domenica 20 ago
  • Sicilia, le chiacchiere stanno a zero

    Il livello dell’istruzione primaria, della ricerca, dell’efficienza della macchina della giustizia civile, della corruzione della pubblica amministrazione e delle infrastrutture, pone la Sicilia in fondo alla classifica della competitività delle regioni stilata dalla Commissione europea.

    Un primato negativo, imbarazzante per un’intera classe politica e dirigente che continua a fare solo chiacchiere ed annunci puntualmente disattesi mentre il futuro di almeno due generazioni di giovani è gravemente compromesso.

    Per non fare chiacchiere, ma proposte concrete con l’obiettivo di fare della Sicilia un’area che attiri investimenti e lavoro, ho scritto in passato proposte tuttora valide che sintetizzo per comodità del lettore.

    Istruzione di base
    I ragazzi siciliani sono in fondo alle classifiche stilate in base ai test Pisa e Invalsi: perché non usare i fondi della formazione professionale per fare doposcuola e incentivare anche economicamente i professori che raggiungeranno con le loro scolaresche i livelli nazionali ed europei?

    Ricerca
    Vendere quel che resta della partecipazione della Regione (e, magari, anche della Fondazione Sicilia, partecipata da enti pubblici) in Unicredit e utilizzare le risorse ricavate per creare laboratori di ricerca gestiti sulla base di criteri esclusivamente meritocratici, fosse anche attraverso un apposito trust di scopo che sottragga tale struttura agli appetiti di politici e baroni accademici.

    Giustizia
    Offrire ad investitori stranieri nell’isola la possibilità di regolamentare contratti e controversie sulla base di altri ordinamenti più efficienti del nostro.

    Infrastrutture
    Usare i fondi europei per dotare la Sicilia di collegamenti internet veloci, infrastruttura molto più utile e foriera di nuove imprese del ponte con cui siamo stati intrattenuti negli ultimi decenni.

    Palermo, Sicilia
  • 13 commenti a “Sicilia, le chiacchiere stanno a zero”

    1. Per smuovere l’economia siciliana basterebbe solo fare cio’ che solitamente si fa quando occorre dare un impulso ad un’area sottosviluppata: grossa detassazione degli utili a tutte le imprese che decidono di investire nei settori considerati strategici per quella regione.
      Nel caso in ispecie, evitando quindi di creare cattedrali nel deserto come nel passato, si potrebbe decidere che qualunque impresa volesse investire in Sicilia nel turismo, nell’agricoltura di qualita’ e nel settore informatico, avrebbe diritto per 20 anni ad una detassazione pressocche’ completa degli utili. E dovrebbe avere una percentuale di impiegati residenti nella regione pari almeno al 90%.
      Si puo’ star certi che molte compagnie nazionali ed internazionali accorrerebbero, innescando un circolo economico virtuoso. Ovviamente, come detto, non si dovrebbe dar nessuna agevolazione fiscale a tutte quelle altre imprese che volessero investire in settori non strategici per l’economia siciliana..penso ai produttori di auto o all’industria pesante, dato che i costi di trasporto dei prodotti finiti (e non solo) finirebbero sempre per essere un deterrente allo sviluppo del settore e le imprese, dopo aver usufruito degli aiuti, nel medio/lungo periodo chiuderebbero i battenti, com’e’ gia’ purtroppo successo.
      La Sicilia e’ famosa per le bellezze naturali e per il cibo: e’ su tali settori che si puo’ facilmente raggiungere l’eccellenza. E in piu’ il settore informatico e’ sempre in espansione e non richiede particolari condizioni ambientali per svilupparsi. Quindi, investire in settori come questi garantirebbe alla regione uno sviluppo economico pressocche’ immediato. E si creerebbe nel corso degli anni un vero tessuto imprenditoriale che potrebbe poi, nel lungo periodo, sopravvivere senza piu’ agevolazioni. Certo, ci sarebbe sempre il problema mafioso, con qualche gentiluomo che potrebbe chiedere tangenti e affini, ma un’attivita’ di polizia piu’ intensa in tutte le aree interessate potrebbe se non debellerlo, almeno ridurlo entro limiti fisiologici e non tali da bloccare lo sviluppo. Basterebbe volerlo.

    2. parliamo di fantascienza Donato, buona giornata

    3. Perché? L’uso più coerente dei fondi per la formazione professionale é proprio quello che ho riportato secondo opinioni più autorevoli della mia: http://www.gds.it/gds/sezioni/editoriali/dettaglio/articolo/gdsid/223100/

    4. Milena intende dire che cio’ sarebbe la cosa piu’ giusta da fare, ma che e’ irrealizzabile in pratica, almeno finche’ non si eliminano le cause del problema siciliano.

    5. Una soluzione c’é sempre: il problema culturare siciliano é pensare nei termini che non esistano soluzioni, che nulla possa cambiare, ecc.

    6. Infatti ho detto che le cose possono cambiare, ma solo dopo aver eliminato fisicamente le cause della situazione. E’ inutile dare finanziamenti o creare laboratori di ricerca, se alla fine i soldi finiscono nelle tasche dei soliti noti. Prima si strappa la gramigna e si eliminano i roditori, poi si semina il grano.

    7. Il problema e’ che quelli che sperano in un cambiamento sono convinti che è un problema culturale,dimenticando che c’e’una moltitudine di siciliani benestanti ai quali
      le cose vanno bene così come sono.Siciliani che tengono il coltello per il manico,
      e presidiano i centri del potere decisionale,

    8. La prima educazione che un individuo riceve e’ dentro le mura domestice, se tali elementi vengono a mancare, credo che sia irreparabile educare gia’ da grande un adulto che non curante continua a non curarsi della cosa pubblica.

    9. Didonna, non capisco se ci sei, ci fai o se stai trollando. Ti ripeto la questione in maniera piu’ semplice:

      Che senso ha proporre queste belle iniziative su un blog se non c’e’ modo di portarle a compimento, dato che (come ha capito Alberto) ci sono persone potenti che si oppongono a queste iniziative o le distorcono a loro profitto? Forse pensi che i deputati del parlamento siculo leggano i tuoi post e dicano “Bella idea, ora la realizzo!”. Vedi che non funziona cosi’ la vita reale, donato… Quelli sono i film Disney!

    10. I politici di professione non cercano idee: hanno chiaro ciò che vogliono. Ciò che può servire invece (e in questo senso la rete è un mezzo efficiente e a basso costo) è che un maggior numero di persone condividano delle idee ed esprimano la loro influenza al momento del voto, se non altro.
      Alberto ha ragione, ma i soldi sono finiti e molti parassiti che vivevano di intermediazione di denaro pubblico oggi sono in difficoltà: un’opportunità da cogliere.

    11. Io sono per RIDURRE fondi europei e di sovvenzione alla Sicilia. altrimenti se li arrubbano tutti e continuano a sovvenzionare il sistema. Insomma accellerare il declino per fare tabula rasa e ripartire da zero. Una specie di chemioterapia insomma, sperando di cavarcela, non sempre funziona.

    12. Donato, se il tuo obiettivo e’ migliorare la sicilia portando voti ai grullini stai sbagliando due volte

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