martedì 6 dic
  • Sembra una storia felice ma Palermo ha bisogno d’amore

    Sembra una storia felice ma Palermo ha bisogno d’amore

    Palermo, debole e dolorante, ignora la sua forma, un tempo gentile ed aggraziata, ricoperta adesso da cenci e sbavature di alacre odore decadente.
    Sulla sua pelle compaiono vistose ferite e macchie che la sua stessa società gli infligge, come segno indelebile della loro violenza e corruzione.
    Palermo riempita da una moltitudine di genti e di caratteri,uniti da un colpevole filo comune che li attrae e li respinge da essa senza amarla ed averla amata veramente.
    Forse i palermitani non l’amano davvero o forse sì ma piuttosto la seducono con passione avvolgendola di buoni propositi e promesse entusiaste che dopo si scoprono essere solo il senso del loro pavido e disinteressato abbandono.
    Palermo abbandonata da chi la seduce, abbandonata da chi si riscopre impaurito e tremante non vuole soddisfare quel bisogno di amore che la città gli chiede.
    Il palermitano, dentro l’anima, aggredito da quel bisogno d’amore, si ritrova schiacciato da tanta responsablità che quelle loro seduzioni maturano e che poi pesa gravemente tra le loro mani con il pericolo che il tempo marcisca con esse anche la loro vita.
    Troppo grande e troppo pericolosa l’impresa d’amare Palermo per come merita e come richiede una così aggraziata e decadente amante che brama solo rispetto e piacere.
    Chi ha provato ad amarla è perito nell’atto stesso donandole ogni volta un emozione nuova che ha emanato forte speranza e coraggio ma la paura ancora fa desistere quegli amanti assopiti che l’ammirano senza coraggio.
    Gli innamorati sinceri sono sempre di più e le mandano baci senza sosta, le donano continuamente affetto.
    Ma Palermo desidera essere amata veramente da ogni singolo palermitano.
    Palermo schiava di aguzzini e boia che la privano dell’amore e che scoraggiano il suo popolo chiede un amore appagante ad ognuno di noi, sempre.
    Il puzzo di quelle anime criminali l’avvelena e ne anestetizza ogni sua ribellione, nemmeno la sua voce implorante si sente più.
    I vermi ed i tarli della cattiveria umana infestano quelle vesti che un tempo furono candide ed adesso ricoprono solamente le vergogne e le violenze degli inumani stupri.
    Corrotta moralmente dai suoi stessi carnefici che abusano di lei,non ricorda più la sua forma passata e chiede aiuto alla sua gente.
    Quei carcerieri gettano sulle sue carni, deridendola, carte di denaro usate per ripulire il loro stesso essere dopo quella violenza.
    La società la ignora e si gira dall’altra parte e forse nemmeno ne ode il pianto, si umiliano a forza a convivere con quel puzzo che genera paura.
    Gettata in un angolo stracciata,sporca,ferita e ricoperta da maleodoranti banconote, Palermo piange e si dispera speranzosa che i suoi abitanti la liberino senza false seduzioni e con coraggio si ribellino punendo e cacciando via quella disumana feccia e così amarla finalmente per sempre.

    (foto di Henrik Mayor)

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  • 18 commenti a “Sembra una storia felice ma Palermo ha bisogno d’amore”

    1. “..Il palermitano, dentro l’anima, aggredito da quel bisogno d’amore, si ritrova schiacciato da tanta responsablità che quelle loro seduzioni maturano e che poi pesa gravemente tra le loro mani con il pericolo che il tempo marcisca con esse anche la loro vita..”
      Ho pure provato a tradurlo con Google Translate, ma sullo schermo e’ comparsa la scritta: “Lingua sconosciuta. Riprova.”
      Poi ho capito: questo post deve far ridere, giusto?
      Evidentemente Rosalio sta divenendo un blog comico. A sua insaputa.
      PS. Mi scusi, Entita’ Moderatrice, ma un minimo di controllo lessicale e grammaticale prima di pubblicare no, eh?

    2. Capisco che la forza dei pensieri a volte inciampa in qualche errore lessico-grammaticale, ma io, SIGNOR DAVID, andrei a cercare oltre, guarderei di più al pensiero, alla passione, alla forza, di queste parole, dette con il fuoco della rabbia di chi, come me, sente che l’anima della propria città si sta perdendo nella lordura dei soprusi e delle umiliazioni, per troppo tempo unico orizzonte di un futuro troppo corto per essere considerato speranzoso. Perché vede SIGNOR DAVID a volte la passione che ci mette una persone nel dare forma ai propri sentimenti, è talmente forte, talmente travolgente che non tiene conto del dizionario, ma non per questo perde in forza e in importanza.
      ora provo a farle capire il concetto in una lingua che forse lei conosce meglio, o che forse Google Traslate ha nei propri archivi……

      Arruspigghiati Palermitanu, finiscila ri pinsari ca a to città è bella ri taliari e basta, si tu a to città, tu ca ti voti raddabbanna quannu viri na cosa tuarta, sulu tu sai come amari Paliammu, e sulu tu continui a fari ca a genti ri merda sa tigna e a lassa morta in tiarra

      Sabbenerica GNURI DAVID

    3. Eh, sig. Antonino, lei in poche righe in dialetto ha egregiamente espresso il grido di dolore ed amore di un Palermitano verso la propria citta’, cosa che non e’ riuscita a fare il sig. Russo in decine e decine di righe, occupate da un guazzabuglio continuo di soggetti, verbi , complementi, etc, col risultato finale di far concentrare maggiormente sulla forma piuttosto che sulla sostanza.
      Il vecchio motto che dice che la strada per l’inferno e’ lastricata di buone intenzioni si puo’ benissimo adattare anche a questo post: intento lodevole ma esecuzione deplorevole che sminuisce il tutto.
      Se non si riesce a dar del tu alla penna e/o tastiera, e si vuol ugualmente parlar in pubblico, la cosa migliore da fare, come consigliano i professionisti della scrittura, e’ seguire quest’ordine:
      1-scrivere di getto e correggere
      2-non pensarci piu’ per un paio di giorni
      3-rileggere e correggere cio’ che era sfuggito
      4-non pensarci piu’ per un paio di giorni
      5-rileggere ed effettuare una limatura finale.
      Ma se invece si scrive in modo sciatto e confuso e’ poi naturale ricever delle critiche.

    4. La ringrazio Signor David delle belle parole, e sono d’accordo con lei sul fatto che scrivere semplice e corretto aiuta a far capire i propri concetti meglio, centrando l’obiettivo che ci si prefigge.
      Però io difendevo la passione e la rabbia emotiva del Signor Russo, e sottolineavo che a volte un grido di rabbia può non essere corretto, si sa la rabbia impasta la lingua, o in questo caso la penna/tastiera…..
      Sa cosa vorrei Signor David, vorrei che il 95% dei palermitani scrivesse di Palermo e la amasse e rispettasse come merita, e che di questo 95% la maggior parte scrivesse non correttamente, avremmo risolto i problemi di una città troppo spesso umiliata.
      Ma la ringrazio Signor David perché la sua posizione fa crescere……

      Sabbenerica Gnuri David

    5. La trasposizione editoriale dei contenuti dei pizzini di un bacio perugina con la forma dei biscotti della fortuna.

    6. Palermo è come una bellissima donna Violentata, continuamente Maltrattata.Sicula Palermo,formosa ,con le tue montagne che d’estate ti infiammano,Solare ma bruci dentro di RABBIA, Splendente e azzurra come il tuo mare. La guerra tante ferite ti ha lasciato, nessuno dei tuoi ominicchi li ha curate.Le tue culture vogliono annientare, tu Palermo alza la testa e fatti RISPETTARE.L’aquila del malaffare è sempre in agguato pronta a sopraffarti. Arriva un sindaco e ti vorrebbe cambiare, ti rimette il vestito nuovo, tinge i tuoi capelli bianchi per poi trascurarti lasciandoti sporca , scolorita e lacerata, adesso sei vecchia è stanca…ma i giovani Onesti è forti non vogliono abbandonarti, lottano per risanare le ferite del tuo corpo, Curarti, Rispettarti,Amarti per L’ ETERNITA’. Anna Conti

    7. Antonino D’Agostino, le frasi che ho scritto per la città di Palermo, ( ci sono nata è cresciuta) rivedendola, dopo tanti anni,e leggendo il degrado, con tanta Rabbia ed Amarezza, iniziai ad esternare su un foglio i miei pensieri, crescendo amavo ed odiavo non la città ma chi MALGOVERNAVA Palermo. Nei miei ricordi ,custodisco le cose più Belle….. per il signor Davide, sono una 67 enne con laurea Elementare.

    8. Gentile signora Anna
      Ma dove ha visto questo film ?
      Solo una immaginazione spinta può farle scrivere le cose che ha scritto.
      Palermo e’ quella che e’ perché ha questi abitanti che esprimono questi amministratori,
      I giovani niente fanno per migliorare la situazione,
      salvo alcuni Volontari Animalisti abbandonati da quelle istituzioni che si sottraggono ai loro doveri
      ogni volta che sono chiamati in causa.
      Nulla fa sperare che la situazione muti.
      Ci vedo nero.
      Non farnetichiamo.

    9. Fors’anche voleva dire Diploma Elementare.Non esiste Laurea Elementare.
      Questo spiega tante cose.

    10. Il problema di fondo è il fatto che Palermo ha perso la sua anima e la sua identità. Oggi questa città è come una “grande periferia”, abitata da gente che non conosce la sua storia e la sua cultura. Come si può amare una città amorfa e disperata, priva di dignità e di orgoglio.

    11. x Domenico, ho scritto laurea, invece sono quasi Analfabeta…ahahahah …un po’ di ironia non guasta, Auguro un Mondo più sereno per tutti. Stop.

    12. In chiave ironica ?
      Non colgo il messaggio.
      E poi lei parla di Eternità.
      Lei crede all ‘Eternita?

    13. Via Domenico!!. Non la fare lunga!! Laurea elementare è una battuta. Tu che parli di diploma elementare invece non avevi intento ironico, quella elementare è una licenza.

    14. Per la verità mi riferivo al diploma magistrale che consente l’insegnamento alle elementari.
      Del commento l’unica cosa che mi rimane utile e’ lo spunto di riflessione sul concetto di eternita.
      La gente ne parla,ma trascura il fatto che arriverà il giorno del collasso del sistema solare,e prima o poi arriverà.La terra divamperà come la capocchia di un fiammifero.Di Palermo non resterà che cenere.

    15. In verità non occorre attendere il giorno del collasso dell ‘astro.
      Tutte le periferie palermitane,in particolare le zone collinari che circondano la città di Palermo,
      sono in uno stato di totale abbandono
      e saranno preda di furiosi incendi alle prime ondate di scirocco.
      Nulla ha insegnato quello che è già successo in passato.
      Cittadini irresponsabili ed amministratori altrettanto irresponsabili.
      Ramaglie ed erbacce ai lati di ogni strada periferica sono come una lunga miccia capace di propagare il fuoco con rapidità.

    16. Il secondo link e corretto

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