mercoledì 7 dic
  • Annarita Zammù

    “Scopare è un’arte non un mestiere”, parola di fake

    «Salve gente. Benvenuti». Con buona grazia dell’educazione, mi auguro sempre sia questo il benvenuto che ogni uomo in carne e ossa o in fotina e status possa riservare a chi entra a far parte di una nuova community (reale o virtuale che sia).
    Ma non sempre è così. Nel social network del genialoide oltreoceano valutato più di una fuoriserie a quattro ruote, Mr. Mark Zuckerberg, il classico messaggio di benvenuto lascia spazio a un più severo: “Persone che potresti conoscere”. Che poi a pensarci bene, sembra un monito, tipo il «Lasciate ogni speranza voi che entrate» oppure «La legge è uguale per tutti».
    E insomma, inizio a setacciare come un cane da tartufo, che non si sa mai, qualcuno magari lo conosco per davvero. Nomi, foto, attività, a-m-i-c-i in comune. Ex compagni, ex amici, ex e basta. Ma durante lo scroll, ai volti noti preferisco le “Persone che effettivamente non conosco”. Volti patinati e mole di contatti da far rabbrividire persino Gianni Morandi. Sbircio qua e là e per un casuale effetto domino mi ritrovo a curiosare nel profilo di una signorina molto ma molto bella.
    Si chiama Annarita Zammù. Ricciolina, sulla trentina, decisamente un bel sorriso. Qualche amico in comune (e solo maschietto!). Mi appassiono alla sua vita, la sua storia. La signorina Zammù è di Bagheria, ma vive a Palermo. Ha studiato all’Università degli studi di Palermo ed è diplomata in ragioneria. Ai gattini, preferisce articoli piccanti. Ai selfie, foto hot.
    Guardo meglio il suo diario per cercare di capire chi è, che fa, cosa pensa. «Vibratori, creme intime e altri sex toys nelle sale del Parlamento siciliano». Questo il primo articolo in cui mi imbatto. Penso tra me e me che questa notizia ha scandalizzato tutto il plotone di perbenisti di Palazzo dei Normanni eccetto la Zammù che commenta «mi pare cosa buona e giusta». Vado a ritroso con curiosità, sbircio tra i post vecchi. «Palermo e Catania, prende piede il “Reckless friends” due seduttrici per un uomo». “Lo voglio… Staseraaaaaaa!!” commenta Annarita. «Lo fanno in spiaggia ma restano “incastrati”: due professionisti finiscono al Pronto soccorso» e «Il punto G non esiste e il piacere è soltanto esterno. Parola di studiosi», sono alcuni dei titoli dei link postati.
    Niente foto, solo link. Molti commenti, molti. Nella mia ricerca puntigliosa, quelli che mi colpiscono più in assoluto sono due. Il primo titola «La terapia di una donna: «Avere rapporti è la mia medicina contro la depressione», il secondo «Studentessa di giorno, prostituta di notte. La Palermo che non ti aspetti». I commenti della Zammù a questo punto lasciano ben poco all’immaginazione: «anche io faccio così» (con annesso occhiolino ammiccante) per il primo, e «scopare è un’arte non un mestiere…» per il secondo.
    [Chiudo facebook. Apro Google]. La signorina Zammù in realtà dovrebbe chiamarsi Ivana Sustic Stanar (qui una galleria), dovrebbe vivere ben oltre la Sicilia (a quanto pare in Nuova Zelanda) e la sua vita potrebbe essere “reale”. La neozelandese è appassionata di fitness e tra i suoi film preferiti figura Blow. Non ci è dato sapere se anche lei sia una fan passionale di Resapubblica e il Sito di Palermo come la sua sosia ricciolina di Bagheria. Ma una cosa è certa: qua c’è un fake di troppo.
    Postilla: Mark, vorrei dirti, la prossima volta che mi dai il benvenuto suggerendomi “Persone che potrei conoscere”, assicurati almeno che leggano un po’ di politica che oggigiorno tira più uno scandalo all’Ars che un carro di buoi! (occhiolino, ammiccante).

    Palermo
  • 7 commenti a ““Scopare è un’arte non un mestiere”, parola di fake”

    1. Ah però… Hai capito resapubblica??? Però la signorina è proprio acchiappa(click)

    2. Le nuove frontiere del social media marketing soft core!

    3. Talè! Anche a me la indica come “persona che potrei conoscere”, c’è anche qualche giornalista noto a Palermo come amico comune e anche un paio di proprietari di locali cool. Hai capito Annarita! Mette d’accordo proprio tutti.

    4. Chissà che klout alto che avrà! Influencer?

    5. Rimane il fatto che è un fake.

    6. La volgarità e la classe a convenienza: ficcari non va bene , questo sì, per favore

    7. meriterebbe un aggiornamento,dato che non tutto e’ comprensibile…

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