lunedì 18 dic
  • Menti partorienti

    La temporanea situazione di disagio del reparto di ostetricia e ginecologia degli Ospedali Riuniti Villa Sofia e Cervello solletica la mente dei malpensanti.

    Temporanea (posto che nella nostra società il termine temporaneo abbia senso) è la chiusura del reparto di ginecologia dal mese di agosto, per lavori che a novembre non sono ancora iniziati.

    Temporanea è la mancata apertura da più di un anno delle nuove sale travaglio parto dotate di vasca per il parto in acqua.

    Temporanea è la scomoda situazione dei dottori per bene che non possono esercitare la loro professione (onesta e fatturata) in regime intra-moenia, costretti a pagare per i dottori meno per bene.

    Disagio è quello provocato alle pazienti stipate in stanza, impossibilitate qualora lo vogliano ad avere un servizio a pagamento, ovvero una stanza singola come negli altri ospedali della città.

    Disagio è il paradosso per il quale, dopo essersi affidate ad una persona che ha le ascoltate, osservate, confortate e curate per nove mesi, le partorienti sono costrette al tiro a segno della sorte perché se il loro dottore non è di turno (pur essendo dipendente dello stesso ospedale!) non può essere responsabile del parto, come invece negli altri ospedali della città.

    Un discorso a parte merita la cosiddetta “filosofia” (sono parole di un dottore dell’ospedale) con la quale si paluda la mancanza di un servizio che è considerato nei decreti legge un Livello Essenziale di Assistenza: l’analgesia epidurale.

    Ricapitolando: i lavori -per un reparto più accogliente-, i medici -più virtuosi- e il parto -più naturale e sicuro-.

    Fantastico.

    Ma a nessuno viene in mente che si sta allontanando l’utenza, che si sta mortificando la risorsa umana e quindi che si sta sistematicamente smontando un settore? I malpensanti (ma solo quelle menti disfattiste e, diciamolo, un po’ fastidiose) penserebbero che c’è un preciso disegno dietro tutto ciò. Ed in genere, poiché questi piani li mettono in atto Macchia Nera o Cattivissimo me, se non vogliamo proprio credere che esistano, forse possiamo ricorrere a quel maledetto pensiero che la politica delle nomine delle poltrone ti affossa sempre.

    Vai a capire perché queste menti partorisco sempre in grande.

    Ospiti
  • 4 commenti a “Menti partorienti”

    1. Infatti, cara Angela. O dietro ci sono piani che noi non riusciamo a capire, oppure tutto è frutto della disattenzione e del menefreghismo spesso accoppiate alla mancanza di competenza quando si ricopre un ruolo importante.
      Credo che poche siano le cose che qualificano una società come civile, e forse il modo con il quale questa società mette al mondo i proprio figli è una di queste.
      Se già ancora prima di nascere devono sgomitare per trovare un posto, sperare nella fortuna che ci sia qualcuno che li ha seguiti fino a quel momento è già un biglietto da visita, bello e buono, del futuro che li attende: Sgomitare e tanta fortuna!
      Tanta fortuna anche a Te!

    2. Purtroppo lo smantellamento di questo reparto è iniziato (volutamente?) già diversi anni fa, quando i vertici dell’allora Villa Sofia riuscirono a far dimettere da primario uno dei medici ginecologici migliori sulla piazza palermitana e non. Quando per inspiegabili motivi qualcuno usufruiva di locali nuovi di zecca e mentre le partorienti dividevano le stanze con il reparto di urologia e la sala operatoria con quello di chirurgia! Quando per vedere il mio bambino in neonatologia perchè nato prematuro, in pieno inverno e fresca di cesareo d’urgenza ho fatto a piedi 5 piani e diverse centinaia di metri…
      Non era certo colpa dei medici, ma di chi gestiva e gestisce la sanità come una fabbrica che deve produrre profitto e… voti alle elezioni.

    3. leggendo il pensiero di Angela non posso che ritrovarmi in quelle parole.
      E’ da diversi mesi, infatti, che io e mia moglie, in procinto di partorire il ns. secondogenito, viviamo le stesse sensazioni, le stesse ansie e soprattutto gli stessi interrogativi.
      La risposta (che molti ci danno!!) sarebbe semplice: cambiare aria, rivolgersi ad un’altra struttura, ma poichè nella ns. scala di valori al primo posto poniamo la fiducia nella professionalità delle persone, ed avendo condiviso con ottimi risultati anche in termini di umanità e cortesia con l’intero reparto di ginecologia ed ostetricia dell’Ospedale Cervello la ns. prima esperienza di genitori, desideriamo ancora una volta affidarci alle loro mani.
      Certo, appare sconcertante, che cotanta professionalità non sia messa nelle condizioni di potere operare secondo quanto previsto ex lege al fine di garantire agli utenti un livello essenziale di assitenza (e mi riferisco prima fra tutti all’analgesia epidurale)…ma tant’è!!
      Da inguaribili ottimisti continuiamo a credere che le cose possano migliorare e che chi di dovere possa adoperarsi nell’immediatezza per la risoluzione di tutti i disservizi lamentati(o quantomeno dei più evidenti)e ciò con l’auspicio che chi vorrà in futuro avvalersi di questa struttura ospedaliera potrà farlo senza vivere ulteriori paure ed incertezze – oltre quelle già intrinsecamente connesse all’evento – in un momento così delicato ed importante quale è la nascita di un figlio.

    4. Tutto ciò è molto triste ma sopraattutto sconfortante. Quel che è peggio è che il percorso di noncuranza, disfattismo e disattenzione alla sanità e soprattutto alla salute psicofisica degli aventi diritto (quindi degli esseri umani), sono ormai concetti contenuti in chissà quale volume posto in chissà quale scaffale. D’altronde, cosa mai ci si può aspettare da un sistema che punta al recupero econimico del paese attuando, tra le altre, tagli drastici alla sanità e all’istruzione? ……. siamo oramai al si salvi chi puo’ e noi italiani troviamo sempre soluzioni alternative per evitare questo schifo.; sicuramente sbagliando, ma possiamo forse biasimarci per questo?

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