sabato 3 dic
  • Uno scontrino palermitano contro l'evasione

    Uno scontrino palermitano contro l’evasione

    «Signo’ lo scontrino!» – “«Ma chi minn’a fari….jeccalu!».
    Lo scontrino fiscale fin dalla sua nascita è stato guardato con perplessità e fastidio,tra la gente comune che vive la realtà quotidiana tra compere e commissioni di casa.Il suo utilizzo talvolta è affrontato con superficialità ed il suo inutilizzo spesso suscita timore e multe salate.
    La sua nascita e sviluppo è del 1983 ed ancora oggi non ha risolto in pieno il problema dell’evasione fiscale da parte degli esercenti, a volte viene emesso a volte no,e d i controlli sul territorio riescono solo in parte ad evitare gli incassi in nero. Per questo sia il nostro attuale primo ministro ed anche il numero uno dell’Agenzia delle entrate hanno annunciato che nel prossimo futuro ci si affiderà alla tracciabilità telematica dei corrispettivi. Ma in attesa che tutto avvenga volevo proporre una ricetta tutta palermitana dello scontrino fiscale. Infatti mi è capitato di vedere in alcuni negozi palermitani una simpatica iniziativa che ha come protagonista l’amato scontrino. Il fine dell’iniziativa da loro proposta non è quella che proporrò io ma spero non me ne abbiano a male per la sua modifica.
    Prendo come esempio un panificio ed una rosticcceria.
    Il primo espone un cartellone con tanti scontrini appesi con una scritta: «Ogni dieci scontrini un filone o 500 gr di mollica in omaggio» la gente si fa dare lo scontrino e quindi li raccoglie e poi li presenta per il “premio omaggio”.
    Il secondo espone lo stesso cartello pieno di scontrini e la scritta : «Ogni quindici scontrini una panino panelle o crocché e una mezza naturale». Stessa cosa, la gente si fa dare lo scontrino e quindi li raccoglie e poi li presenta per il “premio omaggio”.
    Chiamatela come volete, lotteria a premi o raccolta punti ma oltre questo produce un effetto anti-evasione. Cioè il cliente richiede necessariamente lo scontrino, lo conserva e l’esercente, qui volontariamente ma forse non conscio, non può fare del nero.
    Se l’iniziativa si potesse ufficializzare dalle istituzioni, come ad essere una prassi da seguire obbligatoriamente per ogni attività (diciamo negozi medio-piccoli di determinati settori) nascerebbe così uno strumento anti-evasione che potrebbe avere un seguito tra la gente.
    Può sembrare una banalità ma in Cina, per esempio, vi è lo scontrino “gratta e vinci” chiamato Fapiao ed adesso anche il Portogallo. Gli esercenti sono obbligati a seguire questa prassi.
    Figuratevi che anche i 5 stelle hanno presentato un emendamento per proporlo.
    Ecco, la raccolta premi degli scontrini è una versione tutta palermitana contro la “piccola” evasione.
    Non sempre le iniziative o proposte provengono dai palazzi ed anche in quei casi non è detto che non siano banali ma quelle che nascono spontanee e genuine secondo me hanno quella valenza intrinseca che solo la gente comune riesce a far nascere, spesso senza volerlo.
    Certo non sarà uno scontro vincente contro l’evasione ma sarà pur sempre uno scontrino significativo.

    Ospiti
  • 4 commenti a “Uno scontrino palermitano contro l’evasione”

    1. Ottima idea. Per far chiudere un negozio.
      Infatti, gia’ si sa che le attivita’ medio/piccole sono le piu’ colpite dalla crisi e sempre sull’orlo del fallimento.
      Nel modo descritto, non solo si spingono gli esercenti a pagare fino all’ultimo centesimo di tasse (cosa peraltro corretta) ma a cio’ si aggiunge il costo della promozione.
      Se, per esempio, un panificio ha 200 clienti abituali al giorno, che tra l’altro possono spendere dai 50 cent sino ai 10 euro, ogni giorno in media il panificio dovrebbe dar via in omaggio una ventina di grandi forme di pane o 10kg di pan grattato, il che in un mese sarebbero almeno 600 grandi forme di pane o 300 kg di pan grattato, che sarebbero dei puri costi, perche e’ improbabile che la clientela si possa ampliare o spender di piu’ con dei “premi” cosi’ minuscoli, ma la cui somma costerebbe al panificio un bel po’.
      Quindi, maggiori spese + ricavi costanti = bilancio in rosso = fallimento = disoccupazione e minori entrate per Stato.
      Non c’e’ che dire, un’ottima idea.

    2. Ah, scusate, ho fatto un errore!
      Infatti, i ricavi non sarebbero nemmeno costanti ma calanti, dato che,per esempio, se io abitualmente compro un pane al giorno, in un mese compro 30 pani, ma se ogni 10 ne ho uno gratis, significa che in un mese ne comprero’ 2/3 in meno.
      Di bene in meglio.

    3. troppo tardi , già brevettato dai 2 fratelli Brianzoli emolto più performante Gratta lo sconto
      vedi sito http://www.newoldprinting.com
      ciao

    4. I lavoratori dipendenti ringraziano per l’idea. Sono gli unici che pagano per intero le tasse, fino all’ultimo cent. Pagare tutti per pagare di meno non è solo uno slogan ma è la soluzione adottabile in uno stato democratico in cui i principi costituzionali in materia di fisco sono elusi. Sfido chiunque a trovare qualcuno che affermi che paga poche tasse, a torto o a ragione prevale solo l’interesse personale e la demagogia prevalente.

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