sabato 10 dic
  • Ma prima l’aperitivo non era solo al Berlin?

    Berlin Cafè

    C’era una volta Palermo, quella della prima volta e del primo aperitivo. Quello a cui «ma davvero non vieni?». Un po’ fighetto o un po’ radical chic, attributi un tempo differenti, adesso pressoché sinonimi. Insomma, c’era una volta l’aperitivo più “per strada” di sempre, l’unico. Quello che in teoria si svolgeva il mercoledì, in pratica o ti stanziavi lì dal lunedì al venerdì oppure eri sfigato. Ma adesso, come funghi proliferi di campagna, spuntano qua e là, in disordine, confondendo la mia mappa urbana di long drink. E mi chiedo: ma prima l’aperitivo non era solo al Berlin?

    Mi ritrovo al volante del mio calesse a quattro ruote, a passeggiare lungo il quadrilatero più alcolico di Palermo, tra via Gaetano Daita e via Simone Corleo, via La Lumia, ma anche via Libertà e stradine limitrofe. Non trovo un parcheggio e neppure un posteggiatore, invoco la Santuzza, seppur con fine profano, sperando mi tenda una mano (e un posto-auto). Neppure l’ombra. Sono quasi le otto di sera e i negozi stanno per chiudere, alcuni addirittura sono deserti come capita sovente in questo periodo. Vetrine piene zeppe d’abiti e accessori, ma la gente? Mi convinco che “a tampasìo” non ci sia nessuno. Eppure il posto-auto non lo trovo, dunque la gente da qualche parte sarà. Ma con chi è? Cosa fa? Dov’è? Finalmente parcheggio. Un po’ distante dal mio punto d’arrivo. Sono a piazza Croci, ma ne approfitto per una passeggiata a piedi verso il Politeama. Ecco svelato tutto. Locali, pub, paninerie, drinkerie, ristoranti, tutti pronti per “l’apericena”. La gente sta lì e anche se non trova un posto a sedere, non rinuncia allo sgabello per strada, perché non importa dove sorseggi il tuo martini, ma con chi. Allora mi richiedo: ma prima l’aperitivo non era solo al Berlin? E poi, ma perché tutti adesso lo chiamano “apericena”?

    Ben lieta di constatare che pane-panelle-crocché-sfincione-alcol non conoscono crisi, mi appresto a curiosare per vedere di che si tratta. Da mangiare c’è da mangiare. Da bere c’è da bere, come se non ci fosse un domani. Musica… C’è anche la musica. E ggggente? «Che ggggente c’è?». Che poi si sa è quella che conta quando “ti fai l’aperitivo (o l’apericena perché il mood di questi appuntamenti è mangiare-mangiare-mangiare-bere-mangiare-bere-bere-bere)”. Curiosa come buona regola impone ai discendenti dei bipedi pelosi, osservo: gente incravattata che mostra orologi sul polsino alla Gianni Agnelli, anche se magari poi si ritrova ad averne poco di polso. Donzelle in minigonna, anche se dalla regia mi suggeriscono che adesso si indossano gli “shorts”. Insomma, un ventaglio poliedrico di maschere e pochi volti, pirandellianamente parlando.

    Ma il punto non è questo. Resto meravigliosamente stupita di come lungo quella zona si sia diramato l’uso e poi il costume dell’aperitivo. Mi accorgo di come il Berlin abbia creato prototipi. Prototipi di volti, musiche, “apericene”, ceres, orologi sul polsino, pr ma anche dj. Eppure una volta era da solo, leader urbano e alcolico di mercoledì e settimane. Ma se adesso si ritrova in buona compagnia questo qualcosa vorrà dire. Forse che Palermo stia cambiando? Le facce non di certo, i luoghi perlopiù. Vien da dire “eppur si muove”: si muove la voglia di fare, di organizzare, di mangiare buon pesce (chi non è stato in Pesceria rimandato a settembre!), di inventare e reinventarsi, di risorgere dalle proprie ceneri come l’araba fenice. Perché dobbiamo parlare sempre di crisi? Mi piace pensare che una volta tanto si possa raccontare di aperture e non chiusure. E che forse si possa sorridere dinanzi a cinque giri a vuoto in cerca di un posteggio e per qualche cin cin di troppo.

    DISCLAIMER: non è stata corrisposta alcuna somma per questo post.

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  • 6 commenti a “Ma prima l’aperitivo non era solo al Berlin?”

    1. ahahah, “il quadrilatero più alcolico di Palermo” mi sa che quella Radical Chic sei proprio tu, come la stragande maggioranza dei “fighettini” di questa splendida città.
      hai mai sentito parlare di taverne?
      Il quadrilatero più alcolico di Palermo (per seguire una tua definizione)comprende le zone limitrofe all’incrocio: via Roma – via Maqueda e diventa sempre più grande e variegato. Come al solito però parlare di centro storico ad un palermitano è come offenderlo…mah!…ciao RC N.B. W il Berlin 🙂

    2. Beh almeno non hai trovato un “posteggiatore” (sic!) !

    3. … se sapessero che ci mettono, alcuni, nelle vaschette dell’aperi(schifo)cena…. ciaoooooooooononcivengopiùùùù!!!!

    4. Scusami Paolo Rozzi , ma che vuoi dire????

    5. odio la parola “apericena”…quasi più dei neologismi anglofoni

    6. Ma in quale palermo vivi?
      shorts, minigonne, polsini, aperitivi…fighetti del c…

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