venerdì 9 dic
  • Si gira “War’s Sunrise”

    Dopo i risultati raggiunti con la web serie Shadows of the Plague ho deciso di dare inizio alle riprese di War’s Sunrise, il mio primo cortometraggio di guerra con la collaborazione del club Terronisti soft air di Palermo. Io ed il mio staff abbiamo iniziato a girare il 5 agosto all’aeroporto abbandonato di Birgi.

    Si gira “War's Sunrise”

    Prima di lasciare definitivamente la mia amata Sicilia (in quanto sono stata presa al Centro Sperimentale di Cinematografia – sede Abruzzo) ho deciso di realizzare questa mia ambizione e dare vita ad un corto prettamente drammatico. Via, dunque, l’horror e il fantasy. Un progetto che sta interessando diverse persone, esperti di effetti speciali (come Daniele Nozzi, effettista di Roma) di guerra (come i “Terronisti” tra i quali Roberto Barbaria, che si sta occupando di tutto ciò che riguarda le strategie di attacco e il coordinamento dell’esercito) e di scrittura (con la supervisione del regista americano Brian Merritt). Gli attori da me scelti sono per lo più militari e appassionati di Soft air, nessuno conosce l’ambiente militare meglio di chi l’ha vissuto per davvero, fatta eccezione dei due attori Giuseppe Randazzo e Giuseppe Sardo che vengono dal settore cinematografico. La Sicilia, a parer mio, si presta bene a film del genere, per i suoi magnifici scenari di città abbandonate, ma non é stato l’ambiente a spingermi verso questa direzione. Già dopo shadows sentivo il bisogno di esprimere quale fosse realmente la mia regia, premeva la necessità di una “crescita” sia tecnica che tematica. In un periodo storico dove la guerra viene fortemente avvertita da tutti, anche grazie alle cruenti testimonianze sui social, volevo lanciare un messaggio piuttosto semplice ma che fa da perno all’intero film. Ovvero la tematica del cambiamento. La guerra cambia (in peggio) o semplicemente rivela le persone nella loro bestialità. Una visione pessimistica, la mia, che si riconferma ancora (già vista in Shadows dove però la regia era condivisa con Alessio Messina). Nei miei lavori non esistono eroi. Credo che questo concetto del non-eroe vada contro le regole filmiche di scrittura. Sappiamo bene che ogni storia deve avere il suo eroe…ebbene per me non è credibile. Specie in un contesto così violento come quello bellico, dove il soldato è portato (per stress e spirito di sopravvivenza) a dover per forza lottare per vivere. Anche a livello tecnico si avverte il forte cambiamento tra la vecchia regia (di Shadows) e la nuova, mentre nel primo caso il tutto veniva narrato dentro un sogno (quindi pretendevo scene girate con dolly, carrelli, steadycam) nel film di guerra utilizzo solo lo spallaccio, alternato con soggettive in go pro e uso violento dello zoom al posto delle solite carrellate. Prima di girare War’s Sunrise ho studiato con cura quasi maniacale le riprese del film The hurt locker, regia della Bigelow e non so quanti video reali di guerra, ripresi dagli stessi soldati che combattevano e morivano sul campo, un qualcosa non facile da digerire. Il tutto per dare maggior realismo al prodotto finale. Credo molto in questo progetto e stiamo (io ed il mio staff tecnico ed artistico) investendo tutte le nostre energie per tirar fuori qualcosa di nuovo e buono. Sono certa che ne sentirete parlare.

    Si gira “War's Sunrise”

    Si gira “War's Sunrise”

    Si gira “War's Sunrise”

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  • Un commento a “Si gira “War’s Sunrise””

    1. Beh dire che quelli che fanno soft air hanno visto la guerra mi pare un po’ esagerato… Forse dovevi affidarti a persone più esperte e a chi la guerra o comunque le operazioni di pace le ha viste davvero…

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Si gira "War's Sunrise", 1.0 out of 5 based on 1 rating