giovedì 23 nov
  • La pianista Lisitsa spiega la cancellazione date: “Non pagano”

    La pianista Lisitsa spiega la cancellazione delle date in Sicilia: “Non pagano gli artisti”

    La pianista ucraina Valentina Lisitsa avrebbe dovuto suonare a Palermo Classica il 3 agosto ma la data è stata cancellata. Si era parlato di imprevisti sopraggiunti all’ultimo momento ma ieri la Lisitsa ha spiegato sulla sua pagina facebook i retroscena: gli artisti che hanno suonato nel 2012 non sarebbero stati pagati (pare per note difficoltà per i pagamenti da parte della Regione) e non voleva più che il suo nome venisse abbinato alla rassegna.

    Che dire? Un doloroso retroscena per la città che aspira a diventare Capitale europea della Cultura nel 2019.

    Palermo, Sicilia
  • 13 commenti a “La pianista Lisitsa spiega la cancellazione date: “Non pagano””

    1. Oh mio Dio che figura!!! 🙁

    2. A parte la figuraccia ingiustificabile, a mio avviso si pone una domanda scomoda per il mondo della cultura siciliana e italiana e cioè: è sicuro che si debba fare cultura solo e sempre con i soldi pubblici?
      E’ vero che spendiamo poco in cultura, ma è anche vero che a volte i soldi non sono spesi bene. E in tempo di ristrettezze tutto ciò si avverte di più. Sarebbe però così strano cercare altre risorse come avviene in parecchi casi all’estero?

    3. Olga mi ha tolto le parole di bocca.
      Ma davvero la Regione oppure qualcuno del Comune o della Provincia pensava che gli artisti di fama mondiale si esibissero gratis. Ppuhuhahaha, mi vien da ridere. VERGOGNA !!!
      Palermo canditata come capitale della Cultura nel 2099, anche se non capisco a quale cultura si riferiscono ? C’è solo la cultura di strada (cibo, spakkatimpani con autoradio al massimo, estorsioni, abusivismo, non dico altro). Boh, se questa è cultura… accettate la mia opinione in merito alla candidatura.

    4. Non avevo notato l’agghiacciante inglese maccheronico di chi le risponde: «we all have the same problem. Friends of Music – Teatro Bellini of Catania – Palermo politeama theater – theater blond Palermo and many others». :O

    5. Ma anche questa e’ cultura: come creare delle figure di feci.
      Mi piacerebbe sentire in tal caso l’opinione di mrs. Colorina, ma pare sia scomparsa da molti giorni..forse e’ finito il suo contratto con il Comune quale supporter sul blog. Chissa’.

    6. In questo caso mi pare che l’Amministrazione comunale non c’entri proprio nulla.

    7. @Adriano: Parli di cose che non conosci. Chissà quanto costerà la signorina pianista, ma di sicuro i costi di gestione delle attività culturali non sono sostenibili senza l’aiuto di fondi pubblici. Saresti disposto a pagare 200 volte di più un biglietto per entrare a teatro o ascoltare un concerto? PS Sempre che tu ci abbia mai messo piede in un teatro! PEnsa che anche l’industria manifatturiera molto spesso vive solo grazie alle agevolazioni e al sostegno pubblico. Pensa alla Fiat di Termini, finché lo stato paga…

    8. Beh, il Comune secondo me c’entra, perche’ dovrebbe sempre avere un fondo di riserva cui attingere in casi in cui i fondi promessi non arrivino in tempo come nel caso in ispecie. O, ancor meglio, dovrebbe prima avere a disposizione i fondi, e solo dopo contattare gli artisti. Normale.

    9. Giusto, david ! Prima i fondi e poi lo spettacolo. Come pure nessuno spedisce merce se prima non si paga con PAYPAL.

    10. Paolo, non è normale che per qualsiasi iniziativa sia essa culturale, sportiva, imprenditoriale sia necessario SEMPRE l’intervento dell’ente pubblico.
      Scusate ma è questa la stortura. Chiediamoci perché questa terra sta diventando come il deserto dei tartari, chiediamoci perché non ci sono imprese che finanziano eventi, iniziative eccetera (domanda retorica)…
      In altri contesti l’intervento pubblico è l’eccezione e comunque rappresenta sempre una percentuale minima sull’intero costo dell’iniziativa. Quindi sono d’accordo con Ferrara se non ci sono fondi certi, semplicemente non si portano avanti le iniziative.

    11. @Paolo ci sono delle regole elementari come quella che se vuoi qualcosa la paghi. La signora pianista, che per altro protestava per artisti non famosi, ha diritto come tutti a farsi pagare. Se non ci sono i soldi non si fanno le cose, o si chiarisce che si viene per beneficenza o volontariato. Non pagare le persone, artisti o operai che siano, non è mai un buon biglietto da visita.
      Il Pubblico ha il dovere di investire in cultura, non certo di buttare a fondo perduto. Da cittadino (sai mi capita di frequentare anche qualche teatro) mi aspetto che anche le istituzioni culturali siano responsabili nella gestione dei fondi pubblici. Detto questo sono assolutamente convinto stimolare l’intervento privato nella cultura significa anche garantire il suo supporto pubblico, perché non possono esserci tutela e valorizzazione senza l’attenzione, l’interesse e la partecipazione della comunità.

    12. @Tony hanno fatto la traduzione con Google e poi cmd + c e cmd + v …

    13. Da musicista è una tristezza ancora più profonda, non siamo solo noi illustri sconosciuti ad essere asfissiati da questa città.

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