domenica 4 dic
  • Si spicca Il Volo, da Sanremo all'Eurovision Contest

    Si spicca Il Volo, da Sanremo all’Eurovision Contest

    Tre ragazzi, che al massimo raggiungono i venti anni, vincono il Festival di Sanremo atteggiandosi ad artisti navigati, come se avessero cinquanta anni. Come ha precisato anche Selvaggia Lucarelli «hanno vinto i finti giovani».
    In Italia funziona, purtroppo.
    Il Volo, di cui 2/3 sono siciliani, hanno stravinto con una canzone che univa voci strepitose (per età ed esperienze sul campo) e melodie orchestrali raffinate ad un testo così banale che, al confronto, Italia amore mio di Pupo ed Emanuele Filiberto è un capolavoro intramontabile.
    Sul podio finiscono “Mr. Tomorrowland Italia 2015” Nek e l’eleganza di Malika Ayane, ancora una volta costretta ad accontentarsi delle briciole (anche se il premio della critica Mia Martini proprio una briciola non è).
    Torniamo ai tre vagiti tenorili; il web si è scatenato appena è stato letto il nome dal “genio della lampada” Carlo Conti.
    Quasi tutti contrari all’esito finale, nessuno li ha votati, esattamente come quando Berlusconi vinceva le elezioni e tutti si guardavano spaesati, convinti di avere votato anche Pluto e Topolino fuorché lui.
    Bisogna analizzare alcuni punti fondamentali che ci portano a considerare la vittoria de Il Volo una cosa non semplicemente importante, bensì fondamentale per il futuro prossimo della musica italiana:

    • Finalmente abbiamo capito per sempre il target di riferimento, considerando che i ragazzini sono stati votati, direi principalmente, dalle milf ormonate (chiamiamo le categorie con il loro nome, proprio come a Sanremo) e dalle granny. Le bimbeminchia, come prevedibile, hanno fatto disperdere i loro voti tra il cucciolo Lorenzo Fragola [il cui brano poteva anche chiamarsi “Radio, mi genufletto per voi” (Bravo Fedez che ha capito come lavorarci su)], il redivivo Moreno e i piacioni ma fuori luogo, con una canzone ai limiti dell’orribile, Dear Jack. Per la cronaca, i Kutso hanno più esperienza nel live di Fragola e Dear Jack messi insieme. Il popolino dolce e coccoloso, invece, ha scelto l’ottima Annalisa (fortunatamente è così brava da essere riuscita a rendere bella una canzone di Kekko dei Modà) e la talentuosa ma poco protetta Chiara (gestita come un allenatore di calcio quando il suo presidente si chiama Maurizio Zamparini). Tutto il resto, come diceva il Califfo, è noia.
    • I big portati dai talent fanno ascolti, ma non così tanti quanto Il Volo in mondovisione (vista la loro enorme e sconfinata popolarità in tutto il globo terracqueo, tranne che in Italia) e questo vuol dire che va bene una Annalisa, un Mengoni, una Emma, ma non certo i giovani camuffati da grandi artisti che ho citato prima. Serva da lezione in futuro.
    • Il punto più importante, l’accesso al prossimo Eurovision Song Contest.

    Su questo bisogna aprire un paragrafo a parte perché è da qui che passerà una fetta del mercato musicale futuro del nostro paese.
    Come tutti sapete (se non lo sapete ve lo dico io), il 2015 sarà un anno molto importante per l’Italia, per via dell’Expo, da maggio a ottobre, e di una serie di eventi musicali a livello europeo, primo fra tutti l’MTV Europe Music Award (comunemente detto EMA), entrambi con sede a Milano.
    L’Eurovision potrebbe essere il terzo evento, quello della conferma (giacché la prossima edizione sarebbe nel 2016) del nostro paese, per un motivo molto semplice: il paese vincitore del contest ospita sempre l’edizione successiva. Per farvi capire meglio, Conchita Wurst (il trans la drag queen con la voce stellare ospite anche a Sanremo la sera delle cover) è austriaca, infatti, l’ Eurovision si terrà a maggio 2015 a Vienna, visto che l’edizione 2014 la vinse quasi all’unanimità.
    Negli ultimi anni abbiamo fatto delle figuracce colossali, principalmente lo scorso anno con Emma Marrone, scelta internamente da mamma RAI (quando si dice “mamma fatti i fatti tuoi”).
    I vincitori di Sanremo, per un paio di edizioni del passato, hanno preso parte per regolamento in modo diretto al contest europeo (accadde dal 1956 al 1966). Da quest’anno la regola è stata reintrodotta, dunque saranno i tre de Il Volo a rappresentarci a maggio a Vienna, probabilmente con la stessa canzone con cui hanno vinto il festival ligure.
    E qui si arriva all’ottima notizia.
    L’Italia è famosa all’estero per i suoi cantanti lirici, la musica classica e i suoi tenori (Pavarotti, Bocelli, gli stessi Il Volo e tanti altri…); ciò vuol dire che già partiamo avvantaggiati per due motivi, cioè la conoscenza europea del gruppo e la grande fama del genere musicale con cui si presenteranno sul palco. In più, si tratta di tre figliuoli molto attraenti per le ragazzine e, molto più importante, per le semi-milf e milf delle varie giurie del resto d’Europa.
    Nek sarebbe stato uno dei tanti con il suo stile moderno per il nostro paese ma normale per il resto del continente, Malika l’esperimento ottimo da podio ma non da vittoria, mentre loro sono perfetti su tutti i fronti: presenza scenica, stile di musica rappresentativo di un paese unito alla freschezza e giovinezza degli interpreti. Il brano ha un testo scialbo, però sarà cantato in italiano quindi chissenefrega, non lo capirà nessuno e, di certo, non sarà quello il metro di giudizio principale.
    La vittoria in sé del festival di Sanremo de Il Volo non conta molto, perché il loro brano non è e non sarà passato dalle radio, non piace, troppo diversa dallo stile attuale più vicino all’indie e all’elettronica (già questa è una piccola sconfitta), ma risulta fondamentale nell’ottica Eurovision, che dobbiamo essere bravi a sfruttare.
    Vincere significherebbe potere organizzare l’edizione 2016, creare nuovi posti di lavoro e far girare ulteriormente l’economia. E’ un po’ come organizzare le Olimpiadi, un mondiale o un europeo di calcio.
    In molti (compresa la sala stampa dell’Ariston) tifavamo Nek ma, a conti fatti, forse è stato meglio così.
    Dobbiamo assolutamente portare a casa la vittoria dell’Eurovision Contest e, per farlo, i tre piccoli artisti siciliani sono i migliori del settore, senza nessun dubbio.
    A questo punto speriamo che Jim, Elvis, Amy, John, Kurt, Janis e tutti gli altri ce la mandino buona. Ci sarà bisogno di una piccola supervisione delle nostre natiche direttamente dall’alto, perché se non vinciamo anche quest’anno, rischiamo di essere tagliati fuori da molte trame economiche musicali nei prossimi anni e non lo possiamo permettere.
    Forza Il Volo, viva l’Italia (e viva la Sicilia)!!

    Ospiti
  • 11 commenti a “Si spicca Il Volo, da Sanremo all’Eurovision Contest”

    1. Mi scusi, potrebbe per favore rassicurarmi del mio stato corporeo?

      Fino a questa mattina credevo di essere un uomo: così dice l’anagrafe, così mi dice una protuberanza che vedo tra le mie gambe, che i libri di medicina chiamano pene, ma che sui muri lo chiamano cazzo. Così mi dice anche madre natura, che mi ha fatto avere 3 figli da mia moglie.

      Però scopro ora dal suo articolo che non è vero nulla! Sono una MILF Ormonata, o una Granny. Insomma, credevo di essere uomo, ma invece sono donna, perchè ho mandato un SMS.

      Adesso corro dal dottore: non sarà mai che io abbia sbagliato tutto e che lei ha finalmente illuminato la mia vita?

    2. Conchita non è un trans! Disinformato (ed ignorante)!

    3. Sul primo commento, invito a rileggere con attenzione ogni parola, visto che scrivo “direi principalmente” e non “totalmente”, è ben diverso (e poi i toni sono esplicitamente scherzosi 🙂 )
      Donaldo, hai ragione, mea culpa. Purtroppo la stanchezza post festival (l’articolo è stato scritto in tarda nottata per ovvi motivi) ha inciso su questa svista. Fermo restando che la parola ignorante la reputo eccessiva, comunque grazie per la segnalazione, chi di dovere si sta già occupando della correzione su mia tempestiva richiesta.
      Grazie a tutti, buona giornata

    4. […] Eurovision in Italy for economical reasons. So even if he dislikes them, he hopes they win. – Si spicca Il Volo, da Sanremo all’Eurovision Contest – on Rosalio (Feb 16, 2015 in […]

    5. Ma guarda che ignorante non è un offesa, ma se mi replichi asserendo che sono eccessivo allora devo dirti che comincio a dubitare della tua buona fede. 😉

    6. Azz…Abbiamo un nuovo Vincenzo Mollica!

    7. Pablo, vista la giovane età direi un nuovo Vincenzo “briciola” ahah

    8. Sembra un articolo scritto per metà da Alan Friedman e per metà da Mario Luzzatto Fegiz. Due giornalisti che io personalmente non apprezzo.

    9. Merendero grazie per il complimento, spero di arrivare anche solo a metà di quanto hanno fatto loro :D…
      Ahahaha Donaldo eppure mi hai dato un’idea per un alter ego! Vincenzo Briciola non è male, dovresti cominciare a scrivere anche tu! Hai un ottimo senso dell’umorismo 😀

    10. In che radio lavori Alvise? Ti auguro di superare Friedman ma soprattutto di superare Luzzatto Fegiz, una persona carina ma che proprio non capisco come sia riuscito ad avere una carriera cosi brillante 🙂 Vai che sei forte!

    11. Ho lavorato per anni a Radio Time, Palermo.
      Attualmente collaboro con il sito di recensioni e musica più grande a livello nazionale, Rockit.it, e sono speaker su BMRadio a Milano (in contemporanea anche su Radio Salentuosi e Radio Movida Gallipoli in Puglia e Basilicata), sotto stretto controllo di RTL 102.5. Diciamo che “Vincenzo Briciola” un po’ ne capisce di musica, va’ 😉
      Grazie a tutti per i commenti, il confronto è stimolante e aiuta a migliorarsi, quindi se ritenete che qualcosa non corrisponda a verità o lo ritenete inadeguato ditemi pure e, nel prossimo articolo, cercherò di fare meglio 🙂

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