giovedì 19 ott
  • Una proposta per i mezzi pubblici a Palermo

    Se riflettiamo un attimo, la maggior parte delle auto vengono impiegate soltanto per spostare persone (andare al lavoro, fare compere, incontrare amici, andare in locali) e non per trasportate qualcosa.

    Non è un dettaglio da poco, poiché nella nostra concezione è normale utilizzare un auto (che ha comunque un suo costo) ma che alla fine ci da solo un servizio semplice quale lo spostamento di persone.

    Da lì si genera da un lato caos e stress del traffico e dall’altro costi per l’utilizzatore.

    Lo spostamento di persone dovrebbe essere inteso come un servizio e nessuno dovrebbe spendere ed investire privatamente su questo.

    Basterebbe utilizzare i mezzi pubblici,la soluzione giusta per lo spostamento all’interno della città.

    Meno auto acquistate, meno auto in giro.

    Ogni giorno le strade vengono invase da auto che si ostacolano a vicenda rallentando gli spostamenti e di conseguenza prolungandone le loro tempistiche.

    Risultato: gente nervosa,stressata che compie manovre azzardate e preme sull’acceleratore.

    Naturalmente aumenta potenzialmente il rischio di incidenti e danni a persone.

    Questo il quadro urbano di Palermo: caos e pericolosità.

    Tradotto in parametri europei: inciviltà.

    E noi, da buoni siciliani, non riusciamo a mettere in atto idee risolutive per tutto ciò ma anzi andiamo a tentativi più o meno validi o più o meno necessari.

    Speriamo di trovar così la soluzione o il più delle volte sappiamo bene che questa sarà uno spreco che gioverà solo a qualche compiacente malaffare.

    Strati e strati di inettitudine e sprechi.

    A volte basta davvero poco per trovare l’idea giusta o meglio razionalizzare una soluzione.

    Basta una spremuta di meningi, un foglio di carta ed una penna per buttar giù un sogno o un progetto.

    Un idea che cancelli ed abbatta tutti quegli strati.

    Senza aggiungere e senza riadattare ma piuttosto smontare il sistema e creare uno schema ben preciso.

    Il Comune di Palermo si estende per circa 160 kmq ed il servizio pubblico di autotrasporti, gestito dall’Amat, copre quasi tutto il territorio.

    I percorsi Amat si sviluppano su 338 km circa con 2306 fermate.

    Questo è un servizio pubblico gestito da Amat ma commissionato, regolato dal Comune di Palermo, il quale sviluppa un piano del traffico limitatamente al piano urbanistico.

    Ogni grande capitale o qualsiasi città europea da anni punta sul trasporto pubblico, evitando disagi come quelli di Palermo. Diminuiscono così le emissioni nocive e quindi si rende più vivibile e serena la città.

    Perché qui non abbiamo nemmeno un idea o una minima stimolo per cercarla?

    Con molta umiltà vorrei dare un piccolo input,spiegandovi un idea che ho spremuto ieri sera: nel mio progetto basterebbero soltanto 64 bus per coprire la stessa superficie di adesso.

    Dovremmo dividere Palermo in 20 aree (come uno scacchiere, tante aree quadrate) da otto chilometri quadrati ciascuna.

    Su ognuna di esse si svilupperebbe un percorso di autobus che si ripete all’interno nella stessa direzione (quasi circolare).

    Per ogni area tre autobus che ripetono il percorso.

    Ognuno di questi “quadrati” dovrebbe avere circa quattro fermate (dipende il percorso,il suo sviluppo e strategicità) più o meno equidistanti (per ogni lato, ragionando sempre sui quadrati).

    Queste coinciderebbero e sarebbero fermate di un altro quadrante/area (uno scacchiere con quadranti con lati coincidenti, ogni lato una fermata).

    I tempi di percorrenza media, da una fermata all’altra, sarebbero di 2/3 minuti.

    Per arrivare da un estremo all’altro della città si impiegherebbero circa 30/35 minuti.

    Ma per distanze così lunghe potrebbero esserci quattro bus che tagliano la città, con tragitti diretti, da un estremo all’altro (due diagonali sullo scacchiere, due bus a diagonale).

    In questo modo i bus impiegati sarebbero circa 64 e le fermate circa 68.

    La città sarebbe servita in modo capillare, in modo efficiente e con tempistiche importanti e convenienti.

    Nessuno avrebbe più bisogno dell’auto per semplici spostamenti all’interno della città.

    Un modo comodo ed efficiente per spostarsi.

    Le strade sarebbero più libere, vivibili e sicure.

    L’ambiente ne gioverebbe tantissimo ma soprattutto l’immagine di Palermo.

    Una città civile ed educata.

    Avremo buttato alle spalle sistemi vecchi e dannosi ed avremo finalmente trovato uno schema nuovo.

    Qualcuno sta ridendo dell’inutile e ripetuto sali e scendi sui bus ma purtroppo cercando il sistema migliore si deve puntare necessariamente sulla capillarità ed ottimizzazione dei tempi del servizio trascurando dettagli non funzionali.

    E poi, non tutti andranno lontano!

    Non dobbiamo vergognarci, alla fine la mia è la mano alzata di un cittadino che vuole condividere un idea.

    Infatti non sono un ingegnere e sicuramente avrò detto un sacco di minchiate ma credo che l’idea di base si possa discutere o valutare.

    Vuoi vedere che questa scoperta forse-forse va bene e poteva farla anche una gran testa di……ingegnere anziché una gran testa di………siciliano??!!

    Ospiti
  • 9 commenti a “Una proposta per i mezzi pubblici a Palermo”

    1. L’approccio è razionale e l’idea va sviluppata.

    2. Geniale.
      60 autobus 60 che compiono girandole in moto perpetuo, intersecate da 4 autobus 4 che tagliano diagonalmente la citta’.
      Insomma, come le giostre che c’erano al Foro Italico, solo moltiplicate all’ennesima potenza.
      Com’e’ possibile che nessuno ci abbia mai pensato prima, sul globo terracqueo?
      Mistero.
      Come un altro mistero, ancor piu’ misterioso, e’ perche’ lei, sig. Russo, sia affascinato dalla parola “tempistiche”: forse le sembra che dia al suo post un tono piu’ scientifico, piuttosto che usare la piu’ umile ma appropriata parola “tempi”?
      Accidenti, che spremuta di meningi, ier sera.
      Una spremuta d’arance no, eh?

    3. L’AMAT aveva avanzato un progetto simile, ma sicuramente un cervello come David dimostrerà di saper proporre di meglio, no?

    4. Non ci posso credere!
      L’Esimio Dott. Ing. Cav. Grand’Uff, il grande e unico (per fortuna!) Didonna mi ha rivolto un complimento: mi stampero’ il Suo commento e lo incornicero’, perche’ queste son soddisfazioni, che diamine!
      Ma La sapevo a contare i granelli di sabbia nel Deserto di Gobi e poi a classificare i coleotteri nella foresta amazzonica..ha gia’ finito? Mamma, che genio!
      Allora, siccome una mente superiore come la Sua non puo’ restar inattiva, eccoLe altri due compiti che dovrebbero tenerLa impegnata per almeno un paio d’anni (speriamo):
      1-conteggio dei datteri maturi che trovansi sulle palme lungo il corso del Nilo (ma solo quelli maturi, eh, non bari) e
      2-classificazione descrittiva delle forme geometriche delle pietre che formano i muri perimetrali delle abitazioni di Machu Picchu.
      Speriam che basti.
      PS. Non sono un esperto di mobilita’ urbana, ma quando sento una stupidaggine sono in grado di riconoscerla.
      A mio parere, per decongestionare il traffico, basta colpire nella tasca, come l’esperienza di Londra, e non solo, mostra.
      Qui c’e’ la Congestion Charge, cioe’ chi non risiede nel centro deve pagare circa 12 euro per poter circolare per una giornata, mentre chi e’ residente ha uno sconto del 90% e con 1.20 euro puo’ andarsene a spasso, come il sottoscritto.
      In tal modo, solo chi ha tasche profonde o necessita’ realmente improrogabili affronta la spesa, altrimenti usa i mezzi pubblici o le suole delle scarpe.
      In Italia chiamatela come volete: Ecopass, ZTL, etc, ma basta che c’e’ di mezzo il denaro i risultati si vedono subito. E anche molti.

    5. Premesso che ogni volta che uso l’auto torno con il baule pieno di merce di ogni genere,scatolette per cani e gatti comprese,
      faccio notare che una simil soluzione potrebbe andare bene in una città come Los Angeles e similari dove le strade sono ampie e tracciate in senso quasi perfettamente ortogonale.
      A Palermo non si può.
      Proprio non si può applicare,questa cosa.
      E poi,cambiare il mezzo nei punti di interconnessione e’ una faticaccia per una popolazione che invecchia mediamente sempre più.

    6. L’idea non e’ affatto male. Ovviamete non e’ l’unica ,ve ne sarebbero altre da proporre. Basterebbe utilizzare come snodi essenziali i parcheggi periferici che gia’ esistono e far partire da li’ ogni genere di corse e di mezzi, magari con tariffe agevolate .

    7. ..in ogni caso l’attuale organizzazione e’ davvero demenziale

    8. Spiegalo!

    9. Che piano scemo, al momento a Palermo circolano 240 autobus. Se si riducono di un quarto le frequenze da 20 minuti passano ad un’ora e venti.
      E’ il tipico piano di chi non conosce le dimensioni reali della città, la logistica stradale, lo spazio di manovra di un bus e soprattutto i contributi chilometrici regionali a copertura del servizio.

      Tempo perso leggere questa pagina.

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