venerdì 2 dic
  • PalermoInter2014

    Palermo-Inter 1-1

    Negli anni ’80, quando il Palermo giocava nei campi ostici e antipatici della serie C, esistevano solo tre squadre nell’immaginario calcistico dei bambini: Inter, Juventus e Milan. E nell’epoca in cui le partite si ascoltavano alla radio e si attendeva il 90° minuto con Paolo Valenti per vedere le azioni più importanti e soprattutto i goal, i giocatori più forti e talentuosi erano dei semidei a cui si sognava di rassomigliare quando si calciava un Super Santos contro la saracinesca di un box perché, come per magia, non era Tizio o Caio che aveva “segnato” ma Matthäus, Baggio o Van Basten. E non c’era niente di più bello che andare all’indomani a scuola quando la propria squadra vinceva contro un’altra delle “strisciate”: il lunedì, infatti, non era poi così male se c’era da “sfottere” il compagno di scuola, così da guardarlo dall’alto verso il basso. Al contrario, in caso di sconfitta, meglio tentarle tutte per assentarsi e, il giorno dopo, fare finta di nulla. Sì, l’ardore per la propria squadra del cuore era tale da condizionare gli stati d’animo e finanche il modo di accostarsi alla gente, perché la prima cosa che si chiedeva ad un altro bambino, mai visto prima, era: «Ma tu per quale squadra fai il tifo?». E se la risposta era gradita, l’amicizia cominciava nel migliore dei modi. Ma il 2 giugno 1991, una settimana dopo la prima comunione, un mio caro parente s’inventò un regalo che mi cambiò la vita: la partita allo stadio, in curva. In quella domenica il Palermo – dove giocavano, per intenderci, gente come Roberto Biffi, Pietro Assennato e Giorgio Sandro Cangini – affrontava in casa la Fidelis Andria e c’era il tutto esaurito con tanto di record assoluto di incasso per un campionato di serie C. La promozione in B, infatti, era ad un passo e alla fine puntualmente avvenne con tanto d’invasione in campo. Fu allora che il “rosanero” sconvolse la mia passione calcistica, spaccando in due il mio cuore: da un lato il Palermo, dall’altro l’Inter. Sì, perché da ragazzino, in solitario, andavo allo stadio per guardare le peripezie dei rosanero contro l’Acireale, il Savoia e la Battipagliese (io c’ero quando il Palermo retrocedette in C-2). E, di converso, non mi perdevo neanche un’amichevole in televisione dell’Inter, con tanto di maglia addosso di Ronaldo. Una spartizione dell’affetto tollerabile, perché le due squadre appartenevano a due mondi diversi, l’uno inavvicinabile all’altro (come avere una fidanzata in America e l’altra in Australia). E così fu fino a quando un certo Maurizio Zamparini non ebbe l’idea di prendersi il Palermo e di portarlo, nel giro di due stagioni, nella massima serie. D’allora, eccetto la brutta parentesi della scorsa serie B, quando i rosanero e i nerazzurri s’incrociano, assisto alla partita più “difficile” dell’anno, perché schiacciato dalla passione per entrambe. È una situazione emotiva complicata da spiegare perché se il Palermo segna sono “contento” ma, allo stesso tempo, sono “triste” perché l’Inter ne subisce uno. Sì, trattasi di sdoppiamento della personalità vero e proprio. Da un lato dovrei dedicare tutta la mia passione calcistica alla città che mi ha dato i natali e in cui vivo; dall’altro, però, non posso dimenticare le emozioni – positive e negative – che hanno nutrito la mia passione nerazzurra. Morale della favola? Ics. Sì, proprio com’è accaduto ieri sera. Un punto per uno e dalla prossima potrò tornare a “tifare” per l’una e per l’altra, senza disgiunzione. P.s. Sono certo che si storceranno i nasi di chi è nato alcuni anni dopo il 1981. Ma il calcio di oggi – e non sta a me dirlo – ha perso quella poesia che aveva quando l’album Panini lo portavi con te e sapevi perfino chi era l’allenatore del Baracca Lugo nel 1990…

    (foto U.S. Città di Palermo)

    Palermo
  • 27 commenti a “Palermo-Inter 1-1”

    1. Sì, si possono tifare due squadre ed hai risposto benissimo alle critiche che spesso subiscono chi vive la tua stessa situazione… e poi chi l’ha detto che bisogna per forza tifare per la squadra della propria città?

    2. DI MALE IN PEGGIO… Ma se dovessi commentare in modo esauriente poi dovrei replicare a considerazioni quantomeno assurde, sofismi, e altre corbellerie. Il post comincia male e finisce peggio, né testa né coda, minestrone insipido, sprovvisto dei contenuti, perlomeno accettabili di chi vuole giustificare una misera passione esterofila per la vittoria, per procurazione. Per la vittoria, non per il sentimento o le motivazioni sociali. Qui mi fermo come promesso, c’è un aereo da prendere oggi pomeriggio ( per andare a fare abbili a Mondello, e Palermo, ognuno ha le proprie perversioni 😀 ), preferisco godermi il tempo che resta da qui al decollo.

    3. Cangini si chiamava Sandro, non Giorgio! Giorgio era Lunerti!

    4. Anch’io sono nato negli anni 80 e tifavo Juve… Oggi, se devo scegliere, preferisco il Palermo ma il primo amore non si scorda mai!

    5. Divertente 🙂 Ed è vero che da piccoli si chiedeva prima la squadra del cuore. E dopo seguiva un “bleah” se non piaceva!

    6. Minç*iate col botto.
      Cominci male Giannò.
      Personalmente non ho nessuna forma di discriminazione religiosa, razziale, ecc. ecc., tranne che … i froçi calcistici come li chiamo io.
      La poligamia calcistica non esiste, esistono quelli come te che in buona sostanza sono “canciabanniera”, sono “strisciati” dentro ma oggi si trovano in una realtà che a usare la tua metafora… diciamo che … L’amante australiana e quella americana vivono insieme e tu candidamente adducendo una teoria truffaldina vorresti fare sexxo con entrambe.
      Sai che c’è? Che se anche tu pensassi, messo alle strette di dover decidere di amarne una sola…, NON puoi.
      Perchè? Perchè una delle 2 è rappresentata da me, che a mia volta rappresento i tifosi palermitani ( del Palermo calcio) “monogami ed eteromasculazzi” e che prima che tu possa continuare quest’orgia mentale, ….
      TI LASCIA.
      Si Giannò, siamo NOI, che non ti vogliamo e NON ti lasciamo scegliere, va, va con quell’altra, sarai più felice tu, e sicuramente NOI.

    7. No! Caro Walter, posso ovviamente rispettare ma mai condividere questo pensiero. Negli anni 80 c’erano già padri che crescevano figli spiegando un concetto a me molto familiare: “Quelli rosa siamo noi”, nessuna integrazione ulteriore alla frase. Era il 1987 ed ebbi una paura matta (e vorrei vedere, avevo solo 3 anni!) quando Cancelli infilò il portiere del Siracusa, tutti attorno a me gridavano e temevo che alcuni ragazzi a cavalcioni della balaustra soprastante mi cascassero addosso proprio mentre stavo in braccio a mio padre in piedi su un seggiolino della curva sud inferiore. Pochi attimi dopo capii, non mi sentivo più minacciato, i volti erano benevoli: non si urla solo per piangere o dopo essersi fatto male durante giochi da bambino, lo si può fare anche dopo un gol di “Quelli Rosa”. Fu così che 2 anni dopo mio padre finì trasferito in un piccolo paesino in provincia di Messina, Venetico Marina. Lì frequentai la scuola elementare. Nel primo giorno di scuola la cabala mi assegnò Giorgio come compagno di banco, lui veniva da Spadafora, il paese accanto Venetico, e per rompere il ghiaccio mi chiese: “Per chi tifi”. Risposta facile: “Per il Palermo”, “No dico, per chi tifi in Serie A” volle precisar, “Per il Palermo” risposi di nuovo ma lessi nel suo volto perplessità quindi provai a spiegarmi “Io tifo solo per il Palermo, è la squadra della mia città”. Sembrò non capire ma si arrese presto. La domenica successiva un collega convinse mio padre, allo stadio comunale si giocava il gran derby: Venetico Marina – Spadafora. Il campo lo vedevo dalla terrazza di casa, terra battuta ed una sola gradinata con copertura in legno. In campo non c’erano “Quelli Rosa”, non sapevo come comportarmi, dopo 30 minuti mio padre decise che poteva bastare e mi portò via. Per le domeniche successive, e per i seguenti 13 anni, ogni venerdì dopo l’orario di lavoro tutta la famiglia saliva in macchina, destinazione Palermo. Domenica allo stadio e dopo la partita si tornava in trasferta a lavoro o a scuola. In 30 anni di vita ho limato o del tutto cambiato idea probabilmente su qualsiasi cosa, solo una è la certezza che mi accompagna: mai e poi mai si possono tifare due squadre di calcio, e mi dispiace per gli altri…

    8. Spero che le nuove generazioni tifino solo Palermo,la mentalità italiota ti fa credere che sia meglio tifare per un squadrone per un fatto di “superiorità” ,quando invece la maggior parte di questi tifosi fasulli non hanno mai visto neanche una partita allo stadio…gli Inglesi sono avanti luce su questo

    9. Vincenzo Allotta!.
      E ho detto tutto.

    10. @Goku, fammi capire. Sei tu a decidere se io debba o meno sostenere il Palermo? Libero di criticare ma non esagerare nell’affermare che “noi non ti vogliamo”. Noi chi? Nessuno può permettersi di limitare le emozioni altrui.

      @Vincenzo, splendido intervento. Ma sei l’eccezione che conferma la regola di allora. E lo sai benissimo… Parlo con cognizione di causa, mosso dall’esperienza personale. Tra noi “zisani” di dieci anni, erano le tre strisciate ad avere la meglio…

    11. Sarti Burgnich Facchetti Tagnin Guarneri Picchi Jair Mazzola Peirò Suarez Corso ( il sinistro di Dio )
      e il cielo si tinse di nerazzurro

      Pontel De Bellis Giorgi Benedetti Giubertoni Malavasi Fogar Tinazzi Troja Cipollato Postiglione
      ma cu su ? Mxxxia Postiglione !!! Ahahah
      ” U popularu, u popularu c’è ” ” M’arristaru l’uittimi !”

      Insomma, leggende del calcio italiano e folklore provinciale.
      Le due amanti ? Si, certo, Tina Pica e Brigitte Bardot al tempo erano due attrici.

      Il tifoso rosanero ogni tanto ha dei sussulti d’orgoglio, si ricorda di essere un palermitano purosangue.
      ” Noi non ti vogliamo ! ” Non vogliamo canciabanniera, facciuoli, ascari”
      ” Noi non vogliamo Zamparini ! ”
      Orgoglio, amore eccessivo, passione eterna e non che viene e che va.
      Però l’anno scorso il Barbera restò sulu, come la strata dei Fratelli Mancuso. E mai un post su “rosalio”.

    12. Solito grande post di Manuelo. Ma lui è il Paolo Conte del cinema.
      E i suoi post sono flash di cinema.
      Giannò persevera, allora approfondiamo.
      Lui è in cerca di visibilità con questo post, grazie al Palermo, se non ci fosse il Palermo non ci sarebbe questa rubrica e Giannò andrebbe a scrivere, forse, in un sito strisciato.
      Premessa, per sottolineare la perversione emotiva dei faccioli.
      Quale emozione? Erano e sono tifosi della vittoria, i tifosi “strisciati”, non c’entrano niente con le emozioni reali, è per sentirsi vincenti, invece sono perdenti proprio per il ruolo di “inferiori” nei confronti di chi adulano.
      Il tifo vero ha implicito il senso di appartenenza, l’identificazione, e allo stadio una sorta di rito tribale identificativo. Anzi, fin dall’approccio allo stadio.
      I tifosi strisciati non c’entrano un caz…zo coi simboli e con gli elementi sociali delle città di Torino e Milano; quando vogliono spacciare per emozione il loro tifo strisciato mentono, per nascondere che loro sono attratti SOLO dalla vittoria, per un perverso meccanismo psicologico, quello del poveraccio che, per procurazione, ha bisogno di illudersi di essere vincente… tra l’altro, ORA, è il tifo per industrie disumanizzate, composte da accaniti mercenari d’importazione, che non c’entrano nulla coi sentimenti e l’identificazione. Vittorie ottenute spesso barando, quindi tifano per bari, e negli ultimi tempi, spartendosi gli introiti del calcio in modo simile ai metodi delinquenziali. Tifano per costoro i tifosi palermitani “rinnegati del tifo”.
      Non capiscono nemmeno i danni sociali che fanno, perché la ricchezza delle strisciate è consentita in particolare dal tifo dei tifosi strisciati meridionali, usati come numeri (utili-idioti) in sede contrattuale – per calcolare gli introiti – dalle aziende calcistiche strisciate. Tolgono di fatto risorse economiche alla squadra delle loro città, gli strisciati palermitani, e con essi gli indotti possibili. Pero’ cercano visibilità grazie al Palermo, specialmente i cronisti palermitani strisciati… mentalità da strisciati, appunto.
      L’incipit di Giannò è pessimo: “quand’era in serie C”. Luogo comune, frase fatta, che lascerebbe pensare che il Palermo chissà quanto tempo ha trascorso in serie C, se non si specifica correttamente… invece in oltre 110 anni di storia, solo per un periodo “particolare” il Palermo ha trascorso, in tutto, dieci anni in serie C.

    13. @Walter: sono la regola invece! In Inghilterra.

    14. ovviamente, nella prima parte del mio ultimo post, “strisciati” è riferito ai tifosi strisciati palermitani, e anche ai tifosi strisciati meridionali, che determinano col loro tifo “suddito” la ricchezza ( e di conseguenza le vittorie) delle squadre di Milano e Torino.

    15. Giannò, scordati che io possa essere erudito, preciso e articolato come il fantastico GIGI, o altri.
      Io (qui) sono dissacratore, pratico, volgare se vuoi.
      Chi sono io? Allora sei duro di comprendonio ò frat’.
      Io sono una delle 2 tue presunte amanti e la tua risposta è da Stalker.
      Io non posso proibirti di emozionarti e .. ( mmah) provare sentimenti per me ( segui sempre la metafora tua, per favore).
      E’ che ti ho già detto CHE NON TI AMO.
      Se continui a passare col vespino elaborato sotto casa mia, inpennare, e poi racconti agli amici che siamo fidanzati…..
      Sono cacchi tuoi.
      RIPETO, hai ragione, non posso proibirlo, basta che non continui ad importunarmi.
      Devi solo convincerti che la tua emozione … NON E’ corrisposta.
      Tienitela per te, scrivi sul blog milanese, fatti prendere per il culo anche da loro, fatti insultare, fatti calpestare con la forza mediatica CHE TU GLI DAI.
      Emozionati, appassionati, sentimentati Giannò.
      Ma per favore.. in privato, NOI.. non ti vogliamo.

    16. Amunìììììììììì, accominciamo???
      In moderazione?
      Vabbè va, Giannò ….
      Niè, non scrivo che è tempo perso.

    17. Quando le strisciate vincevano gli scudetti era facile per un ragazzino tifare per queste squadre, ma non per me’ che Rosa nero sono nato, io rimanevo sveglio e aspettavo sempre la fine della domenica sportiva per vedere i gol del mio AMATO Palermo, fregandomene dei servizi iniziali dedicate alle strisciate. Per me esiste una sola squadra al mondo. FORZA PALERMO!!!

    18. Giannò, tuttappò, il mio post è stato rimosso.
      Tranquillo ò frat’, è tutto proprio come il tuo tifo, ( ” à cumminienza ” ) .
      Dipende chi giudica puo farti convincere che il fuorigioco .. “c’era o non c’era “.
      Sono sicuro di non aver violato la policy, ma tant’è..
      Non ci fa niente.
      Ho le spalle larghe.
      Sintetizzando al massimo ( se passa), Giannò…, tu puoi amare chi vuoi, emozionarti, appasionarti, ed io NON posso proibirtelo.
      Sappi comunque che la tua insistenza, sapendo che NOI NON TI VOGLIAMO, equivale ad uno stalking.
      Tifa liberamente chi vuoi, anche a rate ( scommetto che vedi fino a notte fonda la “Luis Vitton Cup, il sei nazioni e qualsiasialtra competizione, ma .. solo nelle fasi finali e quando si puo vincere.)
      (fortissimo, complimenti ).
      In buona sostanza ( di Jonny Stecchino memoria), tu sei libero d’inventarti a convenienza che sei “ANCHE” tifoso (Booh non concepisco) del Palermo, ma il Plermo che è un concetto molto articolato che racchiude ANCHE NOI tifosi…
      dice che NN VOGLIAMO FROçi o se preferisci POLIGAMI fra di NOI.
      Ma va, va a tifare tranquillamente, discuti al bar delle strisciate ( ancora non ho capito esattamente che striscia sei), sii fiero di portare e supportare giudizi, soluzioni mediatiche e finanziamenti.
      Qui nessuno ti proibisce niente, ANZi.., t’incoraggia. Va dove ti porta il cuore ( va, va , vaaaa), sii felice, vantati dei trofei conquistati gridandoti Terrone.
      Ognuno di noi ha delle perversioni.

    19. Seeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee , Boooooommmma.
      DI NUOVO???????
      IN MODERAZIONE????
      MANCO GLI AVESSI SCRITTO BRUTTE COSE DELLA MADRE.
      APPOSTO.
      VAI GIANNò, è IL TUO MOMENTO, ROSALIO HA COSTRUITO UN ARGINE DESTRORSO ATTORNO A TE, PER CUI SEI INATTACCABBILE.
      ORA TI PUOI RILASSARE, GOKU.. MANCO SE LO PAGHI
      SEI UN CAVALLO VINCENTE IN UNA CORSA CHE CORRI DA SOLO.
      W GIANNò.
      W ROSALIO
      W s.rOSALIA
      ( auiutano i santi aiutano).

    20. Premesso che sono un tifoso sfegatato del Palermo e che ero abbonato pure l’anno scorso che allo stadio eravamo davvero pochini, secondo me ognuno deve essere libero di tifare la squadra che vuole, nella piena libertà, è una passione e per questo non può soggiacere a stretti limiti di appartenenza. Nella caso dell’autore dell’articolo poi vista il lungo periodo di digiuno di trofei interista penso sia vera passione, perché solo dei veri tifosi possono stare 20 anni a sopportare tutto quello che hanno sopportato.

    21. @Xavierpanormus. Ben detto! Anche per l’ultima parte… Come diceva Bonolis: “Gli interisti si riconoscono per le occhiaie”. Ma tengo a precisare – e potete dire ciò che volete – il mio “cuore” è anche per il Palermo. E io, ribadisco, c’ero in C-1 e quando retrocedemmo in C-2 e da quando il calcio è in TV, non perdo neanche 1/2 partita del Palermo (sì, in caso di contemporanea, scelgo i rosanero). P.s. Goku, rassegnati… dovrai leggermi spesso… a partire dal post Napoli-Palermo 😉

    22. Per quel che mi riguarda ho descritto il tifoso palermitano strisciato, un frustrato esterofilo tifoso della vittoria, che si illude di identificarsi a una realtà sociale opposta alla sua, finge di appartenervi, peraltro in tema calcistico la realtà strisciata lo considera un terrone poveraccio, un numero, un utile-idiota per incrementare gli introiti, e lui ci tifa. Se Giannò è il nuovo cronista sportivo di Rosalio, per quel che mi riguarda esaurisco qui i miei commenti sul calcio, sul Palermo, perché ritengo che non si deve dare visibilità, commentandolo, a un tifoso palermitano strisciato… il tifo è senso di appartenenza, questi strisciati opportunisti per avere visibilità si inventano, a loro stessi, che si possa tifare per diverse squadre; che appartenenza è? Bicefali?

    23. Bah…i colonizzati meridionali che tifano per una delle tre strisciate di Milano e Torino non li ho mai capiti nè, mi si consenta, digeriti. Quello di identificarsi in chi è più forte e vince più spesso, anche nello sport come nella vita mi pare un manifestazione di assoluto provincialismo e mancanza di personalità. Ma poi tifare per squadre di altre città i cui veri tifosi ti chiamano terrone e ti disprezzano vorrei capire che piacere possa dare. Vero, come leggo sopra ognuno è libero di tifare per chi vuole, però andare allo stadio la domenica sera e leggere…Ragusa Nerazzurra, Inter Club Acicastelo, Inter Club Milazzo e roba simile, sapere che in mezzo a quel settore c’erano palermitani residenti o provenienti dalla provincia, che speravano che l’Inter facesse a fette il Palermo, francamente un po’ di disgusto sportivo me lo ha comportato…mettiamola così. Mi auguro come osservava un utente qui sopra, che le nuove generazioni che hanno conosciuto il Palermo in serie A e non perennemente nell’anonimato, abbiano maggior senso di appartenenza rispetto ai padri o agli zii che ancora adesso negli uffici o nei bar il lunedi discutono appassionatamente a seconda se l’Inter ha vinto o la Juventus ha perso.

    24. Mah che dire: sono nato nell’82 e ammetto d’esser stato interista e tifoso del Palermo. Poi, da quando il Palermo cambiò proprietà con Sensi, abbandonai TOTALMENTE la “fede” (mai stata veritiera, evidentemente) verso l’inter e da allora tifai solo e soltanto Palermo. No, non si possono tifare due squadre in contemporanea…..con tutto il rispetto: finiamola.

    25. @Anacleto M.: perché no? Dove sta scritto? O nero o bianco? Questo modo manicheo di vedere la realtà è davvero stucchevole… abituatevi che esistono anche le terze possibilità… e il calcio è un gioco e una passione non una questione etica…

    26. Goku nessun tuo commento è stato rimosso. Può capitare che un messaggio finisca erroneamente in moderazione (come è capitato ai tuoi, senza bisogno di ricorrere a fantasiose ipotesi di complotto) ma è meglio un falso positivo che aspetta piuttosto che diversi messaggi di spam nei post. Se non hai la pazienza di attendere se un commento viene considerato un falso positivo puoi anche evitare di commentare. Saluti.

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