domenica 4 dic
  • Ginger Bridge

    Ginger Bridge, puntiamo al Massimo

    Mi incammino sotto il buio dell’alba, mimetizzata nel mio cappotto nero e dal silenzio delle mie scarpe di gomma lucida. La luce si infiltra tra i ciottoli della via che taglia la strada dietro la Cattedrale, come sampietrini sulle strade di Roma Capitale, e invece mia amata, siamo io e tu, mia anima rotta e splendente. Mia Palermo.
    Sotto la superficie dell’incuria e del disagio, nuda. Così mi appari, e mi penetri le ossa con l’aria del mattino. Sei pulita, non sento niente di tutto quello che ti apparterrà tra qualche ora, quando ti aggrediranno e si dimenticheranno della tua bellezza fragile.
    Ci diciamo cose che solo noi conosciamo. Ci guardiamo con gli occhi di chi ama e tace e amandosi non ha bisogno di niente se non di respirarsi. È così che mantengo i miei passi durante il cammino del giorno, mentre fluisco dentro le tue arterie. È così che ti vedo anche quando il sole si fa alto e diventa caldo il tuo abbraccio in ogni giorno dell’anno.
    È così che decido di cercarti adesso che è tardi.

    Ti cerco dove posso trovarti.

    Nelle mani di chi ti ama allo stesso modo del mio, di chi riesce a plasmarti oltre e dentro di te.

    Ginger Bridge, puntiamo al Massimo

    Ginger Bridge, puntiamo al Massimo

    Ginger Bridge, puntiamo al Massimo Ginger Bridge, puntiamo al Massimo

    Ginger Bridge, puntiamo al Massimo

    Ginger Bridge, puntiamo al Massimo Ginger Bridge, puntiamo al Massimo

    Ginger è un’ingegnere, ha i colori del Mediterraneo e un sorriso elegante. Adriana ha gli occhi del mare, metà danese, metà sicula. La trovo alla macchina da cucire mentre passa la stoffa tenuta tra le mani.
    Ginger Bridge è il loro Atelier (via Volturno, 5).

    Un chicco di sole nella strada che dal Tribunale scende verso il Massimo, a pochi passi da Porta Carini, l’ingresso del Mercato del Capo. È da lì che emergo facendomi spazio tra le urla del pescivendolo e la risata del panettiere.

    Comincia il giorno con le “balate” di specchio dove scivola l’acqua e l’ordine esatto del caos.

    Ginger Bridge, puntiamo al Massimo Ginger Bridge, puntiamo al Massimo

    Il castone dove queste due donne hanno deciso di aprire il loro Atelier, questo piccolo gioiello si trova esattamente qui. Nel cuore della città.

    Ginger e Adriana si sono conosciute a un corso di taglio e cucito, erano arrivate lì per curiosità e voglia di creare. Si sono piaciute subito.
    Adriana ama le linee semplici e i tagli netti, Ginger ama impreziosire le stoffe. Così come in ogni scontro d’amore è nata una gemma. Ginger Bridge è un neonato. Inaugurato a novembre. Minimalismo. Buon gusto e semplicità. Dettagli che fanno la differenza. Stoffe che provengono da Bologna e da Parigi, con una prossima tappa a Londra. Una dimensione europea ma tutt’altro che metropolitana. Cura, abnegazione,entusiasmo. Una teiera che attende il prossimo passaggio umano, un’attenzione alla persona e non al cliente che è prioritaria nella filosofia del brand. Nella scelta delle stoffe, alla ricerca di quella che al tatto e alla vista carpisce la loro attenzione, nella confezione degli abiti. Sempre proposte uniche, su misura, mai due capi uguali dello stesso tessuto. Entri, indossi, porti via. Una taglia e un abito. Un carattere e un talento in ogni donna che viene rapita dall’eleganza e dal savoir-faire di queste due stiliste.

    Ginger Bridge, puntiamo al Massimo

    Ginger Bridge, puntiamo al Massimo

    Ginger Bridge, puntiamo al Massimo

    Ginger Bridge, puntiamo al Massimo

    Ginger Bridge, puntiamo al Massimo

    Ho deciso così di raccontare delle bellezze manufatturiere e artigianali di questa città. Dell’essenza di chi ha voglia di fare e di farlo mettendo la propria visione del mondo, legata alle radici di una terra faticosa ma che riesce a renderla unica e reale.
    Ginger e Adriana lo hanno saputo fare. Il loro brand farà strada. Del resto Armani cominciò a quarant’anni la sua attività di stilista.

    Ginger Bridge, puntiamo al Massimo

    Non è mai troppo tardi per dare spazio alla bellezza e ai propri sogni.

    DISCLAIMER: nessun compenso è stato percepito per questo articolo e per la fotogallery.

    Si ringrazia Ginger Morello e Adriana Ponte per l’entusiasmo e il contributo alla bellezza di questa città. Viviana Vassallo per aver indossato i capi dell’Atelier Ginger Bridge.

    Palermo handmade
  • Un commento a “Ginger Bridge, puntiamo al Massimo”

    1. Complimenti, scelta quasi coraggiosa per il periodo che si attraversa ma allo stesso tempo indispensabile per chi non vuole subire e crede nelle proprie capacità. In bocca al lupo . In merito al prodotto . . . semplicemente di gusto ed adatto alle donne di tutte le età!!!

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Ginger Bridge, puntiamo al Massimo, 4.3 out of 5 based on 3 ratings