sabato 10 dic
  • Roberto Helg

    Arrestato il presidente della Camera di Commercio Roberto Helg

    Il presidente della Camera di Commercio di Palermo Roberto Helg è stato arrestato. Helg è vicepresidente della Gesap, la società che gestisce l’Aeroporto di Palermo. L’accusa è di avere intascato una tangente da centomila euro per il rinnovo di uno spazio commerciale di ristorazione all’aeroporto.

    La polizia giudiziaria ha registrato richiesta e consegna poiché il commerciante si era rivolto alle forze dell’ordine.

    AGGIORNAMENTO: il locale che ha permesso l’arresto è la Pasticceria Palazzolo.

    Palermo
  • 20 commenti a “Arrestato il presidente della Camera di Commercio Roberto Helg”

    1. Poveretto, con lo stipendio di presidente della camera di commercio e di vice presidente della Gesap faceva fatica a sbarcare il lunario ed era “costretto” a ricorrere ad altre vie di guadagno!
      L’ingordigia é il peccato più grande degli ultimi tempi!

    2. Scusate la mia ignoranza ma perché Helg era ancora Presidente della Camera di commercio, visto che nel 2012 aveva chiuso tutte le sue attività commerciali? Appare evidente che , visto che non era più un ” commerciante” non poteva ricoprire anche l’incarico alla GESAP.

    3. due parole: che schifo.

    4. La prima cosa seria da fare è abolire l’uso di termini come “legalità” e “antimafia”, due parole troppo a lungo utilizzate come comodi scudi, dietro i quali tanti individui hanno nascosto (e continuano a nascondere) comportamenti che in realtà mirano a sfruttare queste parole “magiche” come passe-partout per acquisire visibilità e potere.

    5. Per la serie “non si salva nessuno”.
      Dove ti giri giri, dovunque si guardi, dovunque ci sia anche solo la possibilità di far soldi, è certo che ci sarà qualcuno che sta brigando o sta pensando a come fare o lo ha già fatto.
      E meno male che lo hanno preso in flagranza di reato, altrimenti qualcuno sarebbe subito saltato su a difenderlo e a dire che su di lui ci poteva mettere la mano sul fuoco, che la macchina del fango si era messa in moto etc etc.
      Ora invece possono solo dire che lo hanno incastrato, che era poco lucido, che era la prima volta, che i debiti lo stavano sommergendo… e l’inondazione, le cavallette…!

    6. Oltre allo schifo, voglio esprimere la mia gratitudine alla proprietà della Pasticceria Palazzolo per avere indirettamente fatto onore a chi oggi ha l’intestazione del nostro aeroporto.

    7. La Stampa, descrivendo l’accaduto: “..l’arresto è stato eseguito dai carabinieri, che hanno prelevato Helg nel suo ufficio alla Camera di commercio, in via Emerico Amari, nel centro della città. Helg è uno degli imprenditori che più si sono spesi in campagne per la «legalità» e ha istituito presso la Camera di commercio uno «Sportello per la legalità»..”.
      Andiamo bene.

    8. L’unica cosa che fa ben sperare in questa vicenda, è la denuncia del commerciante.

    9. Mi auguro che sia una notizia infondata quella dell’estorsione.
      Se invece è vera,siamo fottuti,
      e di malo modo.
      Vuol dire che abbiamo creato e sostenuto una classe dirigente di lestofanti,
      gente scorretta e senza scrupoli
      cinica e rapace

    10. Francamente mi meraviglio della meraviglia degli altri.
      Ma vivete sulla luna ?
      Io penso che la corruzione e le mazzette che girano sostengono una grossa fetta dell’economia palermitana. A Roma il primo pentolone l’hanno scoperchiato.
      Visto l’andazzo mi attendo che sia scoperchiato anche un altro pentolone bello grosso (forse, qua sono molto più furbi).

    11. La mafia dell’antimafia e sarà sempre peggio!
      Prima i boss con le loro caratteristiche adesso questa gente che fa dell’antimafia e della lotta all’illegalita il loro baluardo.
      Il paradosso è che se prima un boss mafioso potevi riconoscerlo e decidere se difenderti o allearti, adesso diventa veramente difficile perché bisognerebbe prendere le distanze dai paladini della ” legalità” …
      Sempre peggio…

    12. Il marcio regna sovrano… C’é picca i fari!!!
      Saró pessimista, ma ormai é un cancro le cui metastasi hanno devastato un popolo.

    13. Scusate, ma di cosa vi meravigliate? Funziona così in tuta Italia, da nord a sud 🙂

    14. Quelli che bisognerebbe far saltare a Palermo sono “i salotti buoni”, quelli dove la mafia prolifera più che in certi quartieri cosiddetti, quelli che “lui aveva bisogno” , “mi sembra incredibile”.

      Cosa sembra incredibile che esistono corrotti e mafiosi con la cravatta? Che esistono imprenditori che millantano di sostenere addio pizzo e poi intascano mazzette? Che sono gli stessi che vanno al teatro Massimo o hanno l’abbonamento al teatro Biondo?

      Questa è una città sporca dentro dai quartieri “alti” a quelli “bassi” . Sporca di mafia.

    15. @lucia b. Permettimi di sottolineare che la parte più sporca della città appartiene ai ” salotti buoni” .

    16. ghigliottina! ghigliottina! ghigliottina! non vedo altre soluzioni!

    17. Questa vicenda deve farci riflettere . Esiste oggi una “mafia” che utilizza l’antimafia per continuare a fare i propri affari. Dire che “la mafia fa schifo” non ha senso se non è accompagnata da fatti concreti. Dobbiamo ripensare al concetto di antimafia perché dietro questa parola molti si sono costruiti carriere politiche e una falsa reputazione, una sorta di verginità istituzionale e politica. Come dice giustamente Don Ciotti , schierarsi contro la mafia dovrebbe essere un fatto di coscienza, un profondo impegno civile, una scelta di campo che non ammette opacità, non una carta d’identità da appiccicarsi addosso. Dopo le ultime vicende dobbiamo rivalutare il pensiero di Leonardo Sciascia che, in un articolo del 10 gennaio 1987 sulle pagine del Corriere della Sera, criticò aspramente quelli che aveva definito “i professionisti dell’antimafia”. Un’altra parola abusata è “ legalità”, diventata un concetto astratto utilizzato a seconda delle convenienze.
      Antimafia e legalità, quindi potranno essere concetti ancora attuali solo se istituzioni e politica traducessero il significato vero di queste parole in fatti concreti. Forse, come sostiene oggi Don Ciotti, questi vecchi termini andrebbero sostituti con il concetto di responsabilità. Chi amministra la cosa pubblica dovrebbe operare non solo nel rispetto delle regole e delle leggi, ma anche per il bene comune. Privilegiare la competenza e l’onestà dovrebbe essere il faro di ogni amministratore e politico. Purtroppo, dietro un ” antimafia parolaia”si nascondono spesso interessi personali e di casta. Ai Clan si sono sostituiti i “cerchi magici o d’oro” .

    18. Stipendi non ce ne dovrebbero essere, sono cariche soggette a gettoni di presenza, comunque questo non giustifica.
      L’onestà di tutti ha sempre un prezzo, il punto cruciale non è fare leggi contro la corruzione ma prevenire, cioè aggiustare il sistema, la burocrazia in modo da evitare la corruzione. Non c’è più da pensare che avviene al nord, anzichè al sud, nella destra o nella sinistra, i soldi sono trasversali a idee e località. Manca la morale comune, l’etica, la responsabilità di questo andazzo è nella scuola e nelle famiglie, praticamente nessuno insegna a essere onesto anzi per lo più si insegna ad essere furbi.

    19. Io mi chiedo che caratteristiche,peculiarita’,curriculum deve possedere un elemento per
      potere sperare di essere intruppato in uno della miriade di comitati,consigli,commissioni
      dove si amministrano soldi pubblici

    20. Chi dovrebbe aggiustare il sistema,questi che l’hanno creato?

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