sabato 3 dic
  • Un nuovo modello per Palermo, amministrare con i cittadini

    Palermo, per risollevarsi dal punto in cui si trova, per allinearsi al “cambiamento” di molti suoi cittadini e cittadine, per il raggiungimento di un reale benessere di tutta la sua collettività, necessita di un nuovo modo di amministrare. Un modo inedito che non può essere fondato che sulla partecipazione dei cittadini: non si può riparare una casa cadente abitata senza il coinvolgimento di chi la abita.

    Per ottenere questo, oltre che una cultura e una pratica della partecipazione nella cittadinanza, occorre una strutturazione di strumenti, normative e prassi da parte della amministrazione che garantisca il processo partecipativo in tutti i suoi livelli (informare, ascoltare, consultare, costruire insieme, decidere insieme) e lo renda praticabile in tutte le fasi di ogni importante atto amministrativo (informazione, discussione/costruzione, decisione).

    Per esempio, nella redazione di un nuovo piano regolatore le cittadine e i cittadini dovrebbero essere ben informati sulle premesse e gli obiettivi che l’amministrazione si pone, dovrebbero essere sistematicamente consultati riguardo le loro esigenze, dovrebbero poter partecipare al processo di costruzione con le loro proposte, avendo a disposizione tutte le documentazioni necessarie,dovrebbero prendere parte alla scelte finali.

    Per questo motivo decine e decine di organizzazioni cittadine, sin dall’insediamento di questa amministrazione, hanno fatto una serie di richieste, alcune in via prioritaria
    (vedi http://www.facebook.com/notes/comitato-bene-collettivo-amministrare-con-i-cittadini/incontro-8-luglio-sulla-partecipazione/599325670183528/):

    • l’attivazione di alcuni strumenti di partecipazione già previsti dall’attuale statuto comunale quali le conferenze cittadine, art. 22 (momenti istituzionali di informazione), le consulte tematiche e territoriali, art.13 (ambiti di raccolta di esigenze e proposte), l’albo delle libere forme associative, art. 10 (aggregato di competenze e professionalità a disposizione della collettività) ecc.;
    • l’attivazione di una piattaforma web di e-participation della città di Palermo con la pubblicazione dei dati, piani, progetti inerenti ai processi amministrativi già in corso ecc.
    • l’approvazione di un “nuovo statuto comunale”, già elaborato dalla cittadinanza assieme a parti dell’amministrazione, fondato sulla programmazione condivisa e la trasparenza degli atti amministrativi oltre che sulla implementazione degli strumenti di partecipazione quali bilancio partecipativo, referendum propositivo e abrogativo ecc. Una nuova bozza di statuto comunale caduta totalmente nel dimenticatoio;
      vedi
      http://www.benecollettivo.it/images/stories/docs/BozzaNuovoStatutoComunale.pdf
      http://www.benecollettivo.it/images/stories/docs/sintesi%20nuovo%20statuto.pdf
      http://www.benecollettivo.it/images/stories/docs/presentazione_statuto_comitato_bene_collettivo%20.pdf;
    • l’approvazione di regolamenti che normano in maniera precisa tutti i processi partecipativi richiesti, uno tra tutti il “regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani” (sul modello adottato dal comune di Bologna e poi da altri comuni);
    • una organizzazione comunale e un modo di amministrare da parte di sindaco, giunta, consiglio comunale ecc. che tenga ben conto di tutto ciò.

    Per agevolare questo processo di strutturazione istituzionale della partecipazione a Palermo, garanzia contro qualsiasi altro malaffare, le 50 organizzazioni, oltre a formulare richieste, hanno prodotto e consegnato alla amministrazione un modello amministrativo molto dettagliato e supportato da varie documentazioni, offrendo anche la propria collaborazione in qualità di singoli, associazioni o comitati, professionalità.
    Un modello, frutto di due anni di complesso lavoro e di una variegata “intelligenza collettiva”, che tiene conto di molte della realtà già attive in città e di tutte le altre che in futuro si vorranno inserire, e che consente soprattutto la partecipazione di tutte le categorie sociali e culturali relativamente a ogni tematica amministrativa.

    Vedi http://www.facebook.com/notes/comitato-bene-collettivo-amministrare-con-i-cittadini/schema-quadro-sulla-partecipazione-nella-citt%C3%A0-di-palermo/604734782975950/

    Purtroppo, nonostante le numerose promesse, il lungo lavoro condiviso con parti della amministrazioni, gli incontri, i dibattiti, le presentazioni pubbliche, molto poco si è ottenuto: solo un sintetico regolamento delle consulte, l’approvazione delle linee guida open data e la realizzazione di un portale open data con pubblicazione di alcuni dataset (mancano però quelli sulle attività amministrative in corso), l’approvazione di un progetto per un portale di e-participation .

    E intanto la amministrazione continua inesorabilmente a fare scelte importanti per la collettività senza tenere conto del volere di questa e, spesse volte, andando in contrasto con questo. Professandosi però pubblicamente a totale favore della ‘partecipazione’ tanto da promuovere importanti eventi legati ad essa che non hanno però purtroppo alcun valore sostanziale ma solo formale.

    Perché tutto questo? Perché questo modello amministrativo, che la quasi totalità della cittadinanza attiva vuole, inevitabile per le sorti in cui si trova Palermo, non viene realizzato? Ci sono dei reali impedimenti? Quali sono?
    Cittadini di Palermo valutate voi.

    Maggiori dettagli su www.benecollettivo.it.

    Ospiti
  • 2 commenti a “Un nuovo modello per Palermo, amministrare con i cittadini”

    1. Grazie per la bella presentazione del lavoro.
      Speriamo che il sindaco Orlando e chi lo collabora, diano una spinta necessaria a questo percorso. Palermo si salva solo tramite l’impegno della cittadinanza ,le azioni calate dall’alto non hanno speranza di successo.E oggi sembra che alcuni elettori abbiano capito chi fa sul serio e chi no.

    2. Benemerita azione del COMITATO x il BENE COLLETTIVO. GRAZIE!!!
      Questa amministrazione, questo Sindaco, si stanno rivelando deludenti e “cialtroni” tanto quanto i predecessori, con la variabile dell’impegno di un migliore ufficio stampa.
      Ma la città, agonizzante, peggiora: costoro che non la curano (inclusi moltissimi dei suoi abitanti; abitanti, non cittadini) sono dei veri criminali. La Polizia Municipale un orpello costoso, pagato da tutti, ma utile solo ad aumentare la vendita dei caffè e dei cannoli al bar 🙁

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