sabato 19 ago
  • Palermo-Trapani, amore odio

    Trapani è sempre stata una colonia rosanero, storicamente e non solo nel calcio la città capoluogo di provincia è sempre stata per certi aspetti un’appendice di Palermo.

    Oggi le cose sono cambiate, ci ritroviamo nel calcio con l’US Città di Palermo lanciatissimo verso la massima serie ed a ruota il Trapani Calcio che sta compiendo ogni sforzo per seguire i rosanero e coronare il sogno della promozione nel paradiso del calcio.

    Tra le due tifoserie da un po’ è nata una rivalità, i supporters granata non mancano di cantare ad ogni partita ogni sfottò possibile verso la tifoseria palermitana e tutto questo ha fatto storcere la bocca a molti tifosi rosanero che guardavano con simpatia le imprese dell’undici di Boscaglia ed a tantissimi trapanesi per i quali il Palermo è sempre stata una squadra amata.

    Come nasce questa rivalità? Occorre compiere una indagine storica relativa al periodo della nascita ed al proliferare del movimento ultras, dato che si tratta di problemi tra tifosi organizzati; il tifoso comune è esule da questi coinvolgimenti.

    Sul finire degli anni 80 il Palermo giocò per due anni al Provinciale di Trapani a causa dell’indisponibilità della Favorita chiusa per il restauro in vista dei mondiali del novanta.

    Ogni domenica Trapani era invasa da migliaia di palermitani, non tutti si comportavano bene, nella massa qualcuno non pagava il conto in salumeria, c’era chi disturbava le ragazze e la quiete pubblica, si creavano ingorghi stradali e ci furono episodi di violenza durante il derby col Catania che misero a ferro e fuoco il capoluogo trapanese.

    A quei tempi era così, gli Ultras erano liberi, non ancora inquadrati nelle asfittiche leggi attuali, il questore Finazzo aveva il suo bel da fare per domare l’orda di Ultras Rosanero che la domenica puntualmente invadevano la città; accadde un fatto.

    Durante la canonica guerriglia urbana del derby dei tifosi palermitani colpirono con una biglia un ragazzo trapanese che si trovò nel posto sbagliato al momento sbagliato; questi perse per sempre un occhio.

    Vi fu indignazione in città, i trapanesi si offesero perché ne i tifosi ne la società rosanero si degnarono di porgere le scuse ufficiali al malcapitato, ma la Favorita stava per riaprire e l’episodio fu dimenticato in fretta. Il calcio non si ferma mai.

    I rapporti tra le due tifoserie erano neutri e lo furono fino alla metà degli anni novanta, periodo in cui il Palermo viaggiava costantemente in serie B ed il Trapani nelle categorie minori.

    Talvolta uno sparuto gruppetto di fans granata si recava alla favorita ed in Curva Nord poteva addirittura appendere lo striscione, molti frequentatori dei gradoni del Barbera ricordano “Pablito” il corpulento capo ultrà granata con tanto di striscione a tracolla.

    Ma erano altri tempi, a Palermo il movimento ultras era organizzato secondo il modello delle più autorevoli tifoserie d’Italia e d’ Europa, molte tifoserie organizzate riconoscevano ai palermitani la palma di migliore tifoseria d’Italia, pur militando i rosanero a cavallo tra serie B e serie C.

    “L’inferno della Favorita” si diceva, mentre a Trapani si viveva ancora in una fase di tifo goliardico e poco ultras.

    Ma la brace covava pronta a divampare in un incendio, nel 1995 il Trapani fa una stagione da sogno sfiorando la promozione in serie B e sciorinando tra le proprie fila un esercito di picciotti palermitani

    assetati di successo. Galeoto e Vasari su tutti, guidati dal “Mago Arcoleo” in panchina.

    Trapani e i trapanesi hanno un sussulto, la società guidata dal presidente Andrea Bulgarella nel giro di pochi anni sembrava poter tornare nel calcio che conta, ma proprio sul più bello i migliori giocatori granata sono passati al Palermo, acquistati in blocco dall’allora Presidente Ferrara che voleva creare il “Palermo dei picciotti” mettendo alla guida Ignazio Arcoleo.

    I trapanesi schiumarono rabbia, il sogno di una vita infranto per l’ennesima volta all’ombra del Monte Pellegrino.

    Punti nell’orgoglio i granata più veraci cominciano a darsi una organizzazione ultras manifestando il proprio sdegno verso tutti i propri concittadini che disonoravano la città natale per sostenere la vicina e più blasonata Palermo, responsabile del naufragio di tutti i sogni calcistici.

    Ma a quel punto la società granata va in crisi sprofondano nelle categorie minori; però la miccia è innescata, si è messo in moto un processo irreversibile che avrebbe dato dei frutti negli anni a venire.

    Si comincia a vedere di buon occhio la tifoseria rossazzurra, l’odio comune verso i rosanero è la motivazione del gemellaggio che viene portato avanti dalle due tifoserie, poi la goccia che fa traboccare il vaso: il Palermo va in serie A e migliaia di trapanesi si abbonano al Barbera snobbando la propria squadra che pur tra mille difficoltà si stava organizzando per risalire la china vincendo campionati su campionati.

    Basta! Da quel momento per la capitale è stato solo odio (sportivo s’intende).

    Quello che accade ai giorni nostri affonda le radici nel passato, la cronaca sarebbe falsa se non avesse un occhio nella storia.

    Quando il Trapani salì in serie B ed il Palermo fu retrocesso molti si stupirono nel sentire i trapanesi cantare “Chi non salta è rosanero”, ma c’era una storia dietro, quella che vi ho appena raccontato per dover di cronaca.

    Il derby Trapani Palermo è alle porte, è una specie di Ireland-England, una sfida al vertice ma anche una questione sociale e d’orgoglio che valica i confini sportivi sconfinando in aspetti sociali ed economici molto

    variegati.

    Ospiti
  • 13 commenti a “Palermo-Trapani, amore odio”

    1. Lasciando perdere le tante inesattezze presenti nell’articolo, non si accenna minimamente a tutte quelle volte in cui negli anni 90 quando con Arcoleo era allenatore del Trapani e sfiorava la B e gli ultras rosanero venivano a Trapani per tifare e sostenrre i loro gemellati siracusani e gridare di tutto e di più contro il Trapani. E’ questa la vera circostanza che ha portato I Trapanesi ha non avere più rispetto per il Palermo.

    2. il calcio? aboliamolo. vivremo per sempre felici e contenti.

    3. Gran bell’articolo!! 🙂

      Forza PALERMO !!

    4. Aboliamo pure i commenti BANALI di Claudio Mussolini?

    5. Spero con tutto il cuore che quel covo di feccia noto come “il movimento Ultras” sparisca dalla faccia della terra al più presto.

    6. Ecco, quel grave episodio è ancora ricordato qui a Trapani.
      Il problema più che il blocco dei picciotti passato al Palermo, fu la guida successiva a quella di Bulgarella che ci portò al fallimento: indovinate da dove proveniva quel ‘presidente’?
      ‘Migliaia di trapanesi si abbonarono’. Se si intendono quelli della Provincia, forse si.
      ‘Trapani appendice di Palermo’. Trapani ha un aeroporto, un porto, una funivia; insomma è una Città indipendente.
      Io avrei scritto ‘Palermo ha provato a fare di Trapani una appendice’.
      Ognuno sia orgoglioso delle proprie origini. Io la mia Trapani non la cambierei con nessun’altra Città.
      In ogni caso non c’è nessun odio e se ci sono e ci saranno degli sfottò, prendiamola con la giusta leggerezza e nulla più.

    7. Marco io la mia citta la cambierei immediatamenente. Sicuramente pero’ non la cambierei con Palermo.

    8. un giorno si parlava di megametropoli palermo-trapani tutta una città,i palermitani sono stati sempre bene a trapani ma il fatto che trapani si gemellasse con catania è stato visto non come un tradimento ma una sfida come un voler dare forza ai catanesi calcisticamente parlando

    9. Si soltanto che gli ultras del Palermo nell’ultima partita giocata quest’anno al Barbera manco li hanno cacati di striscio, perchè per loro un passanu e un cuntanu. Aggiungo che gli ultras (sempre che si possano chiamare ultras) trapanesi sono mal visti dagli Ultras di Palermo anche perchè hanno la tessera del tifoso.

    10. ”il calcio? aboliamolo. vivremo per sempre felici e contenti.,, QUOTO!

    11. l’episodio della biglia nell’occhio per giustificare un odio sportivo verso il Palermo calcio è una storiella che conoscevo.. ma non ci credo molto.
      Io sono felice per il Trapani. Sono felice se riuscisse nell’impresa. Ne sarei orgoglioso da Siciliano.
      Il fatto che molti di Trapani non vedano di buon occhio Palermo ( così come molti visitatori dei paesi vicini e lontani )è giustificato dal fatto che Palermo è grande, è la 5 città d’Italia per popolazione (654 000 abitanti) e non mancano certo piccoli e grandi episodi per metterci in cattiva luce.

      Cmq io sono sempre dalla parte delle Siciliane.. Tifo per la mia Palermo e mi auguro che il Catania possa restare in A e il Trapani possa riuscire nell’impresa. sarebbe bello.

    12. Signori, per favore smettiamo di alimentare inesistenti rivalità!
      I rapporti, culturali, economici e di sangue tra Trapani e Palermo sono strettissimi da sempre.
      Come posso io, palermitano doc (e i tantissimi, ve lo assicuro, in situazioni simili alle mie), che ho moglie trapanese, parenti e amici sia a Palermo che a Trapani e che a Trapani mi reco continuamente (soli 40 minuti di autostrada…) ad avere astio (o addirittura odio!!) nei confronti dei fratelli trapanesi?
      Io andrò con amici trapanesi al Provinciale a Trapani a tifare per la mia squadra (il Palermo) e sono sicuro che sarà solo una bella giornata di divertimento.

    13. Tutto sommato, la ricostruzione storica dei motivi dell’astio è fondata. Le incursioni scomposte a Trapani dei tifosi palermitani alla fine degli anni ’80 per l’indisponibilità della Favorita; il ferimento di un innocente da parte di un teppista; le intemperanze nel corso di un PA-CT giocato a Trapani. Ovviamente, questi rancori riguardano solo il tifo granata organizzato (e nemmeno tutto), e hanno contagiato anche qualcun’altro, in qualche altro settore. Il gemellaggio col Catania è un’invenzione di pochi perché, in realtà, il vero tifoso del Trapani non avverte alcuna vicinanza nei confronti del Catania.
      Per il resto, i motivi dell’insofferenza che mezza Sicilia può nutrire nei confronti di certa “palermitudine” risiedono tutti nell’incipit di questo articolo. “Trapani colonia rosanero” è un concetto odioso e che rispecchia proprio l’attitudine spocchiosa ed egemonica sia di molti palermitani, sia della loro classe dirigente. I legami fra moltissimi trapanesi e moltissimi palermitani sono molto solidi (studio, lavoro, affetti) ma è altrettanto vero che – politicamente ed economicamente – Palermo è sempre stata un vicino di casa invadente e ingombrante. E pure un po’ ingrata. Se ci fosse più umiltà, ci sarebbe più rispetto.

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