martedì 22 ago
  • Rifiuti, o vinciamo tutti o perdiamo tutti (lettera aperta)

    Il Sindaco ha sempre il dovere di rispondere di tutto quanto avviene nella città che è chiamato ad amministrare.
    Il Sindaco ha il dovere di informare i cittadini quando vi sono situazioni difficili che impongono scelte difficili.

    La nostra città vive, come troppe volte successo negli ultimi anni, un momento di grave disservizio legato alla raccolta dei rifiuti, alla pulizia e al decoro.
    Questa situazione di crisi è il frutto del fallimento delle Aziende AMIA, formalizzato dal Tribunale a luglio 2013 ma cominciato in realtà molti anni fa, con sprechi, falsi in bilancio e clientelismi dei suoi dirigenti e con la totale mancanza di razionalità delle spese, concentrate sul personale e senza alcun investimento per il rafforzamento strutturale, per la manutenzione dei mezzi, per il miglioramento dei servizi. Una vicenda che ha avuto certamente alcuni colpevoli ma anche tanti complici e beneficiari, più o meno consapevoli.

    La crisi è però anche il risultato e lo specchio del comportamento di tanti palermitani; quei palermitani che non hanno scrupoli ad abbandonare in strada rifiuti ingombranti di ogni tipo, che non fanno la differenziata, che lanciano dal finestrino dell’auto il pacchetto di sigarette vuoto, se non addirittura il sacchetto della spazzatura.
    Se Palermo negli anni ’90 veniva premiata come “Città riciclona”, oggi la percentuale di rifiuti che viene riciclata non raggiunge il 10%, un dato di cui tutti, tutti dobbiamo assumerci la responsabilità.

    Adesso il servizio è svolto dalla RAP, una nuova società costituita e posseduta al 100% dal Comune proprio per rimettere in piedi un servizio e che era al dissesto, per garantire i servizi ai cittadini e per garantire i posti di lavoro che col fallimento AMIA erano e sono a grave rischio.
    La RAP ha temporaneamente affittato mezzi, strumenti e personale dell’AMIA dai Curatori fallimentari. Perché questo affitto possa trasformarsi in acquisto e si possa quindi avviare un vero piano industriale per la qualità dei servizi, è obbligatorio per legge che sia sottoscritto prima un accordo sindacale aziendale.

    Se tutto questo è vero, allora tutti, tutti dobbiamo fare uno sforzo di onestà e responsabilità; dobbiamo tutti assumerci l’onere di fare dei passi per uscire insieme da questa crisi. Perché una cosa è chiara: da questa situazione o usciamo tutti o non esce nessuno. Se non si risolverà l’attuale situazione, a pagare le conseguenze saremo tutti, tutti i cittadini di Palermo, tutti i lavoratori dell’AMIA.

    I cittadini di Palermo hanno fatto e stanno facendo da questo punto di vista ciò che è necessario, pagando la TARES che purtroppo, per scelte del Parlamento nazionale che non potevano essere modificate né dalla Giunta né dal Consiglio Comunale, ha già un costo più alto della vecchia TARSU. La TARES pagata dai cittadini deve infatti coprire per intero i costi del servizio e il Comune non può, per legge, contribuire a questa spesa. Tutto quello che il Comune poteva fare, inserendo tariffe più basse per le famiglie numerose e riduzioni per le fasce sociali più deboli, è stato fatto.

    Questo prova che ci sono due elementi da cui non possiamo e non intendiamo discostarci. Sono i due capisaldi dell’azione dell’Amministrazione: nessun posto di lavoro produttivo può e deve essere sacrificato e allo stesso tempo nessun ulteriore aumento delle tasse può essere richiesto.

    E allora, mentre faccio un appello forte a tutti i palermitani perché siano vigili e responsabili affinché cessino i comportamenti incivili di chi sporca la città e non rispetta il decoro urbano e la nostra salute, faccio anche un appello ai lavoratori dell’AMIA perché accettino oggi, in questa fase di passaggio e ristrutturazione, un piccolo sacrificio che è indispensabile per uscire dalla crisi e per tornare a costruire un futuro migliore per tutti.

    In questo modo, solo in questo modo la RAP potrà sottoscrivere tutti gli atti che sono obbligatori per legge e potrà quindi garantire i servizi di pulizia alla città e la stabilità del posto di lavoro a tutti i dipendenti AMIA.
    Potremo così riprendere insieme un cammino di cui abbiamo già fatto i primi importanti passi: nell’ultimo anno abbiamo, con la Regione, avviato la bonifica e la messa in sicurezza di Bellolampo, abbiamo gettato le basi perché da febbraio parta la raccolta “porta a porta” differenziata per altri 130.000 cittadini. Potremo in questo modo dar vita ad un piano di rilancio del sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti che potranno trasformarsi in una risorsa, anche economica per la città che, se ben gestita, potrà essere usata per ridurre le tasse e ridare la giusta produttività ai lavoratori.

    Per ogni cittadino e persona di buon senso, e per la stessa garanzia dei servizi e la salvaguardia dell’occupazione, la Rap deve rappresentare una azienda efficiente, che ha soldi per il personale a
    anche per acquistare nuovi mezzi e curarne la manutenzione, organizzare nuovi e migliori servizi per i cittadini.
    È un dovere di tutti verso tutti, per il rispetto della città e per il rispetto ai cittadini, che già sopportano il peso economico ed hanno quindi diritto a servizi adeguati e livelli sempre più alti di vivibilità.

    Il mio è quindi un appello forte, tanto quanto è forte la volontà di avere un’azienda efficiente senza aumentare la TARES.

    Se qualcuno per meri calcoli personali ed individualistici tenterà di mettere sotto scacco la città, approfittando anche del periodo natalizio per aumentare i disagi e la pressione nei riguardi dell’Amministrazione Comunale sarà una scelta grave ed irresponsabile, che non eviterà vincoli oggettivi con conseguenze automatiche ed avrà come unico risultato un danno per i cittadini e una tragedia per i lavoratori delle Aziende fallite.

    Ospiti
  • 33 commenti a “Rifiuti, o vinciamo tutti o perdiamo tutti (lettera aperta)”

    1. Per riportare ad efficienza un servizio le risorse devono essere impiegate per il personale, l’organizzazione e i mezzi che veramente servono all’espletamento del servizio. Pretendere di usare le risorse dei cittadini per mantenere livelli occupazionali impropri non porterà da nessuna parte. Si scelga solo il personale più motivato, ci si doti dei mezzi necessari e si offra un onesto sussidio di disoccupazione agli altri, condizionato all’accettazione della prima offerta di lavoro. È finito il tempo dei finti lavori e degli stipendifici a carico dei contribuenti e prima lo si grida, prima si uscirà da questa situazione.

    2. Gli errori e le colpe che avrai commesso diventeranno gradini della tua elevazione, se saprai conoscerli e confessarli.

      La colpa e gli errori come dice il Sindaco appartengono a tutti. Il Palermitano e’ incivile, ineducato e incapace di tenere pulita la propria citta’, ma diventando civile quando e’ abroad.

      L’Amia fallita, un’altra costiuente che arranca a partire. Questa e’ Palermo 2013 invasa dai rifiuti.

      Sindaco, secondo me dovrebbe parlarci chiaramente, organizzare un incontro con noi, stabilire un periodo di tempo per riportare Palermo ai suoi antichi splendori, organizzare non solo il porta a porta per la differenziata ma anche multare l’Incivile che butta la carta fuori dal finestrino; o di chi passeggia con il proprio cane e non pulisce dopo.

      Non è privo di colpa colui che interferisce in cose che non gli competono, caro sindaco, lei diceva “formalizzato dal Tribunale a luglio 2013 ma cominciato in realtà molti anni fa, con sprechi, falsi in bilancio e clientelismi dei suoi dirigenti e con la totale mancanza di razionalità delle spese, concentrate sul personale e senza alcun investimento per il rafforzamento strutturale, per la manutenzione dei mezzi, per il miglioramento dei servizi. Una vicenda che ha avuto certamente alcuni colpevoli ma anche tanti complici e beneficiari, più o meno consapevoli.

      Lei e’ sindaco da un bel po’, doveva secondo me fare di piu’ da quando si e’ insediato al Comune.

      E’ le dico perche’, lessi 4 anni fa sul fatto quotidiano che Palermo presto o tardi sarebbe stata un’altra Napoli, rimasi basita. Vede, mio caro sindaco, la compa non e’ di nessuno diciamo cosi’. In fondo e’ Natale, dobbiamo essere piu’ buoni e magari un po’ bugiardi dentro.

      Cordialmente

      Milena

    3. A proposito di Servizio
      qualcuno si faccia una passeggiata
      partendo da via Tolomea,
      proseguendo su via Grotte Partanna
      e poi su via Spinasanta
      e relazioni
      al Primo Cittadino.

    4. Prima c’era quel sindaco sorridente che aveva sempre colpa di tutto sino a che si stufò e mandò tutti a quel paese.
      Poi arrivò quello ripetente che lo sapeva fare e mise tutto a posto. Risolse il problema AMIA col tasto “reset” facendola RAPartire tale e quale con ZERO debiti ma con lo stesso mangia-mangia di prima.
      Adesso è Natale e come tutte le città europee, anche Palermo si addobba a festa. Ognuna espone le sue bellezze, noi la nostra immondizia.
      Ma chissà perchè questa volta la colpa non è del sindaco, ANZI anche io mi devo ritenere parte in causa.
      Non sono dipendente di nessuna azienda comunale (AMIA-RAP AMAT SISPI CERISDI ecc…) e Dio solo sa quanti loschi individui mi hanno superato senza avere titoli e senza aver mai sostenuto un esame pubblico dal 1989 in poi.
      Ho già pagato una delle TARES più alte d’Italia per avere un SERVIZIO maiuscolo e mi ritrovo con la munnizza, le fogne intasate, erbacce ad ogni angolo di strada, illuminazione pubblica spenta, strisce pedonali invisibili, indicazioni stradali senza senso, posteggiatori abusivi, lavavetri, commercianti “esigenti”, studenti esigenti, vigili assenti, autobus mancanti, poveri senza ricovero e tanto altro ancora.
      Questo appello non mi tocca e lo rimbalzo al mittente ricordandogli che questi stipendifici sono stati creati da lui stesso. Sta a lui trovare il coraggio di venirne fuori altrimenti vuol dire che il sindaco non lo sa fare più.

    5. Il sindaco dice che la Tares deve coprire per intero il costo del servizio. Principio sacrosanto stabilito dal legislatore. Il problema e’ il costo del servizio. Vorrei sapere qual è il costo del servizio di raccolta dei rifiuti a Palermo e qual e’ invece in un’analoga citta’ d’Europa con il medesimo numero di abitanti?
      Vorrei sapere perché dobbiamo mantenere i livelli occupazionali nel settore della raccolta dei rifiuti e non quelli di tutte le aziende private in crisi che in questo periodo sono costrette a licenziare? Io sono d’accordo a pagare la tares che copra il costo di un servizio efficiente, non sono disponibile a pagarla per salvaguardare posti di lavoro improduttivi e non necessari.

    6. Basta confrontarsi con Genova e Torino.

    7. Probabile che paghiamo il costo della elevata nostra morosita’

    8. Per la produttività’,comincerei a mettere un chip sotto cute per localizzare gli operatori ecologici,anche se questa e’ una condizione necessaria ma non supfficiente a garantire l’operativita’.

    9. Sono contenta di poterLe scrivere, è da tanto che cerco di trovare il modo di incontrarLa ma non so come ottenere un appuntamento. Sono tante le cose che vorrei dirLe anche perchè Lei è l’unico che probabilmente ha la facoltà di poterLe risolvere.
      Non mi è andato giù il pagamento della TARES, contributo che ritengo esagerato, ingiusto e spropositato: pagare tantissimo per un servizio che non c’è è il massimo.
      Capisco ed immagino che non sia facile fare il sindaco in una città da sempre allo sbando ma ritengo che ciò fosse già a Sua conoscenza.
      Si è mai curato di cercare una soluzione ai mercatini rionali che sequestrano i cittadini nelle loro case? E che dire degli schiamazzi notturni ad opera di gentaglia che sceglie parcheggi ed ogni area libera della città per incontrarsi incuranti dei palazzi limitrofi? Signor Sindaco basterebbe che Lei emettesse un’ordinanza che vieti l’uso di questi spazi per fini diversi dalla loro originale destinazione, e cioè se un parcheggio nasce per posteggiare le auto, non si può pensare di farlo diventare un ritrovo notturno per gente senza coscienza, uso questo termine volutamente perchè noi abitanti della Via Libero Grassi, palazzo adiacente al parcheggio pubblico, in estate non viviamo più!

    10. meno tasse please

    11. Metodo consolidato, e sgamato da anni: ha nemici ovunque ai quali addossare le colpe; l’ha fatto pure con tutti i partiti dove è stato – e sono tanti quelli nei quali è stato – o con i quali si è “associato”, l’ha fatto persino con i suoi padri democristiani. Finito il bersaglio cammarata, ne trova altri. FACILE METODO. LUI MAI. Ma gran parte dei palermitani sono incivili, ngrasciàti, vero, ma la colpa maggiore è del disservizio. E Orlando lo sa, al di là del suo babbio.
      Strategia comunicativa dé noantri, “pigghia avanti”, punta il dito verso alcuni oggetti ingombranti, gettati qui e là da vomitevoli energumeni, (perché il bersaglio deve essere verosimile anche se non è il colpevole unico), affinché il cervello distratto dal bersaglio orlandiano, cervello che non vede al di là del proprio naso, non si accorga che in realtà è tutta la città un cesso, un immondezzaio a cielo aperto, causa disservizio, causa organizzazione e infrastrutture da terzo mondo. Chissà quali bersagli troverà, per discolparsi lui e discolpare i suoi “divertenti” assessori, quando si tratterà di disservizi nei trasporti pubblici o del verde pubblico che fa schifo.

    12. non intendo ridimensionare le colpe della maggioranza dei palermitani, realmente ngrascàti e incivili, ma…
      gli amministratori sono eletti o nominati per rendere la città “normale”, stabilire e fare rispettare le regole, quindi hanno una responsabilità maggiore; per il momento sono riusciti nell’impresa “impossibile” di ottenere risultati peggiori di cammarata, però sono bravi a fare slogan cervellotici (tipo Favorita come Central Park, Palermo capitale europea di cultura e sport) o decantare – con una forma di provincialismo imbarazzante – le proprie lodi per le isole pedonali arredate con le orrende pedane del mercato ortofrutticolo… o per un trenino (tram) che porterà alle porte della città, provenienti dalla periferia, migliaia di persone che in cerca di coincidenze moltiplicheranno i disagi nei trasporti pubblici urbani.

    13. Buon giorno signor Sindaco, anch’io sarei interessata ad un incontro in merito a ciò. E’ possibile un’appuntamento?
      forse dirò qualcosa di banale ma la dico ugualmente e spero mi perdoni: quando una città è pulita è un peccato sporcarla ma quando è sempre sporca allora è più facile.

    14. A proposito di mercato ortofrutticolo.
      Parlo del prncipale mercato.
      Come e’ possibile tenerlo aperto in assenza di servizi igienici.?
      Urge un’ispezione.

    15. A PROPOSITO:
      http://www.docsity.com/notizie/psicologia/la-teoria-delle-%E2%80%9Cfinestre-rotte/

      a Palermo fenomeni simili ne avvengono da decenni, che ormai rappresentano il marchio, il carattere, di gran parte della popolazione. A questi si aggiungano l’esclusione dai parametri economici e strutturali del mondo evoluto, causa di arretratezza in molti cittadini.

    16. Nel 2007 e nel 2008 Kees Keizer e i colleghi della Università di Groningen hanno condotto una serie di esperimenti controllati per determinare se l’effetto del disordine esistente (come la presenza di rifiuti o graffiti) avesse aumentato l’incidenza di criminalità aggiuntive come il furto, il degrado o altri comportamenti antisociali. Hanno scelto diversi luoghi urbani successivamente trasformati in due modi diversi ed in tempi diversi. Nella prima fase “il controllo”, il luogo è stato mantenuto ordinato, libero da graffiti, finestre rotte, ecc. Nella seconda fase “l’esperimento”, esattamente lo stesso ambiente è stato trasformato in modo da farlo sembrare di proposito in preda all’incuria e carente di alcun tipo di controllo: sono state rotte le finestre degli edifici, le pareti sono state imbrattate con graffiti ed è stata accumulata sporcizia. I ricercatori hanno poi segretamente controllato i vari luoghi urbani osservando se le persone si comportavano in modo diverso quando l’ambiente era stato appositamente reso disordinato. I risultati dello studio hanno sostenuto la teoria. La loro conclusione, pubblicata sulla rivista Science, è che:
      « Un esempio di disordine, quale i graffiti o i rifiuti, può indubbiamente incoraggiarne altri, come ad esempio il furto. »

    17. Sono contrario ai confronti tra gli ex amministratori e gli attuali.Non serve a niente.
      L’unica cosa che i cittadini possono fare,dopo aver pagato la tassa sui rifiuti,
      e’ quella di segnalare le discariche ed i disservizi.
      A proposito di discariche.
      Come possiamo tollerare che davanti il dismesso palazzetto dello sport
      allo Zen
      facciano bella mostra una serie di cumuli di sfabbricidi?
      Da lontano sembrano cumuli di sale,proprio come nelle saline,ma avvicinando ti scopri che sono sfabbricidi.Ora essendo questi cumuli di identica volumetria,la conclusione e’ che sono stati portati li’ dallo stesso mezzo.poi viene spontanea una domanda.Perche’ proprio li?Accanto una struttura abbandonata come l’ex velodromo?Ed inoltre,in una zona così’ popolata,come e’ possibile che nessuno abbia visto niente ?

    18. Perché posto la “teoria delle finestre rotte”?
      O SONO CAPACI di “normalizzare” la città, o lasciano il compito ad altri.
      I sofismi e gli slogan sono interessanti per la dialettica o per fare spettacolo, ma con essi non si amministra, si aumentano danni e disagi.

    19. L’utente Alberto, probabilmente senza farlo apposta, rende un servizio agli stratagemmi di Orlando, perché, è vero che a Palermo ci sono energumeni che usano il suolo pubblico come discarica, ma, facendo un calcolo approssimativo, esse rappresentano il 10% di tutta l’immondizia che copre il territorio palermitano, che vuol dire disservizio, o meglio, servizio e infrastrutture da terzo mondo. Se aggiungiamo l’incuria del verde pubblico la media scende.

    20. Io descrivo le cose che vedo
      non quelle che mi fanno comodo.
      Adesso ci manca che qualcuno affermi che quei cumuli li ha fatti depositare il sindaco,
      sicuro che prima o poi saltasse fuori uno come me che pensa di portare un contributo,
      cioè portare acqua a qualche mulino,senza sapere bene a quale mulino .
      L’unica cosa certa e ‘ che oggi,18 dicembre 2013,quei cumuli di sfabbricidi stanno li’,sotto gli occhi di tutti quelli che abitano allo Zen o che vanno a fare acquisti al nuovo centro commerciale Conca d’Oro.Per me quei cumuli sono un atto di arroganza.
      Qualcuno ha voluto dimostrare che a Palermo si può fare quel che si vuole.
      E si resta impuniti.

    21. “Adesso ci manca che qualcuno affermi che quei cumuli li ha fatti depositare il sindaco”
      capisco che sei un po’ autistico fin da quando ti firmavi giorgio, ma non fantasticare a questi eccessi…
      Quello che ho scritto è logico, se ti sforzi lo capirai.
      Si parla di una situazione globale, e citarne solo una parte corrispondente al 10% (senza il degrado del verde pubblico, altrimenti è meno del 10%) distrae dal contesto generale ed in alcuni casi equivale a operazione subdola (ma non è il tuo caso; il tuo è un altro), si nota tutto il contesto, ok?
      Cioè, tu DEVI DIRE ( 😀 ): ci sono quei cumuli vicino al palazzetto che è diroccato causa incuria e cattiva amministrazione, ci sono quei cumuli e tutt’intorno il suolo pubblico (verde compreso) è devastato, ma è pure vero che tutto il resto della città è sommersa dai rifiuti a causa del servizio da terzo mondo. OK?
      (se il palazzetto fosse perfettamente funzionante come un “gioiello nel genere” immerso in un giardino favoloso, accudito e sorvegliato da personale zelante, succederebbe? ECCO, tornano le finestre rotte!)
      non si parla solo di un dettaglio

    22. Quoto in toto il commento di @Palermitano medio.

    23. se un sindaco scrive su di un blog per giustificare il suo operato, vuol dire che non sa quali pesci prendere, che cerca una giustificazione ai fatti dolorosi, atavici e puzzolenti che continuano ad attanagliare la città e che lui E’ incapace di trovare una soluzione. Semplicemente il Sindaco di Palermo o rimette tutto a posto: riesce a far funzionare il sistema raccolta rifiuti, oppure si dimetta subito.

    24. altra cosa IL Sindaco è come un medico che pretende di curare un malato cronico con la stessa cura. E’ chiaro che quando le cose non funzionano bisogna cambiare completamente modo di operare. la mia soluzione personale:1) fare una campagna di comunicazione su come attuare la differenziata; 2)costituire subito una ventina di punti di raccolta differenziata nella città dove ogni cittadino può conferire la propria differenziata ed in cambio, in base la peso, ricevere dei buoni sconto per diminuire la TARES.

    25. Oggi ho percorso la via Messina Marine.
      Finalmente da alcuni tratti,vicino al numero civico 450,si ha una vista mare con sullo sfondo Montepellegrino,senza recinzioni o mura,e con alcune aree a verde assistito.
      La prima cosa che mi è venuta in mente e’ stata:
      come sarebbe bello recuperare a verde tutta quella fascia costiera
      radendo al suolo quelle orribili strutture utilizzate per depositi o per chissà che cosa.
      Frutto di anni di incuria totale.
      Come sarebbe bello avere un parcheggio ben visibile ed alberato di fronte il grande Ospedale.E far sparire i posteggiatori .
      Come sarebbe bello vedere recuperata la foce dell’Oreto ed il porticciolo di S. Erasmo
      dove si costruisce in area demaniale .
      Li devono andare le ruspe a spianare tutto e restituire la vista mare.
      E mettere le telecamere x contrastare lo scarico di sfabbricidi a mare.
      E continuando verso la cala,
      come sarebbe bello ammirare i palmizi sullo spartitraffico ben potati!

    26. Qualcuno si chiederà,
      e dove li troviamo tutti questi soldi?
      E gia !
      Eppure una soluzione ci deve essere.

    27. Gigi ti invito a essere rispettoso nei tuoi commenti. Grazie.

    28. Rosalio, perché ho scritto “autistico”?
      In molti casi la considero una qualità.
      Volevo semplicemente dire di non eccedere con la fantasia, con le situazioni paradossali. CONCRETEZZA, richiede questo tema (i sofismi e le strategie comunicative – domestiche – di orlando)

    29. Gigi ti invito a rimanere in tema. Come al solito hai due scelte: attenerti alle indicazioni del moderatore del blog (a pena di rimozione dei commenti) o non commentare. Saluti.

    30. Rosalio, hai scambiato parole semplici per offese, o linguaggio irrispettoso.
      Dato che sono gentile ti ho spiegato la semplicità.
      Ora leggo minacce di censura.
      E la democrazia? E la libertà di espressione?
      E poi ci si sorprende se si scrivono tre commenti in quarantotto ore?

    31. censura, rimozione, pena, scrivere su indicazione di…
      MA DOVE SIAMO?
      E poi ci si sorprende se orlando cascio mette in atto certe strategie (che in un mondo evoluto lo prenderebbero per sc,emo) di distoglimento del pensiero (ammesso che esista) come se avesse a che fare con bambini ritardati.

    32. Gigi qui non si pratica la censura. Si rimuovono i commenti che voi stessi avviate a un destino di rimozione quando violate (consapevolmente o meno) la policy dei commenti e le indicazioni del moderatore che sono indirizzate a un dialogo ordinato ed educato. La democrazia e la libertà di espressione richiedono regole e soggetti che le applichino insindacabilmente, come avviene in ogni ordinamento (ecco dove siamo: in un luogo non anarchico).
      Infine preferiamo un blog con tre commenti in quarantotto ore che un blog pieno di commenti maleducati e offensivi.
      Rimuoverò ulteriori commenti fuori tema.
      Saluti.

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