venerdì 18 ago
  • Una visione per/della Vucciria

    La Vucciria è un brand internazionale. Una delle icone di Palermo.
    Il recente crollo che tanti commenti ha determinato è in realtà solo la rappresentazione oggettiva dell’incapacità nostra di valorizzare e dare forma, anche in termini economici, al valore aggiunto che la Vucciria come peraltro altri elementi della nostra cultura materiale ed immateriale detengono.

    Saranno i ricordi di bambino: la spesa fatta con mio padre o il gelato preso con il nonno, ma su di me la Vucciria ha sempre esercitato un grande fascino; ho assistito pertanto in questi anni al progressivo degrado con molta amarezza, in tutta sincerità quanto accaduto purtroppo non mi ha colto di sorpresa. Ho dato forma di progetto a delle mie riflessioni su questo luogo. Inizialmente era mia intenzione trovare un modo per sensibilizzare l’amministrazione avviando un modello nuovo di intervento urbano e culturale in città. Poi ho desistito. Forse avevo scelto gli interlocutori sbagliati. Forse è presto per Palermo prendere in considerazione quello che altre città hanno realizzato decenni fa. Forse, più probabilmente, non sono bravo io a spiegare le cose per come le vedo.
    Ho deciso di condividere in questo spazio questo documento, che non è ancora un progetto, ma una visione argomentata.
    Nella città nella quale sarei orgoglioso di potere vivere, attorno a queste suggestioni potrebbe nascere un gruppo di lavoro, composto da professionisti (possibilmente non solo i soliti), imprenditori, e l’amministrazione stessa. Ognuno a fare la sua parte rispettando competenze e ruolo degli altri (e questa credo sarebbe la parte veramente impossibile). Quella città non esiste, lo so. Ma, ogni tanto fa bene al cuore sognare. Ed ecco qui il mio progetto/sogno per la Vucciria della città che vorrei.

    “Acqua sulle balate della Vucciria”

    Palermo
  • 33 commenti a “Una visione per/della Vucciria”

    1. Non si confonda il dipinto di Guttuso con la Vucciria per quel che è adesso, non so come fosse prima.
      Degrado, cattivo odore, decadenza, crolli: cosa ci sia di bello o anche solo da ricordare non lo so. Ma perché tutte le città del Mondo Occidentale si evolvono e i cittadini di Palermo rimangono visceralmente attacati al vecchio degrado?
      Abbattiamo tutto ciò che marcio, vecchio e decadente e non costruiamo più niente.

    2. la vucciria è ancora oggi ,nonostante il crollo, il CUORE E LA STORIA DELLA CITTA’.

    3. Mission impossible, ma teoricamente una soluzione per sottrarre la Vucciria al degrado attuale deve comunque esserci. Il Comune, in mancanza di soldi, potrebbe mettere in atto degli incentivi giuridici e delle facilitazioni burocratiche per favorire gli investimenti privati in centro commerciale naturale con caratteristiche di “mercato storico”. Il che significa che una percentuale di esercizi dovrebbero rimanere vincolati a merceologie tradizionali (macellerie, pescherie, frutta e verdura) del territorio (con gli opportuni controlli). Se le famiglie si arrampicano il fine settimana fino all’Istituto Zoofrofilattico per il mercato del contadino, non dovrebbero trovare più comodo un mercato nel centro storico, aperto tutti i giorni, magari con servizi di consegna a domicilio?

    4. sicuramente il mercato è una strada che va percorsa ma fino a ieri,prima del crollo,la vucciria era riuscita ad essere il luogo di aggregazione per eccellenza della città (e tuttora riesce a resistere nonostante la chiusura di p.zza garraffello..) perchè allora snaturare questa funzione…non esiste da nessuna parte un luogo così UNICO.. perchè a tutti costi neutralizzarlo per poi ucciderlo..?
      è QUESTA LA “STRATEGIA”DELL’AMMINISTRAZIONE? complimenti!

    5. @sandro
      la mia e tutto tranne che una proposta di ritornare alla vecchia vucciria, non perchè non era un posto straordinario, ma perchè appartiene ad un’altra fase storica e culturale della città. la mia è una proposta di marketing, che punta a valorizzare il marchio ed il nome del luogo, dando de connotati d’uso di modernità.

      @donato
      qualunque sia la soluzione la regia non può essere dell’amministrazione, che deve invece trovare un modo di delegare, altrimenti il rischio è che qualunque iniziativa finisca seppellita da burocrazia e da cambi al vertice politico. Come ci insegna una per tutte la storia del palazzatto dello sport.

    6. “prima del crollo,la vucciria era riuscita ad essere il luogo di aggregazione per eccellenza della città”

      aggregazione?
      ECCELLENZA?!?
      senza offesa, forse dobbiamo iniziare a misurare le parole, altrimenti rischiamo di dare l’impressione di essere totalmente fuori dalla realtà

    7. Sig. Callea, pensi che operazione di marketing turistico formidabile per la città sarebbe abbattere tutto ciò che è marcio e decrepito, restaurare solo ciò che è monumento storico e poi creare un grande parco nel quale siano immersi i moumenti.
      Se poi pensa che altri abbattimenti potrebbero essere effettuati sul lungomare tra la Cala e fin quasi a Ficarazzi, riesce a immaginare che bellezza spettacolare e che richiamo turistico sarebbe?
      Perché dobbiamo sempre e solo costruire?
      Horror vacui?

    8. Demolire x recuperare spazi.
      Via le edificazioni obbrobriose,e pericolanti.
      Ce ne sono tantissime sia alla VUCCIRIA,che sul litorale .
      Restituire la vista del mare a chi percorre via Messina Marine.
      Recuperare spazi a S. Erasmo,dove l’arenile e’ stato riempito di sfabbricidi.
      Demolire gli edifici sul mare,a S. Erasmo e limitrofi.
      Rimuovere migliaia e migliaia di tonnellate di materiale di risulta.
      Non c’è nulla che merita di essere conservato,lato mare.
      Eliminare le alberature che nascondono il mare.

    9. Ovviamente,per essere possibile,c’è da rinnovare totalmente questa amministrazione,
      che non è’ assolutamente all’altezza di un tale compito.

    10. ribadisco aggregazione ed eccellenza….è questione di punti di vista .ma i dati sono lì solo per chi li vuole vedere senza i “soliti”pregiudizi. una piazza che si trasforma in 5 anni nel luogo più frequentato dalla città,dove tutti i giovani provenienti da tutti i quartieri s’incontrano ,socializzano e vivono la notte con uno scenario unico in europa è “un eccellenza “…poi si può discutere di altro…ma la realtà fino al crollo è stata questa.senza ombra di dubbio. cibo da strada,musica,cinema all’aperto,sfilate…tutto quello che rende la vucciria un posto unico, poi se si vuole trasformare NON TENEDO CONTO DI CHI LO ABITA…questo è tutto un altra cosa…

    11. Luogo di aggregazione?
      Solo io ho notato spaccio,tossici,ladri,ricettazione,sporcizia,puzza, ILLEGALITA’a tutto spiano?
      e’ inutile il panormosauro rimarra’ tale per sempre.

    12. spaccio? si droghe leggere,tante.
      vai in qualche locale “in” della città e di droghe non ne vedrai ma è di quella pesante..
      tossici? ….si vede che parli per pregiudizi.
      ladri? sicuro? da quelle parti c’è ben poco da rubare..chi la frequenta è gente che “non naviga nell’oro”ed è uno dei principali motivi perchè è così frequentata..
      ricettazione? si pratica da tante parti,in maniera costante, ma non credo in vucciria
      puzza? nasino delicato…
      …di panormisauri ve ne sono di diverso tipo probabilmente,anzi sicuramente, apparteniamo a categorie diffrenti.massimo rispetto…

    13. dimenticavo..sporcizia. si in effetti la ns città è una città pulita,linda…

    14. concordo abbastanza con pequod, la vucciria ha mostrato una sua forte potenzialità, e l’eccellenza di cui lui scrive io la vedo nel mix del tutto unico e nelle peculiarità che l’assetto della piazza ha nelle ore serali e notturne. Concordo anche con gey perchè anche io ho visto gli elementi da lui notati, e lo stato generale di abbandono ed illegalità. Questa aggregazione che ha un suo fascino e certamente delle potenzialità anche sul fronte “turistico” è avvenuta nel degrado. Una città vera, seriamente amministrata, non dovrebbe permerttersi di non governare questo processo, intervenendo ed indirizzando. Quindi nel rispetto dei residenti, dei fruitori e di tutti è necessaria una visione prospettica, e non solo alla vucciria per la verità.

    15. giovanni leggendo l’idea progettuale vorrei chiederti ma parlando di società pubblica privata chi immagini il privato? è fatto dai proprietari o da chi la vive? io penso a chi si è riuscito ad inventare dal nulla(il mercato era morto..) quella piazza… che oggi ad un mese dalla sua chiusura vede i lavori andare molto a rilento tenendo in ostaggio con delle mura un intero quartiere ,l’intera vucciria. partiamo da qui visto che si parla di comune…che la piazza riapre in tempi rapidi se no quale credibilità poter dare a questa amministrazione?

    16. pequod sono due discorsi diversi. per società immagino una società ad azionariato diffuso, della quale possa acquistare una quota chiunque voglia. ovviamente i residenti potrebbero/dovrebbero conferire gli immobili da recuperare alla società in cambio di quote, così come potrebbe/dovrebbe farlo l’amministrazione comunale. Il recupero pertanto sarebbe gestito da una società che diverrebbe proprietaria del patrimonio immobilare da recuperare ed avrebbe tutto l’interesse a valorizzarlo. essendo ad azionariato diffuso chiunque volesse investire o credesse nel progetto potrebbe investire da un euro a salire. Ovviamente la socieàt dovrebbe potere accedere ai vari fondi disponiblili (fino ad immaginarne stanziati ad hoc, come avvenuto per temple bar) per il recupero.
      circa la credibilità di questa amministrazione non è un mio problema e non c’entra con il mio intervento. Certo la città cade a pezzi non per responsabilità loro, certo anche che se nel giro di qualche settimana non risolveranno il problema riaprendo la piazza saranno stati parte del problema.

    17. Ed inoltre,oltre agli edifici con gravi problemi strutturali,
      ci sono tantissimi edifici con gli intonaci che cascano a pezzi.
      Compromettendo la incolumità delle persone
      Perfino i muri delle recinzioni realizzate in blocchi di tufo giallo risultano deformati,sbriciolati,luridi,impresentabili.
      Il tutto per dare un’immagine triste di una città di morti viventi.
      Se poi si guarda a terra,
      Marciapiedi disselciati in giro dapertutto ed in preda alle erbacce
      tappeti di asfalto con buche,frettolose rappezzature,incrinature,rigonfiamenti,detriti
      e rifiuti.
      Un disastro.

    18. I giovani palermitani non hanno bisogno di aggregare la loro miserabilita di squattrinati senza prospettive.
      E’ da irresponsabili ed anche da criminali creare le condizioni di affollamento in zone ad elevato rischio di crollo edifici.
      La prossima volta potrebbe essere una strage.
      Le autorità dovrebbero ritirare le licenze ai titolari di locali aperti al pubblico in aree
      esposte a gravi possibili incidenti.

    19. Il sindaco insieme all’amministrazione hanno abbandonato questo quartiere lasciandolo nel degrado più assoluto. Dovrebbero rivalutare questo mercato, ci sono molti palazzi fatiscenti perché nn si ristrutturano per fare alloggi ad uso residenziale? Ci vorrebbe incentivare tutto il mercato…

    20. Io, sinceramente, ho difficoltà sempre più grosse a mettere insieme termini come branding e benchmark quando si parla di riqualificazione urbana. I progetti portati come esempio, infatti, sono certamente casi di successo dal punto di vista economico, ma si portano dietro conseguenze devastanti per i quartieri in questione: a Madrid e Dublino, gentrificazione massiccia, conflitti d’uso tra residenti di lungo termine (quei pochi che non sono costretti ad andare via a causa dell’aumento del costo delle residenze). Non è un caso se si tratta di operazioni in due città che perdevano popolazione in centro mentre costruivano i quartieri che stanno alla base della speculazione prima e della crisi dopo. Non conosco il caso di Eataly a Torino.
      La corrente crisi dovrebbe averci insegnato bene come le politiche urbane neoliberali (delle quali il branding è uno degli esempi più evidenti) portano crescita nel breve termine, ma una crescita che non produce effetti stabili sui tessuti economici sociali e che è destinata a trasformarsi in crisi.
      La Vucciria, come tutti i mercati del mondo, ha bisogno di una sola cosa: residenti. E i residenti si attirano con politiche per la casa (ferme a Palermo da oltre vent’anni) e urbane in generale (come quelle dei trasporti che permettano di vivere senza automobile in centro).

    21. saltata una frase, nel primo paragrafo dopo “conflitti d’uso tra residenti di lungo termine” manca “e nuovi utilizzatori/residenti”.

    22. @Simone tulumello
      La riqualificazione urbana è un processo economico, viviamo in una economia di mercato, e dobbiamo imparare a ragionare in questi termini. Dire che così non dovrebbe essere (io peraltro sono totalmente d’accordo sul piano teorico) è un puro esercizio di stile perché è questo l’impianto della nostra società al quale non è possibile sfuggire a meno di cambiarne l’impianto economico: si chiama rivoluzione e non mi pare possa essere un argomento di discussione. Se per scelta politica si vuole evitare nello specifico la gentrificazione, ma vale per qualunque orientamento che si decidesse di dare, le soluzioni sono tante e sono gestibili mettendo in atto specifiche politiche. Portare invece residenti alla Vucciria non è così automatico e semplice: è difficile che le esigenze di una famiglia di oggi possano trovare soddisfazione nella complessa logistica del centro storico. Va allora riscritta la modalità l’uso dello spazio urbano, e la sua stessa narrazione. Questo determinerà un aumento del “valore” degli immobili (magari) e probabilmente un cambio d’uso dell’area. Vorrei dire che questo è quasi l’obiettivo di un intervento di riqualificazione, perché ad oggi la Vucciria (e valeva lo stesso per temple bar prima dell’intervento di riqualificazione) è in gran parte disabitata, ed in gran parte luogo di malaffare. Oggi il cambio d’uso è avvenuto, eccome, spontaneamente e verso il degrado. Oggi non è conveniente per un privato investire nella ristrutturazione ed il pubblico non ha più le risorse per farlo, ammesso che un intervento così imponente possa essere fatto solo dal pubblico. D’altro canto il mercato Vucciria che è stato non sarà più, ed il mercato come era non potrà più esistere perchè economicamente lontano dalle logiche economiche della città in questa sua fase storica. La Vucciria non era il mercato dei residenti ma era il centro commerciale della città quando non esistevano i centri commerciali. Resta il fatto che c’è un valore dato dal brand Vucciria, ma anche un’insieme di suggestioni ed un pezzo della “cultura” della città che può essere recuperato e valorizzato. Per farlo occorre la capacità di visione e di immaginare il futuro. Il futuro che tu proponi è quello di un quartiere residenziale con un mercato annesso. E’ una visione buona come un’altra. Solo che a differenza della mia proposta è una ipotesi che chiude in se stessa la Vucciria e non mette a frutto il suo brand a vantaggio della città tutta. Questo non significa che sia una ipotesi sbagliata in se (a me non piace naturalmente perchè è una visione non visione, ma questo poco conta), sarebbe una possibile scelta che in una città normale sarebbe oggetto di un confronto e di una discussione pubblica. Nelle valutazioni del progetto finirebbero con il pesare anche altri elementi, ovvero il contesto e direttamente o indirettamente anche concetti come branding e benchmark. Questo perché qualunque sia la fetta di intervento pubblico questo deve essere proiettato in una visione cittadina (se non metropolitana), e quindi la direzione da intraprendere deve tenere conto anche di altri fattori.

    23. Circa il conflitto con i residenti l’ho vissuto in prima persona in occasione dell’esperienza kals’art. Abbiamo per qualche mese per due anni consecutivi cambiato la modalità d’uso dello spazio. E’ partito un conflitto. Non con i residenti storici, che hanno vissuto quella stagione di rilancio come una occasione anche di riscatto economico. Quanto per i trasferiti, che avevano trovato alla Kalsa, un’area residenziale tranquilla. Ovviamente nell’assenza di una politica d’uso della città avevano entrambi ragione. D’altro canto in molte città del Nord Europa viene fatto un piano che autorizza orari differenti di silenzio serale e notturno, e che consente ai cittadini di pianificare dove vivere in base alle proprie esigenze senza doversi confrontare con le inventive estemporanee dell’amministrazione di turno. Penso quindi che se in un piano cittadino si dovesse decidere che la Vucciria o la kalsa, debbando diventare il luogo della movida, l’amministrazione avrebbe gli strumenti per indirizzare ed orientare, piuttosto che assistere impotente al nascere e tramontare di tali contesti spesso al di fuori delle regole. sapere che la zona nella quale vivo è destinata a diventare luogo di aggregazione mi da la possibilità di vendere il mio immobile valorizzato e trasferirmi, se cerco tranquillità, e viceversa.

    24. Caro PERQUOD,
      non ho il naso delicato forse tu sei abituato alla puzza?
      E non parlo x pregiudizi ma perche’ ho passato tanto tempo li a recuperare una sorella che andava dagli spacciatori a procurarsi l’eroina e per farlo vendeva l’oro rubato a casa.
      Non mi sento di appartenere alla nobilta’ ma non sono una panormosaura forse nemmeno tu ma a quanto scrivi sembra che mescolarti con loro non ti dia fastidio,io invece con certa gente non ho nulla a che fare e manco mi ci voglio “mescolare”,sono una persona educata,civile e perbene.

    25. ok ..caro GEY79 chiudiamola qui quello che mi racconti non credere siano storie che non conosco e.. va bene così..solo una cosa,NON crederti più educato,civile e ..di me. (perbene non è una parola che ho mai “apprezzato”).si hai ragione NON mi d più fastidio..

    26. Mi sembra un progetto visionario ma bello.
      Devo dire anche che ,qui sulle pagine di Rosalio, nacque ,grazie al DR CAllea , l’idea del ripristino e recupero dell’area verde ormai nota.
      Chissa’ che non si muova qualcosa anche adesso.
      Sembra che ,proprio pe r le sue caratteristiche ,la Vucciria si presti molto piu’ degli altri mercati e zone del c entro storico ,a essere il cuore pulsante di PAlermo. L’abbandono,il fatto che non sia piu’ abitata come una volta, puo’ addirittura favorirne il r ecupero .

    27. ho girato per la vucciria ieri sera e stamattina,guardate i balconi e le finestre di tutto il quartiere e vi renderete conto che…la vucciria NON è affatto disabitata. sono pochissimi i palazzi interamente vuoti,alcuni sono abitati per più della metà e la maggiorparte sono interamente abitati..molti
      nel degrado sicuramente (anche se non mancano le palazzine ristrutturate)ma dire che è disabitata è un inganno.buon giro…

    28. GEntile PEquod
      http://www.aiquav.it/convegno2013/presentazioni/Busetta.pdf
      da questo studio ( e dal semplice raffronto con altri dati facilmente reperibili sui vari annuari statistici, si nota bene come lo spopolamento ( vedi diminuzione drastica della densita’ abitativa) della Vucciria e zone vicine, appartenenti alla I circoscrizione del comune di Palermo, noterai che ,soprattutto dagli anni 70 fino a meta’ anni 90 c’e’ stata una vera e propria fuga da questo “centro” storico.Dal 2000 ad oggi la situazione , a dire il vero, si mantiene costante ai minimi raggiunti,con importanti osservazioni da fare.Per prima cosa i residenti stranieri (extracomunitari ) sono di gran lunga aumentati.Son diminuite le famiglie .E per contro sono lievemente aumentati i nuclei monocomposti.Si puo’ ben dire , anche i grandi anziani palermitani lo confermano, che rispetto a tanti anni fa la Vucciria e’ disabitata. In queste condizioni si potrebbe approfittare per avere piu’ spazio e maggiori opportunita’ per interventi di recupero

    29. gentile folklorista i dati dicono tanto ma la 1 circoscrizione non è la vucciria che ne rappresenta solo un quartiere… dove gli extracomunitari sono prssocchè assenti..ma quello che vi invito a fare è solo una psseggiata OGGI e guardare sù per finestre e balconi ed allora ci si rende chiaramente conto che…che non è affatto disabitata..anzi.
      Niente di più
      .

    30. GEntile Pequod
      sono ben consapevole, come molti del resto, che la Vucciria non si identifica con la I circoscrizione.Fatto sta che ne fa parte . E poiche’ la I circoscrizione e’ in assoluto di gran lunga la piu’ piccola di Palermo (in quanto ad abitanti e territorio) ,i dati relativi alla I cricoscrizione possono dar fondamento maggiore che non una passeggiata.Anche a me e’ capitato ,e anche spesso di passare (lo faccio spesso ), e l’impressione ricavata corrisponde a un quartiere abitato a meta’.Vorrei infini dire che ovviamente , che io sappia, non ci sono dati relativi alla “VUCCIRIA” come mercato o quartiere (tra l’altro, non e’ nemmeno il nome di un quartiere ne’ di un mandamento in cui si articola la circoscrizione. QUindi per dati piu’ precisi dovresti cortesemente bussare a tutte le abitazioni che si affacciano sulle vie della Vucciria e fare un censimento .Altri dati piu’ specifici non ne conosco.:)

    31. ..sugli extracomunitari , sul fatto che siano assenti alla vucciria ..mi pare poi una grossa svista.Anche li’ ci sono dati ufficiali riguardanti la I Circoscrizione in cui e’ chiaramente scritto che vi sono concentrati almeno il 30 per cento dell’intera popolazione migrante residente a PAlermo.

    32. non assenti ma in vucciria percentuale minima (tunisini,rumeni e..rom)quanto al censimento porta a porta..ti faccio sapere.

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