giovedì 19 ott
  • Cuffaro e il vitalizio

    L’ennesima indecenza che si compie sotto gli occhi di tutti.
    Da tre anni, Cuffaro percepisce un vitalizio da 6000 euro al mese. Il suo reato non è tra quelli ammessi per la sospensione del vitalizio, appunto.
    La Sicilia si conferma, nostro malgrado, irredimibile. Ripenso all’antimafia da bar, quella di cui si straparla davanti ad un caffè.
    Rivedo le parole, gli slogan, validi per la campagna elettorale. Scorgo la schiena dritta di chi, e sono migliaia va detto, deve arrabbattarsi con una crisi senza precedenti e sorride amaro, davanti all’ennesimo caso di indecenza in salsa siciliana.
    Non è solo una questione di giustizia, questa, ma anche di messaggi che vengono dati. Mi chiedo come sia possibile che accadano cose del genere. Qual’è il cortocircuito che permette queste indecenze?
    Abbiamo perso tutto. Insieme ai martiri, fatti saltare con il tritolo, abbiamo smarrito la speranza e la ragionevole certezza di un cambiamento.
    Con molta probabilità, adesso, si proverà a rimediare. La pezza, sono certa, sarà peggiore del buco e procederemo voltandoci dall’altra parte.
    Irredimibili e senza la necessaria indignazione, quella che forse potrebbe sanarci. Siamo davvero questo?
    Forse sì.
    Umiliazione sconcerto. Tutto qui.

    Ospiti
  • Un commento a “Cuffaro e il vitalizio”

    1. Bel discorso, ma ti ricordo che Cuffaro e’ ancora benvoluto al massimo da una bella fetta della Sicilia che si indigna tanto contro la mafia (a parole). Non sai quante volte ho parlato di Cuffaro e mi e’ stato detto: “Mii, u’ zzu’ toto’cuffaro, bravu cristianu e’! Ci fici attruvare travagghiu a tanti cristiane! Ci fici dare l’invalidita’ a mme’ cuggino! Bravu cristianu e’!”. Finche’ non si cambiera’ la testa dei siciliani (cioe’ mai) i tipi come Cuffaro avranno la vita facile…

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