lunedì 21 ago
  • Spiegami la lagnusìa

    Istintivamente viene associata a svogliatezza o noia ma ci vuole di più per tradurne il senso originale, scoprendo qualcosa di più profondo su un aspetto complesso e stratificato delineatosi in secoli di storia. Anche se in realtà è una matassa intraducibile.
    Nei miei pensieri, provando a sbrogliare questa matassa, ho sintetizzato tre ingredienti cardini:

    • I siciliani per secoli dominati ma mai assoggettati interamente hanno convissuto a denti stretti con l’orgoglio della loro identità, seppur inquinata ed influenzata.
      Ma essendo per natura gente individualista ci siamo accontentati di gustar a modo nostro ed in piccolissime dosi ogni minuscola reazione o simbolo di rivalsa e di libertà.
      Ancora oggi nel nostro sangue brucia un latente sete di libertà, un bisogno egoista e personale, della quale sentiamo sempre la necessità e non sappiamo perché spinge dentro noi con tanta insistenza. Liberi e vincenti verso la vita quotidiana.
    • I popoli del sud per gran parte dell’anno sono abituati istintivamente e necessariamente a regolare tutta la loro vita in funzione della temperatura. E il caldo la smorza e la intervalla.
      Da sempre negli orari di punta si mangia, poi si riposa in attesa degli orari meno caldi e durante le giornate di caldo intenso si lavora più lentamente o si svolgono lavori più leggeri.
      Questi meccanismi hanno intaccato e riadattato la visione e il senso comune del dovere e la dedizione ad esso.
      Allora capita che lo stesso lavoro,lo stesso impegno, lo stesso dovere può essere svolto un’altra volta o fatto senza particolare pressione.
      Se i doveri e gli impegni possono essere rimandati o riadattati per una motivazione, perché non possono esserlo per altre?
      Non si può essere ipocriti e discriminatori con la quotidianità.
    • La nostra è una filosofia essenzialista, fortemente endemica.
      L’abilità di rincorrere e comprendere il senso della vita, senza soffermarsi a cose futili e superflue.
      La nostra terra da sempre ci mostra quanto sia importante il bello e quindi il vero e l’essenziale della realtà. Tutto il resto è superfluo.
      La terra e la famiglia sono le bellezze della nostra vita ed esse risiedono nella nostra anima e tutto ciò che ce ne allontana è superfluo.
      Perché dedicarsi a cose che in fondo contano poco e soddisfano solo apparenze ed ipocrisie?

    Il mio è un discorso generale ed esplicito, ho provato a tradurre istinti e sensazioni di un determinato modo di essere che però non si può analizzare e ricostruire.
    Osservando e sbrogliando i nostri comportamenti mi sono persuaso che la lagnusìa non è altro che il nostro insindacabile e convinto giudizio su una determinata situazione e se il suo evolversi sia o non sia superfluo.
    Questo aspetto è istintivo e naturalmente condiviso,non si tratta di una specie di ribellione sociale che ci allontana dalle regole e convenzioni civili ma semplicemente di un nostro modo di vedere la vita e valutarne i suoi sviluppi -superflui e non superflui- ma con una semplicità “non convenzionale” e con una filosofia tutta nostrana. Direi quasi un “rozzo razionalizzare”.
    La lagnusìa ha come soggetto esclusivamente noi,una decisione intima e privata che pero’ si ripercuote con conseguenze e giudizi pubblici. È un mix di vite personali le quali conseguenze si mischiano insieme a comportamenti e reazioni umane nate e sviluppatesi in ambienti e situazioni storiche differenti ma unite tutte da un unico filo conduttore che è il nostro modo di razionalizzare la vita che scorre nel nostro sangue.
    Da questo impasto vien fuori anche questo particolare aspetto del carattere siciliano che noi chiamiamo Lagnusia.
    Quando “ci prende la lagnusia” valutiamo due cose:

    1. se quella cosa sia o meno superflua;
    2. se da quella azione che andremo a fare si possa sviluppare o meno qualcosa di superfluo.

    Il superfluo è tutto cio che ci porta complicazioni, fatica, controversie, spreco di tempo ma soprattutto tutto ciò che noi reputiamo non importante nella nostra vita.
    Io oggi posso anche mangiare una semplice brioscina solo perché ho la lagnusìa di andare a fare la spesa.
    Sì, io nella mia testa ho deciso in maniera insindacabile e pienamente convinta che non vi è nulla di grave se rimando la spesa e quindi rimando un buon pasto.
    «Per una sera non accade niente…lo farò tante altre volte».
    Così io avrò conquistato la libertà di questa mia scelta e soddisfatto quel mio determinato momento di tranquillità e di relax a casa.
    «Perché farlo oggi quando potrò farlo domani tornando dal lavoro?».
    «Domani, prima di entrare nel portone di casa…vado avanti….entro al supermarket e faccio la spesa…..e poi vado definitivamente a casa».
    «Ora sono ormai a casa…..in pantofole…..comodo sul divano…non ne vale proprio la pena….posso farlo anche domani».
    Ecco, razionalizzare e badare alle cose davvero importanti della vita, niente di superfluo.
    Questo è un esempio di lagnusìa.
    Non è semplice svogliatezza ma vi è dietro una logica che giustifica questa decisione.
    La svogliatezza mica giustifica dando un piano di azione alternativo o un rinvio motivato…
    Abbiamo trovato la soluzione migliore razionalizzando rozzamente, evitando il superfluo.
    Può sembrare una demitificazione ed un interpretazione personale di cosa sia il dovere o semplice irresponsabilità ma è solo una libera e convinta interpretazione della vita.
    Per questo affrontiamo la vita con semplicità e filosofia e sembra che vediamo tutto facile ed in maniera ottimista.
    Un intero popolo ha un suo modo di vedere e vivere la vita,ci scorre nel sangue e difendiamo la libertà di questo soffio di vita.
    La lagnusìa certo non è qualcosa di giusto o di buono.
    Spesso da lì si sviluppano comportamenti che sono sbagliati come l’inciviltà, l’egoismo e l’approfittamento. Non tutti hanno sviluppato in maniera così idilliaca questo modo di essere.
    Nei secoli la mentalità ed il carattere si sono composti ed assemblati con varie sfaccettature ed alcune di esse deviano il loro sviluppo in comportamenti oggettivamente sbagliati. Si allontanano da quella genuina razionalità ma ne sono pur sempre figli cresciuti in maniera sbagliata.
    Il signore che si ferma sul corso,letteralmente sulla corsia, a comprare le sigarette e l’altro signore che si ferma sempre sulla corsia ma quella opposta, proprio di fronte l’altra, per comprare la pizza, sono un esempio deviato di quella genuina e naturale lagnusìa.
    Ognuno di loro avrà insindacabilmente deciso in maniera convinta che quella era la cosa più ovvia da fare e che tutto il resto sarebbe stato superfluo.
    Entrambi non capiscono e non si preoccupano di bloccare un intero corso, perché sono fermamente convinti che sia giusto così.
    Giudicheranno eccessive ed inutili ogni lamentela poichè loro saranno fermamente convinti di aver fatto la cosa giusta.
    Ed anche essi avranno una loro delirante giustificazione logica per quell’azione.
    Questo è un esempio di lagnusìa deviata.
    E….insomma…..il finale non ve lo scrivo perché…..m’acchiappò ‘a lagnusìa!
    E poi…..è superfluo…..

    Ospiti
  • Un commento a “Spiegami la lagnusìa”

    1. Questo post e’ uno scherzo, vero?
      No, perché ho anche cercato di tradurlo con google translate e mi è comparsa la scritta: “intraducibile, incomprensibile, inammissibile. Sto andando a comprare pillola per mal di testa. Stop.”. Il che, detto da un computer fa un certo effetto.
      E per fortuna che alla fine la lagnusia s’è impossessata dell’autore, altrimenti il post avrebbe fatto divenire “Alla Ricerca del Tempo Perduto” di Proust un romanzetto di poche pagine.
      Oh, mamma.

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