compone i suoi testi molte volte servendosi di pensieri come “flash” solo in apparenza scollegati tra loro… Ma nei testi di Paolo Conte c’è logica e poesia.

    12. Lo avrebbero voluto come collaboratore della giustizia, mi pare sia stato anche citato per deposizioni al processo della trattativa stato mafia.
      Le intenzioni delle visite alle quali hai fatto riferimento sono queste.
      Le riluttanze di Provenzano pare siano più in rapporto con la volontà di proteggere i figli che altro, a parte che sembra essere un soggetto di vecchio stampo, ed è stato in grado di vivere in forma spartana, isolato e con i suoi pizzini per quasi dieci anni, oltre alla precedente latitanza. Ma era un isolamento di tipo diverso rispetto al regime carcerario applicato,era una sorta di eremita. In ogni caso potrebbe non essere in condizioni neanche per fare il collaboratore di giustizia.
      Se c’è altro dietro il peggioramento delle sue condizioni non posso saperlo.
      L’insieme me lo rende una gatta da pelare, capace di sollevare le contraddizioni del nostro sistema giudiziario e carcerario, rimanendo in una condizione d’impotenza.
      Ps: se i concetti non ti sono chiari, non si pone alcun problema, porta pazienza.

    13. Il fatto e’ che ti addentri in composizioni complesse,anche in questo ultimo commento,se ci fai caso.Oppure può’ darsi che il tuo cervello e’ capace di generare lunghe stringhe di pensieri ed il tuo dito ogni tanto si perde un’intera stringa per cui il povero lettore deve grattarsi la testa per venirne a capo.
      In quanto a vivere da eremita,potrebbe essere un po’ il sogno di tanta gente.Ritagliarsi uno spazio all’aria aperta e godersi la natura.
      Solo che questo aveva il vizio dei pizzini,micidiali a quanto pare.

    14. Perplesso, io sono partita dall’intervista ad Angelo Provenzano nella quale, a modo suo, solleva alcune questioni ma ho considerato l’intera storia e vicenda di Bernardo Provenzano.
      Bernardo Provenzano non funge solo come simbolo della mafia con il quale potere tenere buona l’opinione pubblica attraverso un accanimento carcerario. Ma ogni decisione in merito è difficile. Indagare su quanto è avvenuto ed accertare le condizioni di salute è senz’altro da fare. Ma occorre tempo.

    15. Vai tranquilla che l’opinione pubblica ha altro da fare che pensare a roba del genere.
      Sono 150 anni che ci si convive.In passato ci furono zone in cui ,assente lo Stato,erano loro a dirigere le operazioni.Quando lo Stato diventa arrogante,c’è chi si rifugia nell’antistato.Escludo assolutamente che una persona onesta ed acculturata sia appagata da un accanimento carcerario.
      Siamo in democrazia,abbiamo abolito la pena di morte,il carcere dovrebbe essere rieducativo e le violenze verso i detenuti non sono previste.
      Personalmente sono dell’idea che detenuti eccellenti possano essere controllati senza essere costretti al completo isolamento.Basta attrezzarsi.

    16. Il carcere dovrebbe essere rieducativo e su questo si fonda l’ordinamento, ma ci sono suicidi tra i carcerati anche in regime normale. Al sovraffollamento e all’incapacità di gestire il sistema penitenziario si alternano gli indulti.
      Ci sono molte cose a cui lo Stato non dimostra di sapere provvedere e da una vita si invoca la legalità.
      Ciò premesso non è facile controllare un detenuto eccellente.
      Dal carcere duro si esce diventando collaboratori di giustizia. Il 41bis con le sue modifiche è una legge improvvisata che può anche dimostrare le sue lacune o avere effetti collaterali.
      Se poi si attendono gli esiti di indagini processuali, passa più di una vita, anche quella sulla trattativa stato mafia riprende eventi accaduti fino vent’anni addietro e ancora siamo quasi a zero, nel frattempo tante altre cose sono avvenute.
      C’è anche un volere concentrare il male nella mafia, questa è senz’altro un grosso male ma pur riuscendo a debellarla il male resta nelle sue varie forme, anche gravi.

    17. Infatti.
      Il male esisteva ben prima che si palesasse la Mafia.

    18. Sulla trattativa proprio oggi sono arrivate pesanti condanne.
      Vent’anni dopo.

    19. Vi ricordo che questa non è una chat e vi invito a rimanere in tema. Grazie.

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