lunedì 20 nov
  • Ciao Salvatore

    Salvatore Rizzuto Adelfio

    Domenica 25 agosto, quattro giorni fa, è morto Salvatore Rizzuto Adelfio, fondatore della storica fumetteria Altroquando e attivista per i diritti del movimento LGBT.
    Con la sua scomparsa i palermitani hanno perso un animatore della scena culturale di questa sfortunata città, un catalizzatore di fatti, eventi e incontri tra persone normali, eccezionali, strambe, geniali che sono state nel tempo protagoniste della cultura cittadina e non solo.
    Su Facebook, nella sua bacheca, in questi giorni si stanno avvicendando i ricordi commossi e commoventi degli amici, dei conoscenti, delle persone che anche per pochi attimi sono rimaste colpite dalla sua personalità, a prima vista un po’ burbera, e dalla fecondità del suo pensiero. Ognuno sta raccontando il suo personalissimo incontro, mettendo parole su parole, per ricordare un amico, per lenire un poco il dolore. Salvatore anche in questo è stato un maestro: da sempre abile nell’utilizzare le parole per costruire splendidi racconti che partivano dall’esperienza autobiografica, nel corso della malattia che lo ha portato alla morte ha tenuto un diario toccante, comico, tragico del suo ultimo viaggio dal titolo “Edificio 17 A” (che vi invito a leggere all’indirizzo sadeide.blogspot.com). Un buon numero delle puntate del diario sono state anche illustrate da alcuni amici fumettari (ci sono anche un paio di cose mie) che di buon grado hanno dato colori e interpretazione alla parola scritta.
    A pensarci adesso con me Salvatore è stato l’amico prezioso, quello che se sei fortunato nella vita lo incontri al momento giusto, quello che ti fa ascoltare musica che non avevi mai sentito (tra le altre cose mi ha fatto conoscere e amare Paolo Conte), che ti parla di scrittori prima sconosciuti (come Philip K. Dick) e che ti sprona a dare il meglio di te, che nel mio caso voleva dire disegnare e disegnare e disegnare. Grazie a lui ho pubblicato il mio primo albo auto-prodotto (si intitolava Burp! ed era la racconta di una serie di strisce surreali più che comiche), ho realizzato illustrazioni per la sua fumetteria, ho costruito una mostra dei miei lavori che negli stessi spazi è stata ospitata e parecchie altre cose che avevano a che fare con il fumetto.
    Scrivo queste righe e riascolto Hemingway di Paolo Conte, diventata per me, nel tempo, la canzone che parla della mia personalissima relazione con la fumetteria Altroquando, la “nostra” canzone. Quel negozio è stato per anni, il centro delle cose migliori che la vita mi stava dando – le passioni, la cultura, le amicizie, l’amore – e allora, come sta succedendo a tanti in questi giorni, mi è facile dire che senza Salvatore Rizzuto Adelfio oggi forse non sarei lo stesso, forse non disegnerei fumetti, forse non ascolterei la musica che ascolto, forse non leggerei gli autori che leggo. Forse la mia anima sarebbe tremendamente più povera.

    Palermo
  • 3 commenti a “Ciao Salvatore”

    1. “Forse la mia anima sarebbe tremendamente più povera.”
      LoBo, grazie per questo tuo ricordo.
      Vale.

    2. Avevo letto la notizia quand’è accaduta e provai tanto dispiacere.
      Tengo a precisare però che non condivido la tua affermazione “questa sfortunata città…”! Ma perchè dobbiamo sempre sputare nel piatto in cui mangiamo? Ma anche se più difficile non sarebbe il caso di ognuno di noi faccia qualcosa per migliorare la città di Palermo che come tutte le altre non affida le sue sorti a cazzate tipo fortuna/sfortuna ma alla volontà dei suoi cittadini nel renderla com impegno più vivibile?
      E smettetela con queste cose!

    3. Trovo appropriato il termine di città sfortunata ,
      ed anche triste aggiungerei.
      Sfortunata per non riuscire a scrollarsi le sanguisughe,
      la gente priva di una coscienza etica
      che ha provocato e continua a provocare danni alla collettività.
      Triste per non essere capace di assicurare un futuro ai giovani
      costretti ad andare in terre lontane .
      Provocando lo sfaldamento delle famiglie.

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