venerdì 24 nov
  • Palermo vista da Miami

    Per motivi di lavoro ho trascorso questa estate alcune settimane tra New York e Miami e ne ho approfittato per cercare di comprendere la società americana non già dalla prospettiva del turista, come altre volte, bensì da quella di un comune residente, affittando un appartamento, girando in auto oltre che coi mezzi pubblici, facendo la spesa ecc.

    Queste sono in sintesi le impressioni e riflessioni che ne ho ricavato, specie in risposta a quella domanda che ho sentito ripetere ciclicamente negli ultimi decenni: perché regioni come la Puglia o la Sicilia, se non l’Italia intera, non sono la Florida d’Europa?

    Premetto che non ero alla ricerca di bassifondi o di degrado sociale che pure non mancheranno anche se spesso ci vengono proposti da media ideologizzati in chiave auto consolatoria/assolutoria, bensì delle migliori pratiche della vita sociale americana con cui dobbiamo responsabilmente confrontarci. Tralasciando New York, metropoli unica ed irraggiungibile, sono Miami e il sud della Florida che più mi hanno colpito. Parlo di un’area di centinaia di km, quella che ho sperimentato direttamente tra Palm Beach e Key West, di un curatissimo giardino tropicale di qualità estetica costante sia quando a gestione pubblica che privata. Tanto per capirci, una Mondello (Palermo beach) – nella sua parte più presentabile – elevata però all’ennesima potenza.

    Qui a Palermo contiamo su circa 20000 dipendenti comunali e affini. Come ho già scritto in precedenza, “avere a libro paga tanti dipendenti potrebbe anche rispondere ad una precisa e originale visione: offrire a cittadini, investitori e turisti in transito una città dove avverti immediatamente il fiato sul collo di un dipendente comunale che ti anticipa in ogni tua necessità o bisogno, proprio come in un lussuoso albergo a 5 stelle lusso, dove tutto è pulizia, decoro, competenza, efficienza e buon gusto. Ma se dei 20000 dipendenti sopporti solo il costo degli stipendi senza avere adeguati servizi, delle due l’una: o pretendi adeguati servizi, o rinunci ai dipendenti in eccesso al fabbisogno. Non dovrebbe competere alla politica creare posti di lavoro. Ecco, Miami ti offre esattamente la sensazione di una città 5 stelle lusso, ma senza tanti dipendenti: quale sarà il suo segreto?

    È una motivazione squisitamente economica, socialmente condivisa, che rendo chiara con un esempio: se hai una casa con giardino, puoi semplicemente sognarti di trascurarlo a Miami dove i vicini non te lo consentirebbero perché il valore economico del contesto residenziale ne risentirebbe. Pensiamo alla trasandatezza che è ormai l’essenza dello stile palermitano! E per evitare che capiti il vicino sbagliato, devi superare l’esame dei vicini. Nei condomini opera un board severissimo presso cui superare un vero e proprio assessment: persino reddituale perché non ne risenta la condivisione delle spese comuni. I problemi di civile convivenza non devono neanche nascere perché così si vive meglio!

    Il pragmatismo americano fa dei condomini sviluppati in altezza (parliamo di grattacieli o giù di lì) dei formidabili erogatori di servizi con un proprio rispettabile bilancio: piscina, palestra, area giochi per bambini, magazzini, spazi comuni utilizzabili per feste o altri eventi, valet (chi ti parcheggia la macchina e ti aiuta a portare la spesa), portierato notturno e diurno capace di intervenire all’occorrenza per guasti e interventi di ogni tipo, ecc. Il pubblico, a sua volta, non danneggia il privato sotto il profilo estetico e del decoro e trovi quindi luoghi pubblici, parchi e giardini, strade cittadine e autostrade incredibilmente pulite e curate, con l’erba tagliata come per magia (non trovi mai nessuno all’opera!). Il controllo sociale incrociato fa risparmiare un sacco di soldi pubblici e crea lavoro nel privato, specie tra quelle categorie (es. immigrati) che non hanno avuto l’opportunità dell’accesso all’istruzione superiore.

    La società Usa non si comprende senza le sue università che ne rappresentano il vero ascensore sociale: non mi riferisco alle elitarie ivy league, ma alle tante sconosciute università sempre funzionali e costose, perché la buona istruzione costa, ma per essa le famiglie fanno sacrifici e scelte di vita come quella sul dove abitare. Non parliamo quindi di diplomifici all’italiana e rinvio doverosamente alle classifiche poco pubblicizzate da noi. Senza quel livello di istruzione superiore non è possibile concepire e tantomeno realizzare infrastrutture e servizi funzionali alla vita e alla crescita civile ed economica di parecchi milioni di abitanti in queste metropoli. Il controllo sociale è percepibile anche su strada: non ci sono autovelox, tutor o la Polstrada per far rispettare i limiti di velocità. Ho avuto alle calcagna per decine di km una Harley Davidson che non si è mai sognata di superarmi perché andavo al limite di velocità consentito mentre quando per inesperienza non comprendevo la logica delle precedenze, mi prendevo i rimproveri degli altri automobilisti: zero tolerance invece dell’omertà o della falsa tolleranza nostrana. Lo stop è stop e ci si ferma sempre, anche se non c’è nessuno.

    E mentre da noi le tasse sui consumi viaggiano verso l’aliquota del 22% Miami si attesta sul 7% (mentre New York sfiora il 9% tra tasse statali e comunali: negli USA non c’è l’IVA). Se poi vuoi un’autorizzazione un po’ particolare, presenti un progetto. Le assegnazioni vengono fatte in base all’aspetto architettonico che deve essere armonioso con l’ambiente, alla tipologia di prodotto, all’innovazione, al volume d’affari che genera e a quanti addetti verranno occupati. L’affitto del suolo pubblico si paga con un minimo garantito che in genere corrisponde al 15% del fatturato minimo previsto più le tasse al 7%. In questo modo anche il pubblico stimola una competizione virtuosa: puoi proporre ciò che vuoi purché contribuisca al miglioramento sociale ed economico del contesto urbano.

    Certo gli americani sono un po’ rigidi e pensando alla nostra sopravvalutata elasticità mentale con cui ciascun individuo o categoria cerca di costruirsi la propria scorciatoia finché la tua non blocca la mia in un groviglio inestricabile di privilegi, disuguaglianze, disprezzo del merito, sprechi e abusi tutti sempre a rigore di legge e quindi inappellabili, finisco per rimpiangere e desiderare regole semplici e chiare e le strade maestre. Sarà per tutto questo che i voli per Miami sono sempre pieni?

    Palermo, Sicilia
  • 60 commenti a “Palermo vista da Miami”

    1. Non si possono paragonare una città libera (e comunque tra le più delinquenziali degli Stati Uniti) e una città colonizzata da 153 anni. Fino a quel moneto noi eravamo il fiore all’occhiello, Miami una palude.

    2. Egregio Didonna, io vivo negli Stati Uniti da 30 anni e faccio l’ imprenditore, ed ho anche attivita’ in Italia. Questo mi da’ l’ oportunita’ di vedere come funzionano le cose nei due paesi, specialmente nel mondo del lavoro ( le mie attivita’) e dello studio (le mie tre figlie sono cresciute qui). Il paragone e’ impietoso. Pero’ i paragoni non si possono fare perche’ le realta’ sono troppo diverse. Poi gli italiani che visitano gli Stati Uniti hanni troppi preconcetti, percui quando mi capita di discutere di queste cose finisce sempre in bisticci, quindi ci ho rinunciato. E’ difficile fare capire le profondissime differenze culturali: qui il sistema e’ basato sui doveri e sulle responsabilita’ individuali e sul rispetto reciproco, e funziona meglio che quello italiano, che e’ invece basato sui diritti aquisiti e la forza del piu’ furbo. Gli italiani continuano a pensare che lo studio e il lavoro siano diritti che debbano essere garantiti dallo Stato, quindi non avranno mai incentivi per spremersi e migliorare. All’ origine dei mali dell’ Italia e ‘ il fatto che all’ inizio degli anni settanta ci siamo completamete seduti, regalandoci diritti e un modo di pensare che non ci potevamo permettere neanche allora e che adesso ha portato il paese allo sfascio e alla necessita’ di indebitarsi pesantemente all’ estero. L’ unica cosa che puo’ salvare l’ Italia e’ ritornare povera, a poco alla volta ci si arrivera’ se le cose continuano cosi. Allora la gente ritornera’ a rimboccarsi le maniche (anche i 20.000 dipendenti comunali di Palermo) come hanno fatto i nostri genitori e nonni, e come fanno in tutto il resto del mondo

    3. Sono stato a Miami, e le differenze con Palermo e la Sicilia, ma anche con l’Italia, sono talmente evidenti che non si può neanche fate un paragone.
      Gli Stati Uniti hanno non una, ma cento marce in più, e di conseguenza anche le dinamiche sociali, ad esempio tra privati o tra privato-pubblico, hanno una valenza completamente diversa delle nostre.
      In Sicilia viviamo in una società che solo noi pensiamo moderna, perché oggi ci sono le auto, i pc, i social network, ma che in realtà è la bella copia di una società ancestrale che ci portiamo dietro da secoli, con dinamiche sociali simili a quelle degli anni ’50 ma che noi crediamo avanzate. Sono infatti uguali gli atteggiamenti, i privilegi, la prepotenza verso i più deboli, la dimostrazione di falsa ricchezza ostentata dalle classi più agiate.
      E con questa classe politica, figlia del suo elettorato, e con la zavorra dell’elefantiaco apparato pubblico e dei suoi dipendenti (precari e non), è inutile anche solo ipotizzare uno sviluppo futuro, perché per i prossimi 50 anni questa zavorra sarà il nostro freno e il motivo della nostra involuzione sociale che peraltro è pienamente in atto

    4. @Pablo

      “con dinamiche sociali simili a quelle degli anni ’50”

      Falsità assoluta; le dinamiche non sono affatto simili a quelle degli anni 50!

      In realtà le nostre dinamiche sono medioevali…ovviamente parlo di tardo medioevo 😉

    5. E’ indubbiamente vero che la Sicilia e una parte d’Italia sono arretrate, culturalmente e socialmente, rispetto ad altre parti del mondo, ma non ne farei una tragedia.
      Dov’e’ scritto che tutto il mondo deve progredire alla stessa velocita’, sempre e comunque?
      Se guardiamo ai secoli passati, vediamo che certe parti del mondo erano allora all’avanguardia: l’Egitto dei tempi d’oro, la Grecia classica, l’Italia dei Romani, la Spagna e il Portogallo della dominio sui mari, e la lista potrebbe continuare.
      Allo stesso modo, terre un tempo selvagge o ai margini del mondo sono adesso all’avanguardia, basti pensare al Brasile, all’Indonesia, etc.
      E guardando solo all’Italia, tante citta’ che nei secoli scorsi erano solo piccoli borghi, son nel frattempo diventate delle capitali economiche.
      Non credo vi sia una regola che imponga uno sviluppo costante alle citta’ come alle nazioni.
      In certi periodi storici, per determinate congiunture economiche e sociali, certi luoghi fioriscono, mentre altri appassiscono. Magari dopo ancora altro tempo accadra’ il contrario, oppure no, ma tutto cio’ e’ nell’ordine naturale delle cose.
      Nella stessa Europa ci sono zone sottosviluppate economicamente o culturalmente come e peggio di Palermo e della Sicilia: basti pensare a parte dei Balcani e dell’Europa slava. Eppure anch’essa e’ Europa.
      Il nostro continente non e’ solo il dinamismo socio-economico della Germania, UK, Francia, etc, ma e’ anche il conservatorismo del Meridione d’Italia e di altre parti dell’Europa.
      Palermo ha avuto periodi di splendore, che non sono quelli attuali, certo. Ma cio’ non significa che non potra’ riaverli, se nuove congiunture favorevoli appariranno. E anche se cosi’ non sara’, non ha meno dignita’ di altre realta’ geografiche. Ogni citta’ e’ diversa dalle altre, come ogni individuo e’ diverso dagli altri.
      Al momento Palermo e la Sicilia non sono all’avanguardia, ma son pur sempre una citta’ e una regione con una passato e un’identita’ ben definiti, nel bene e nel male, i cui nomi son stati presenti nella storia sin dalla notte dei tempi.
      Quindi, a mio parere, critichiamo pure, ma non disprezziamo.

    6. Davvero non sono paragonabili le due realtà. Ma neanche se Palermo fosse molto più evoluta di quanto non sia adesso.
      Miami si trova in un altro sistema politico, ha altre (gigantesche, rispetto a Palermo) risorse.
      Con un poco di buona volontà, intelligenza e lavoro serio la sciatteria di Palermo potrebbe svanire in fretta.

    7. Ho fatto lo stesso viaggio, quest’estate, e sono arrivato alle medesime conclusioni.
      Il paragone non si pone ma non per natura e storia dei luoghi (abbiamo tesori unici al mondo): è un problema di forma mentis e di cultura (non parlo di istruzione in senso stretto, ma di quella forma di rispetto per sé e per i propri luoghi che viene fatta propria anche da larga parte degli immigrati), da cui poi deriva una società ordinata, rispetto reciproco e città funzionanti (per quanto una certa percentuale di degrado e delinquenza esista in qualsiasi società, oggi).

      Palermo (e l’Italia tutta) gestita con la mentalità e la voglia di fare americana sarebbe una tra le città più ricche del mondo, ed un polo turistico di primissimo livello.
      Ma qui abbiamo politici che pensano ai 20.000 dipendenti ed ai 30.000 precari, dimenticandosi che stipendio e lavoro dovrebbero essere due termini strettamente correlati…

    8. 20000+30000=50000 FAMIGLIE
      e qualcuno ci deve pensare.
      .
      Ci sono troppe cose da chiarire in merito alla incapacità
      di rendere produttivi questi 50000.
      .

    9. Viaggiare per scoprire il piacere di tornare a casa .. con tutte le sue assurde contraddizioni

    10. PALERMO HA 3 MILA ANNI DI STORIA É STATA CAPITALE CULTURALE ED ECONOMICA D’ITALIA E D’EUROPA SOTTO IL REGNO DI RUGGERO II IL NORMANNO NELL’ANNO MILLE,SI PARLAVANO 4 LINGUE IL GRECO,L’EBRAICO,IL LATINO E L’ARABO.A PALERMO SOTTO LA CORTE DI FEDERICO II É NATA ANCHE LA LINGUA ITALIANA.LE CAPITALI EUROPE ATTUALI AL QUEL TEMPO ERANO PAESINI INCIVILI.LA CITTA CONTAVA SISTEMI D’IRRIGAZIONE (I QANAT)GIARDINI E ORTI FIORENTI ,PALAZZI NOCHE MOSCHEE CHIESE E SINAGOGHE,SI RESPIRAVA CIVILTA CULTURA ,PROGRESSO E TOLLERANZA.
      LA COSA CHE É INACCETTABILE E CHE LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE CHE ABITANO L’EUROPA DEL NORD MA ANCHE A PARTIRE DALL’ITALIA STESSA, NON HANNO NESSUNA CONOSCENZA STORICA DI QUESTO FATTO,
      N’ELLIMMAGINARIO DI MOLTISSIME PERSONE A PALERMO NON’C’É NIENTE DI VERAMENTE IMPORTANTE E BELLO DA VEDERE,GRAVE ERRORE HO IGNORANZA GENERALIZZATA?E COME SE SI DIMENTICASSE E SI CANCELLASSE DALLA COSCENZA E CONOSCENZA COLLETTIVA UNA CITTA COME BARCELLONA,INCREDIBILE NO?UN CRIMINE COTRO LA STORIA,
      LA SICILIA NON’É SOLO UNA REGIONE QUALUNQUE D’ITALIA MA UN PAESE CON LA SUA CULTURA E LA SUA GRANDE STORIA, SEI MILIONI DI ABITANTI ATTUALI,E SE FACCIAMO RIMPATRIARE TUTTI I SICILIANI ESPATRIATI SAREMMO UNA TRENTINA DI MILIONI ,DA RIFLETTERE ,COME LA CATALOGNA DI CUI BARCELLONA É LA SUA CAPITALE;ALLORA?
      PERCHE TUTTA QUESTA IGNORANZA?COME QUESTO É STATO POSSIBILE?
      SIAMO STATI ABBANDONATI DA TUTTI E LA MENTALITÀ PIUTTOSTO PESSIMISTA E FATALISTA DEL POPOLO SICILIANO HA FATTO IL RESTO,MA NON SONO DACCORDO QUANDO SI DICE CHE IL PALERMITANO É INCIVILE, CI HANNO FATTO DIVENTARE INCIVILI,SONO PROFONDAMENTE CONVITO CHE ANCHE I PARIGINI SEREBBERO INCIVILI NEL MOMENTO IN CUI VENGONO A MANCARE DECENNI DI POLITICA SERIA E MANCATO CONTROLLO DEL TERRITORIO,CREDETEMI SI DIVENTA INCIVILI,É BASTATO UNO SCIOPERO DEI MEZZI DI TRANSPORTO PUBBLICO A PARIGI PER RENDERMI CONTO DI QUANTA INCIVILTA SUBBITAMENTE SI É MANIFESTATA NELLA, APPARENTEMENTE CIVILE, POPOLAZIONE PARIGINA,SEMBRAVA DI ESSERE A PALERMO,QUINDI IL CONTROLLO DEL TERRITORIO, PER IL RISPETTO DELLE REGOLE, E UNA POLITICA SERIA CHE CREA INFRASTRUTTURE (COME PARCHEGGI PER ESEMPIO)E CHIUSURA DEL CENTRO STORICO, PRODUCE CIVILTA E CIVISMO,AL CONTRARIO ABBIAMO I POSTEGGIATORI ABUSIVI,
      SONO UN REPUBBLICANO CONVINTO E CREDO CHE OGNI ESSSERE UMANO SIA GENETICAMENTE CIVILE,E CHE IL RUOLO DELLA POLITICA NEL CONTESTO RES PUBBLICANO E QUELLO DI EDUCARE E DI GOVERNARE IL TERRITORIO
      SECONDO INTELLIGENZA ONESTA’ E GRANDE SENSO DI RESPONSABILITÀ,
      TUTTE COSE CHE CI SONO MANCATE.
      PALERMO HA BISOGNO DEL MONDO CERTO MA IL IL MONDO HA BISOGNO URGENTE DI PALERMO
      MEDITIAMO ED AGIAMO
      MAURIZIO

    11. @ Maurizio, ho letto il tuo commento in apnea, ma alla fine ci sono riuscito…

    12. 3 mila anni di storia?
      E,possiamo cullarci sugli allori dei nostri avi?
      Le società di oggi non lo consentono.
      La questione non è se siamo civili o incivili.
      La questione e’ che manca il lavoro
      E questa del lavoro e’ la base di tutto.
      Oggi nessuno ha certezza del futuro,
      Ed e’ una sciagura.

    13. in effetti che un provinciale barese in viaggio d’affari (quali affari, di grazia?) a miami rimanga folgorato dall’ammerica ci sta eccome, conoscendo ormai il soggetto.
      ora mi aspetto “Mondo visto dal Cosmo”.
      ce la puoi fare didonna……

    14. Maurizio, non c’e’ nulla di piu’ ridicolo di UNO che cerca di dimenticarsi la propria miseria insistendo Sui fasti di persone che non hanno niente a che fare con lui a parte essere nate nella stessa regione…

    15. Poveri e superbi.

    16. Didonna sinnaco subbito

    17. COMPLETEZZA
      Secondo un’indagine dell’U.S. Census Bureau, nel 2002 Miami era la città con il più alto tasso di povertà degli Stati Uniti, con il 31% dei suoi abitanti che viveva con un reddito inferiore alla soglia di povertà americana. Nel 2004 Miami è risalita in questa classifica, collocandosi comunque al terzultimo posto davanti a Detroit ed El Paso.
      Miami Vice o La città del vizio e della criminalità

      Negli anni ottanta, Miami si è trasformata nel più grande punto di transito della cocaina proveniente dalla Colombia, dalla Bolivia e dal Perù. L’industria della droga introdusse miliardi di dollari a Miami, ma anche una rapida escalation del numero di crimini violenti, fino a far sì che Miami fosse una delle città americane più violente e con un numero di crimini sopra la media. TUTTORA Miami ha un tasso di omicidi doppio rispetto a quello nazionale e un tasso di rapine triplo.

    18. COMPLETEZZA
      Spiagge dorate e ville milionarie. Ma criminalità, crisi immobiliare, distanze eccessive e crescente disparità di reddito, portano Miami al primo posto (in negativo) di una nuova classifica di Forbes.
      Parco giochi per ricchi e famosi, con ville milionarie, clima accogliente e spiagge dorate. Ma non basta. Criminalità, crisi immobiliare, distanze eccessive e crescente disparità di reddito, fanno di Miami la città più infelice degli Stati Uniti, secondo l’ultimo sondaggio condotto da Forbes.

      “Miami ha sole e un clima bellissimo, ma ci sono altri fattori che rendono la città la più brutta degli Usa. Ci sono praticamente due tipi differenti di società: una sfavillante South Beach che attrae le celebrità, mentre dall’altra, la diseguaglianza di reddito si è amplificata negli ultimi anni”, spiega Kurt Badenhausen, senior editor di Forbes.

      “L’uno percento di Miami se la passa molto bene. Ma per la maggior parte, che guadagna meno di $75.000 l’anno, la città può essere un posto poco accogliente. Circa il 47% dei proprietari di case si trovano ora con debiti sugli immobili superiori al valore dell’immobile stesso”.
      http://www.wallstreetitalia.com/article/1317490/immobiliare/miami-sole-e-mare-non-bastano-e-la-citta-piu-infelice-degli-stati-uniti.aspx

    19. COMPLETEZZA
      necessaria, soprattutto quando si parla della società ammericàna, per molti versi ipocrita, ingiusta, molto contraddittoria, ed altri aspetti poco piacevoli, al di là della fermezza per certe regole “visibili”.
      “il vero ascensore sociale: università sempre funzionali e costose, perché la buona istruzione costa”
      LA BUONA ISTRUZIONE COSTA
      Vi invito a riflettere su questa osservazione e trarne le giuste deduzioni su certe mentalità.

    20. LA BUONA ISTRUZIONE COSTA
      Vi invito a riflettere su questa osservazione e trarne le giuste deduzioni su certe mentalità.
      Chi ha scritto questa affermazione si è fatto invitare da una persona che si occupa di volontariato in Africa… per farla breve, il missionario se l’è portato dietro in uno dei suoi viaggi in Africa, e l’individuo che scrive la frase che evidenzio sopra non ha perso l’occasione di farsi fotografare accanto al missionario in mezzo ai bambini africani poverissimi, che evidentemente non possono pagare la costosissima buona istruzione, neppure se i loro cervelli contenessero i futuri geni utili all’umanità, agli animali, alla natura tutta intera.

    21. Non rispondo più agli idioti: tempo perso! 🙂

    22. Vi invito a essere rispettosi nei confronti degli altri commentatori. Grazie.

    23. Chi ha scritto per affermare le idiozie che evidenzio sopra (ascensore sociale, e università costosa), chi agisce come evidenzio sopra (foto opportunistica insieme al missionario, e contraddittoria con le suddette affermazioni sull’ascensore sociale e l’università costosa), poi ha la sindrome degli ubriaconi, che vedono ubriachi ovunque, lui per lo stesso meccanismo (degli ubriachi) vede idioti ovunque.
      Ma si ricordano colossali idiozie scritte da lui in questo blog, le ultime delle quali: tutte le fesserie scritte su Bari e la Puglia (i nodi al pettine sono arrivati a eataly, a proposito); parla di una gelateria di qualche secolo fa come se esistesse ancora invece oggi è una brasserie; ORA VIENE A FARE L’ELOGIO, come se fosse una città da prendere a esempio, di una città simbolo delle contraddizioni ammericàne, una città con gravissimi problemi di criminalità e povertà per molti suoi abitanti, una città che ha ricevuto tanti miliardi dal “vizio” e dal malaffare della droga.

      CONCLUSIONE INAPPELLABILE: si conferma, come sempre, pessimo osservatore, ed ha pure l’incoscienza di scrivere in pubblico i suoi limiti.
      D’altronde quando si rifugia nell’offesa vuol dire che è COLPITO.
      http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/25/cibo-e-politica-metodo-eataly-di-farinetti-si-inceppa-a-bari/688889/

    24. Vi invito a rimanere in tema. Grazie.

    25. come non essere d’accordo con marco?
      a miami ci sono stata – per lavoro – e se esci dal circuito dei “ricchi” – ville con barca ormeggiata al pontile privato – ti ritrovi in taxi con un nero che finito il turno ci dorme dentro con il suo coker.
      dietro le facciate delle case della miami da cartolina – ma subito dietro – esseri umani che dormono nei cartoni, senza assistenza sanitaria, senza welfare, senza un @@@@ di niente….solo cartoni.

    26. ma forse didonna ha avuto a miami lo stesso trattamento che lui riserva ai suoi ospiti in visita a palermo: il beatiful tour: roba da turisti *accompagnati* che pensano di aver visto come stanno le cose.

    27. e su una cosa concordo più di altre con marco: l’istruzione in italia, per quanto vessata e tagliata, è ancora un diritto per tutte le classi sociali, che in teoria non dovrebbero subire discriminazioni per appartenenza e potere di spesa – in teoria certo.
      affermare che il DIRITTO a una buona istruzione debba costare è vergognoso, e si dovrebbe vergognare chi afferma simili atrocità.

    28. L’istruzione di base é un diritto, in Italia come negli USA, mentre il diritto di avere il famoso “pezzo di carta” é ció che ha portato le nostre università in fondo alle classifiche appiattendo la qualità dell’istruzione superiore e mortificando il merito. Oggi paghiamo i danni delle riforme dagli anni ’70 con il loro carico ideologico.

    29. e quando notiamo che colui che vanta il merito, e contesta il “pezzo di carta”, ha facoltà di osservazione e di capire il mondo PARI A ZERO… com’è documentato dalla sua lunghissima serie di lacune e affermazioni cervellotiche scritte in questo blog… è legittimo pensare che se ha frequentato scuole costose ha gettato i suoi (pochi) soldi…
      Raccapricciante: si è superato, in questo post… per mediocrità in tutti i sensi… ed ha la sfacciataggine di parlare di scuola di qualità?

    30. Non facciamo confusione fra ciò che è
      e ciò che vorreste che fosse.
      Negli Usa se vi presentate con una laurea vi fanno accedere solo a determinati livelli.
      Per inserirvi a livelli superiori dovete aggiungere un Master conseguito in Usa.
      Di norma significa superare un Test di ingresso ed avere una
      adeguata disponibilità economica,diciamo intorno ai 100000 $.
      Se avete superato il Test e non avete risorse economiche,
      vi possono fare il prestito d’onore.
      Piaccia o meno,così funziona.

    31. beuautiful tour…
      Stalker, vuoi dire che l’hanno fatto fesso, come lui li fa fessi – mentendo spudoratamente – quando inganna i suoi “ospiti” facendo fare loro il tour della Palermo “senza difetti” di degrado e incuria e disservizi (e dove la trova?), occultando la realtà, a persone che poi credono di avere visitato il paradiso su terra?
      Certo, perché da come ha descritto Miami è probabile…
      ma alla luce di tutte le fesserie che scrive da anni in questo blog il motivo principale della sua descrizione approssimativa, parziale, incompleta, insignificante, elementare, è dovuto alla sua incapacità di fare analisi approfondite, di sapere osservare, incapacità aggravata, in questo caso, dal “delirio chic” di colui che vorrebbe emulare (senza averne i mezzi economici) coloro che se la tirano a fare gli elitari. Non ha capito in quale città si trovava, alcuni cominciavano a credere alle sue impressioni cervellotiche che stava raccontando, non aveva preventivato che anche stavolta avremmo smascherato la sua ignoranza che tenta di camuffare ricamando (malissimo peraltro) con le parole.

    32. Gli Usa, Florida in testa, hanno il più alto coefficiente di Gini ( polarizzazione della ricchezza) e il più basso indice di mobilità sociale ( oltre a mortalità infantile altissima) del mondo occidentale. Il costo dei sobborghi dorati per i ricchi si chiama povertà e disperazione per gli altri. A lei può piacere, io credo che noi siamo molto migliori

    33. correzione mio refuso: beautiful tour

    34. “Senza quel livello di istruzione superiore non è possibile concepire e tantomeno realizzare infrastrutture e servizi funzionali alla vita e alla crescita civile ed economica di parecchi milioni di abitanti in queste metropoli”.
      ECCO UN ALTRO ESEMPIO DI COLOSSALE FESSERIA.
      Alla luce dei dati su povertà, malaffare, criminalità, gravi problemi economici, per gran parte della popolazione, CHE HO SINTETIZZATO SOPRA, era necessaria la scuola elitaria costosa per concepire simile società ? NO.
      Ma dove min.chia è stato costui? Ha capito da chi è composta la popolazione, come e da dove vengono la maggior parte? (senza connotazioni razziste… mi riferisco a miseria, ingiustizie sociali, criminalità, droga, squilibrio economico)

    35. Dinonna lei che lavoro ha fatto a Miami?

    36. Se qualcuno ha bisogno di credere che la realtà che ho raccontato sia peggiore della nostra faccia pure finché riuscirà ad ingannare ed ingannarsi. A me risulta che i problemi della criminalità -a Miami come a New York- sono stati superati da tempo, che il livello di occupazione e di mobilità sociale loro siano per noi un miraggio mentre per fare paragoni tra decoro e degrado rispettivi dovrebbero bastare gli occhi e il naso di tutti quei turisti italiani che giornalmente riempiono i voli per queste destinazioni rinunciando al monnezza tour offerto a Palermo.

    37. Il grado di civiltà di un paese e’ misurabile,anche,
      dalla qualità dei servizi igienici al pubblico
      annessi alle attività’ commerciali
      che,traducendo,significa
      spazi
      funzionalità
      attrezzature
      pulizia.
      .
      Tra Usa e Sicilia
      c’è un abisso

    38. Dinonna stiamo meglio dello Zambia, ma ne nessuno lo dice. Tutti vanno a Miami nessuno nello Zambia

    39. Maurizio ti invito a non utilizzare così il maiuscolo (equivale a urlare).
      Marco gradirei un linguaggio più consono.
      Rimuoverò ulteriori commenti fuori tema.
      Grazie.

    40. IO non ho fatto nessun paragone con la realtà palermitana. Ho semplicemente contestato le affermazioni false riferite a Miami; false e incomplete, approzssimative ed elementari, frutto di scarse capacità analitiche. Per farlo ho postato notizie e dati documentati, e recenti, anche il parere affidabile di Kurt Badenhausen, senior editor di Forbes, mica un pinco pallino che parla di cose che ignora.

    41. INCHIESTA FATTA DA PERSONE SERIE.
      ” La zona metropolitana, inoltre, ha uno dei tassi di criminalità più alti di tutto il paese. Senza contare l’estrema difficoltà di spostamento per i cittadini che dalle periferie devono arrivare in centro ogni mattina per andare in ufficio. La città risulta ai primi posti in tutte e dieci le categorie prese in considerazione: criminalità, pignoramenti, prezzi delle case, costo della vita, disoccupazione, corruzione, obesità, clima, traffico e mezzi pubblici”
      http://america24.com/news/forbes-elegge-miami-citt-piu-triste-d-america-ma-solo-per-la-gente-comune

    42. Caspita, le citazioni sui dati economico-sociali di Miami si sprecano…mi sembra di essere ad un convegno di economisti di fama mondiale.

    43. Mi sembra di leggere scemenze

    44. Il sottosviluppo della nostra Palermo è frutto dell’ arretratezza, e sottosviluppo culturale, mentale ed ideologico di molti palermitani ignoranti, e limitati, votati all’ ideologia dell’ apparire più che a quella dell’ essere, all’ ideologia della mafiosita ‘ prevalente su quella della produttività , alla logica del vincolo perpetuo a questo o a quel politico per ottenere ignobili favori e privilegi illegali che hanno portato questa città ad avere ventimila impiegati comunali quasi tutti inutili ed una città letamaio che mortifica cultura, produttività , imprenditoria, accoglienza turistica ed intelligenza. Ovviamente i politici di cartapesta , passati ed attuali, di cui ci vergogniamo , hanno grandi colpe per lo sfacelo generale. Bisogna provare un po’ di sana povertà per ripartire

    45. Marco….. vorresti forse affermare che la nostra putrida Palermo è meglio di Miami? Sei un illuso. Viviamo in una città ad alto tasso di magnaccia , distrutta dalle becere ideologie sinistroide

    46. e meno male che parli di arretratezza culturale, quando tu dimostri di essere peggio.
      Pertanto l’ho scritto, e lo ripeto: IO CONTESTO SEMPLICEMENTE l’elogio di Miami fatto in questo post, perché è incompleto, approssimativo, elementare, non veritiero, frutto di scarsa capacità di analisi. CAPISCI TUTTA QUESTA SEMPLICITÀ ?
      Non faccio nessun confronto con Palermo.
      SOLO CHI NON SA LEGGERE – come te – puo’ dedurlo, per malafede, per incapacità, per intelligenza insufficiente, per altri limiti…
      Ho commentato in un altro post le gravissime carenze di Palermo, città secondo me fallita, e le incapacità dell’attuale giunta composta da dilettanti
      http://www.rosalio.it/2013/09/22/se-piazza-castelnuovo-deve-essere-un-suk/

    47. Vi invito nuovamente a essere rispettosi nei vostri post. Grazie.

    48. Marco, che senso ha dire “Non faccio nessun confronto con Palermo” in un post intitolato “palermo vista da Miami”? Forse sei tu che non sai leggere.

    49. Mi sembra di essere in una classe di bambini con difficoltà (di comprendonio).
      Quasi tutto il post descrive Miami e gli USA (basta leggere); questa descrizione, che a tratti fa l’elogio di Miami è incompleta, approssimativa, elementare, non veritiera, frutto di scarsa capacità di analisi.
      Il contenuto del post solo per il 10%, tirando per i capelli, si potrebbe definire comparativo. Trattandosi di un elogio per Miami e gli USA che considero assolutamente falso, di conseguenza falserebbe alla base ogni paragone, tra l’altro fare paragoni sarebbe un’operazione da scemi, quindi io non prendo nemmeno in considerazione eventuali paragoni (per ovvi motivi che si spiegherebbero solo ai bambini) concentro la mia contestazione solo sulla descrizione falsa di Miami. CHIARO?

    50. Marco, ma tu sei mai stato a Miami?

    51. Io ci sono stata, per lavoro. E quando ci vai *veramente* per lavoro, e senza il tour organizzato da non abbiamo capito chi, ogni giorno vale una settimana, un mese, un anno. Hai modo di guardarti attorno, se ti allontani da Miami Beach e tutto quello che risplende a Miami appena dietro il luccichio di quelli che didonna vede scendere dagli aerei, magari in bissiness class.
      Appena giri la faccia trovi la città che Miami Vice non ti ha mostrato.
      E poi continuare a comparare così distrattamente realtà talmente diverse che senso ha?

    52. poi io sono una semplice commentatrice, quindi forse non è rilevnte a che titolo fossi andata a miami, ma visto che didonna ci ha tenuto a dire che si trovava lì per lavoro – premessa per partire con le sue solite comparazioni – sarebbe rilevante al fine di capire il suo post, a che titolo fosse a miami.
      si capirebbe il suo punto di osservazione…..

    53. Anche i commenti parzialmente in tema verranno rimossi. Saluti.

    54. Quidquid recipitur, ad modum recipientis recipitur: altro che capire il punto di osservazione! Non ho mai scritto dei miei affari e non cominceró certo a farlo per soddisfare la curiosità di una stalker 🙂

    55. Sono mai stato a Miami? Perseveri nelle fesserie ?
      E i libri, i giornali, i filmati, i documentari, i documenti le inchieste i reportages, a che servono ?
      Ho postato documenti affidabili, a cominciare dalle inchieste di Forbes. Basta leggerli.

    56. solo un appunto, gli USA sebbene vedano una riduzione di significativa di crimini nell’ultimo ventennio, hanno comunque i tassi di omicidio e crimine violento (nonché di incarcerazioni) più alti del mondo occidentale (se crede, Didonna, sarò felice di inviarle una abbondante messe di dati). Come giá accennavo, sono anche l’economia più polarizzata e con meno mobilità sociale del mondo occidentale (alla faccia del mito sulle opportunità).
      Questi sono fatti.
      È questione di scegliere, un sistema per pochi, e per quei pochi bello e luccicante, o un sistema per tutti, che è il modello europeo, con più evidenza nel nord della flex-security (purtroppo in Italia ci stiamo avvicinando alla polarizzazione USA senza garantire la ricchezza complessiva di quel paese).
      Chi sceglie il modello di Miami, si chiama liberista: per carità, piena libertà di farlo. Ma non venga a dire che quella è una società più equa della nostra perché no, non è vero

    57. @Simone, io penso che dietro la nostra retorica della società più equa, delle conquiste sociali, dei diritti dei lavoratori, ecc. si sia ormai radicata da tempo la grammatica di apparati parassitari gestiti da politici e da sindacalisti in combutta con imprenditori amici resi impuniti dall’omertà di tanti, troppi, che si sono potuti sistemare non già in base al merito, ma per intermediazioni clientelari, leggi e leggine di favore, ecc.
      Il prezzo di tutto questo lo pagano e lo pagheranno almeno due generazioni di ragazzi cui é stato ipotecato il futuro.
      L’economia di mercato in stile USA che in Italia non conosciamo, mantenendo nel suo giusto recinto il settore statale, svolge invece la sua funzione moralizzatrice anche se conosce gli abusi e le manipolazioni del capitalismo relazionale all’italiana, cisì come magistralmente descritto dal prof. Zingales nel suo “Manifesto capitalista” che suggerisco di leggere.
      Personalmente, credo che non qualunque modalità di perseguire il profitto possa essere di per se stessa ritenuta legittima e legittimante, credo nel primato delle regole e dell’etica sull’economia perché il modello di mercato sia pienamente giusto e nel ruolo dell’informazione libera e dell’accesso alla conoscenza che limitino asimmetrie informative capaci di consentire quelle concentrazioni di ricchezza tipiche di mercati imperfetti.

    58. Faccio i miei complimenti a Donato, ottimo articolo, chiaro e realistico.
      Ho vissuto a Miami un mese, affittando casa, facendo la spese, usando i mezzi pubblici e affittando la bicicletta (mezzo di trasporto indispensabile). Sono tornato a Palermo da tre giorni e ho pensato le stesse e identiche cose di Donato… Ma perché non siamo la Florida dell’Europa?

      Non so chi ha scritto che Miami sia pericolosa, di certo non Downtown o Miami Beach, ho anche letto che vi è stato un crollo dei prezzi d’affitto, vero ma ormai anche gli affitti sono risaliti se considerate che per un piccolo spazio commerciale sulla Lincoln Road (strada principale di Miami Beach) servono 30.000$ al mese.
      Per parlare di un luogo non basta vedere Discovery channel, bisognerebbe anche visitarle e viverle!

      Palermo è dimenticata dal pubblico, tanto quanto lo è dal privato … questo è il dramma!

      Per un momento chiudete gli occhi … pensate solo al mare di mondello, alle palme (quelle ancora vive), ai fiori, alla cattedrale, al duomo di monreale, al teatro massimo, alla cappella palatina, ai musei, ai palazzi e alle nostre vie storiche, all’arte, alla cultura, agli odori e i sapori prettamente mediterranei … però eliminate dai vostri pensieri i palermitani. Cosa vedete?

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