lunedì 22 gen
  • Una poesia non significa, è

    Una poesia non significa, è. Questa affermazione non è mia ma di Antonino Noto, filosofo nostro conterraneo scomparso qualche lustro fa. La trovo una frase eccezionale che mi ha aiutato tante volte ad orientarmi in un mondo così complesso come quello della poesia e dell’arte. Con questo spirito, con questa frase come timone, vi consiglio vivamente di gustarvi Ogni santo giorno di Ruggero di Maggio. Una poesia per immagini tra le più delicate che mi è capitato di vedere negli ultimi anni.

    Credevo fosse il making-off del Festino dello scorso anno, la durata annunciata, quasi un’ora, mi aveva letteralmente terrorizzato. Il film invece è una splendida riflessione sulla vita, ma anche sull’altro, sul diverso. È un film che parla di speranza, di coraggio, di voglia di vivere e cambiare il mondo, e lo fa con un linguaggio che ho trovato veramente modern; a dispetto di un ritmo che solo apparentemente è lento il film lascia il tempo giusto per gustarsi il susseguirsi delle emozioni, che sono tante. Ruggero affronta con schiettezza le difficoltà di alcuni individui, evita ogni forma di sterile compassione, e la bellezza della narrazione, lasciata molto anche alle immagini ed alla suggestione delle musiche fa si che quelle difficoltà del tutto personali ed individuali divengano simboliche rispetto ad una necessità collettiva di andare oltre e superare gli ostacoli, qualunque essi siano. Materiali ed immateriali. Reali o immaginari. Un messaggio di speranza e gioia importante in tempi così difficili. Il tutto si intreccia con una narrazione sul Festino dello scorso anno, che diventa lo sfondo della storia, uno sfondo vivo ed articolato; e così, inaspettatamente, sullo sfondo, la narrazione ci aiuta anche a capire perché dopo quasi quattrocento anni questa sia una festa così importante e così sentita dalla nostra città. E spiega anche a me, laico e disattento alle cose di chiesa, quanto sia un irrinunciabile momento catartico questa processione festosa verso il mare. Gli ultimi minuti del film sono infatti al contempo un incredibile resoconto del festino, ma anche il momento di liberazione delle tante emozioni raccolte durante la proiezione. Nient’altro da aggiungere se non i sinceri complimenti all’autore.

    Sono andato ben oltre i miei propositi, ho scritto molto più di quanto avrei dovuto, perché su questo film credo vi sia tutto sommato molto poco da dire. Non significa, semplicemente è.

    Il trailer, rende solo in parte la bellezza della narrazione.

    DISCLAIMER: sto lavorando al 389° Festino. Non ho lavorato al Festino dello scorso anno, ero a Piraino, a mare con mia FIGLIA (informazione quest’ultima fornita ad esclusivo vantaggio di David)

    Palermo
  • 9 commenti a “Una poesia non significa, è”

    1. Grazie per la preziosa informazione, sig. Callea, che provvedero’ ad archiviare con cura nei miei files. Sa, avendo come dirimpettaio il palazzo dell’MI5 (i servizi segreti interni di Sua Maesta’), ho ormai appreso l’importanza di catalogare ogni rilevante informazione, specie su personalita’ del suo calibro. Ma una domanda sorge spontanea: perche’ ha allora preferito caricare sulle sue possenti spalle piante, erba e divani (facendo cosi’ anche sudare la sua carismatica barba) e non ha invece continuato la tradizione, andando insieme alla pargola anche quest’anno in quel ridente borgo marinaro? Che occasione persa.
      PS. Complimenti per lo stile del post: mai vista tanta prosopopea in cosi’ poche righe. Leggendole m’e’ venuto il mal di mare. Corro in farmacia. Con permesso.

    2. david, rilassati!

    3. Com’e’ umano lei, sig. Callea: da’ pure consigli per il mio bene. Dev’essere la barba. Tutti i grandi uomini l’hanno sempre avuta: Maometto, Marx e Callea. Si’, dev’esser proprio cosi’.

    4. Ho visto il trailer di Ogni santo giorno incuriosito dal post che rende bene lo stile, il ritmo e la forza evocativa delle splendide immagini. Grazie.

    5. Il mio è un riferimento generale assolutamente non in polemica con chi, suo malgrado, stressato da un quotidiano difficile da gestire, non riesce a cogliere e non ha voglia di andare a cercare il bello nel video di un giovane autore nostro concittadino. Si concentra ingenuamente sul dito che punta alla luna e non sulla luna stessa. L’arte è una grande opportunità per guardare il mondo da punti di vista altri e diversi. Mi taccio adesso, che la mia prosa so talvolta essere di faticosa lettura per alcuni miei affezionati lettori.

    6. Che modestia, che umilta’! La sua, sig. Callea, non e’ prosa, ma puro lirismo, sublimazione della retorica, rappresentazione plastica di arabeschi mentali che conducono all’iperuranio letterario. Al suo confronto, i Paralipomeni della Batracomiomachia leopardiani sono opera di un povero sfigato. Inutile dire che lei e’ il Rachmaninoff dell’intellighenzia palermitana, comprensibile solo a pochi, fortunati iniziati. E io son gia’ finito. Un’affezionato lettore.

    7. Mi perdoni l’imperdonabile refuso: un affezionato lettore.

    8. @david però devo dire che a retorica barocca anche tu non stai messo male.

    9. Grazie, grazie, sig. Callea, ma sono soltanto un povero emulo del suo lirismo fiammeggiante, che riesco solo pallidamente a replicare. Ma m’impegnero’ ancor di piu’, in suo onore.

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