lunedì 23 ott
  • Gli italiani e la mafia

    Un siciliano in trasferta è sempre oggetto di attenzione e curiosità. Forse sono finiti i tempi della diffidenza assoluta, la verità, anche perché ora gli italiani sono tutti più impegnati a parlar male degli immigrati clandestini, brutti, sporchi e cattivi, come venivamo classificati noi quando emigravamo là sopra.

    Una cosa però rimane sempre, una specie di marchio di fabbrica che ci accompagna nostro malgrado ovunque andiamo e che quasi ci eravamo dimenticati di “possedere”: l’associazione Sicilia-Mafia. Non mi capitava da tempo. L’ ultima volta era stata ad una gita scolastica ad Atene in cui i camerieri appena sentivano “Sicilia” rispondevano a botta “Mafia!”. Parevano tanti robbò.

    Mi è ricapitato pochi giorni fa, in occasione di un viaggio in Veneto. Parlando del più e del meno con un tassista, il livello della conoscenza del fenomeno mafioso è apparso chiaro fin da subito. Mi scappa un innocente «qui è tutto pianura, non ci sono montagne». Una cosa detta così, tanto per fare conversazione. «Già», risponde prontamente il loquace tassista in dialetto veneto stretto che io non sarei in grado di riprodurre, «qui non ci sono le montagne, però la mafia c’ è lo stesso».

    Ah ecco, tutto chiaro. In Sicilia c’è la mafia perché ci sono le montagne. Quindi probabilmente il mafioso per una parte d’Italia è ancora il brigante ottocentesco ammucciato nella macchia.

    Il tassista continua in un quasi monologo dicendo che «comunque lì la mafia è più discreta, non uccide in mezzo alla strada come giù a Palermo», e alla fine, dopo aver fatto un quadro di tutta la situazione, parlando quasi con autocompiacimento della grave situazione veneta, fatta di intimidazioni e minacce, conclude con una perla di saggezza. «Comunque con la mafia bisogna conviverci, se non vuoi grane. Meglio far finta di non vedere nulla così campi tranquillo».

    No, dico così, senza polemica. Non sono solo i siciliani ad avere la mentalità mafiosa, nel caso ci fosse bisogno di ricordarlo.

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  • 11 commenti a “Gli italiani e la mafia”

    1. le frasi “lì la mafia è più discreta…Palermo” e “comunque con la mafia…campi tranquillo”, non sono mie ma del tassista.Avevo utilizzato un corsivo.Eliminandolo andavano quantomeno virgolettate.Chiedo a Rosalio, se possibile, di rettificare

    2. che dire ……POLENTONI!!!!AHHAHAHAH

    3. Virgolette o meno mi semraa un post stereotipato e inutile.

    4. rosaria sull’ inutilità del post se ne può discutere.Ma se il post è stereotipato anche la realtà è stereotipata.Non ho fatto altro altro che rilevare un fatto.Agli occhi degli altri siamo noi siciliani “i cattivi”, i “delinquenti”, quelli dalla mentalità mafiosa.E questo, riferito a molti siciliani può essere vero.E non solo, noi siciliani stessi amiamo autoaccusarci.Pensiamo di andarcene fuori e trovare tutto bello e pulito persone perbene, mentalità aperta, tutto perfetto.La collusione tra politica e mafia a livello nazionale dimostra che non è così.Una banalissima e superficiale conversazione con un tassista veneto conferma ancora di più questa realtà.Tu mi puoi dire “lo sapevo già”.Ma altri, ti assicuro, sono ancora convinti che la mafia esista solo in Sicilia e che la mentalità del Nord, come di qualsiasi altra parte del mondo, è migliore a prescindere.Ecco che un post come questo, per determinate persone, potrebbe(dico potrebbe) tornare utile per comprendere meglio la realtà in toto.Detto questo, noi siciliani dobbiamo lavorare ancora molto per migliorarci,ma non si creda che le altre culture siano perfette o migliori, il marcio è ovunque.Fine 🙂

    5. Dopo le recenti inchieste ad esempio sulla criminalità organizzata in Lombardia (Cosa nostra, ‘Ndrangheta, Camorra, Sacra corona unita) sono venute fuori storie di imprenditori settentrionali che hanno pagato e non hanno denunciato le estorsioni.
      Quindi è crollato come un castello di carte lo stereotipo secondo il quale i meridionali si meritano la mafia perchè sono omertosi.
      Dietro una minaccia o la richiesta di denaro per “mettersi a posto” molti imprenditori, meridionali o settentrionali, hanno lo stesso comportamento.
      Una differenza però c’è, ed in questo per una volta siamo più avanti del Nord, specialmente in Sicilia: qui sono nate associazioni antiracket ed altre come Addiopizzo, che nel Nord italia non sanno neanche cosa siano.
      Diciamo che, assieme allo schifo che ancora c’è in giro qui, è avvenuto un cambiamento culturale che fino a qualche decennio fa ci sognavamo.
      Per quanto riguarda l’associazione Sicilia-mafia che si fa al Nord o all’estero, penso che ci dobbiamo rassegnare ad averla per ancora molti decenni a venire, ma nello stesso tempo a non farcene un problema esistenziale.
      Io, al riguardo, faccio sempre il paragone con i tedeschi che, per molti anni ancora, avranno sul groppone il marchio nefasto del nazismo e che, piano piano, cercano di scrollarsi di dosso, ma ci vorranno ancora delle generazioni.
      La differenza però, sta nel fatto che il nazismo si è concluso con la fine della guerra, mentre qua la guerra non è mai finita.

    6. Già ti vedo, sul tassì, stile Johnny Stecchino! Ah ah ah! Le mitiche “piaghe”!!! La pianura, ma è la natura! Le montagne, ma è la natura! Ah ah ah.

    7. @pablo mi hai tolto le parole di bocca: nessuno parla del grado di avanzamento che la società civile è riuscita ad acquisire, negli anni, dopo le stragi.Al nord invece, il problema è venuto fuori troppo di recente perchè la gente sia preparata.Con questo non vuol dire che siamo arrivati, la guerra è ancora aperta appunto.
      @alfonso: ahahaha…si hai dipinto bene la situazione…pressappoco era così! 😉

    8. Sbarcato dalla nave in crociera ad Haiti un tizio nero nero mi dice come prima cosa “ah Sicilia, How is the mafia”, e io ” the Same as in Haiti”, s’agghiacciô!

    9. E infatti noi siamo ridotti così perché ci abbiamo convissuto.Dunque gli altri si accingono a vivere quello che noi abbiamo vissuto e a diventare nel futuro quello che siamo oggi.

    10. …a me un simil fatto è capitato a Valencia!!!un tassista curioso e socievole ci chiesto di noi e dopo che io e miei amici abbiamo raccontato di essere di Agrigento, lui con l’aria di chi si sente gente per bene, ha espesso la sua sentenza decretando un bel: “ah sii…quindi mafia???un’illazione per lui consona, che ha accompagnato anche con un sorriso tipico di chi crede di sapere il fatto suo!!bene,della serie, “te la sei cercata”, abbiamo cominciato a guardarlo male come leggenda narra, con sguardi simili a quelli Caronte e cosi’ poco c’è voluto che ci chiedesse di tenerci i soldi della corsa!!!non va bene!!apriamoci la mente!!!la mafia è ovunque ,purtroppo, anche dove non ci sono le montagne e va combattuta allargando i nostri orizzonti e le nostre idee!!!

    11. Io sono d’accordo fino ad un certo punto…la mafia esiste dovunque..certo.Ma noi siamo “Famosi per la Mafia” come gli spagnoli sono famosi per i tori e per le ballerine di flamenco o come i baschi sono famosi per l’ETA(tanto per rimanere piú o meno in tema).Ma la gente che all’estero dice mafia, lo dice come se noi uscissimo tutti da un film di Al Pacino o De Niro…questi non ne sanno nulla di che cosa é veramente la mafia…da loro il concetto Mafia é, piú o meno, uguale alla corruzione…un concetto che da noi rimane molto corto, dato che ormai la mafia non é solo “criminalitá organizzata” ma é qualcosa che modifica giornalmente il nostro comportamento.Questo puó essere detto sia dei Siciliani, che dei meridionali tutti e adesso anche al nord: questa mentalidá del “Meglio se stai zitto!” ormai si é diffusa in tutta Italia, ma non credete che sia parte di tutte le culture europee perché vi sbagliate di grosso.Fermo restando che la mafia non uccide per la strada a cuor leggero a Palermo (in questo il veneto é razzista…).

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