domenica 4 dic
  • rockstar

    I miei dieci consigli per aspiranti rockstar

    1. La preparazione nel leggio del testo della canzone successiva mentre sei sul finale della precedente.
    Consiglio > impara le canzoni a memoria che è certamente meglio e soprattutto non distrarre chi ti guarda proprio sul finale di un pezzo….che in teoria è il climax.
    2. I troppi finali delle canzoni con l’assolo di batteria rallentato con rullata finale.
    Consiglio > se lo fate durante la scaletta qua e la e soprattutto nel pezzo finale ha un senso, ma ripeterlo quasi ad ogni pezzo toglie pathos a quando realmente servirà farlo, quindi meno lo fate e meglio è.
    3. Chi parla troppo fra un pezzo e l’altro.
    Consiglio > il pubblico vuole sentirti cantare, se non hai nulla di realmente interessante da dire sul pezzo che interpreterai meglio non parlare allora.
    4. Le lunghe pause fra un pezzo e l’altro.
    Consiglio > provare provare provare così che possa bastare uno sguardo per iniziare il pezzo successivo, adoro chi non lascia spazio in scaletta, specie nel finale del live.
    5. Le smorfie e gli incitamenti superflui.
    Consiglio > l’interpretazione è fondamentale in musica, ma va sempre calibrata rispetto al contesto in cui ti trovi, se ci sono 30 persone sedute ai tavoli il braccio con il microfono proteso in avanti per sentire la risposta del pubblico al tuo gorgheggio è molto triste.
    6. La mancanza di coesione nella Band.
    Consiglio > Sul palco si è osservati (tutti) per tutto il tempo del live è non è gradevole apprezzare l’energia del frontman quando sul retro il resto della Band appare “scazzata”, siate “gruppo” sempre e comunque anche quando sul palco pensate alle bollette.
    7. Chi chiede insistentemente di alzare la voce o il proprio strumento in spia durante il live.
    Consiglio > un buon sound check serve a diminuire eventualmente il resto del suoni “dentro” per potere ascoltare meglio il proprio, il rigore nel sound check è fondamentale.
    8. Chi fa finta di uscire e resta invece sul palco per il bis.
    Consiglio > il live è uno show e come tale va rispettato il rito delle luci abbassate a fine spettacolo, la Band che scende dal palco ed il pubblico che la reclama ripetutamente, vedrete quanto è figo poi godersi l’applauso quando uno ad uno risalite, se nessuno vi richiede il bis allora vi siete risparmiati la fatica di continuare a suonare.
    9. Gli assoli di presentazione dei vari musicisti mal provati.
    Consiglio > Se non avete provato gli assoli di ogni componente della Band è inutile far fare solo i virtuosismi al chitarrista o al batterista, un bravo bassista può far faville in assolo, ma se non è in grado meglio cambiarlo direttamente piuttosto che umiliarlo negandogli la passerella finale.
    10. Chi non gioisce durante un live.
    Consiglio > far musica è dispensare gioia, la mancanza di entusiasmo ahimè arriva al pubblico quindi se vi rendete conto che suonare per voi non è più divertente come un tempo beh allora ponetevi qualche interrogativo in più sul perché continuare a far musica.

    Palermo
  • 6 commenti a “I miei dieci consigli per aspiranti rockstar”

    1. A Palermo si può riassumere in meno punti:

      1) ai palermitani non gliene frega una mazza di quello che suoni;
      2) i localari non ne capiscono una mazza di musica;
      3) se non sei amico del proprietario del locale, non suoni;
      4) il tuo cachet sarà comunque troppo alto perché tanto l’amico del localaro suona per meno (a detta del localaro).

    2. Ciao Tony,
      1. sono ahimè d’accordo in linea di massima
      2. alcuni ne capiscono tanto, ma si adeguano al punto 1
      3. l’amicizia se è anche stima artistica non è da demonizzare
      4. i rapporti continuativi portano magari ad adeguare i cachet, ma secondo me ogni artista dovrebbe avere una sua quotazione a prescindere dal mercato di riferimento, perché le variabili in gioco sono tantissime

    3. Non sono un amante del genere “sono nella posizione di darti dei consigli” soprattutto nell’ambiente della serie C della musica per come la definisco io quella che si svolge nei locali cittadini…ma stranamente visto che chi li ha scritti è quantomeno nel settore in modo attivo mi sono soffermato a leggere…e (nelle poche realtà in cui può svolgersi una parvenza di show in città) mi trovo d’accordo su OGNI punto. buone musiche a tutti 😉

    4. grazie Sergio, però non sono d’accordo sulla musica da serie C, non è affatto vero, il livello artistico a Palermo è paragonabile alla Catania degli anni 90 (forse anche meglio) ad eccezione del fatto che a Palermo ad oggi manca un Battiato Nazionale capace di attirare l’attenzione dei media sulla città, da tempo ripeto che è in atto in città un interessante ed importante #fenomenopalermo !!!

    5. E’ vero che Palermo oggi ha un fermento artistico stile Catania anni 90, peccato però che la città se ne infischi. Artisti come Dimartino, Carnesi, Iotatola sono abbandonati a loro stessi. Apprezzati fuori e ignorati nella loro città. Se non ci fosse stto un catanese, con l’operazione Arsenale, probabilemente sarebbero ancora ignorati. Che ne pensi caro Tiziano Di Cara?

    6. Caro Antonio, adoro gli artisti che hai nominato, ho avuto il piacere di ospitarli al PALAB e ascolto la loro musica.
      L’Arsenale ha di certo acceso uno spot su di loro ed oggi a fatica camminano sulle loro gambe, ma Palermo dovrebbe aiutarli molto di più trasformandoli in teste d’ariete rispetto agli altri talentuosi colleghi, io però continuo ad essere ottimista.

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