venerdì 2 dic
  • Un figo di nome Massimo con un cesso che si chiama Palermo

    Un figo di nome Massimo con un cesso che si chiama Palermo

    Tempo addietro passeggiavo per le vie del centro, di lì a poco sarebbe finita l’estate e decisi di prendere una grattatella davanti al Teatro Massimo. Quando pigghiavu e m’assittavu n’u scaluni proprio davanti ‘a ‘nfirriata, orgoglioso per il via vai di turisti che si soffermavano ad ammirarlo, mi scattai un selfie di rito con la grattatella, la facciata del Teatro e la didascalia «L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita…la grattatella li rinfresca».
    Ad un certo punto vidi avvicinarsi una carrozza… «Tis is Massimo de Teatr very biuti det de uord. If iu uont tu du en foto, iu du!» (leggasi con forte cadenza e strascicata palermitana).
    A quel punto la mia giornata venne stravolta! Da un lato ero estremamente divertito, il cocchiere con garbo (e coraggio) aveva appena riferito che “quello era Massimo, il teatro più bello che il mondo!”, dall’altro un po’ dispiaciuto in quanto non riuscivo a capacitarmi del perché non si potesse “legalizzare” il “servizio carretti” affiancando, ai cocchieri, studenti di lingue e/o arte che potessero dire qualcosa di più su quello che forse è uno dei monumenti più importanti della nostra città!
    Quel pensiero però rimase ancorato a quel momento e, di fatti, me ne dimenticai…
    Ieri però ho preso un caffè proprio lì, accanto “a Massimo” e questo è quello che mi son trovato davanti (la foto non è stata modificata in alcun modo, è una banalissima panoramica tirata fuori da uno smartphone comune).
    A quel punto ho esclamato «Mi***ia se è bello”. Se ne sta lì, tutto solo, ma spadroneggia e si pavoneggia. Nie’ piccio’ troppu beddu è!».
    Allora son tornato a casa, ho ricordato il signor Cocchiere ed ho pensato «E se fosse realmente Massimo il teatro più bello del mondo?». Partiamo dal presupposto che sono veramente “scarso” in arte ed architettura, quindi ho fatto una cosa per la quale potrei anche esser condannato…sono andato su Wikipedia e ho letto: «Il Teatro Massimo Vittorio Emanuele di Palermo è il più grande edificio teatrale lirico d’Italia, e uno dei più grandi d’Europa, terzo per ordine di grandezza architettonica dopo l’Opéra National di Parigi e la Staatsoper di Vienna”. Adesso, premesso che lo sapevo e ho cercato solo per ricordarmi come si chiamassero i teatri di Parigi e Vienna, ho pensato di confrontare, rispetto quello che è il mio personale gusto estetico, i tre teatri più importanti di Europa (la Scala di Milano sarà anche importante, anzi sicuramente lo è, ma diciamocelo…non è che sia tanto bellina!).

    Un figo di nome Massimo con un cesso che si chiama Palermo

    Osservandoli sono giunto ad una conclusione: beh, per esser grandi son grandi, anzi sono immensi (mi***ia mancu ci trasunu ‘nt’a ‘na foto), per esser belli son belli, però…quanto bianco, quanto oro, quanti colori “puliti” (cosi ch’i pampini), quanta compostezza, sembrano non raccontare alcuna storia… sembrano piazzati lì solo per essere immensi, ed ammirati in quanto tali.
    Io, non so voi, ma secondo me Massimo è molto più fascinoso… ha qualcosa in più, sarà quell’aspetto un po’ meridionale (bruno e non bianco), sarà perché l’Italia tutta in passato si è sentita offesa ed ha invidiato la città di Palermo “che non se lo meritava”…sarà perché a tutti è capitato almeno una volta nella vita di vedere “un figo con un cesso” e pensare «Ma perché? Ma come fa?». Beh, la risposta è sempre la stessa…i gusti son gusti e per me Palermo non è poi tanto male, ha trovato un suo strano equilibrio tra pregi e difetti, e Massimo… Massimo sarà bello, sarà ricco, sarà importante, ma se ha deciso di stare con Palermo un motivo ci sarà.
    Insisto, non sono un esperto d’arte, né d’architettura, né di storia, sono solo un ragazzo innamorato di questa città e del suo Massimo. Quindi, in un certo qual modo, non mi sento di remare contro il signor Cocchiere di cui sopra: è proprio lui, Massimo, il teatro più bello del mondo!

    Ospiti
  • 4 commenti a “Un figo di nome Massimo con un cesso che si chiama Palermo”

    1. Per articolazione volumetrica, severità dello stile architettonico e imponenza rispetto allo spazio limitrofo, sicuramente il Massimo non è secondo a nessuno.
      E’ appunto lo spazio limitrofo che però ci fotte!
      Se la Piazza antistante fosse meglio pavimentata, sempre con basole ma montate degnamente, ne gioverebbe il monumento e tutti i palazzi che sulla piazza si affacciano. Un peccato è inoltre la poca o nulla considerazione che si ha per gli spazi limitrofi ai due lati del Teatro e per la parte retrostante, luoghi bui e poco raccomandabili, che non ispirano di certo una salutare passeggiata notturna.
      Quando porto in giro degli amici che non hanno mai visto Palermo, li faccio arrivare volutamente a piedi al Massimo da via Cavour, da Via Ruggero VII o dalle stradine di fronte al Teatro. La loro reazione è sempre la stessa, quando egli appare si bloccano e restano a bocca aperta! Perchè il sig, Massimo ha ormai molti anni, ma ancora si fa taliari!

    2. @Pablo Il sig. “Massimo” ancora si fa taliari, ma “Ruggero VII” proprio un si pò biriri …!

    3. il “Massimo ” e bello……ma la puzza di piscio di cavalli non la potrò dimenticare.

    4. Si vede che hai ottantanni,e ti vengono in mente le doppie fila di vetturini,che oggi non ci sono più.

    Lascia un commento (policy dei commenti)

Un figo di nome Massimo con un cesso che si chiama Palermo, 3.5 out of 5 based on 2 ratings