domenica 4 dic
  • Il cannolo di Venezia

    Il cannolo di Venezia

    Arrivo a Venezia di mattina presto.
    È la prima volta che la vedo.
    Non ho molto tempo, prima di pranzo devo prendere il treno per Milano.
    Amo Palermo e nonostante abbia tante ferite e troppi problemi rimane per me la città più bella del mondo, questo però non mi impedisce di apprezzare l’unicità e il fascino che questo luogo sprigiona.
    Supero uno dei tantissimi ponti che la tengono unita e pochi metri dopo, in alto, a fianco di un portone c’è un tabernacolo. La Madonna e il suo bambino sono uniti in un abbraccio scolpito nella pietra,
    non so bene perché ma il dettaglio di questa immagine mi affascina particolarmente.
    Mi muovo tra queste mini isolette da pochi minuti ma comprendo fin da subito le ragioni per cui è difficile resistere allo charme di una città che come poche sa sedurre chi la visita.

    Tra i negozietti noto una pasticceria, nella vetrina piuttosto ricca e assortita, con mio grande stupore, mi accorgo di loro: un discreto numero di cannoli siciliani se ne stanno al centro della scena.
    Istintivamente alzo la testa verso l’insegna aspettandomi di leggere “Sicilia in Bocca” o qualcosa di simile, ma niente di tutto questo. Sembra trattarsi di una normalissima pasticceria locale, quindi continuo la mia visita. Provo a spiegarmi quanto visto. Penso che, magari, tra i pasticceri ci sia un siciliano.
    Proseguo il mio cammino spostandomi a caso tra un ponte e un altro.
    Ad un certo punto noto la vecchia insegna di una ferramenta e il negozio attira la mia attenzione: sembra essere rimasto fermo negli anni 50. Poco più avanti invece c’è un’altra pasticceria e la
    stessa scena: dolci di ogni tipo e cannoli siciliani come indiscussi protagonisti.
    «Che strano» penso «Due su due».
    Lo stesso si ripete ancora, ogni pasticceria sembra prediligere – nell’esposizione della propria merce – la specialità nostrana.
    I cannoli esposti rispettano, almeno nelle sembianze estetiche, le caratteristiche dei loro corrispondenti made in Sicily.
    Sono identici salvo che per le nostre immancabili decorazioni: canditi; buccia d’arancia; ciliegie; gocce di cioccolato. Sono dei bei cannoli.
    Belli ma semplici, solo cialda e ricotta.
    Decido di entrare, devo capire le ragioni della capillare diffusione di questa specialità sicula.
    «Buongiorno, perdoni una domandaÆ dico all’uomo dietro il bancone che indossa un grembiule di un bianco candido.
    «Dimmi».
    «Come mai in tutte le pasticcerie che ho visto qui a Venezia si vendono i cannoli siciliani?».
    «Be’ arrivano turisti da ogni parte del mondo: giapponesi, americani, canadesi, russi, brasiliani. Per la maggior parte di loro Venezia, Roma o Palermo sono la stessa cosa. Entrano in pasticceria e ancor prima di salutare dicono cannolo siciliano».
    L’uomo riprende a lavorare, «Grazie molto gentile» gli dico.
    Sto per uscire ed un attimo prima di salutarlo mi dice: «Ne vuoi uno?».
    «Sono sicuro che sono buonissimi. Ma non li mangio neanche a Palermo».
    Dal bancone l’uomo mi sorride come se non fosse convinto della mia risposta e mostrandomi il palmo della mano mi dice: «Ok. A presto».
    «Quando un giorno, Venezia, Roma e Palermo non saranno unite soltanto grazie ad un cannolo, tornerò a prenderne uno».
    Penso esattamente queste parole mentre rivolgendogli il palmo della mano gli dico: «Ciao».

    Ospiti
  • 33 commenti a “Il cannolo di Venezia”

    1. Un tempo c’era il Moro di Venezia, ora c’e’ il cannolo di Venezia, che sicuramente e’ piu’ gustoso e meno vendicativo.
      E, sig. Gaspare, le faccio i miei complimenti: fossi veramente un professore scolastico le darei 8+, dato che il post presenta immagini ben pennellate, con le virgole finalmente al posto giusto e, stento a crederlo, nemmeno 1 refuso 1! I suoi progressi sono evidenti, e le auguro il meglio.
      Ma, ora che ci penso, son stato per due settimane a Palermo e non ho addentato neanche un cannolo, accidenti! Beh, forse perche’ son stato troppo impegnato a sbafare sfince di S. Giuseppe in quantita’ quasi industriale. In effetti a Londra qualche cannolo, seppur disastrato, si trova, ma delle sfince nemmeno l’ombra, ahime’.
      In ogni caso ho notato che il progresso (?) non si ferma neanche dinanzi al cannolo: infatti, nello stesso supermercato di Via Liberta’ che dovrebbe esser aperto in futuro 24h al giorno, nel banco surgelati ho trovato una confezione con tutto l’occorrente per la preparazione dei cannoli!
      Se non ricordo male, c’erano cialde, ricotta e decorazione, tutto rigorosamente separato e congelato, ed ovvimanete tutti i consigli per scongelarli e preparare cosi’ a casa un autentico cannolo siciliano (!)
      A dir la verita’ ero talmente incuriosito che stavo per acquistare il prodotto, ma il mio masochismo non e’, per fortuna, arrivato a tanto.

    2. “….dietro il bancone che indossa un grembiule di un bianco candido….”

      Mancava solo la frase “senta buon uomo, perdonate la mia domanda…”

    3. Due note:
      – “Amo Palermo e nonostante abbia tante ferite e troppi problemi rimane per me la città più bella del mondo”… coraggioso !
      – per gli “italiani” quelli veri “Venezia, Roma o Palermo sono la stessa cosa”, cioè italia, a cumminianza… Io non sono italiano, non lo sarò mai. Per la precisione: mi sta sul ca…zo l’italia (similpaeseitalia), scelgo l’esilio, dato che vengono a imporla in Sicilia.

    4. Sig David grazie. So per certo che un suo complimento, al pari delle sue critiche, è realmente sentito.
      Giovanni ha perfettamente ragione…magari il grembiule bianco candido potevo evitarlo o inserire quel “senta buon uomo” che oltre ad inserirsi bene nel contesto mi ha fatto ridere da morire… Sono d’accordo. Non era un passaggio felice.
      Gigi le sue due note sono molto interessanti. Nella prima mi auguro che creda alla sincerità della mia affermazione. Ho vissuto in città dove i servizi funzionavano a meraviglia a 360° ma sentivo sempre una dolorosa nostalgia. Io amo davvero Palermo nonostante mi vergogni quando non so trovare un posto decoroso dove portare i miei figli a giocare (tanto per dirne una).
      La seconda nota invece aprirebbe una discussione infinita. Purtroppo (per quanto possa trovarmi d’accordo con lei) italiani lo siamo e lo restiamo anche se in esilio, come nel suo caso. Figli di una Repubblica del Cannolo.

    5. Certo che se uno l ‘Italia la guarda dal mezzo di una strada e facile essere attratto dalle pasticcerie ,dai cannoli,ed arrivare a certe conclusioni.Poi c’è un’altra Italia,quella che ci rende potenza industriale.

    6. Sig. Gianni non ho afferrato il concetto.

    7. Per disprezzare una volta si diceva repubblica delle banane.Se uno e ‘ figlio di nessuno sta nel circuito di chi guarda le vetrine con i cannoli.Ma l ‘Italia che conta e’ ben altra cosa.

    8. Sig. Gianni ci scrive dai mitici anni 60 o si trova nell’Italia del 2015 insieme a tutti noi?

    9. Gaspare Scimò, volevo dire che ci vuole un bel coraggio per definire Palermo “la città più bella del mondo”… sarebbe superfluo approfondire su tutti gli elementi che la rendono brutta, invivibile, devastata: munnizza, incuria, vicoli e facciate di immobili degradati, orrendi… ci hanno lasciato una bella opera d’arte che imbrattiamo ogni giorno. Il tanto decantato lungomare di Mondello? Marciapiedi dissestati, aiuole spelacchiate, vegetazione approssimativa, passeggiata che è una trazzera polverosa piena di pietre e buche, spiaggia immondezzaio, e la perla, invaso da bancarelle orrende dove venditori abusivi vendono cianfrusaglie contraffatte. E poi, sulla terra ci sono bellezze naturali ovunque, e bellissime città. Il narcisismo/nombrilismo dannoso e ridicolo “semu i megghiu” ci gioca brutti scherzi, altrimenti ci sapremmo distinguere l’attaccamento viscerale per esserci nati e cresciuti dalla realtà sociale desolante.
      CONFERMO: io non sono italiano, sono totalmente palermitano (in esilio volontario), mi sento assolutamente estraneo all’italia, a parte il fatto che non ci sono identità comuni, caratteristiche umane, mentalità, abitudini, indole, modi di vivere e pensare comuni da sud a nord. Estraneo per ragioni storiche INNANZITUTTO: le fondamenta del similpaeseitalia, ovvero, imbroglio, corruzione, furbizia, fotti-fotti, ruberie, mi fanno schifo. L’annessione forzata fatta di rapina, morti ammazzati, lager, ogni sorta di malvagità, è una ferita incancellabile e inguaribile nella mia memoria ancestrale, questo similpaese non l’ho mai accettato, quindi io non sono italiano, se lei si sente italiano fatti suoi, a me fanno pena i siciliani che si credono italiani per essere stati annessi con inganni, violenze, imbrogli. Ragioni storiche ed anche sociali economiche politiche, la Sicilia non c’entra niente col similpaeseitalia. Il similpaeseitalia È UNA COSA utile solo per i siciliani traditori della propria terra, che ne raccolgono prebende da 154 anni.

    10. altrimenti sapremmo distinguere

    11. Propongo agli estimatori di Palermo di dire, da ora in poi, : Palermo è la città che più amo al mondo.
      Assolutamente legittimo. Ma dire che è la città più bella del mondo è semplicemente ridicolo.

    12. E’ chiaro che cio che ha scritto Gaspare è dettato dal cuore ma sinceramente non capisco chi deve sempre sottolineare certe cose come se non avessimo gli occhi per notarle. Lo sappiamo che Palermo ha grossi problemi ma è stupenda alla faccia di chi non ci rede e di chi non fa nulla nel proprio piccolo per migliorarla….semplicemente ridicoli certe osservazioni che in questo post non c’entravano nulla. Grazie Gaspare anche io amo Palermo follemente, se tutti l’amassimo veramente forse sarebbe migliore…

    13. Ci sono buontemponi, con l’aggravante di avere il cervello disconnesso (sui fatti in oggetto, perlomeno), i quali pur di rompere le pa,,,le al prossimo, e avere l’impressione di esistere, scrivono idiozie, digitano, anche se non capiscono (in questo caso), nemmeno le cose elementari, che sono le seguenti:
      – l’autore ha scritto nel suo post che “Palermo è la città più bella del mondo”, poiché i post sono scritti per essere commentati ed eventualmente dissentire sul loro contenuto, chi non è d’accordo con questa affermazione lo scrive anche argomentando il dissenso. Perfettamente in tema… solo un buontempone che non capisce questa logica elementare può affermare che i difetti di Palermo si fanno notare sempre, dato che non è vero, si parla di tante cose su Rosalio, e stavolta dei difetti di Palermo se ne parla in modo pertinente e inevitabile.
      – anche la presunta appartenenza al similpaeseitalia – comune tra Venezia, Roma, Palermo – è uno dei temi trattati nel post di Gaspare Scimò.
      D’altronde il commentatore buontempone in questione che scrive che basta amare Palermo follemente per migliorarla dimostra di non capire niente di amministrazione, gestione di tutti i parametri fondamentali, sociali economici culturali, (e produttività e conoscenza degli elementi che determinano il buon funzionamento della città, e la sua competitiva nel mondo evoluto), tutti elementi dove, a parte alcuni settori e casi individuali, la città è indietro di diversi decenni rispetto a paesi e città evoluti, insomma una città che necessita di un reset, ebbene, chi scrive queste scemenze non potrebbe capire l’evoluzione logica di una discussione in un blog.

    14. a parte il fatto che quelli in foto mi pare si chiamino cartocci e non cannoli,
      il post si da’ sui piedi una mazzata dietro l’altra,
      anche se usa regolarmente le virgole.
      Sono i contenuti ad essere approssimati e la conclusione abnorme.
      In realtà il Made in Italy e’ un forte richiamo che frutta fior di fatturato a chi ha capacità
      di produrlo.
      Altro che Repubblica del Cannolo !
      Purtroppo,se prendiamo cento nomi di aziende italiane che vanno forte,
      quante di queste sono siciliane,e
      quante palermitane?

    15. Gigi e Zelig io ho scritto: ” PER ME la città più bella del mondo” PER ME significa che so che non sto definendo oggettivamente. Mi stupisco soprattutto di lei Gigi.
      Gianni lei è il simpaticissimo Camaleonte di Rosalio. Prego continui pure…sempre cambiando Nick.

    16. Gaspare Scimò, la spiegazione è peggio dell’affermazione nel post, diventa un’aggravante.
      Si era capito che lo è “per lei”, che è il suo giudizio soggettivo.
      Che, nel peggiore dei casi, potrebbe significare che lei ha scarse capacità di discernimento… o che manca di obiettività, che è peggio.
      O forse voleva dire: è malandata, ma siccome la amo è la più bella del mondo. In questo caso sarebbe incoscienza… o una di quelle tante retoriche melense molto in uso in questo periodo in italia, che lasciano il tempo che trovano, retoriche senza sostanza.
      E recita pure allo stupito ?

    17. Gigi, stupito perché non la ritenevo così superficiale. Deluso dal suo ultimo commento con il quale conferma un suo modo di pensare assoluto e presuntuoso . Tirando due ipotesi a casaccio pretende di entrare nei meriti e di giudicare nel dettaglio i miei pensieri. Provi ad essere un po’ più sereno ne avrà solo giovamento. Si rilassi un po’ e comincerà a capire tutte le sfumature che puntualmente ignora tanto è accecato da una ossessiva necessità di criticare sempre e a tutti i costi . L’esilio le fa male.

    18. Effettivamente Gigi, sei bravo ma esagerato. Un po’ di misura e senso dell’umorismo non guasterebbe.

    19. Visto il successo della dissertazione filosofica sul termine arancino/a avuto su questo blog , riporto la discussione sul culinario: meno male che nessuno ha obiettato che il Cannolo, in quanto in italiano si dice “Rubinetto”, si debba chiamare così!
      Il Cannolo, che derivi da “cannolo dell’acqua” o dalla “canna” che si usava per friggere la cialda questo non si sa, è un termine di etimologia siciliana ormai conosciuto in tutto il mondo, e non ha nessuna corrispondenza con una qualsivoglia derivazione o traduzione dall’italiano.
      E poi, se i cannoli nelle vetrine del Continente sono quelli della foto, potrebbero evitare di mettere “siciliani”, per non infangare un nostro prodotto.

    20. E se poi in una vetrina del continente mettessero in mostra un bel cannolo, magari di Piana degli Albanesi (celebri per le loro dimensioni) con ai lati due belle arancine bomba del bar Touring..beh, il suggerimento sulle capacita’ amatorie dei maschi siculi sarebbe certamente recepito da tante gentili signore bisognose d’affetto e non solo, che si riverserebbero in Sicilia alla ricerca dei suddetti prodotti locali, con evidenti benefici per l’economia dell’isola e, direi, anche per il godimento dei suoi abitanti di sesso maschile.
      Altro che azienda autonoma per il turismo!

    21. Scimò, alcune considerazioni:
      – se lei mi conoscesse saprebbe che io spesso scrivo sorridendo, perché alcuni di voi vi trovo divertenti, e saprebbe anche che ho una vita “vergognosamente” privilegiata… quindi non dedurrebbe le scemenze che ha scritto.
      – dimostra di non avere spalle larghe per capire e accettare le critiche, e reagisce in modo scomposto, quasi offensivo… non ha il profilo dell’autore evoluto
      – si arrampica sugli specchi, condizionato da secoli di atavismo, e influenze nel suo dna lasciate da chi è passato da qui che non esplicito chiaramente per non apparire razzista, per non volere ammettere che la sua “espressione” – “per me” – non vuol dire un caz…à e si può interpretare solo nei modi che ho fatto… anche un sentimento soggettivo “causato” dall’amore non impedisce di vedere bruttezze e devastazioni, e se si notano bruttezze e devastazioni, come ha fatto lei stesso e poi scrive nella stessa frase “ma per me è la più bella del mondo”, di retorica atavica si tratta, espressione retrograde e melensa, auto compiacimento nell’amore melenso, ma che è totalmente illogica, incosciente.
      Il signor David la critica severamente, da sempre, io no, ma in questa sua espressione lei ha dimostrato di non sapersi esprimere e di non capire il senso, né la logica, di quello che ha scritto.
      Quest’ultimo suo commento aggrava il suo caso, troppo tascia la sua reazione.

    22. la ” à ” non c’entra dopo caz… è solo … digitazione tasto vicino

    23. Zelig, nel web non si vede, e poi c’è gente che interpreta il parlare franco e chiaro per modi severi o aggressivi… io certi momenti qui su Rosalio li considero distraenti, e quando commento certi individui, esilaranti… mi fanno sorridere… chiedi al webmaster, lui lo sa, l’ha verificato fuori dal web.

    24. Gigi pensavo di dedicarle il mio prossimo post: “Privilegiati in esilio.” Ma sono certo che in un breve commento sarò capace di rendere l’idea sulla personalità che emerge dai suoi interventi sul blog.
      Lei è un fastidioso disco rotto.
      Argomenta, argomenta, si sforza di scrivere concetti con un stile che antepone ai contenuti la necessità di criticare a tutti i costi, di polemizzare su ogni cosa e di screditare l’altro fino ad offendere.
      Tutto quello che esprime è gigicentrico. Tutto questo potrebbe risultare anche simpatico se non fosse che lei è di fatto un disco rotto. Quella fastidiosa necessità di criticare tutto (che comincio a sospettare sia il sintomo di un suo profondo disagio) si sviluppa sempre allo stesso modo. Insomma, Gigi Criticatutto, lei è noioso perché nella sostanza scrive sempre le stesse cose.
      Le faccio alcuni esempi di sue frasi/ concetti ricorrenti che più volte ho notato nei suoi commenti qui sul blog:
      1 “…ho una vita “vergognosamente” privilegiata…” ( a parte che non esiste qualcosa di più tascio di ostentare la propria ricchezza eviti di dare del tascio a me o alle mie reazioni qua più tascio di come è stato lei non si può )
      2 “…dimostra di non avere spalle larghe per capire e accettare le critiche…” accusa sempre gli altri di non accettare le critiche mentre lei emette sistematicamente sentenze su tutti. Più volte ho ringraziato di vero cuore le critiche del Sig David. Per criticare bisogna possedere un’intelligenza raffinata e il sig David con le sue critiche mi ha aiutato qui su Rosalio a scrivere uno tra le più belle cose che abbia mai scritto. (Rosangela vedi commenti)
      3 “…non capire il senso, né la logica, di quello che ha scritto…” più volte accusa chi scrive di non capire quello che ha scritto. Questo se mi permette oltre a renderla ridicolo e paradossale la priva di ogni credibilità. È così presuntuoso da sostenere che conosce ancor meglio dell’autore la logica e il senso di uno scritto.
      Può usare tutti i toni altisonanti e vivere da miliardario nonostante ciò resterà (e non voglio offendere mi riferisco al microcosmo di questo blog) un triste commentatore che vive talmente agiatamente e ride talmente tanto quando scrive i propri commenti da esprimere matematicamente sempre la più patetica e triste miseria: la solitudine. Lei caro Gigi qui sul blog sembra un uomo molto triste e molto arrabbiato con la vita. Sfrutti in modo più efficaci gli agi e i privilegi con cui sostiene di vivere.

    25. Gaspare Scimò, lei mi fa pena.
      Perché dalle sue reazioni scomposte, poco equilibrate, si evince il profilo di una persona insicura, complessata. Lei è il “sempliciotto” che prova a fare l’autore di post, magari convinto di essere un bravo cronista di racconti di vita quotidiana, ma in realtà il suo stato di insicuro e complessato prende il sopravvento se viene criticato il suo “papello”… e per celare il suo malessere aggredisce il commentatore, inventa stramberie sul commentatore, insomma tenta maldestramente di spostare l’attenzione dalle sue carenze ( di cronista improvvisato… certo improvvisato, se il signor David è quasi costretto a fare il maestro e correggere i suoi racconti, fin dalle basi elementari ).
      Lei ha pure serie difficoltà di comprendonio, forse perché ha poca dimestichezza con la scrittura. Infatti mi costringe a spiegarle l’ovvietà: “vergognosamente” privilegiato, in questa forma ha implicito senso del pudore e umiltà… è stato scritto in risposta ad una delle sue corbellerie – “si rilassi” -, si intendeva che “vergognosamente privilegiato” è riferito al benessere morale, di colui che ha la chance di potere scegliere di vivere in posti molto interessanti, di potere viaggiare con frequenza, di amare ed essere amato, di potere vivere delle proprie passioni e soddisfare i propri interessi… e nella società precaria attuale, dove purtroppo molti uomini non hanno possibilità di scegliere o esercitare mestieri adeguati, mi sembrano privilegi (anche se dovrebbe essere normalità) morali. Capisce ? Da questi elementi consegue lo stato di rilassatezza, contrariamente alle sue deduzioni cret.ine.
      Solo una mente contorta come la sua poteva pensare che io mi riferissi a ricchezze materiali e denaro.
      Disco rotto ? Spalle larghe ? L’ho scritto solo in due casi spalle larghe, e in dieci anni di conoscenza di questo blog non mi sembrano troppi. Io commento i temi in oggetto, nei periodi in cui vengo a leggere qui, poi mi allontano per mesi in modo naturale, se i temi dei post pubblicati “gira e firria” sono simili, evidentemente io, essendo coerente, scrivo commenti adeguati, anche se con qualche variante secondo i periodi e gli umori.

    26. … questa perdita di tempo è causata dai suoi problemi sopra sintetizzati. Io avevo semplicemente fatto due osservazioni, con garbo, non erano nemmeno critiche.
      Scimò sconvolto, per non avere capito un tubo ( addirittura ):
      – vorrebbe impormi una nazionalità che io respingo, ho la gentilezza di spiegargli i motivi storici, economici, sociali, politici, della mia repulsione per il similpaeseitalia, e lui che fa ? Mi rompe le scatole, con intolleranza fuori dal comune
      – scrive una contraddizione, degna di un cervello poco connesso, ovvero definire “una città disastrata e piena di difetti – per me – la più bella del mondo”, nella stessa frase. Invece è corretto, è logico, scrivere “una città disastrata e piena di difetti, ma è la mia città, alla quale sento di appartenere e che mi appartiene, ed è la città che amo di più”. Invece di ringraziarmi mi ha aggredito. Ma io ho imparato a compatire, in certi casi… e a non infierire.
      INFINE, Scimò , lei non è adeguato per fare il cronista, non possiede le basi, nemmeno quelle elementari, lei non è sereno e commenta nei suoi post più dei commentatori, cattivo segno, com’è cattivo segno l’autore che aggredisce i commentatori.
      Aggravante: lei ha definito il mio primo commento – che era scritto con garbo – in maniera positiva ( “Gigi le sue due note sono molto interessanti” ), ma io ho replicato dissentendo sulle sue affermazioni seguenti, legittimamente e con moderazione… il dissenso, seppure motivato e garbato, l’ha sconvolto, ed è “sbiellato” di cervello.
      Per questo, Scimo, la informo che lei ha bisogno di aiuto per capire le cause di queste sue reazioni poco equilibrate, insomma devono spiegarle perché lei “sbiella” in questo modo preoccupante, da un post all’altro in brevissimo tempo.
      P.S. ho la fortuna di avere le compagnie professionali e private che mi corrispondono, lei, si evince dalle minc.hiate che scrive, è un essere vuoto.

    27. Gigi per essere questa schifezza di persona e di autore non crede di avermi dedicato troppo tempo?
      Sicuramente è tutto come ha descritto lei.

    28. Vi invito a essere rispettosi nei vostri commenti e vi ricordo che questa non è una chat. Grazie.

    29. Gaspare Scimò, nei giorni scorsi non ho potuto occuparmi del suo caso, ero in viaggio, e da domenica sera, da quando mi trovo nella città “più bella del mondo”, l’estasi che essa provoca in me, non lasciava spazio per il suo caso.
      Le confermo che lei ha seri problemi di comprendonio: io ho scritto un commento, lei si è comportato male, mi ha aggredito ed offeso, io non porgo mai l’altra guancia, ho usato il metodo adeguato perché è giusto “demolire” le cretinate dei maldicenti che parlano “ammuzzu”.
      P.S. Palermo ha oltrepassato, stavolta, ogni limite immaginabile nella devastazione, incuria, degrado, bruttezza causata dall’uomo su una città che invece dovrebbe essere ammirevole.
      Il cervello è assalito, fin dal primo impatto, da una serie di fotografie, come in un vortice, turbolento, superfluo ordinare parole e immagini, la sintesi è spietata, inequivocabile: la decadenza attuale fa prevedere infime chances di miglioramenti, la decadenza ambientale, mentale, si percepisce persino nei volti e nelle movenze. Inevitabile pensare alla teoria delle finestre rotte, dove, chiaramente, in questo caso i cervelli e l’ambiente si influenzano reciprocamente.
      Sofferenza indicibile. È preferibile resistere tre settimane sperando nel risveglio del grande amore (per la città) oltraggiato dai suddetti elementi, o scapparsene immediatamente ( sapendo che lottare in questi casi – contro i balatoni, tranne una minoranza – equivale a masochismo ), e applicare una sorta di eutanasia per un essere amato ?

    30. Rimuoverò ulteriori commenti non rispettosi.

    31. Negli States trovate anche i ”cannoli alla fiorentina” OMG!

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