martedì 6 dic
  • Palermo “sporting”

    Palermo “sporting”

    A Palermo lo sport è ovunque. Se questa affermazione vi lascia un po’ perplessi, non preoccupatevi: non sto parlando delle classiche discipline sportive, ma di alcune attività che si sono evolute e perfezionate nel corso degli anni. Niente a che vedere con le palestre e gli attrezzi che solo a vederli fanno pensare alle famigerate “torture cinesi”: i terreni di gioco sono ben altri, così come gli obiettivi da raggiungere.

    • Lancio della munnizza – Si tratta di una disciplina versatile, praticata (purtroppo) da adulti e bambini. La grandezza e il peso dei rifiuti non è rilevante, si parte da fazzoletti e pacchetti di sigarette vuoti, per arrivare a interi sacchetti della spazzatura pieni. Guardando i giocatori si potrebbe pensare che questi siano bendati, ma non è così: vedono benissimo il cestino vuoto (o il cassonetto) che si trova a pochi metri di distanza, è solo che lo ignorano volontariamente.
    • Salto della fila – Il punto di forza di questa disciplina sta nel poterla praticare un po’ ovunque. Va bene anche per gli anziani, ma non piace molto ai bambini. Gli appassionati si ritrovano principalmente presso le casse degli esercizi commerciali e l’obiettivo è quello di guadagnare posizioni. A “metterli a posto” (in tutti i sensi) ci pensano gli acquirenti che non amano allo stesso modo questo sport e, in questi casi, non gli rimane che consumare la loro bruciante sconfitta in silenzio.
    • Sollevamento pezzi – Per alcuni è un appuntamento irrinunciabile del week end, ma di fatto viene praticato durante tutta la settimana. Non ci sono comunque problemi di orario, perché i turni di allenamento coprono l’intera giornata. Determinante ai fini del risultato è il numero di pezzi ingeriti in una sola sessione.
    • Parcheggio estremo – Automobili posteggiate quasi al centro della carreggiata, parcheggi riservati che vengono occupati da almeno due vetture, concezione completamente distorta delle parole “Ci metto solo un minuto, tanto non dà fastidio a nessuno”. Non c’è limite alla creatività di questi sportivi (e neanche alla loro faccia tosta, dato che ti bloccano la macchina regolarmente parcheggiata o salgono con entrambe le ruote anteriori sul marciapiede).
    • Camminata a ostacoli – Si sa, camminare fa bene, ancora di più se il tuo percorso è un insieme di ostacoli, spesso improvvisi, da superare con agilità. Bisogna salire e scendere dai marciapiedi, saltare le buche e i ricordini degli animali, imprecare contro i motorini che ti sfiorano – sempre mentre sei sul marciapiede, eh – e correre anche se il semaforo è verde per te e sei sulle strisce pedonali. Attività cardio (nel senso che ti fa venire il cardiopalma).
    • Discesa libera al Politeama – Tradizione che si tramanda di generazione in generazione, unisce cittadini di tutte le età. Viene praticata in massa il sabato e la domenica pomeriggio, ma bisogna dire che è molto apprezzata in tutti i giorni della settimana. Si può partecipare a piedi o in bicicletta, da soli o in gruppo. Per aumentare il livello di difficoltà, c’è chi sceglie un abbigliamento molto attillato o scarpe con tacchi molto alti.
    • Arrustuta campestre – Sole o pioggia poco importa, ci sono appuntamenti annuali ai quali non si può mancare. La tenuta ufficiale prevede occhiali da sole, anche se il cielo è completamente coperto di nuvole, e t-shirt, anche quando ci sono 10 gradi. Il parco della Favorita offre il perfetto fondo (sterrato o erboso, a seconda delle preferenze dei partecipanti) e le squadre si affrontano senza esclusione di colpi. È una corsa contro il tempo e sono i dettagli a fare la differenza: soltanto i più organizzati arriveranno alla fine della giornata ancora capaci di ingerire del cibo e, naturalmente, odoranti di carne arrostita e carbonella.
    • Tuffi dal pedalò – Il mare di Mondello ha visto intere generazioni cimentarsi in questa disciplina. Piace molto ai più piccoli e agli adolescenti, ma anche quelli con qualche anno in più spesso decidono di praticarla. I più allenati si esibiscono nel classico tuffo di testa, quelli meno esperti ripiegano su una “panzata” e i più spiritosi cercano di stupire i giudici (che poi sono amici e parenti) con un tuffo “a bomba”.
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